mercoledì 8 giugno 2011

Sceicchi al verde


Se ancora ce ne fosse bisogno, oggi abbiamo avuto una ulteriore prova lampante della correlazione tra prezzo del petrolio e commodities cerealicole.
Alla notizia del nulla di fatto Opec sul possibile aumento della produzione petrolifera, per provare a calmierare le quotazioni dell’oro nero, repentino e contemporaneo è stato registrato l’aumento delle quotazioni del barile di greggio (+2%), del grano (+2%) e del mais (+3,5%) sulle piazze americane. 

brent crude=petrolio, wheat=grano, barley=orzo

100 dollari al barile, sembra per l’Opec un prezzo di base congruo anche per il futuro. Quindi prepariamoci al nuovo corso, costi colturali sempre più elevati (certamente) e prezzi dei prodotti cerealicoli elevati (almeno, secondo il grafico, sull'andamento poliennale del prezzo del petrolio e del grano ). Ci guadagneremo? 
Questo è un altro discorso. E meriterebbe ben altro impegno analitico.

Altre notizie della giornata in rapida carrellata

In Francia, a causa della siccità,  previsto un complessivo taglio delle esportazioni di grano del 30%.

In UK, si aggravano gli effetti della siccità anche nel regno di Sua Maesta Britannica. Circa l’86% delle superfici a grano risultano danneggiate. Non è ancora chiara l’entità del danno, tuttavia.

In Canada, le scorte Canadesi di grano per la prima volta, da quando il dato è rilevato, scendono al di sotto dei 10 milioni di t (il 26% in meno rispetto alla media decennale!).

Il prezzo del duro sempre molto tonico in America, anche se la debolezza del dollaro ci danneggia.

Domani rapporto USDA, spero di avere il tempo di approfondirlo meglio.

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