martedì 7 febbraio 2012

Sondaggio su Diserbo: Istruzioni per l'uso


Ok, durogranicoltori, pensiamo alle cose serie, tra un po' scatta il diserbo in post-emergenza per il grano duro. Nella colonna a destra troverete un nuovo sondaggio sul diserbo, con varie opzioni.



Il sondaggio è a risposta multipla. 

Nell'ambito di chi fa il diserbo con erbicidi sono elencati, nel sondaggio, vari formulati commerciali, tra quelli maggiormente utilizzati nel mio ambiente di coltivazione. Nell'elenco sotto ho inserito anche il principio attivo (o parte di esso) ed altre indicazioni per renderli più facilmente riconoscibili a tutti.


L'opzione nessun diserbo, riguarda chi non effettua alcun diserbo chimico.

Dicotilenodicidi


  • Tribenuron-metile: detto in Sicilia la "bustina", formulato commerciale più diffuso Granstar, ma esistono molti altri prodotti di concorrenza.
  • Triasulfuron (Logran)
  • Florasulam formulato commerciale più diffuso Azimut.
  • Prodotti a base di 2,4 D e/o MCPA, in Sicilia spesso chiamati LV4
  • Florasulam + 2,4 D (Zenith)

Dico+Mono


  • Mesosulfuron-metile + altro (Hussar)
  • Mesosulfuron-metile + altro (Atlantis)

Graminicidi


  • Clodinafop + altro (Topik)
  • Pinoxaden + altro (Traxos Pronto) 
  • Pinoxaden + altro (Axial Pronto) 
  • Altro



Ricordate che è prevista la risposta multipla, che vi consentirà di individuare la miscela che utilizzate.
Nei commenti chi vuole è invitato ad implementare quanto indicato nel sondaggio con le dosi, le modalità i tempi e quant'altro ritiene utile.



24 commenti:

  1. Per completezza
    L'unico voto "altro" nel sondaggio al momento è in realtà per il prodotto "Ariane" una miscela di vari principi attivi della Dow contro le dicotiledoni più resistenti (tipo Centaurea).
    Molto efficace ma anche molto costoso.
    Mi è stato segnalato via facebook da un lettore che dovrebbe essere della zona di Catania.

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  2. errata via facebook
    sono della provincia di palermo confine Caltanissetta Agrigento riguardo arianne completa tutte le infestanti. in miscela con atlantis si può,ridurre la dose di un terzo. scusami se non ti ho risposto nel blog mi e'stato impossibile, farlo col cellulare buon lavoro"

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  3. da quest'anno userò Hussar , per esperienza di chi lo ha già usato basta un flacone (gr. 600, se non sbaglio) per ha 3, nonostante la dose consigliata sia un fl per ha 2.
    qui, in provincia di trapani il costo del fl (+ il coadiuvante) è di E 140.00.

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  4. ottima segnalazione, grazie.
    Confermo è usata da molti in Sicilia, questa soluzione, abbastanza economica ed efficace.
    Controindicazioni:
    1) per la mia esperienza non risulta completamente efficace contro infestazioni pesanti di Centaurea (e lì non si può scherzare),
    2) eventuali effetti residui riscontrati o temuti da molti l'anno successivo su alcune leguminose sensibili.

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    1. la centaurea nei terreni a cavallo tra le province di TP Pa si manifesta in maniera molto rarefatta.
      per quanto riguarda eventuali pericoli degli effetti dei residui per leguminose sensibili, il cece è tra questi?
      grazie.

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    2. no, sul cece, non ci dovrebbe essere problema di effetto residuo, per varie ragioni.

