lunedì 23 gennaio 2012

Che cialtroni questi Forconi!

Finalmente i Forconi, dopo essere stati etichettati dall'opinione pubblica nazionale prima come fascisti, poi come  mafiosi, hanno raggiunto il non invidiabile status di "Cialtroni", che va bene un po' per riassumere tutto e niente. 
A leggere l'intervista di tale Andrea Valenziani sul Corriere della Sera (unico agricoltore siciliano intervistato, peraltro, nel caos forconesco), sembra che in Sicilia in realtà vada tutto bene: 
«La Sicilia è piena di persone che la rivoluzione vera la fanno ogni giorno. In realtà è una cosa facilissima da fare, basta rispettare le regole. Lo si fa in silenzio, non con gli schiamazzi. É una cosa facilissimo da fare: basta rispettare le regole»
I mali della Sicilia agricola sarebbero dunque da addebitarsi al mancato rispetto delle regole. I Forconi non sarebbero altro che una accozzaglia incivilizzata ed indisciplinata non in grado di intercettare le richieste del mercato globale, un residuo rigurgito della Storia che emette il suo ultimo reflusso (burp!).
Insomma, ma che vadano a quel paese, dunque, questi incapaci, invece di bloccare una Regione intera, provocando disagi ai più e danneggiando la vera Sicilia moderna, intenta addirittura facilmente, a  rivoluzionarla (una volta finito, spero raggiungano anche il Continente, questi Rivoluzionari del silenzio, così risolvono anche il problemi del resto del Mondo).

Bene, sono un agricoltore anche io, ed ho una azienda agricola in Sicilia, che sinora mi ha permesso di vivere con dignità e sobrietà, sacrificandomi certo in prima persona in ogni attività soprattutto manuale. Poi faccio il blogger per svago, per tenermi aggiornato sulle vicende del mio settore, e mantenere un minimo di dimestichezza con la parola scritta che certo la vita agricola integrale non sollecita. 
Ebbene io con i Forconi c'ero, perché per la mia esperienza, qui in Sicilia non va così bene da alcuni anni, e in prospettiva ancora meno, per chi ha una attività produttiva e deve affrontare il mercato globale.
Proverò a spiegarvi il determinante ma semplice aspetto economico che sta alla base della nostra crisi, tralasciando tutti i tipici e ben noti problemi siciliani, che ovviamente lo esaltano. La mia azienda, come qualsiasi attore economico che affronta senza alcuna protezione il mercato globale, è costretta da un lato a vendere le produzioni agricole al prezzo del libero mercato, ma dall'altro ad acquistare i mezzi tecnici per produrle (gasolio, concimi, etc.) a prezzi condizionati dalle politiche fiscali dello Stato.
Per fare un esempio clamoroso, mentre il mio frumento duro viene venduto più o meno al valore a cui lo vende il mio concorrente USA o Canadese  (i più temibili competitori nel settore), il costo del gasolio per produrlo (pur avendo il barile di greggio più o meno la stessa quotazione sia in America che in Italia) nel mio caso è del 40 % superiore. Ed il gasolio è alla base dell'agricoltura meccanizzata moderna, costituendone direttamente e indirettamente, la voce di costo maggiore del bilancio aziendale. Questo avviene naturalmente in misura più o meno simile, non solo per il grano ma per ogni commodity agricola italiana che affronti direttamente il mercato, ed anche, seppure con minori sperequazioni, nei confronti degli stessi paesi agricoli della U.E.
Chiunque potrà facilmente capire che anno dopo anno, la mia posizione e quella dei miei colleghi rispetto ai concorrenti globali diventerà sempre più debole, visto che i minori ricavi non ci consentiranno di adeguare l'azienda alle nuove sfide che via via si pongono.
Ma cosa è accaduto di traumatico ultimamente, perché l'esplodere della protesta Forcona? 
Il governo Monti con le norme "Salva Italia", ha aggredito il settore agricolo in maniera inusitata facendo lievitare i costi fissi e variabili sino al 300% in alcuni casi, tanto che anche nel ricco varesotto recentemente gli agricoltori hanno registrato difficoltà economiche mai registrate prima (capperi, dovremo mandargli il buon Valenziani, a fare un corso di rispetto delle regole in silenzio). 
Evidentemente se già in un territorio ricco e logisticamente ben posizionato come Varese, si è creato un clima di preoccupazione, in una Regione periferica come la Sicilia, questi provvedimenti sono stati la miccia per l'esplosione di una veemente protesta.
Qui infatti una parte del mondo agricolo, quella meno evoluta certo, ma soprattutto meno ammanigliata al potere - i finanziamenti PSR vengono gestiti  esattamente come state malignando- era già in una situazione di grave crisi economica,  in parte senza dubbio per proprie colpe storiche (ma li vogliamo quindi sopprimere, per questo?). Qui, come in Sardegna ed altre zone depresse, la Riscossione Sicilia-Serit (la nostra Equitalia, perchè noi siamo autonomi), distribuisce alacremente, con rara efficienza per un ufficio pubblico siculo, ipoteche e fermi amministrativi.
Proprio le pendenze Serit ed il nuovo consistente aumento delle accise sul gasolio dettato dal Governo Monti sono state il collante che hanno unito agli agricoltori, gli autotrasportatori ed i pescatori. A questo blocco, che ha rappresentato il nocciolo duro e numeroso della protesta, si sono uniti gruppi di studenti, artigiani e piccoli commercianti di paese, frange di forzanovisti, qualche sospetto mafioso (ma di cosca perdente) ed un "parrino" (mai la Chiesa fu così silente, in Sicilia). Tutto qui, nessuna ideologia o grande obiettivo comune, che non sia quello di sopravvivere qualche anno di più.    
Cosa chiedono i Forconi? 
Soltanto un po' di equità sociale, con quale ricetta fate voi.

