giovedì 26 luglio 2012

Lo strano caso del Borsino Cereali di Enna

Oggi, il mio post si occuperà di una questione locale, che tuttavia potrebbe rappresentare soltanto il caso più eclatante di tante realtà territoriali oscure ed inefficienti che rendono l'attività commerciale agricola, spesso più ardua di quanto già dovrebbe essere.
Proverò a presentarvi alcune anomalie comuni a molti Osservatori Prezzi delle Camere di Commercio Italiane, prendendo in considerazione il caso limite della Camera di Commercio di Enna, attraverso gli elementi pubblici forniti nel suo stesso sito, e le notizie, forniteci nell'intervento su questo blog, da un  rappresentate qualificato della sua deputazione.
Qualche giorno fa, infatti, nei commenti di un altro post chiesi a Roberto Angileri (sempre molto gentile e disponibile nel rispondere alle nostre domande), Amministratore delegato della  celeberrima PRO.SE.ME, nonché membro della deputazione del Borsino di Enna: 

Può spiegare allora agli agricoltori siculi e non solo, perché le quotazioni del borsino di Enna, aggiornate oggi dopo quasi un mese peraltro, sono a parità di classe, divergenti di più di 5€/q rispetto a quelle di Altamura pubblicate ieri?

217-220 vs 270-274
Ecco la parte della risposta che riguarda il funzionamento del Borsino:
 Il borsino di Enna ad oggi e' un osservatorio prezzi in quanto non e' luogo di scambio e affari merci come Bologna, Foggia, Altamura. Purtroppo anche in questo caso siamo fuori rispetto come " gira il mondo ". Infatti per pudore, per riservatezza, per ...... le transazioni notificate al borsino, anche da parte degli agricoltori sono irrisorie. Su quelle poche comunicazioni viene notificato il prezzo settimanale. Non era sicuramente questo l'obiettivo iniziale. Per questo motivo nel contratto di filiera che le ho notificato abbiamo preferito l'osservatorio Ismea piazza origine Catania.
La restante parte dell'intervento di Angileri, che solleva anch'essa alcuni interrogativi, almeno agli occhi di un agricoltore non addentro alle grandi questioni strategiche regionali, ve la risparmio ed eventualmente la rimando ad un successivo post, se ci sarà una manifestazione di interesse.

Le mie considerazioni sulle anomalie del Borsino di Enna:

1) Il Borsino Cereali di Enna, perché così esso stesso si denomina, scopriamo, dalle parole di un membro della sua deputazione, essere in realtà un semplice "Osservatorio Prezzi". Ma ciò non lo rende  dissimile da tutti gli altri sistemi di rilevamento prezzi messi in atto dalle Camere di Commercio Italiane. Se andiamo sul sito di Foggia, infatti possiamo leggere chiaramente in alto "Osservatorio Prezzi". E ciò non impedisce a Foggia di risultare punto di riferimento per gli agricoltori locali, oltre che pubblicare quotazioni sensibilmente superiori a quelle di Enna (buono mercantile 268-273, ieri ad esempio).
Bologna ed Altamura non sono invece gestite direttamente dalla Camera di Commercio, come invece Enna (alla quale tutti gli agricoltori della Provincia versano un obolo annuale non indifferente, peraltro), e possono svolgere anche altre funzioni, quali quelle di vero e proprio sito di scambio.
Quindi Enna sarebbe un Osservatorio Prezzi, come gli altri, che però si fregia del più autorevole appellativo di Borsino senza esserlo. Prima anomalia.

2) Se scorriamo i membri della Deputazione, su sette membri votanti osserviamo, 5 membri qualificati come rappresentanti di categorie di acquirenti (la maggioranza assoluta), mentre due risultano privi di qualsiasi qualifica (potrebbero essere semplici impiegati comunali per quel che sappiamo). 
Ed i produttori? Ma neanche un rappresentate delle associazioni di Categoria agricole è stato coinvolto? Strano, perchè leggendo il regolamento del Borsino Cereali di Enna, così recita l'art.5:

Per le funzioni di cui al presente Regolamento la Giunta della Camera di Commercio nomina annualmente  la Deputazione,  composta  di 7  componenti  scelti  fra una rosa di nominativi segnalati dalle associazioni di categoria rappresentative dei produttori e dei trasformatori di cereali e loro derivati e da operatori leader del settore individuati per comprovate caratteristiche di equilibrio, obiettività e mediazione.
Viene spontaneo dunque chiedersi, ma la Giunta della Camera di Commercio legge il regolamento, prima di pronunciarsi sulle nomine annuali?
E poi, vi sembra normale una deputazione (le cui importanti funzioni trovate contemplate all'art.5 del regolamento), nella quale la parte più cospicua è formata da acquirenti (almeno 5 su 7, bene che vada)?
Mi aspetto per un principio di mutualità che la Camera di Commercio di Enna istituisca un Osservatorio Prezzi sul seme cartellinato, con una deputazione formata da una maggioranza schiacciante di produttori, a questo punto.