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  5. Io uso atlantis,e axial+coadiuvante,logran solo su foglia larga(tipo senape selvatica)e su caglio attaccaveste-attaccamani,con una dose circa 2 ettari,ma le dosi vanno somministrate tenendo ben presente lo stadio vegetativo delle infestanti,sù infestanti molto sviluppati non azzarderei a stravolgere tanto le dosi consigliate,potrebbero verificarsi forte resistenze,e in zone fresche e fertili potrebbero rivegetare, l ussar non lo uso più, poichè i residui lasciati,mi creavano problemi alla germinazione della sulla,chè da noi seminiamo dà metà agosto(per seme) a fine settembre per fienagione,a mio parere il migliore per i residui è il topik,però è anche il + costoso.
    SU favino -altorex
    avena e orzo-logran

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  6. Edoardo Finocchiaro11 febbraio 2012 23:37

    Permettetemi di fare una precisazione, “la Bustina” Granstar non esiste piú alcuni anni ormai!!. Nel senso che DuPont ha messo in commercio da 2 anni una miscela a base di tribenuron metile (25%) e tifensulfuron metile (25%). Quindi il tribenuron metile è ad una concentrazione tre volte superiore rispetto “ la bustina” che si trova in commercio( proposta da altre ditte).
    Poi esiste anche il Granstar Power SX , in parole povere “la bustina” piú un ormonico non volatile tribenuron metile (1%) e mecoprop-p isomero attivo (73,4% sotto forma di sale) per ottenere un ottimo risultato conto la senape resistente, papavero sensibile e centaurea napifolia.
    Ottimo partner a mezza dose per Atlantis, per completare l`azione su foglia larga che spesso lascia a desiderare.
    Ovviamente il mio commento è di parte essendo un tecnico DuPont …catanese.
    Ma sono disponibile a chiarimenti ed approfondimento. Mi interessa in particolar modo il discorso di Papavero resistenza (zona Piana di Catania) e Senape resistenza (tra Palermo ed Agrigento)

    Edoardo.finocchiaro@ita.dupont.com

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2011/03/16/granstar-si-eleva-al-quadrato-12998.cfm

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  7. Ti ringrazio per la giusta precisazione, non compro il Granstar da tempo, quindi non ero informatissimo sul formato, ma ancora esistono dei prodotti di concorrenza a bustina appunto, come giustamente precisi a base di tribenuron, molto diffusi.
    Nella lista del sondaggio ho cercato di aggregare categorie di prodotti in alcuni casi, altrimenti avrei dovuto pubblicare un elenco ben più corposo. Non ho la pretesa di stilare una classifica statisticamente e scientificamente valida, ma soltanto di favorire lo scambio di idee e di informazioni tra agricoltori.
    Nel caso di Granstar peraltro, questo modo di procedere non potrà che favorirlo nell'esito finale del sondaggio, visto che comprende tutti i prodotti a base di tribenuron.
    Si, sapevo della versione Power SX, ma ancora non ho avuto riscontri da agricoltori. Sembrerebbe caruccio e non controllerebbe a dovere alcune infestanti aggressive. Un mezzo mistero!

    Per la mia esperienza ho trovato papavero resistente soltanto utilizzando Atlantis senza ulteriori additivi.

    Senape resistente al tribenuron? Mai vista ancora dalle mie parti. Il problema del tribenuron è la Centaurea ed il cardo mariano, nella mia zona.

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  8. Un lettore mi fa notare che Granstar bustina si vende ancora!

    Qui il link
    http://r.twenga.it/g3.php?pg=VDs3ODA4NzgyOTgyODAzNzQxNjYxOzIxNjYxODtodHRwOi8vd3d3LmZhcm1hZ3JpY29sYXBhcGEuY29tL3Nob3AvaW5kZXgucGhwP21haW5fcGFnZT1wcm9kdWN0X2luZm8mY1BhdGg9MiZwcm9kdWN0c19pZD0zMDc7NTc5ZmMyMGJhZDk0NzgzOWNhOWQ3YTFkNTRhZWViNDk7

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    1. Edoardo Finocchiaro12 febbraio 2012 23:03

