mercoledì 1 febbraio 2012

La PAC è uguale per tutti?

La Nuova Politica Agricola Comune (PAC) si avvicina lentamente al traguardo, tra mille critiche e contestazioni soprattutto italiane. Il pacchetto presentato dal Commissario Europeo Ciolos non va proprio giù al nostro Paese. Ed è tutto un fiorire di allarmistiche previsioni sulle penalizzazioni che l'Italia potrebbe subire. 
L'Assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia denuncia riduzioni degli aiuti fino a 6000 € ad azienda. L'attuale Ministro dell'Agricoltura Mario Catania, con il suo stile pacato, accusa incomprensione per le "specificità italiane" da parte dei vertici agricoli U.E.. L'ex ministro supertecnico Prodiano (nonché pugliese), appena rieletto Commissario all'agricoltura del Parlamento Europeo, estremamente critico con l'attuale bozza, ha, addirittura, dichiarato sicuro di se:
«La riforma Ciolos verrà cambiata, su questo non ci sono dubbi » 
Insomma questa Pac deve essere proprio un disastro per raccogliere così unanimi ed indiscussi dissensi in Italia. Personalmente a studiarla un po', però non mi appare così funesta, almeno per il tipo di agricoltura non troppo intensiva che si pratica nel mio territorio. I premi per superficie (titoli PAC), se l'impianto Ciolos fosse mantenuto, dovrebbero essere composti da un pagamento base per il 58%, da un pagamento ecologico ("greening") per il 30% che renderebbe obbligatorie alcune pratiche agronomiche come la rotazione con leguminose (ben venga), da un altro 10% di premio accoppiato individuato da ciascuno Stato nazionale, e da  resti percentuali indirizzati verso giovani e piccoli agricoltori.
Francamente non ci vedo nulla di così inaccettabile, ricordo ben altre e deliranti riforme PAC in passato.
Eppure sembra non stare bene praticamente a nessuno dei soliti noti. 
La riduzione del budget per l'Italia, direte voi? Bah, in realtà sembrerebbe che passerà da circa 4.125 miliardi di € a 3.841 miliardi di € (circa il 94 % del precedente), ma con la nota crisi economica in atto in Europa, sarebbe  già un successo.
Ed allora? Posso soltanto considerare che la vecchia distribuzione dei titoli Pac, conteneva in se, una polpetta avvelenata per alcuni territori italiani, e che la nuova ipotesi distributiva sembrerebbe rimettere tutto in discussione. Se diamo infatti una occhiata alla tabella sotto, ci accorgeremo facilmente che a fronte di un titolo PAC medio nazionale pari a 320 €/ha, nella realtà tra le varie singole regioni si presentano sperequazioni notevoli passando dai 55 €/ha della Valle d'Aosta ai 544 €/ha della Lombardia. In termini assoluti colpisce anche il dato della Sardegna che riceve un importo di aiuti U.E. complessivo pari a circa 1/4 della Lombardia, sebbene abbia una SAU maggiore del 15 %.  
Alla luce di queste evidenti difformità di trattamento si possono anche comprendere meglio le reazioni a macchia di leopardo degli agricoltori lungo tutta la nostra penisola, di fronte agli inasprimenti fiscali governativi. Difficilmente un agricoltore che intasca 500 €/ha dalle pubbliche finanze scenderà in strada contro l'inasprimento delle tasse, e se lo farà sarà certamente l'ultimo (magari potrebbe evitare di dare del parassita a chi è meno fortunato nel ricevere sussidi, ma questa critica la rivolgo ai nostri colleghi agricoltori leghisti) .