3) Il cattivo funzionamento sarebbe imputabile alla ritrosia degli agricoltori. Sicuro? Quanti agricoltori sono stati coinvolti nel progetto? Ci vengono spesso portati dati di agricoltori che aderiscono alle filiere, perché non vengono sensibilizzati e messi nelle condizioni di comunicare facilmente i prezzi di vendita al Borsino, visto che hanno rapporti spesso integrati con i rappresentati della deputazione?
Peraltro, almeno a giudicare dalla discreta affluenza di visitatori su questo blog, l'attenzione degli agricoltori sembrerebbe alta su questi temi. 

4) Nell'intervento di Angileri leggo le "transazioni notificate al borsino...sono irrisorie"Dunque le quotazioni sono inattendibili, tanto che si suggerisce di utilizzare le quotazioni ISMEA di Catania.
Ora io mi chiedo perché l'inattendibilità delle quotazioni non viene specificata nel sito del Borsino che invece le pubblica senza alcuna raccomandazione, e nelle stesse modalità degli altri osservatori prezzi italiani.

5) Ma l'aspetto più antipatico e determinante di questa vicenda è che le quotazioni del frumento duro del Borsino di Enna (l'altra Camera di Commercio che si occupa di quotazioni si trova a Catania) vengono riprese, dal Giornale di Sicilia, il giornale cartaceo più venduto della Sicilia Occidentale. Praticamente l'unico mezzo ufficiale ed oggettivo attraverso il quale l'agricoltore standard, non ancora informatizzato come alcuni di noi, accede all'informazione sulle quotazioni. 
Cosa avviene dunque nella realtà? Che troppo spesso l'ignaro agricoltore recandosi dal commerciante per vendere il proprio prodotto, si veda sbattuto in faccia, l'apparentemente incontestabile quotazione ufficiale pubblicata sul giornale. Cosa di più oggettivo e super partes di un Borsino Merci gestito da un Ente pubblico che ha le seguenti finalità leggendo il suo regolamento?
Scopi del Borsino  sono quelli  di accertare  per  ogni prodotto  un  prezzo  medio  che possa costituire un valore informativo di riferimento per i vari e possibili utilizzi in ambito pubblico e privato e quello di costituire una borsa merci dei prodotti cerealicoli.

E che sia costretto quindi a vendere a quella quotazione (a cui molto spesso vengono anche caricati costi di mediazione tra 1 e 2 €/q), alimentando in questo modo un circuito perverso che porta il nostro grano siciliano ad essere venduto a prezzi irrisori, così che una quotazione inaffidabile prodotta da un Borsino si consolida e determina un prezzo reale sul mercato.

Insomma a mio modesto avviso, se il Borsino Cereali di Enna non funziona, come sembrerebbe evidente, non sarebbe il caso di sopprimerlo, come buon esempio di taglio sulla famosa spesa pubblica improduttiva, ma soprattutto per evitare di alimentare una possibile spirale ribassista dei prezzi a tutto danno di durogranicoltori non solamente siciliani?

In generale forse noi produttori italiani ci dovremmo chiedere, ma la nomina delle Deputazioni e delle Commissioni tecniche, in seno agli Osservatori Prezzi, avvengono con modalità trasparenti nelle Camere di Commercio Italiane? Viene rispettato il peso dei produttori che dovrebbe essere pari almeno a quello degli acquirenti, per semplice buon senso?
Quali disposizioni di legge sono tenuti a rispettare i soggetti delegati a monitorare le quotazioni?
Chi controlla il loro operato?


P.S.: Aggiunge Angileri alla fine: "Per questo motivo nel contratto di filiera che le ho notificato abbiamo preferito l'osservatorio Ismea piazza origine Catania."
Premesso che una ditta privata può notificare le proprie condizioni commerciali a chi vuole, io però non ho ricevuto alcun contratto di filiera. Lo scrivo pubblicamente soltanto a beneficio di quanti mi richiedono privatamente questo modello di contratto, di cui non ho avuto contezza.
Non vorrei  qualcuno pensasse che fossi io, a non voler diffondere il contratto.