61 commenti:

  1. http://www.piemonte.cia.it/ciapiemonte/svl/documentiRead?doc_id=30793&tpl_id=7

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    1. Non fa una grinza. Il mondo produttivo italiano deve fare i conti con la globalizzazione mondiale. Ipolitici italiani invece no così come i giornalisti pagati da quest’ultimi.
      P.S. aggiornamento meteo – Sole pieno e temperature ora molto alte. Fino Lunedì prossimo nessuna pioggia prevista!

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  2. Grazie Toni, puoi ricordare a tutti, di dove sei?
    Non vorrei ti scambiassero per un cialtrone siculo.

    Ciao

    P.S.: Azz, ci si mette pure il meteo.
    Non piove, governo ladro!

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  3. riusciranno i nostri eroi.....? questo il titolo di un vecchio e amabile film con sordi e manfredi.
    la protesta aveva raggiunto livelli e partecipazione interessanti, ma nessuna risposta da parte delle istituzioni (anche in termini ordine pubblico, ovvero le canoniche manganellate su chi protesta).
    con i mass media ostili (perfino il gds, a chi appartiene la proprietà?), tranne poche eccezioni, la politica ha gioco facile a fare orecchie da mercante.
    è evidente che occorreva sospendere. e adesso?
    cerealicultore

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    1. La risposta è: non credo, ma ciò non vuol dire che non andasse fatto. Non tutte le azioni umane possono essere dettate da un mero calcolo utilitarista, per di più di breve periodo.

      Ok, ma non possiamo pretendere che le nostre linfatiche Istituzioni diano risposte in pochi giorni. Diamogli qualche giorno, ci sarà questo incontro tra Lombardo e Monti, vediamo...

      Si, il Gds era schierato contro perché affonda le proprie radici nella borghesia pubblica regionale, e questi volevano che l'ordine fosse ripristinato immediatamente.

      Ed adesso...mi preparo a fare la concimazione di copertura.

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  4. Ciao,Granduro,sul sito di Rischiocalcolato.it hanno pubblicato questo articolo con riferimento al tuo blog.

    Ecco, il link.
    http://www.rischiocalcolato.it/2012/01/cosa-chiedono-quei-fascisti-mafiosi-per-i-media-mainstream-forconi-siciliani.html

    Curtis N.

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    1. Grazie, se guardi bene me ne hanno pubblicati altri quattro.
      Mentre su CDC, hanno oggi pubblicato quello sui cialtroni.

      http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php

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    2. http://www.keinpfusch.net/2012/01/rivolte-sicilia-e-forconinsfw.html

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    3. ho letto, ma è un blog davvero strano. Magari con più tempo, cerco di capirlo meglio.

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  5. bé un pò di scruscio i Forconi lo hanno fatto, per far parlare in questo modo la Cia.

    Agricoltura: Politi (Cia) a Monti, subito incontro con categorie
    23 Gennaio 2012 - 16:50
    (ASCA) - Roma, 23 gen - ''Le imprese sono allo stremo, sempre piu' oberate da costi produttivi, contributivi e burocratici.

    I prezzi record del gasolio agricolo rischiano di mettere in ginocchio migliaia di imprenditori che non riescono piu' a stare sul mercato''. Il presidente della Cia, Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi si rivolge cosi' in una lettera al presidente del consiglio dei ministri, Mario Monti.