Se passasse la nuova PAC, così come è stata pensata da Ciolos, che provenendo da uno Stato poco potente (come la Romania) sta facendo un po' il gioco dei territori agricoli sinora trascurati d'Europa, le regioni italiane premia­te dalla ridistribuzione naziona­le sarebbero la Sardegna (+192 milio­ni di euro), il Trentino­Alto Adi­ge (+91 milioni di euro), Sicilia (+85 milioni di euro), la Toscana (+70 milioni di euro) e l’Abruzzo (+69 milioni di euro). Ogni ettaro di terreno coltivabile in Italia prenderebbe esattamente la stessa cifra pari a 298 €, come avviene in quasi tutti gli altri Stati Europei. 
Ebbene questa redistribuzione egualitaria, che potrebbe anche lenire l'ingiusta rendita di posizione attuale, ai danni dei territori più poveri e periferici dello Stivale, risulterebbe indigesta a molti (potenti). E De Castro che non ha peli sulla lingua dichiara:
... c'è preoccupazione sul peso della burocrazia per un “greening” troppo complicato oltre che per la flessibilità di applicazione della Pac su territori abituati magari ad aiuti elevati, anche perché l’Italia non ha ancora attuato la regionalizzazione
Così a ben vedere lo scontro vero, in Italia, è tra chi vuole mantenere lo status quo con le attuali differenze regionali (non si capisce bene con quale giustificazione) e chi vorrebbe introdurre il nuovo sistema uguale per tutti (un principio che purtroppo in Italia fa sempre fatica ad affermarsi).


Se cercate in rete troverete un ampio dibattito in corso fra i vari Assessori Regionali dell'Agricoltura. D'antrassi, l'Assessore Regionale siciliano, mantiene invece uno stretto riserbo sulle posizione isolane. Magari ai "tavoli tecnici" potrebbe anche fare lo sforzo di far presente al prof. Monti ed al Ministro Catania che la Sicilia al momento risulta tra le regioni che maggiormente risultano penalizzate dall'attuale sistema PAC. Ma so di chiedere troppo, l'assessore è già impegnatissimo ad installare la banda larga nelle aree rurali siciliane.
 La mia unica speranza è  Dacian Cioloş:
 “è tempo di riscrivere le regole di collaborazione tra la società e gli agricoltori. E deve essere una collaborazione che permetta a chi produce di vivere del proprio lavoro: dobbiamo sostenere il reddito agricolo”. 
"Non serve a nulla essere commissari se non si riesce a ridistribuire in maniera più equa i pagamenti diretti."

P.S. fonte dati economici Terra e Vita n.48/2011

13 commenti:

  1. Ma sto Cioloş l'è propri un ciula.
    Come gli salta in ment de dar a tücc l'istèss?
    Noialtri a Milan semm minga chi a petenà le galline come fan giù in Sicilia...

    Anonimo lumbard

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    1. che dirti,
      avrà letto i manifesti leghisti contro Roma ladrona,
      ed avrà pensato che l'avevate con i Romeni.
      Ma tranquillo alla fine vi toglieranno, al massimo, qualche briciola.

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    2. questi commenti danno veramente fastidio, vorrei vedere questi polentoni che fanno tanto i gradassi fare impresa qui da noi, non resisterebbero con tutte le difficoltà che abbiamo, bene abituati e attaccati come sono ai loro privilegi (infrastrutture, 544E/ha, e chi più ne ha più ne metta). Gli farei "petenà le galline" al posto nostro.

      Anonimo 1

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    3. Verissimo quanto dici,
      Io, però forse ingenuamente, ho interpretato il commento lumbard, semplicemente come un amichevole sfottò.
      Non credo che un vero leghista, segua un blog chiamato "Duro di Sicilia".
      Poi se fossero così bravi, non si capisce perché debbano ricevere maggiori sussidi.
      Più scavo nelle problematiche agricole, più sembra che noi periferici siamo destinati a ricoprire il ruolo dell'agnello sacrificale.

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  2. Me despiàs anonimo numer un, se te sun sembrà un po' baüscia,
    l'era minga mia intensiun,
    ma te pare che se in Lumbardia avemm l'infrastructura e voi no, ce sarà minga qualch resun?
    L'è che chì sem tutt a pagà i tass, anche per viálter del Sud.
    La prossima vòta fa no la figüra del ciccolatée, parla de men e pensa a lavurà.