31 commenti:

  1. Articolo che lascia a dir poco esterefatti!!!..Io da settimane cerco di capire il motivo per cui anche la Camera di commercio di Catania non aggiorna sul suo sito le quotazioni rimaste al 2 luglio! In rete ho trovato da più parti opinioni di esperti del settore che nie prossimi 3-4 mesi prevedono un netto rialzo del grano duro per via delle siccità e delle alluvioni avvenute nell'ultimo mese presso i paesi grandi produttori di cereali. In puglia ci sono stati già aumenti (26 cent/kg) ma in Sicilia non si dice nulla...anzi si diffonde il valore di 22-23 cent/kg!!..e poi il malfunzionamento degli organi competenti...tutto molto strano!!!

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    1. Si, ho segnalato in vari post precedenti l'inaffidabilità e l'inefficienza della Camera di Commercio di Catania. Purtroppo a parole tutti stanno dalla parte dell'agricoltore, nei fatti invece non siamo tutelati da nessuno, nemmeno nei principi più elementari. Quando si tratta di pagare tasse, imposte e simili, però immediatamente si ricordano di noi!
      L'agricoltore moderno però ha sempre più consapevolezza degli eventi, non potranno ancora a lungo continuare a baloccarsi, confido in una lenta ma inesorabile presa di coscienza di questi aspetti da parte della nostra categoria.

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  2. Borsino di Enna . Solo specchio per le allodole.
    Chi ha voglia vada a scoprire chi ci stava e chi ci sta dietro.

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  3. Veramente interessante.
    Non che la questione mi fosse completamente sconosciuta, ma se aggiungo alle perplessità personale le notizie sul borsino di Enna…… penso che dobbiamo spostare l’attenzione non sulle quotazioni (che sicuramente ci interessano) ma su come queste vengono determinate (molto più importante).
    Amici c’è bisogna di vigilare e di spronare le organizzazioni che rappresentano i produttori per una maggiore tutela anche con pressioni a livello di governo per controlli sulle regole di mercato.
    L’assenza come rappresentante nel borsino di Enna è GRAVE.
    Incuriosito ho cercato di capire come funzione quella di Foggia ed ecco le sorprese http://www.fg.camcom.it
    “Le quotazioni sono accertate tramite apposite Commissioni tecniche/consultive che integrano il lavoro istruttorio svolto dall'Ufficio Prezzi e sono pubblicate dalla Camera in un listino prezzi settimanale.
    Le Commissioni, che hanno funzioni di monitoraggio dell'andamento dei prezzi e delle produzioni in provincia sono formate da esperti, da rappresentanti di Associazioni di categoria e di Enti pubblici, interessati per materia.”
    Sarei veramente curioso di conoscere con quali strumenti (tecnici o normativi) queste Commissioni INTEGRANO il lavoro istruttorio dell’ufficio prezzi e poi, come esercitano il monitoraggio dell’andamento dei prezzi.
    Nel regolamento non non c’è traccia.
    Siamo nella stessa barca.
    Anonimo della daunia

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  4. Mi dispiace per la situazione degli amici siciliani, trovo profondamente ingiusto che il grano duro da loro prodotto abbia un prezzo così basso rispetto ad altre piazze nazionali, forse sarebbe il caso che i sindacati degli agricoltori intervenissero.
    Più in generale, su osservatori, listini e borse merci e quotazioni del grano duro, noto che al di là dei vari regolamenti ci sia poca trasparenza su come realmente vengono fissati i prezzi, ad esempio varie volte ho visto in tv "aste" del pescato o sulla carne, ma sui cereali non ho mai avuto l'occasione di vedere qualche servizio giornalistico.

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  5. Qualcuno mi sa dire perchè nella borsa merci di Bologna non trova spazio la quotazione del grano duro del sud.

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  6. la stessa poca trasparenza nella formazione e determinazione dei prezzi ce riguardo il prezzo delle arance siciliane...a tal riguardo il mezzo di diffusione a cui si fa riferimento è il giornale 'La Sicilia',che in sicilia orientale è il piu diffuso...a volte per piu settimane non riporta i prezzi,quando i prezzi in campagna sono troppo bassi riporta prezzi alti,i prezzi delle cultivar piu pregiate non li riporta,eccc...data l'importanza della materia la rilevazione dei prezzi e la loro pubblicazione dovrebbero avvenire sotto la responsabilità di autority indipendenti,sbasterebbe solo fare il copiato del 'SOLE 24',che l'unico giornale autorizzato e giuridicamente responsabile dell verità delle pubblicazioni delle quotazioni dei titoli

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  7. ho stampato tutto e vado dalla mia associazione sindacale per chiedere spiegazioni