    ''Le proteste che stanno caratterizzando la Sicilia, e che cominciano a estendersi in altre regioni - si legge nella missiva - sono sintomatiche di un profondo malessere che puo' avere anche risvolti pericolosi per l'ordine pubblico.

    Uno scenario che nei prossimi mesi si aggravera' ulteriormente con le misure contenute nella manovra di fine anno, in particolare per quello che concerne la tassazione dei fabbricati rurali, che per gli agricoltori sono indispensabili strumenti di lavoro, e dei terreni agricoli''.

    Politi sottolinea che ''le manifestazioni in Sicilia dove non escludiamo anche infiltrazioni di speculatori, dimostrano, tuttavia, che i problemi degli agricoltori sono gravissimi. Ed e' per questo che riteniamo non piu' prorogabile una risposta efficace che permette alle tante aziende agricole in affanno di uscire dal dramma''. Da qui la riaffermazione della ''necessita' di un'equa ripartizione dei sacrifici'' e ''dell'impellente esigenza che le misure fortemente restrittive vengano riviste e controbilanciate da efficaci e mirati interventi a sostegno della crescita e della competitivita' sui mercati delle imprese agricole, con particolare riferimento a quelle condotte da giovani imprenditori''.

    In conclusione, la richiesta, nella lettera, di una ''pronta convocazione di un incontro con tutte le rappresentanze delle categorie produttive, in modo da affrontare le gravi questioni che oggi affliggono migliaia di agricoltori''.

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  6. Ma come? Gli agricoltori non usufruiscono di sussidi e del sostegno al prezzo dei prodotti? Siamo su scherzi a parte?

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    1. alcuni agricoltori usufruiscono di sussidi, sulla base di un riferimento storico e sulla proprietà del terreno.
      Al Nord questi sussidi sono molto più elevati che al Sud.
      Le aziende di nuova costituzione non beccano nulla.
      Le aziende che non hanno terreno, ma lo prendono in affitto non beccano nulla (cioè quelle che lavorano e producono).

      Non esiste alcun sostegno al prezzo, da anni, aggiornati.

      No, è la realtà.

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    2. @granduro
      la realtà manco sanno dove stia di casa ,sta banda di soloni..poi si stupiscono delle reazioni della massa..e la colpa è sempre e solo della massa,,che non sa organizzare forme di protesta civili, si fa strumentalizzare..non sa distinguere le responsabilità di un tecnico,da quelle di un politico.non ha affrontato a tempo le prevedibili difficoltà che la globalizzazione avrebbe comportato etc..
      Dopo aver svuotato la testa alle persone con tutti i mezzi possibili per decenni, perché faceva comodo cosi ora ci si stupisce se le masse ragionano di pancia e si incazzano.ma cosa si aspettavano che si mettessero a fare analisi?con quali esempi incentivanti quelli della nostra classe dirigente?con quali strumenti :i ns mezzi di divulgazione? i ns mezzi di informazione?
      se vi fossero state tutte queste opportunità probabilmente non si sarebbe arrivati a sto punto.E si sa che il merito ha sempre avuto molti padri ma la colpa è sempre stata orfana.

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    3. Si, però è anche vero, che molti ascoltano soltanto quello che vogliono sentire, almeno finché hanno la pancia piena.

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  7. [La mia azienda, come qualsiasi attore economico che affronta senza alcuna protezione il mercato globale...] Una frase del genere potrebbe stare bene nella bocca di un agricolture africano, ma mai in quella di un europeo o americano. Per carità, avrete mille ragioni per questa protesta, ma non inventatevi falsi meriti.

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    1. supportare affermazioni please!

      Nella colonna a destra del blog troverai le quotazioni del grano commercializzato in Italia con le varie provenienze, a parità di qualità, il prezzo è lo stesso (cent+ cent-).

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  8. Un'ultima cosa, l'Imu sugli immobili adibiti per la produzione era prevista nella manovra di agosto, o forse luglio, del governo Berlusconi. Non c'entra nulla Monti. Come mai non vi siete arrabbiati prima?

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  9. Per la precisione, era prevista nel decreto sul federalismo, l'aliquota di riferimento era al 7,6%, poi abbasssata di un punto dallo stesso governo Berlusconi. Monti l'ha ripristinata al 7,6%. Forse molte persone dovrebbero rileggere le manovre di luglio ed agosto, ci sono molte mazzate a babbo morto, per cui, anche se sono state decise da Berlusconi, saranno i governi futuri a prendersene la responsabilità.