    Anonimo lumbard

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  3. CERTO CHE IL POLENTONE PUò PERMETTERSI DI PAGARE LE TASSE ANCHE PER NOI TERRONI, VISTO CHE INCASSA DI PIù DAGLI AIUTI COMUNITARI E NON PAGA LE MULTE DELLE QUOTE LATTE.............IO CREDO CHE SE IL TERRONE DOVREBBE PENSARE PIù A LAVORARE CHE A PARLARE, TU ANONIMO POLENTONE FORSE è IL CASO CHE INIZI A PENSARE......

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  4. I miei titoli pac,sono più del doppio della media nazionale,eppure sono contrario a qualsiasi sovvenzione,dietro questi aiuti ci sono vere e proprie truffe,dov erano questi signori chè strillano quando,si davano fondi ,ai campi da golf,a mucche di 90 anni,ad agriturismi chè sono diventati alberghi a 5 stelle,e si potrebbe continuare ,la verità è chè l europa qualche mese fà ci ha detto a chiare lettere chè siamo ladri,dalle truffe delle quote latte(vero lumbard?)ai controlli sulla condizionalità chè non partivano mai,e vogliono un sistema più omogeneo e riscontrabile delle sovvenzioni,io mè lo auguro,anche sè l obbiettivo dell agricoltore attivo è mirato a creare molte società agricole in alcune aree specifiche del paese(vero lumbard?) con l intento di drenare sovvenzioni a chi non lo è,prevalentemente situato al sud,poichè un agricoltura più povera come quella del sud non si è potuto fare altro chè abbandonarlo.
    Tuttavia ,a causa del fatto chè molti del nord,non sono mai venuti nel centro e nel sud,e viceversa ,non cì sì rende conto chè l agricoltore ovunque operi è in difficolta,nel nord il comparto latte e carni è con il cappio al collo,e nel centro e nel sud,i viticoltori e cerealicoltori sono nelle stesse condizioni,.
    Amico lumbard,il tuo compagno Bossi ha governato per tanti anni grazie ai voti Siciliani accordati al tuo cummenda pisiconano compagno di merende,perchè non hanno fatto qualcosa per sanare la questione sud?vi prende per il culo con la secessione,ma una volta a Roma ha maagnaato uguale sè non più degli altri,chè cì fanno i nostri soldi in TANZANIA?svegliatevi,questa cozzaglia và presa a calci nel culo, quando vai nei campi o nelle stalle ,pensa chè in Abbruzzo o in Sicilia cè un tuo sinonimo chè in quel preciso momento stà bestemmiando nè meno nè più di tè,perchè sta facendo le tue stesse identiche azioni,e alla fine come lo mettono nel c....a tè idem per lui.
    Poi con questa storia chè voi pagate le tasse:
    sè prendi l autostrada ti accorgi chè gli investimenti in infrastrutture iniziano a Senigalia(marche fino in valle d Aosta)dà Senigalia in giù le strade a definire mulattiere è già troppo,sai perchè-
    Perchè la vera mafia è tutta nel nord ed è lì chè si investe in infrastrutture ,tangenti e malaffare a non finire,nel sud tutta questa forza di influenzare gli investimenti non cè,ma vi hanno fatto credere chè un vecchio decrepito,chè mangiava ricotta e cicoria in una baracca di zinco fosse il capo dei capi,guarda ,guarda in alto cè un asino chè vola.

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  5. Lumbard,
    mi pare, che per essere un indefesso lavoratore, stai anche perdendo troppo tempo a commentare questo blog siculo. Torna a lavorare, che dovrai pagarne ancora tante di tasse.

    Anonimo

    Non vale la pena prendersela. E poi a parte le provocazioni del lumbard, dobbiamo riconoscere che noi siculi abbiamo le nostre colpe. E finché non le riconosceremo, non potremo mai migliorarci.

    Siamo tutti sulla stessa barca malandata, che vi piaccia o meno, meglio collaborare piuttosto che danneggiarci a vicenda.