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  8. gino agricoltore pugliese28 luglio 2012 19:21

    esiste una domanda e un'offerta. Se la domanda pur avendo necessità di acquistare non acquista e resiste, il prezzo cala, poi se la domanda detiene in conto deposito tanto grano può tranquillamente non chiedere grano, ma macinare senza anticipare neanche un euro quello che ha. Allora in questo modo può la domanda decidere il prezzo da sola. Le cose cambiano se il nostro grano viene imbarcato e portato all'estero o più semplicemente quando i mulini vogliono che la semola aumenti. Solo allora il grano potrebbe aumentare, ma quel momento noi agricoltori non lo conosciamo!!!! Le famose leggi di mercato specie per il grano duro sono falsate. Su questo che si deve intervenire come negli altri settori economici vedi anti trust

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  9. Ottima analisi.
    Il punto è insistere per leggi di mercato.
    Troppi vantaggi per le categorie che si succedono dopo la produzione.
    Per raggiungere questo obiettivo bisogna che i produttori vigilino.
    Se i listini presso le camere di commercio sono speccho per le allodole, bisogna trovare il coraggio di contestarle.
    E' sbagliato consultare i listini delle camre di commercio, senza incidere tramite i propri rappresentanti sulla regolarità dell'operato.
    anonimo

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    1. sono d'accordo con il commento. Ogni Camera di commercio ha il rappresentante degli agricoltori. Basta solo chiedere di occuparsi di questi benedetti listini e fornire suggerimenti per migliorarli. Il mio suggerimento è: tentiamo di specializzare le singole cciaa siciliane affinchè costituiscano degli osservatori con persone qualificate su specifici mercati di riferimento ed adottino metodologie di rilevazione ed elaborazione adeguate. Ad esempio a Trapani osservatorio del vino, a Palermo Olio, a Catania agrumi, ecc. Il mercato siciliano è spesso unico e non ha molto senso parlare di mercati provinciali mentre quello regionale potrebbe assumere rilievo ed autorevolezza per le principali produzioni mediterranee.
      biagio Pecorino

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    2. Perfetta l'analisi.
      Bisogna vigilare sui rappresentanti, non solo, ma anche cercare di capire come tecnicamente operano.
      Quanto più conoscenze si acquisiscono maggiormente si può incindere e vigilare sui rappresentanti.
      Ad esempio in fase di determinazione dei prezzi alla produzione incidono i costi dei prodotti petroliferi?

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  10. Ho spesso apprezzato il blog e credo sia utile per fornire notizie ed indicazioni, anche di mercato. Inoltre, ha il merito di dare voce ai cerealicoltori mettendo in rete esperienze e conoscenza sul comparto. Vi comunico, però, che questa volta avete preso un grosso abbaglio e sarebbe utile documentarsi prima di scrivere notizie errate e false. Le informazioni fornite sono tutte approssimative o totalmente sbagliate (ad esempio si afferma che manca la rappresentanza dei produttori: presidente e vicepresidente sono invece indicati dai produttori). Sarebbe utile e opportuno, prima di tentare di screditare quello che esiste, informarsi e proporre. Personalmente vi invito il 2 agosto alle ore 10 alla CCIAA di Enna per discutere sul da farsi in vista della scadenza del BANDO
    PIANI DI SVILUPPO DI FILIERA P.O. FESR SICILIA 2007/2013
    OBIETTIVO OPERATIVO 5.1.1 - LINEE DI INTERVENTO 5.1.1.1 - 5.1.1.2 - 5.1.1.3. Criticare e pontificare, anche in forma anonima, è una cosa, lavorare insieme per migliorare le condizioni dei cerealicoltori siciliani è un'altra.
    Biagio Pecorino
    Per eventuali adesioni b.pecorino@virgilio.it

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  11. Egregio Dr. Biagio Pecorino

    il blog si è documentato presso il sito internet del Borsino Cereali della Camera di Commercio di Enna, alla pagina ove sono indicati i membri della deputazione (francamente non so bene a quale documentazione migliore di questa, avrei dovuto attingere).
    http://www.cameradicommerciodienna.it/Borsinodeicereali/Deputazione/tabid/108/Default.aspx

    Nella suddetta pagina, che riporto sopra nel post a futura memoria, sono riportati tutti i membri, votanti e non, della deputazione. Tutti i soggetti, tranne due, appaiono qualificati come appartenenti a categorie di non produttori.

    Nessuna qualifica di produttore appare accanto ad alcun membro. Il blog ha evidenziato proprio questo aspetto nel punto 2: …"mentre due risultano privi di qualsiasi qualifica (potrebbero essere semplici impiegati comunali per quel che sappiamo)."

    Apprendiamo ora dalle sue parole che si tratta di due produttori. Prendiamo atto che evidentemente si trattava della solita inaffidabile pubblicazione del Borsino. Ne siamo parzialmente rinfrancati, e speriamo così che al più presto anche la nostra categoria abbia l'onore di essere riconoscibile nella pagina internet del Borsino.