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    1. L'IMU, sarebbe entrata in vigore nel 2014, e manteneva l'esonero per chi aveva i requisiti di ruralità (cioè noi agricoltori).

      http://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/legislazione/12364-imu-anche-sui-fabbricati-rurali.htm

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  10. caro duro di Sicilia,
    le regole che noi siciliani dovremmo imparare a rispettare non sono quelle del mercato, ne quelle della modernizzazione. Io mi riferisco alle regole del vivere civile, mi riferisco al rispetto per il prossimo, che in quest’isola è sempre secondo all’interesse personale. Protestare, ribellarsi ed infine (se ci si riesce) fare una rivoluzione, sono momenti della vita civile di un individuo come di un popolo. Un individuo quando scende in strada si porta dietro i propri valori. I valori che ho visto esibire nel corso di queste manifestazioni sono stati la prevaricazione, la prepotenza esercitata con la violenza fisica e psicologia. Scendere in piazza per esercitare sugli altri l’ingiustizia che si ritiene di aver subito, non è una rivoluzione. Una rivoluzione implica un cambiamento del sistema, in questo caso cambiano solo i ruoli. Ieri subivo io, oggi subisci tu.
    Scegliere per un cambiamento che non abbia più ne vittime ne carnefici, significa ridimensionare se stessi verso una dimensione che lasci spazio anche agli altri, significa capire in primo luogo i propri errori, in poche parole significa maturare consapevolezza. Consapevoli di ciò che siamo e delle implicazione del nostro agire, forse possiamo rivoluzionare il nostro modo di vivere e quindi quello degli uomini, degli animali e dell'ambiente con cui conviviamo.

    Questo è quello che penso.

    Andrea Valenziani

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    1. alla classe politica fa propio piacere avere a che fare con gnet che ragiona così,perche possono stare tranquilli di farsi i 'fatti' propri comodamente...in questi ultimi 10 anni tutti quelli che hanno pensato che il sistema si potesse riformare dall'interno come Lei Signor valenziani avete fatto perdere solo tempo prezioso!!!

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    2. Scusa se ti abbiamo fatto perdere tempo prezioso

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    3. Valenziani, ho assistito personalmente a varie manifestazioni del movimento Forconi nella Sicilia Occidentale, proprio per farmi una idea degli eventi, senza filtri. Non ho assistito ad alcuna prevaricazione ne violenza, altrimenti me ne sarei dissociato immediatamente. Anzi sono rimasto francamente sorpreso dalla pacatezza e serenità della gente, confermata anche oggi dalla splendida manifestazione palermitana da cui sto giusto ritornando. Si, perché vedi, caro Valenziani, mentre tu sei lanciato alla conquista dei fertili mercati del Nord (e di questo non posso che complimentarmi), attorno a te, anche se tu non sembri accorgertene, vi è il disastro sociale ed economico. Sto esagerando? Mah! Io non ho mai visto, qui in Sicilia, decine di migliaia di persone sospendere la propria attività per 5 giorni, perdere le proprie produzioni (perché anche loro non hanno potuto commercializzare le proprie) manifestare in strada notte e giorno, al bello ed al cattivo tempo, così, per un semplice bestiale impulso protestatario.
      Difficilmente credo che i disagi reali degli agricoltori (e non solo) siciliani potranno essere risolti da una sorta di grande corso di yoga che tu sembri suggerire, qui c’è da dare un segnale immediato di discontinuità, a mio modesto avviso.
      Poi tu, fai pure, continua a costruirti il tuo piccolo canale di commercializzazione di successo, tra un respiro di yoga e l’altro, ma ricorda che quando un territorio è allo sfascio economico e sociale, neanche la più virtuosa delle aziende può sussistere.

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    4. Non so sulla base di cosa produci il tuo giudizio, non credo di aver avuto mai modo di discutere e condividere i miei progetti e le mie idee con te. ciò ce ho visto accadere qui a Lentini è ciò che ho denunciato e testimoniato. Anch'io mi sono recato ai blocchi senza filtri e ciò che ho visto non era una rivoluzione popolare. Te lo assicuro. Posso essere solo contento che in altre località sia stato diverso.

      Andrea

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  11. ad oggi non esiste scritto in nessun libro di storia chè si siano fatte rivoluzioni con i fiori e i cioccolatini,ma bensì con il sangue,violenza chiama violenza ,vita mia morte tua e viceversa ,bisogna solo vedere da chè parte si decida di essere,nulla di personale,ma quello chè sta accadendo in europa purtroppo non può essere risolto alla buona,ho il capitalismo feroce e spavaldo,o un socialismo democratico ed equo,i due modelli non possono coesistere,e in questo momento il primo modello ci sta portando dritti verso la miseria e la povertà,ed io intendo combatterlo con ogni mezzo,pochè l alternativa sarebbe sarebbe la mia fine.