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  6. Anonimo1
    Noi siculi abbiamo le nostre colpe è evidente, siamo tutti sulla stessa barca, ma qui c'è chi ha la presunzione di dettar legge quando invece non può proprio parlare, va bene che è meglio collaborare ma non posso sentirmi dire da un polentone certe cose dopo che lavoro dalla mattina alla sera e pago le tasse che poi vanno a finire al nord per beni e servizi e noi qui a leccarci la sarda

    http://www.unita.it/italia/toh-indovina-dove-si-evade-1.369387

    beccati questa polpetta polentone, impara a scrivere in italiano, parla meno e vai A LAVURA'

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  7. Anonimo, per piasé, mena no ul tulon.
    Mi disev per scherzà, ma se ved che in Sicilia voilatri avet voja de tacà béga per nagot.
    E mimmo dàii, mi sunn no leghista. Te ghè ciapà la vaca per i ball.
    Se la mafia la fa l'autostrada in Lumbardia, perchè no la po' far anca in Sicilia, dì? Cussì fa prima, e se deve smenar de meno.
    Ma la mafia la sa che a Milan anca i moron fann l'uga.
    Eppoi chél-chi l'è un sito rasista a l'invers, nisün v'a mai ciamàa terun; sol perché parlo divers de voialtri, m'avete subit ciamà polentun.

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  8. Lumbard
    non ti puoi lamentare di ricevere questo tipo di risposte, se spunti dal nulla parlando in uno strano idioma padano (che io neanche comprendo in toto)e facendo il superiore.
    Cosa vuoi che ti diciamo: bravo continua così.
    Nel caso specifico del post si faceva riferimento ai titoli PAC che non si capisce bene perché finiscono in gran parte nel Lombardo-Veneto. Si può essere più o meno d'accordo sulla PAC, ma continuare a mantenere queste sperequazioni a vantaggio di chi peraltro (anche per propri meriti) già riceve di più dallo Stato in termini di servizi, mi pare assurdo.
    Alla lunga qualcuno potrebbe pensare che siete più bravi soltanto perché più assistiti.

    Per il resto posso garantirti, per quello che vale, che chi fa impresa in Sicilia dovrebbero farlo Santo. Nessun di noi che sta sul mercato, si può permettere di menare il can per l'aia, esattamente come da voi, soltanto che qui abbiamo un problema in più dal quale non ci si può difendere e si chiama Stato. In tutte le sue forme naturalmente, soprattutto quelle regionali e locali.
    Almeno così la vedo, io.
    Confermo quanto diceva Mimmo. Certamente il problema non è il vecchio decrepito nella baracca di zinco.

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  9. lumbard,anch io invoglio i miei figli a parlare il dialetto,ti fà sentire più vicino alla tua terra,mi piace il detto"chi vùùù chiiiappa la vacccc pì lìì chiunniii"lo uso di fronte ad un fatto compiuto,tuttavia almeno dalle mie parte POLENTONE non ha lo stesso significato chè date voi a TERRONE,noi quando vogliamo offendere usiamo altre parole,tuttavia qui cè ben poco dà offendersi,scambiare qualche idea con un Siciliano un pugliese un marchigiano un piemontese ed anche un LUMBARD non mì dispiace,però anchè sè non mi dispiace di imparare il Lumbard almeno per le prime volte metti pure la traduzione in ITALIANO,poi io imparo facilmente ,e dopo magari tì rispondo pure in lumbard,a proposito il detto "a pettinare le galline "te lo ha suggerito BERSANI?
    L agricoltura ovunque la si pratichi sta attraversando un momento difficilissimo,e se sei agricoltore o allevatore questo lo sai,e come avrai ben capito il prode Monti ha pensato:
    a questi le tasse le facciamo pagare con i fondi pac,tanto l orto cè l hanno e di fame certo non moriranno.
    Per quanto riguarda alla lega facevo per dire,giusto per provocarti un pò,ecco.
    UN saluto dall Abbruzzo,stammi bene polentone,.

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