    Le mie critiche generali all’inefficienza del BorsinoCereali di Enna ed al cattivo uso che se ne fa, rimangono tuttavia intatte. Tanto più che esse non sono le prime, ma rappresentano le ultime di una lunghissima serie che troverete nei miei post sulle quotazioni siciliane del frumento duro.

    Visto il pronto interesse che ha suscitato questo post certamente poco accomodante, mi sarei aspettato che qualcuno già prima, afferente alla struttura del Borsino, si fosse degnato di darci qualche utile ragguaglio sul suo funzionamento. Sono intervenuti finanche dalla CCIA di Foggia, in fondo, per fornirci utili indicazioni.

    In merito al suo invito sono costretto a declinare, francamente mi sembra di dedicare, senza alcun ritorno, gratificazione o sussidio di finanziamenti europei P.O. FESR, già abbastanza tempo alla causa dei cerealicoltori siciliani. Penso che ad Enna, le decine di persone che si riuniranno intorno ad un tavolo per il solito rito, saranno capaci di pontificare anche senza il mio aiuto.

    Nulla di personale naturalmente, io sono peraltro un sincero ammiratore del Pane di Dittaino.

    Buon Lavoro

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    1. Da qualche mese pur condividendo con lei l'ammirazione, e non solo, per il pane del dittaino, non ricopro la carica di presidente della Cooperativa per sopraggiunti impegni e opportune turnazioni in una compagine cooperativa di decine di soci produttori. Scrivo, quindi, da "semplice" imprenditore agricolo che mira a rendere efficiente la sua impresa e rimane convinto che fino a quando gli imprenditori non faranno rete e lasceranno ad altri (politici, burocrati, tecnici, ecc.) il compito di riunirsi e decidere non otterranno nulla e, anzi, non avranno neanche le informazioni per poter intervenire sul proprio futuro. Non basta coltivare i campi ma bisogna occuparsi di cosa succede intorno a noi.
      Con l'auspicio di vedere un giorno imprenditori agricoli siciliani partecipi e protagonisti del proprio futuro, La saluto cordialmente.
      Biagio Pecorino

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  12. AAA questa non la sapevo-presso le ccia di tutta italia vi sarebbero dei rappresentanti,fisici,degli agricoltori-(produttori-contadini)che contribuiscono a costruire le quotazioni,in questo caso dei cereali_

    scherzate o dite sul serio?
    fuori i nomi e cognomi di questi scemuniti-chi sono-che lavoro svolgono-cosa producono-devono essere degli autolesionisti-o meglio cialtroni allo stato puro-

    rido per non piangere-avete una faccia tosta,e non voglio usare un altro termine-
    perchè non chiedete a me di partecipare alle sedute dove si creano le quotazioni?vengo a spese mie-non mi dovete dare nulla-anzi porto io qualcosa per voi-e poi discutiamo un pò di quanto dovrebbe costare il grano e gli altri cereali-
    poi vediamo se avete il coraggio di uscirvene con queste quotazioni-

    questo è proprio il paese di pulcinella-
    manco la galera meritate-continuereste a scroccare pane a tradimento sulle spalle di chi lavora anche da l ha dentro-

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  13. mimmo70 leggere i tuoi commenti fa sempre piacere,penso che sei una persona estroversa anche nella vita reale,ci vuoe qualcuno che ti contenga...infatti,questi agricoltori messi in poltrene istituzionali sa che tipi che saranno,possiblimente saranno commercianti in piccolo che passano al setaccio e comprano il prodotto che piu o meno gravita nella loro contrada di riferimento,di cui si sentono comunque i padroni per il solo fatto di poggiare il loro sguardo su un appezzamento vicino a quello loro quando ci passano con il fuoristrada...qua in sicilia quasi tutti i presidenti dei tre sindacati agricoli risultano essere sulla carta agricoltori,ma di fatto sono tutti intrallazisti che comprano e rivendono la merce acquistata da poveri agricoltori veri,di cui conoscono tutti i loro cazzi familiari,dato che nelle sedi sindacali tra le altre cose si fa cuttighio di tutti.

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  14. ROBERTO ANGILERI1 agosto 2012 20:12

    MI UNISCO ADESSO AL TEMA, FACCIO UN " COPIA ED INCOLLA " DI QUELLO CHE E' RIPORTATO NEL SITO DELLA CAMERA DI COMMERCIO.

