giovedì 16 giugno 2011

Cereali in transito, ma verso dove?


Aumentano significativamente le importazioni di cereali in Italia; in termini quantitativi circa il  9% di nei primi mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo di 1 anno fa. Per il grano duro la percentuale è del 10.

Ma non è soltanto un problema meramente quantitativo, anzi in termini economico-finanziari è ben più grave. L’Italia, infatti il terzo compratore internazionale  di grano nel Mondo, ha speso ben il 34% in più per l’acquisto dei cereali dall’estero, rispetto all’anno passato, in relazione all’aumento del prezzo del grano e del mais.
In particolare, le importazioni di grano duro sono passate da 419.302 t a 461.279 t, per un costo di € 118.800.000 rispetto a € 91.200.000 dell’anno precedente (dati Anacer).


Morale: siamo sempre più dipendenti dall’estero come italiani. 
Dalla Sicilia, invece noto un movimento di grano duro incessante verso Nord, sta salendo, quasi tutto, su verso la Penisola. Tre anni fa in Sicilia, molti molini e pastifici siculi chiusero l’attività per mancanza di materia prima. 
Speriamo bene!

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