lunedì 6 giugno 2011

Instabilità sul mercato del grano (e dei cereali): in balia del bello e del cattivo tempo - Il Canada


Il grano duro Canadese penetra il mercato italiano con granelle oggettivamente di altissima qualità commerciale
(taccio sulla sua salubrità, visto che vi sono pareri spesso discordanti sull'argomento) per circa 500.000 t, che vengono utilizzate, in miscela con quelle italiane, per la produzione di pasta a lunga cottura (la famosa pasta “al dente” italiana). Il Canada così risulta il primo esportatore di grano duro in Italia.

Spesso tra gli esperti del settore viene citato, a mio avviso a sproposito, come modello da imitare.

Proviamo a dare uno sguardo alla realtà durogranicola Canadese ed a rilevarne le principali caratteristiche distintive:
  1. La produzione di grano duro è localizzata principalmente nella regione del Saskatchewan, ed in misura minora in Alberta. Le condizioni climatiche di queste regioni sono molto diverse dal Sud-Italia. Esse si trovano al 50° di latitudine Nord, al confine con gli USA, sullo stesso parallelo della città di Praga; 
  2. La semina avviene in primavera inoltrata verso Maggio, mentre la raccolta avviene tra Agosto e Ottobre; 
  3. Le produzioni medie di granella, non sono molto elevate, si aggirano intorno ai 25 q/ha; 
  4. Le aziende sono molto estese, in media intorno ai 500 ha, con sterminate pianure facilmente coltivabili; 
  5. La vendita del grano non è libera, ma monopolizzata da una società a partecipazione Statale, il Canadian Wheat Board (in realtà è un regime di monopsonio), che gestisce la produzione dalla raccolta alla esportazione; 
  6. Il Canada è il maggior esportatore mondiale di grano duro, con circa 4.5 milioni di t di granella (quasi l’intera produzione nazionale è destinata all’export); 
  7. Le granelle di duro canadese hanno una percentuale di proteine tra il 13 ed il 15%, ottimi contenuti e qualità del glutine ed indice di giallo molto elevato. Per i pastifici italiani, il grano Canadese rappresenta una sorta di panacea di tutti i mali del prodotto italico (soprattutto del Sud). 
E’ evidente quindi che la capacità produttiva, l’elevata qualità del prodotto, il sistema commerciale di vendita, attraverso il Canadian Wheat Board, fanno del Canada una vera macchina da guerra economica nel settore grano duro, in grado di condizionare i mercati e di “fare prezzo”.


Abbozzata la situazione agro-economica, cosa sta accadendo in Canada in questo momento? Cosa si prospetta per le prossime produzioni di grano? 




Anche in questo caso il meteo la fa da padrone.
Sino a qualche settimana fa, infatti, la situazione pluviometrica era molto simile a quella registrata in Dakota nelle ultime settimane, tanto che gli agricoltori, vista la perdurante impraticabilità dei campi, sono stati costretti a fare ricorso agli elicotteri per seminare il colza, il cui seme si interra naturalmente in condizioni di piogge persistenti. 

Ultimamente le condizioni sembrano essere leggermente migliorate, anche se non possono bastare pochi giorni di tempo clemente per consentire l'accesso in campo dopo molti giorni di pioggia.

In questo momento sembra che circa un terzo dei seminativi a grano duro siano stati seminati, nella regione del Saskatchewan. Anche se alcune fonti francesi minimizzano, affermando che i terreni già seminati sarebbero circa il 70%, contro una media storica dell'80 %.

Possiamo senz'altro concludere con quanto affermato da Erica Olson, marketing specialist per la North Dakota Wheat Commission: "Really, the big thing for the market in the coming weeks is just weather, weather, weather".

Ovvero liberamente tradotto "se volete capire come si muoveranno i mercati, nelle prossime settimane, seguite il meteo, meteo, meteo". 









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