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  12. Non so che libri di storia tu abbia letto, ma le rivoluzioni fatte con il sangue e la violenza non sono state le più efficaci, almeno nell'intento rivoluzionario (Non se il tuo libro parla di Gandhi, di Nelson Mandela o di Gesù Cristo). Il totalitarismo è il frutto di una mentalità che ripone la ragione nelle mani di una parte sola in cui la diversità va schiacciata.

    Ma forse mi sbaglio, forse in questo momento sto parlando con il futuro duce che salverà questo paese. Il precedente diceva le stesse identiche cose.

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  13. il mio pensiero politico sociale deriva dalle azioni di quelli chè un giorno appesero il duce in testa in giù a piazzale loreto,e sè cè l avessero lasciato come monito oggi non saremo così,bando alle ciance e agli utopismi,siamo in guerra e basta,volete ritornare a servire e reverire i padroni,come si faceva fino a mezzo secolo fà?fate pure,ma dubito chè siano tutti d accordo,in attesa chè torni Gesù a liberarli,perchè dovremmo assistere al dissolversi di sacrifici di intere generazioni,a causa della corruzzione chè fà dà padrone in questo sistema senza muovere ciglio?l alternativa alla non ribeglione ,e una nuova forma di schiavitù,alla quale saremo sottomessi,altro chè,la ragione esiste ed è dalla parte dei giusti,non certo dei corrotti e corruttori chè oggi vogliono imporsi ai popoli con fare arrogante e provocatorio,solo per mantenere i loro privilegi e vizi,se esistesse dio assisteremmo ad una nuova Sodoma e Gomorra,nel vecchio testamento neanche lui si curava tanto di questa spazzatura umana che calpestava la sua terra,perfino lui era poco diplomatico di fronte a certi eccessi,figuriamoci noi comuni mortali.Poi sè vogliamo fare i filosofi possiamo anche farlo,ma questa è un altra storia.

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  14. bravo a mimmo 70,Sodoma e Gomorra ci vuole,no questo zuccherato perdonismo a tutti i costi,inculcatoci dalla chiesa cattolica....vedi se la chiesa luterana va predicando il perdono dei corrotti!

    Per 'il tempo perso'pensa a tutti quei giovani che hanno cercato di salvare l'azienda dei padri e che fallendo travolti dai debiti..,non si stanno potendo sposare o che vengono emarginati dalle dalle donne per il semplice fatto di essere pescatore o agricoltore...testa di rapa,l'umorismo lo fai a tua sorella!

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  15. Cari Lettori Forconi, attenzione non cediamo alle provocazioni.
    Più tardi se riesco, proverò a pubblicare qualcosa sulla bella manifestazione di oggi a Palermo.

    Saluti

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  16. Per salvare l'azienda di tua padre senza soccombere ai debiti, per valorizzare il frutto del tuo lavoro senza venderti ad un mercato che non sa cosa sia il vero valore del tuo lavoro, le alternative ci sono. Uscire dai binari dell'economia dei consumo non è facile, costa una fatica enorme, ma si può. Ed una volta che ci sei riuscito, avrai definitivamente smesso di alimentare quel sistema, e non per una settimana. Lavorare ad un progetto del genere, smettere di dipendere dall'industria dei fertilizzanti, smettere di fare agricoltura assecondando gli standard della GDO, abbandonare modelli di produzione monovarietali e monocolturali, creare relazioni con chi consuma al fine di condividere le problematiche della produzione, creare relazioni di lavoro basate non sullo sfruttamento, ma sulla collaborazione, credo che valga qualcosa.
    Non credere di essere l'unico produttore a patire difficoltà a viverle sull'orlo della bacnarotta.
    Ci vuole coraggio a fare l'agricoltore, ci vuole coraggio a non pagare il pizzo, ci vuole coraggio a fare un'esposto in procura da soli per segnalare un'abuso edilizio ed un danno ambientale perpetrato da chi pensa che la terra sia buona solo per essere edificata. Per risvegliare le coscienza non ci vogliono le bombe, ci vuole la determinazione nel voler cambiare le cose. Io ho scelto la mia strategia. Se stermini tutti gli ignoranti, ne nasceranno altri, ancora più ignoranti. Ci vuole cultura, ci vuole senso morale. Bisogna lottare per contrastare modelli culturali privi di spessore, che riducono l'uomo in consumatore a critico di tutto ciò che ha bisogno di essere smerciato. Il mio modo per lottare è coltivare con passione ed amore per la terra, è trasmettere questo messaggio affinchè sia la base del valore di ciò che produco. Ti sembreranno stronzate, ma ci sono centinaia di migliaia di persone in Italia che hanno a cuore questo valore e lo antepongono a quello economico. Persone che stanno alimentando un'economia alternativa che fa la differenza nella vita di tantissimi produttori.
    Dopo l'abominio ventennio berlusconiano, dopo anni di schiamazzi della pornocrazia televisiva, non ti stupire che tante persone abbiano scelto di lavorare silenziosamente, ma senza sosta e senza compromessi, per ricucire gli strappi che questo sistema aberrato ha generato. Non credere che ogni tanto io stesso non mi auguri di vedere tutto andare a fondo, l'apocalisse di una civiltà che non merita niente. Ma che senso ha? La disperazione genera solo altra ignoranza, che si aggiunge a quella che ci sta già trascinando nel baratro..
    La forza di una rivolta non si misura con il suo rumore, vi prego di concedermi almeno il beneficio del dubbio..