    PRESIDENTE: sig. Pietro Maria ROCCA
    aggiungo " responsabile COLDIRETTI ENNA "

    VICE PRESIDENTE: dott. Giuseppe LI ROSI
    aggiungo " agricoltore e promotore di una rivalutazione delle vecchie varietà siciliane "

    COMPONENTI: rag. Roberto ANGILERI
    - rappresentante delle aziende sementiere e costitutori;

    Prof. Biagio PECORINO
    - rappresentante delle aziende di molitura e trasformazione industriale;

    sig. Angelo TIRRITO
    - rappresentante dell’Associazione Panificatori;

    sig. Sandro PUGLISI
    - rappresentante dei Consorzi interprofessionali;

    sig. Gioachino ARENA
    - rappresentante della grande distribuzione organizzata;

    dott. Giuseppe RUSSO (senza diritto di voto)
    - rappresentante del Consorzio di ricerca “Gian Pietro Ballatore”;

    RAPPRESENTANTE (senza diritto di voto)
    - rappresentante della Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia;

    sig. Filippo CANCARE’ (senza diritto di voto)
    - rappresentante delle Associazioni dei consumatori.

    INOLTRE QUESTO E' IL COMITATO TECNICO

    Dr. CHINNICI Gaetano (Coordinatore) ( AGRICOLTORE )

    Sig. CAMPISI Liberto ( PANIFICATORE )

    Sig. CARLINO Michele ( AGRICOLTORE DEI COMITATI SPONTANEI )

    Dr. COPPOLA Roberto ( AGRONOMO )

    Sig. GRASSIA Vincenzo ( RESPONSABILE SICILCEREAL COOP. RADDUSA )

    D.ssa LOMBARDO Grazia Maria ( RICERCATRICE )

    Dr MESSINA Bernardo ( RESPONSABILE CONSORZIO BALLATORE )

    Sig. PISCOPO Mario ( AGRICOLTORE )

    Sig.ra TURCO Silvia ( AGRICOLTORE )

    RIPETO CHE NELL'AMBITO DI UN CONFRONTO LEALE OCCORRE FORNIRE LE GIUSTE INFORMAZIONI AI VISITATORI DEL BLOG.

    Aggiungo che prima dell'attuale Presidente, il predecessore era rapprentante sempre di un'organizzazione sindacale di categoria.

    Roberto ANGILERI - Amministratore Delegato Proseme

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    1. il padrone di casa è momentanamente assente-
      dott.Angileri,colgo l occcasione per ringraziarla della sua disponibilita -
      suppongo che lei abbia pubblicato la lista dei membri della ccia di enna con l intenzione di dimostrare che molti di essi o sono imprenditori agricoli o si occupano di agricoltura-
      il sottoscritto le fa notare che essere imprenditore agricolo non sempre corrisponde ad essere coltivatore diretto-operare da dietro una scrivania non è come sporcarsi le mani direttamente-
      il presidente è membro di una organizzazione sindacale che a sua volta è la piu grande d italia-
      quando fate le quotazioni,mette sul tavolo lo studio di coldiretti che dice quando costa produrrere 1qt di grano duro in sicilia?
      gli imprenditori portano in commissione un costo ben dettagliato supportato da fatturazioni e studi tecnici su quanto costa loro produrrere grano duro?
      perche vede è da quei numeri che bisogna partire-tutto il resto sono chiacchiere-
      io non sono della zona e non mi esprimo sui costi aziendali e produttivi-tuttavia da noi centro- nord,le organizzazioni di categoria stimano costi di produzione maggiori di quelli sostenuti da noi,eppure ci stiamo stretti stretti con 30E al qt-
      se volete operare in piena trasparenza quando fate le quotazioni fatele a porte aperte,invitando chiunque voglia ad assistervi-in modo che tutti possano capire chi sono i soggeti che speculano su chi lavora-
      non è mai troppo tardi per operare all insegna della trasparenza-

      io lavoro con i contratti di filiera-qual era il prezzo minimo garantito da voi e quali erano le condizioni contrattuali? grazie-

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    2. ROBERTO ANGILERI3 agosto 2012 00:20

      BORSINO CEREALI - CHIARIMENTI

      La scrivania la lasciamo magari solo al Presidente ROCCA, ma gli altri, che conosco perfettamente, sono AGRICOLTORI, non dico superiori alla Sua professionalità ma alla pari. Si senta ben rappresentato, oppure frequenti qualche volta il borsino, sarà nostro gradito ospite e potrà constatare dal vivo cosa avviene nella massima trasparenza.
      Per quanto riguarda il contratto di filiera le Sue richieste sono tutte specificate nel contratto che ho già notificato due volte alla e-mail di granoduro.