      Caro Granoduro, da diversi anni faccio dalle 3 alle 6 prove in tutto il territorio Siciliano e sono sempre piú convinto che per la centaurea la soluzione Granstar Power ad 1090 g/ha (un barattolo intero) è quella piú vantaggiosa ed economicamente sostenibile.
      Il valore aggiunto della componente MCPP-P si concretizza in modo importante nella possibilita’ di controllo di alcune dicotiledoni di difficile controllo, come Galium aparine e le specie di veronica. Controlla molto bene anche il cardo mariano. L`anno scorso ho fatto una prova a Catenanuova.
      Quest’anno sto ancora cercando un campo. Ma con molta probabilità la faró a Piazza Armerina.
      Per la centaurea le prova è gia partita nella zona di Aragona (ag).
      Interessante sarebbe parlare anche di Diserbo Fava. Sto conducendo una prova con diversi protocolli con una importante molecola. Organizzerò una Demo quando i risultati saranno disponibili.
      Che ne dici di fare un sondaggio sul tema delle leguminose?

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    2. ma giusto nel link, che ci hai mandato prima si raccomandava, l'aggiunta di Flavos. Ciò mi fa fatto ritenere che non fosse del tutto efficace.

      "Per la Centaurea napifolia (Spina gigante), infine, è consigliata l’aggiunta di Flavos® a 1 l/ha (bromoxinil)".

      Diserbo fava
      Certo sarebbe fondamentale un buon diserbante per la foglia larga sulla fava.
      Al momento gli unici prodotti che conosco sono l'Altorex in post emergenza. Ma almeno in Sicilia è spesso più dannoso che utile.
      E L'Oklahoma in pre-emergenza che funziona discretamente su alcune dicotiledoni se ben usato, però è costoso.
      Non ho altri elementi, per cui ritengo il sondaggio superfluo, noi agricoltori siamo assolutamente interessati a nuove alternative per il diserbo delle leguminose. Anzi in futuro se passa la PAC con il greening l'interesse potrebbe aumentare ulteriormente.
      Tienici informati.

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  9. Salve a tutti,
    una soluzione per il diserbo del grano potrebbe essere la seguente:
    -Traxos pronto...............1 litro/ettaro
    -Logran..................... 1 bustina 37 gr/ettaro
    -Manta Gold .................1,5 litri/ettaro
    (il Manta è un compsto assimilable ad Arianne II)

    con questa soluzione si ha un controllo delle principali infestanti graminacee e l'associazione di"bustin"a+ Manta Gold permette il controllo totale di tutte le infestanti a "foglia larga" senza residui nel terreno e senza creare stress al grano,come avviene per alcuni formulati.
    Buon lavoro

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  10. Manta Gold Syngenta!
    Alla votazione si potrebbe inserire anche il Manta Gold,prodotto simile all'Arianne II,ma con un diverso MCPA e con dosi di 2,5 l/ha.
    Il Manta Gold si è affermato come migliore prodotto per il controllo della Centaurea e di tutte le altre infestanti dicotiledoni....

    Quest'anno la ditta che lo commercializza lo propone a 2,5 l/ha nel caso del controllo di Centaurea particolarmente sviluppata o in alternativa (anche per abbassare i costi)
    1,5 l/ha in miscela con una solfonurea (bustina)

    Buon Lavoro

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  11. grazie a tutti per le segnalazioni. Purtroppo non posso inserire nuove voci nel sondaggio, pena la sua cancellazione. E mi sembra un peccato arrivati a questo punto.
    Chi avesse altri suggerimenti o soluzioni alternative, che sono sempre gradite, può continuare ad inoltrarle con i commenti.

    Saluti

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  12. Vedo dal sondaggio che tutti tranne uno fanno il diserbo (chimico, suppongo). Mi chiedo chi fa grano duro bio come diserba?