    Andrea

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  17. Valenziani, perdonami, viviamo su Mondi diversi.
    Auguri, e Buon Lavoro

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  18. viviamo su centinaia di mondi diversi, ognuno con i suoi interessi, ognuno con le sue barricate, ognuno con i suoi forconi. Evidentemente l'unica cosa che possiamo fare è convincerci che il nostro sia migliore degli altri.

    Buon lavoro anche a te, lo dico senza ironia.

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    1. Oppure rendersi conto che attualmente la maggioranza di noi ,non è nelle condizioni di poter produrre prodotti da banco( direttamente o tramite piccole trasformazioni aziendali )da poter vendere direttamente o tramite i gruppi di acquisto solidale,ma per forza di cose deve vendere la produzione a industrie, molini, mangimifici grande distribuzione,che esistono da anni, si approvvigionano sul mercato globalizzato e danno lavoro a milioni di persone.

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    2. ciao Granturco, mi rendo conto di ciò che dici. Il progresso di un sistema di filiera, alternativo e più giusto (almeno dal punto di vista di chi produce e di chi consuma) non sarà veloce. Gli stessi prodotti freschi da banco ora come ora non possono trovare abbastanza spazio in questo sistema che, seppur non di nicchia, è ancora decisamente minoritario. A maggior ragione nel caso del vostro tipo di prodotto.
      Io compro due marchi di pasta, uno è "terre frumentarie", diverse varietà di grano coltivato in Sicilia. Chi la fa non possiede nè un mulino ne un pastificio, il prodotto è comunque di ottima qualità (a mio avviso) ed il progetto di tutela delle varietà antiche è molto interessante. Compro ogni settimana anche il pane fatto con la farina dello stesso produttore. C'è un'altro marchio interessante che immagino conoscerai. Si chiama IRIS (http://www.irisbio.com/pagine/fil_corta.html), a giudicare dalla loro storia è un'esempio interessante di "accorciamento" della filiera da parte di chi ha cominciato coltivando frumento (e non solo). Un modello del genere, secondo te, potrebbe funzionare in Sicilia?

      andrea

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    3. ciao Andrea
      non sono in grado di rispondere alla tua specifica domanda sulla Sicilia,mi trovo in alto Piemonte,non coltivo ne tenero ne duro.

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  19. @granduro
    "...Cosa chiedono i Forconi?
    Soltanto un po' di equità sociale, con quale ricetta fate voi..."

    fammi capire caro granduro!
    siccome la tua agricoltura, che notoriamente costituisce la colonna vertebrale del nostro paese (...) , non riesce ad adeguarsi al nuovo sistema e non hai la capacità di vendere sul mercato l'ottimo grandoduro siciliano (senza ironia) un giorno ti alzi, decidi che la colpa è dell'ITALIA (come se fosse un soggetto terzo), pensi che la soluzione sia l'autonomismo siciliano (chi era Cuffaro? presidente della regione? assessore all'agricoltura?), decidi di esercitare violenza nei confronti dei siciliani (ma..la colpa non era dell'Italia?) e chiedi di avere una moneta popolare e gasolio a 70 centesimi...
    e perchè non un barbiere gratis?
    ahahah..ma da dove uscite fuori????????
    grazie che la sicilia va male...ma dove siete stati in questi anni se non a questuare piccoli favore e ad elemosinare plebende!!!

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  20. Italo, ma le proposte pubblicate da LaVecchia non sono del movimento
    Forconi, sono di un tizio che a titolo personale, le ha pubblicate su
    internet, asserendo di esserlo.
    Per me contano i fatti, ovvero quello che è stato chiesto a Monti in forma scritta ed ufficiale, non le minchiate di uno psicopatico.

    Temo che la mia prima diagnosi fosse esatta.