      ROBERTO ANGILERI - AMMINISTRATORE DELEGATO PROSEME

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    3. AGGIUNGO CHE LA DEPUTAZIONE E IL COMITATO TECNICO OPERANO SENZA ALCUN COMPENSO PROVENENDO DA TUTTA LA SICILIA.

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  15. ROBERTO ANGILERI2 agosto 2012 09:55

    CONTRATTO DI FILIERA

    SEMPRE PER LA CHIAREZZA CHE E' ALLA BASE DI UN CONFRONTO DEMOCRATICO, IN BASSO IL REPORT DI TRASMISSIONE DELLA E-MAIL CON IL NOSTRO CONTRATTO DI FILIERA DEL GRUPPO E RELATIVI ALLEGATI.
    QUALORA NON ABBIA RICEVUTO LA E-MAIL STAMANI LA REINVIO CON LA CORTESIA DI RISPONDERE DELL'AVVENUTA RICEZIONE.


    ROBERTO ANGILERI (robyangproseme@hotmail.com)
    Inviato: domenica 22 luglio 2012 22:34:11
    A: granodurosicilia@gmai.com
    Ccn: ROBERTO ANGILERI (robyangproseme@hotmail.com)
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    Allegato ...pdf
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    ECCO IL CONTRATTO APPLICATO PER IL RACCOLTO 2012.

    PRO.SE.ME.SRL
    L'amministratore Delegato
    Roberto Angileri
    tel.0935/1829014
    fax.0935/1829028
    cell. 339/7450148
    www.proseme.eu

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    Risposte
    1. Granduro dovrebbe essere in ferie per tutto il mese di agosto!

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  16. la mia mail che risulta dal suo copia incolla, è errata, Caro Angileri, la rilegga prego.
    gmail, non gmai...

    Purtroppo al momento non posso rispondere, la ringrazio comunque...
    a presto.

    Un Saluto a tutti quanti,
    spero di poter scrivere qualcosa sul mercato del grano appena avrò una buona connessione, ed la possibilità per studiarmi un pò di numeri.

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  17. Deriva genetica con perdita di un carattere...capita... a riprodursi..la mail

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  18. buongiorno, da studioso del settore, anche per motivi di lavoro, sono anni che sento dire che i prezzi rilevati nelle borse merci/sale di contrattazione delle Camere di Commercio non sono effettivamente rappresentativi dell'andamento del mercato nazionale. in particolare è verissimo (e scandaloso aggiungo)che non vengano forniti riferimenti di prezzo sul grano duro prodotto nel sud (a parte Foggia). La situazione della Sicilia, importante regione produttrice di grano, come avete visto, è significativa: "rilevano", se così si può dire (...), il prezzo del grano duro solo Catania (ferma dal 2 luglio) ed Enna. Basti pensare che in Emilia Romagna praticamente tutte le province rilevano i prezzi dei cereali, e con tempistiche aggiornate e non vecchie di un mese. Ora però io mi chiedo: ma perchè gli agricoltori del sud continuano a chiudere contratti sulla base di questi listini (Bologna-15 €/t; Foggia-7 €/t; etc.)?in questo modo si continuerà a dar valore a prezzi che non rappresentano l'effettivo valore della merce prodotta nel sud. perchè oltre ai contratti di filiera, utili certo, non provare altre vie?siamo su un blog, uno strumento "tecnologico", ed in questo senso rispetto ai tanti imprenditori agricoli che non hanno neanche il pc voi siete certamente molto ma molto avanti, avendo capito che ormai in un mercato cerealicolo globalizzato il valore dell'informazione (on line) è divenuto fondamentale (le ultime due crisi cerealicole ce lo insegnano). Altre vie dicevo, come ad esempio la borsa merci telematica. Mi sono imbattuto nel loro sito e penso che, se ben sfruttato, possa rappresentare un'alternativa commerciale importante per gli agricoltori. Non so cosa ne pensate. Vi saluto e vi ringrazio per lo spazio.

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    1. Per quanto io ne sappia (di quanto in seguito andrò a scrivere ti richiedo riscontro) la Borsa merci telematica è solo un tentativo per addivenerire ad un progetto definitivo di quotazione dei prodotti agricoli alla produzione.
      Questo obiettivo non può essere raggiunto avvalendosi della pubblicazione di un listino prezzi elaborato dalle commissioni presso le locali camere di commercio (Diversamente costituite - prevalentemente partigiane - espressione di centri di poteri, ecc.)
      Ad oggi penso nessun agricoltore si rechi presso le camere di commercio per depositare i contratti che dovrebbero costituire la base per il rilievo dei prezzi settimanali.
      In pratica sono registrati pochi movimenti prevalentemente da rappresentanti dell'industria (pastai e mugnai)interessati a determinare i prezzi della filiera.