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    1. Le infestanti in biologico si controllano (parzialmente) ricorrendo alle specie foraggere ed agli sfalci (impedendogli di andare a seme, quindi) e con una serie di piccoli accorgimenti (tipo false semine).
      Motivo per cui, a mio modesto avviso, per condurre con successo una azienda biologica a seminativo devi comprendere anche l'allevamento zootecnico.
      Poi esistono anche degli attrezzi scerbatori meccanici (striglie interfilari), ma non so dirti quanto siano efficaci.

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    2. Io alterno essenze foraggere, per lo più leguminose, ai cereali; anticipo la falciatura per ottenere anche una migliore qualità del foraggio raccolto, e coltivo immediatamente il terreno con ripuntatore per evitare i ricacci di alcune infestanti come le avene o i logli lasciando così passare l'intera estate a solarizzare il terreno; dopo le prime piogge affino il terreno con erpice a dischi per poi seminare il grano entro l'ultima decade di novembre; utilizzo per lo più grani antichi che accestiscono bene ed essendo a taglia alta competono ottimamente le infestanti che seppur presenti in minima parte non compromettono il raccolto. Se voglio raccogliere le leguminose da granella faccio precedere una coltivazione di orzo o loietto da utilizzare come foraggio insilato per pulire il terreno che poi si sporcherà con le fave e la veccia, ed a queste seguirà obbligatoriamente una ulteriore fienagione

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    3. Grazie GranBio per le tue esperienze di prima mano. Naturalmente tutto ciò ha un senso se si ha un allevamento a cui destinare queste produzioni.

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    4. Infatti io allevo anche le vacche, ma gran parte dei foraggi prodotti li fornisco ad altri allevatori che completano la filiera bio del latte, dei formaggi e della carne.

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    5. GranBio io vedo allevatori, almeno in convenzionale, in grande difficoltà, che non hanno i soldi per acquistare i foraggi da noi produttori. Motivo per cui limito le produzioni foraggere.
      Sono io ad essere sfortunato, oppure il settore zootecnico ha qualche problemino?

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    6. Sì, sono in difficolta poichè un azienda agricola deve essere il più possibile a ciclo chiuso,l industria ha sopperito al problema delocalizzando in paesi con un basso costo di produzione,gli allevatori non hanno ancora capito chè il foraggio devono farselo in casa,gli animali devono stare i più liberi possibile onde evitare ,mastiti,ed altre malattie(riduzioni di spese veterinarie e medicine)le aziende ad allevamento intensivo hanno il gabbioto veterinario in azienda,
      gran bio quante volte chiama il veterinario?
      quando gli costa un qt di mangime preparato in azienda?
      i suoi vitelloni di quanta percentuale scalano dopo la macellazione?
      se trasforma il latte quanti litri gli occorrono per fare un kg di formaggio?
      se vende direttamente al cosumatore i suoi prodotti,qual è il suo margine di guadambio?
      autoprodurre significa garantire un fondo capitale a sostegno della propria azienda,ecco perchè le aziende agricole italiane devono ingrandirsi e tornare ad un agricoltura primitiva ,cioè autosufficente il più possibile, naturalmente sfruttando conoscenze e tecnologie moderne.Poi, chè il nostro paese sia pieno di guai,chè a loro volta rischiano di annientarci,questo è un altro discorso

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    7. x Granduro
      è vero, il settore zootecnico è in grande crisi perchè il prezzo del latte e/o del bestiame da macello è fermo da diversi anni, od addirittura è più basso;
      ma c'è ancora qualche imprenditore onesto che intende lavorare specializzandosi nella produzione di latte, latticini e carne esclusivamente Bio; questo settore costituisce una nicchia che si sta espandendo, con gravi difficoltà dovute alla presenza di truffe, ma apprezzata da una certa percentuale di consumatori sempre più attenti alla salute.
      Questi imprenditori sono pochi, ma siamo altrettanto pochi i produttori di materie prime bio che lo facciamo con passione, dedizione ed onestà; il risultato è che se sei anche fortunato a non farti coinvolgere nelle spire delle truffe, ti ritrovi fuori dal vortice e incontri le aziende che come te credono nel sistema buono; il prezzo dei prodotti Bio riesce a dare margini di guadagno superiori che vengono ripartiti tra gli attori della filiera.
      Con tutto ciò non voglio dire che io nuoto nell'oro, anch'io avverto la crisi del sistema, ma riesco ancora a vendere tutti i miei prodotti ad un prezzo più accettabile.