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    1. "...Temo che la mia prima diagnosi fosse esatta..."

      a ecco...!
      allora in qualità di lobotomizzato solo perchè non la penso come te prendo atto che poichè il governo centrale non accoglie le vostre richieste è giusto esercitare violenze nei confronti di terzi!
      e stai anche dicendo che i FORCONI (qualunque cosa siano...c'è chi dice che siano dei cialtroni) prendono le distanze dall'autonomismo, cura sicura per i mali della Sicilia!

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  21. bé almeno informati sulle istanze forcone, prima lanciarti in strali.
    Non capisco come puoi essere contrario se neanche le hai lette.

    Mai giustificato violenze! Ne il movimento le ha mai favorite, sinora. Sentiti il discorso di Mariano Ferro sull'organizzazione della manifestazione.
    http://durodisicilia.blogspot.com/2012/01/la-rivoluzione-giocando-carte.html

    Non sono autonomista, ma è chiaro che se lo Stato italiano continuerà a vessarci, senza neanche degnarci di uno sguardo temo che diventerò direttamente indipendentista. E farò anche di più...se sarà necessario, per difendere la mia terra, la mia azienda e la mia famiglia.

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  22. Non conosco a fondo la questione Sicula,tuttavia i Siciliani come il resto degli Italiani sono in parte responsabili del disagio chè viviamo oggi,aver dato fiducia per 20 anni sempre alla stessa classe dirigenziale ,facendo finta di non vedere quanto essi erano incapaci,corrotti e corruttori,ha prodotto il disastro attuale,il guaio più grosso si è scoperto quando il salvatore Monti,si è rivelato uno sciacallo prezzolato della finanza globale,a quel punto è saltato il banco,ci sì è accorti che siamo realmente in pericolo,noi con tutto cio chè cì appartiene.Adesso ognuno si affanna a difendere il proprio orto,con le ricette chè ritiene più opportune,sapendo bene chè sè non lo farai tù, non lo farà nessuno,ognuno per sè dio per tutti,.La verità è chè a questo punto ogni forma di protesta è legittima,poichè in assenza di una visione futuristica comune,prevale il si salvi chi può,ma ebbene sapere chè piano a piano l intera popolazione italiana vedrà a rischio il proprio orto,è solo questione di mesi,allora vedremo agricoltori,operai e tutte le altre classi sociali protestare insieme,ognuno con le sue ragioni ma insieme,è ora di finirla con questa storia chè una protesta è incivile perchè danneggia un altro,sè non fosse così chè protesta sarebbe,sè qualcuno si crede immune a questa crisi,si sbaglia di grosso,a proposito,dove sono gli operai di Termini,sperano ancora chè qualche cialtrone li salvi?Il nostro paese stà per essere saccheggiato,sè non li fermeremo non cì lasceranno neanche gli occhi per piangere,e per farlo useranno metodi legali e civili(per loro)chisà per chì li sibusce!

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  23. @Granduro
    è singolare sentirti parlare di ISTANZE FORCONE con una tale precisione geometrica!!!!!!!! stai a vedere che bisogna andare dal notaio per costituire il gruppo FORCONE?
    Sotto questo sigla si è visto di tutto!
    Ti chiedo soltanto una cosa, mi sembra giusto che tu voglia difendere la tua terra se ti riferisci alla tua azienda e alla tua famiglia, ma non farlo anche a nome mio, e cioè dei siciliani in generale! nessuno te lo ha chiesto!
    Io e tanti altri che finora abbiamo sacrificato anche troppo in nome del quieto vivere, faremo ancora di più per difendere l'ITALIA e la SICILIA!!!

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  24. sono le istanze portate al premier Monti,
    tu citi facebook, sei ridicolo!
    Ma sei un povero diavolo, che mente a se stesso!

    Bene, io sono pronto. Io difendo la Sicilia che lavora, mica gli sfaticati parassiti come te.

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    1. con questa tua risposta ti sei qualificato per quel cialtrone che sei!
      Fortunatamente non hai nessun titolo per difendere la Sicilia che non ti ha chiesto niente...al massimo potrai difendere i tuoi piccoli interessi!
      PS
      io non ho mai preso un centesimo dai contribuenti siciliani e lavoro 50 ore la settimana!
      Chi è il parassita che campa con le sovvenzioni e le integrazioni?
      Siete ridicoli!!!!!!!!!!

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    2. Non certo io.
      Lavori ancora poco. Impegnati di più. Oltre a lavorare ricordati di produrre almeno ogni tanto.
      Ed informati meglio prima di pontificare.

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    3. "al massimo potrai difendere i tuoi piccoli interessi!"
      Se non si era ancora capito, sono i tanti piccoli interessi che fanno grande questa manifestazione. E' finita la cuccagna...