      Se, come si legge sul sito della BMTI, l'obiettivo è quello di "assicurare efficienza e razionalità ai mercati determinando in tempi rapidi ed in modo trasparente i prezzi realizzati ed i quantitativi scambiati"
      occorre
      che la "Deputazione Nazionale" della BMTI svolga un ruolo più incisivo esercitando una qualche forma di controllo sul modo operativo con cui si determinano i prezzi agricoli alla produzione.
      Evidenzio che uno dei compiti della detta Deputazione è così rappresentato: "omogeneizza le modalità di negoziazione e le forme di sicurezza e di garanzia delle transazioni".

      Sicuramente si tratta di materia difficile ma l'innanzi descritto obiettivo non può essere raggiunto pubblicando dati rivenienti da listini elaborati a livello locale senza la presenza di un rappresentante istituzionale(ad esempio esperto analisi di mercato.

      A mio parere il mercato oltre al requisito della domanda/offerta non può prescindere anche dai valori di costo per la produzione ed in tal senso sarebbe importante la presenza di un tecnico esperto (in posizione di terzo) di nomina istituzionale.
      Aggiungo infine che la mancata presenza di una detta figura fa sì che in determinati ambiti territoriali (SUD) non vi siano quotazioni di mercato seppure in periodi di raccolta dei prodotti. ASSURDO......
      Saluto e ringrazio per l'opportunità


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    2. se si continua a spostare il discorso su tecnicismi sempre piu complessi,si finisce per perdere il contatto con la realtà,come è gia avvenuto in passato-
      le casuali che dovrebbero determinare il costo di un prodotto sono tanti,tuttavia 2 elementi sono fondamentali,e dai quali si dovrebbe partire a prescindere-
      1-costo di produzione del prodotto-elemento facilmente riscontrabile e per areale e per qualità -e in italia vi sono molti studi tecnici supportati con elementi riscontrabili che spiegano quando costa produrre grano duro -mercantile o proteico,per areale di riferimento-
      2-è il rapporto tra domanda e offerta-
      l italia importa circa il 25% del grano duro trasformato,siamo i maggiori consumatori dei suoi derivati,il suo territorio basterebbe a garantire l intera produzione richiesta dalla domanda,e il grano duro italiano ,con il rapporto qualità prezzo è il migliore del mondo-eppure si continua a dire che dipendiamo dall estero-

      -allora senza perdersi in questi tecnicismi basterebbe solo un po di sano realismo e di onesta ,per definire il costo del grano duro italiano-
      invece si fà finta che le nostre sorti dipendano dagli umori esteri,ma se si è onesti e realistici ,si vede che non è cosi-
      si usa la speculazione internazionale come mezzo di ritorsione ,una volta contro i produttori,facendo precipitare le quotazione al di sotto dei costi di produzione,un altra contro il consumatore scaricando nelle proprie tasche aumenti ingiustificati-nelle camere di commercio dove vengono definite le quotazioni dove stanno le figure che esibiscono sul tavolo i costi di produzione e i buoni standard merceologici del grano duro italiano?
      non ci sono e se ci sono chi sa a cosa pensano,questa è la verità-i rappresentanti di categoria di fronte a certi scempi avrebbero dovuto minacciare lo sciopero delle semine,e invece ?


      ad oggi si stà riproducendo gli stessi allarmismi del 2008,-pericolo carestia-scommetto che tra qualche mese questi allarmismi rientreranno perchè qualcuno troverà piu conveniente investire altrove-
      scommettiamo?

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    3. Salve a tutti. BMTI è un mercato telematico in cui venditore e acquirente si scambiano i loro prodotti. i prezzi del grano duro che trovate sono prezzi che hanno dietro dei contratti effettivamente conclusi. non sono cioè decisi da nessun comitato/commissione etc. La deputazione nazionale, leggendo sempre nel sito, svolge compiti di vigilanza così come in sostanza fa la consob presso la Borsa Valori. Tutto qui. Penso che sia un'innovazione interessante, da valutare, soprattutto se, come dite voi nel blog, il meccanismo delle borse merci è ormai superato e i prezzi non rappresentano l'adeguato valore del grano duro. ne approfitto anche per chiedervi un'opinione (se posso): cosa ne pensate del future sul grano duro?funzionerà?
      Vi saluto e vi ringrazio ancora una volta

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    4. per esperto del settore future.
      Prova a spiegarci i vantaggi del future sul grano.
      Penso sia un primo passo per discutere.
      Personalmente sono diffidente, anzi contrario alla finanza legata ai prodotti agricoli.
      Prova a farmi cambiare idea.

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