      x Mimmo
      ho l'impressione che intendi i prodotti Bio come qualitativamente scadenti rispetto a quelli convenzionali;
      guarda che è il contrario.
      Il mangime io lo autoproduco impiegando orzo, avena, fave, grano duro e tenero, trigonella, crusca Bio e sopratutto i sottoprodotti della lavorazione dei cereali e delle leguminose che produco. Il suo costo è inferiore a quello prodotto dall'industria mangimistica. Risulta più sano e ne conosco perfettamente la formulazione (al contrario l'industria ti garantisce un certo tenore proteico, ti indica gli ingredienti, ma non ne conosci la composizione in percentuale, pertanto al variare dei prezzi dei singoli elementi variano le formulazioni che nella stalla provocano turbe metaboliche e periodi di adattamento ruminale che non riesci a gestire con successo.
      L'alimentazione dei vitelli è molto variegata perchè si nutrono dell'erba al pascolo, del fieno, del fienosilo, della paglia ed anche (no sopratutto) del mangime aziendale. Il risultato è che fanno un'alimentazione sana e bilanciata, le carni acquistano un gusto più genuino molto apprezzato dai clienti dei macellai che fornisco. Comunemente invece i vitelli vengono nutriti con paglia (perchè purtroppo hanno 4 stomaci) e mangimi concentrati a volontà con opportune dosi di tamponi; qulcuno ha dimenticato che si tratta di erbivori e vorrebbero trattarli da maiali. Il rovescio della medaglia è che ho bisogno di tempi più lunghi per far raggiungere ai vitelli il peso desiderato per la macellazione; ma sto cercando in proposito migliorare introducendo in allevamento delle razze più precoci.
      Il veterinario lo chiamo normalmente, ma la cura deve basarsi innanzitutto su medicinali omeopatici e se non si riesce si fa ricorso ai comuni medicinali di sintesi, avendo cura di raddopiare i tempi di sospensione per il consumo del latte e della carne, così come previsto dalla normativa; ma ti assicuro che gli animali che non sono spinti verso elevati indici di accrescimento si ammalano molto meno degli altri.
      Non mi sento di fare meglio degli altri, ma solo diverso.

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  13. x granbio - Evidentemente io mi spiego male,ho citato il tuo esempio proprio come esempio virtuoso,il tuo modo di fare agricoltura,puntando sull autosufficenza è il punto di forza di un azienda,ho amici chè lavorano come tè,dai quali acquisto carni e formaggi,e non sono alla canna del gas,certo chè cì sono dei problemi,la situazione attuale è dura per tutti,ma autopruducendo ,in modo sano i propi beni di consumo ,come mangimi,foraggi,allevare in semi liberta,o allo stato libero puro,ti permette di risparmiare su tutti i fronti di spesa,veterinario compreso,poichè gli animali allevati in quel modo sono più sani ,mettono sù più massa muscolare e -grasso,pelle più fina e quindi non solo carne più buona,ma anche meno calo fisiologico dopo la macellazione,quindi più ciccia da vendere,e in questo caso,fare diversamente dagli altri è fare meglio,non lo dico io ma i fatti,
    tanti saluti,e aggiungo chè io sono anni chè non metto piede in un supermercato.

    PS.
    Prova con la razza marchigiana,rustica,pelle fina,massa muscolare elevata,e macellazione tra i 16-20 mesi,con peso tra i 650-850kg.questi sono i risultati che producono da noi,è molto adatti al pascolo.

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