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  25. La lotta dei forconi ha messo in ginocchio centinaia di aziende agricole siciliane. Capisco che voi fate grano ed in questo momento NON AVETE NIENTE DA PERDERE (e quindi non ve ne importa un fico secco), ma la prossima volta che volete salvare la sicilia evitate di farlo a danno dei vostri colleghi!!!!
    E se proprio volete dimostrare il vostro celoduroilgranoduro, lasciate marcire il grano nei campi, dopo averlo già coltivato e venduto. GRAZIE PER L'AIUTO LA SICILIA AVEVA BISOGNO DEL VOSTRO INTERVENTO.

    Ma lo avete un nome proprio o vi chiamate così?

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  26. Ora la colpa è dei coltivatori di grano duro. Lentini è il luogo tipico per il grano duro, in effetti. Ci dai troppa importanza, magari fossimo capaci di tanto.
    Nei miei terreni anche ortaggi pronti alla raccolta, contento?
    Anche io e tanti amici abbiamo perso le nostre produzioni di carciofi.
    Se non hai prospettive di futuro cosa ti cambia un raccolto più, uno meno.

    Prego,
    se sarà necessario lo rifaremo di nuovo, e poi ancora...
    Non potete obbligare qualcuno a svolgere una attività antieconomica.

    Ci hanno fatti così: Granduri. Se ti scoccia, cambia blog.

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    1. siete proprio bravi...se va male a voi deve andare male a tutti!
      se non siete capaci di mandare avanti la vostra attività senza danneggiare gli altri, perchè non cambiate lavoro?
      i consumatori sarebbero ben pronti a spendere qualcosa di più per avere sulle loro tavole prodotti tipici di eccellenza ma non riusciamo a consorziarci e a creare marchi...questa è la strada da percorrere!
      non darsi al fascismo sfacista da strada...cialtroni che non siete altro!

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    2. ci sono migliaia di marchi che non si file nessuno, aggiornati!

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    3. "...ci sono migliaia di marchi che non si file nessuno, aggiornati..."

      quindi la colpa è dei consumatori che preferiscono le schifezze spagnole e turche alle eccellenze nostrane?

      imparate a fare impresa...prima di offendere i siciliani e danneggiare chi ha imparato a produrre a km zero e a vendere in maniera diversa i propri prodotti di eccellenza, i gruppi di spesa sono ben lieti di spendere di più per avere il meglio e fortunatamente vedo che c'è chi lo sa fare e non blocca un'Isola!

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    4. La colpa è dello Stato, ognuno compra quel che vuole.

      I gruppi di spesa che se fanno di migliaia di quintali di grano, me lo spieghi?
      Ma che azienda hai? 1000 m2.

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  27. il consumatore????vuole un litro d olio d oliva al costo di 10 minuti al telefonino,1kg di pane meno di un aperitivo al bar,1kg di pasta come un pacchetto gomme,una bistecca come una rivista di moda,cialtroni,vi rendete conto chè mangiate praticamente gratis?fosse per mè vi avrei già affamato,vi siete indebitati per mari,cielo e terra per aquistare cose superflue,ma sè aumenta di 10centesimi il pane rompete tutti i giorni il cxxo chè non potete campare,sapete cosa cè,quasi quasi comincio a fare il tifo per la crisi,poi vediamo dove andiamo a cadere,dalle mie parti 50-60 anni fà si andava a zappare per mangiare,ecco così vi vorrei veder tornare,e chè cxxo basta,5 milioni di dipendenti pubblici a mangiar pane a tradimento sulle spalle di chì lavora,liberi professionisti chè esportano i proventi dell evasione all estero,politici e mafiosi di ogni genere a rubare a più non posso,e non appena un onesto lavoratore alza la testa per dire chè non cè la fà più,via a rompergli i co....i,non vì sembra di stare ad esagerare?cosa volete,chè ci chinassimo pure a 90G,ma andate a fare inc....

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  28. rettifico,chiededo scusa agli addetti alla scuola alla sanità alle forze dell ordine e agli addetti ai servizi sociali,al resto Nò.

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    1. a ecco...abbiamo capito adesso...va be...è inutile che stiamo a parlare allora...
      buona fortuna...ne avrete e ne avremo bisogno di tanta..................

      PS
      ma...se nessuno è d'accordo con voi neanche sul Vostro blog, non vi viene qualche dubbio?

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    2. "Nessuno è d'accordo con noi neanche sul vostro blog", da cosa lo deduci scusa?

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  29. Piena solidarieta' con il pensiero manifestato da mimmo.

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