venerdì 27 luglio 2012

Corn Belt? No, Polesine!

Tutti presi dalla siccità Nord-Americana, non ci siamo accorti che in realtà in Nord-Italia, soprattutto nelle zone non irrigue del Polesine, la situazione appare probabilmente altrettanto critica. Qualche giorno fa, tramite un contatto facebook comune, ho scaricato immagini di campi di mais del Polesine, inserite da Graziano Azzolin, veramente tristi. Le trovate in fondo al post.


“Secondo le indicazioni raccolte presso gli operatori locali – affermano gli esperti di Veneto Agricoltura – la situazione è invece critica in particolare per quanto riguarda il mais: nelle zone produttive non irrigue del Polesine (circa 10.000 ettari su 50.000 totali) la perdita della produzione è pressoché totale e le aziende si vedono costrette a trinciare il mais per destinarlo a ceroso.”
Ovviamente questa situazione territoriale ha un impatto sul mercato globalizzato dei cereali molto relativo, e la ho soltanto ripresa, non per i fini consueti di analisi dei mercati, ma per spirito di comunanza verso altri agricoltori italiani che stanno attraversando serie difficoltà.

Ma tornando alle mie analisi da apprendista stregone, senza addentrarmi nelle questioni propriamente economico-finanziarie, che spero di affrontare con più calma ed a bocce ferme nel fine settimana, vi  presento due immagini degli States che rappresentano le possibilità di piogge nei prossimi 15 giorni secondo due modelli previsionali meteo.

Secondo il modello GFS, il cosiddetto modello americano, nella mappa sotto, la possibilità che vi siano precipitazioni nelle aree agricole del MidWest, sono discrete, più o meno in media con il periodo. Precipitazioni dunque non particolarmente rilevanti, ma neanche asciutto, insomma. E questa è la previsione ottimistica! Negli ultimi mesi, va detto peraltro, che il modello GFS ha sempre sbagliato per eccesso!!

















Secondo il modello CMC, del Centro meteorologico Canadese,  invece, le prossime precipitazioni saranno molto ad di sotto delle medie storiche! Ed ovviamente un ulteriore proseguimento del tempo asciutto e caldo nel contesto già fortemente compromesso del Corn Belt, almeno per il mais, potrebbe rivelarsi  catastrofico, determinando così anche una sensibile riduzione delle rese USA di spring wheat e soia! Colture che al momento potrebbero ancora riprendersi almeno in parte, se le condizioni meteo fossero più clementi.


















Insomma, al momento le Borse USA, come abbiamo visto negli ultimi giorni sono incerte in una fase laterale. Gli "speculainvestitori" stanno alla finestra attendendo che Giove Pluvio sciolga l'amletico nodo. Sarà crisi cerealicola "Fine di Mondo", oppure qualche pioggia insperata correrà in aiuto delle colture più resistenti, limitando così l'impennata delle quotazioni?




P.S.:Le novità sul duro nel prossimo post.

P.S.: Thanks to Nogger, for the idea of this post!










12 commenti:

  1. poveri agricoltori

    RispondiElimina
  2. se negli usa si verificasse una situazione simile al polesine nel mondo torneremo alle famose carestie medioevali!!! a parte gli scherzi il cibo è una cosa seria, se le probabilità di ridurre le produzioni alimentari sul pianeta di in quarto sono basse gli stok si annullerebbero e allora.............

    RispondiElimina
    Risposte
    1. negli usa c'è già una situazione simile, in alcune zone anche peggio!!! i primi di luglio, negli usa già si parlava di una situazione irreversibile ne non pioveva entro 10 giorni, mi chiedo cosa può cambiare se gli arriva la pioggia ora!!! il taglio di altri 50 mlt di mais da parte dell'igc, nel report di venerdi, non penso possa migliorare.
      Comunque anche qui al centro il mais non irriguo, almeno il 70% del totale, è completamente bruciato!

      Elimina
  3. A Padova e Treviso non siamo presi meglio, il mais che non è stato irrigato si è letteralmente bruciato e l'ondata di caldo di questi giorni darà il colpo finale alle coltivazioni.
    Per quanto riguarda le quotazioni non si riesce a capire la stasi di questa settimana seppur con dimostrata criticità delle coltivazioni anche dall'assesorato della Regione Veneto.
    Personalmente vi dico che dai miei 25 anni non ho mai visto campi di mais così presi male!
    Se si tiene conto degli indamenti delle quotazioni degli ultimi anni in base alle varie situazioni del raccolto, il prezzo DOVREBBE a mio avviso come minimo salire di 3-4 euro/q (anche solo per coprire i costi di chi ha irrigato)...per dire l'anno scorso (2011) con raccolto discreto il prezzo era di 20-21 ora con la siccità di questo 2012 ad oggi il prezzo è di 23.2 euro/q
    Forse la situazione varierà quando inizieranno a fare insilato e ci si accorgerà che le pannocchie non ci sono...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. IL 2003 è stato peggio, anche se le foto di rovigo devastano l'anima di un agricoltore.
      Nel 2003 a PD, si raccolse con umidità intorno al 16%/17% a metà di agosto, una cosa da non credere, mentre quest'anno non credo proprio, quindi pur avendo seminato con anticipo, la raccolta sarà posticipata.
      La genetica comunque un piccolo passo avanti l'ha fatto, se seminassimo ancora le varietà di 10 anni fà, tutto il veneto sarebbe come dalle foto allegate.
      Una cosa simile l'ho vista sull'intera Romania nel 2003 perchè quell'anno colpi tutta l'europa meridionale fino al mar nero.
      A_T_

      Elimina
    2. Guarda qua alcune foto:


      http://agriveneto.blogspot.it/


      la situazione è un pò meglio rispetto a Rovigo ma non so di quanto..

      Elimina
  4. A proposito di mais e siccità

    Come era stato preannunciato si cerca di fare il possibile ,ma per i miracoli non si è ancora attrezzati..

    http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=drought-tolerant-corn-trials-show-positive-early-results

    questo esperto di sostenibilità ambientale invece auspica, una RIVOLUZIONE "agrocolturale"

    http://www.nytimes.com/roomfordebate/2012/07/25/how-can-we-prevent-another-dust-bowl/farming-changes-can-limit-risks-of-extreme-drought

    interessante il commento dell'ex farmer nei commenti sotto
    che critica il sistema del farm bill,di garanzia del raccolto,sostenendo che incentiva i farmer a rischiare di più..con colture a piu alto reddito (primaverili)
    diversificando meno i rischi.

    RispondiElimina
  5. Ciao caro Granduro, so che sei avverso agli OGM, ma quella è la strada se non vogliamo che l'Italia entro pochi anni sperimenti la "sorella fame".
    Bill e Melinda Gastes, in Africa stanno finanziando la ricerca sugli OGM di 3^ generazione ovvero quelli resistenti alla siccità, ed in argentina e brasile già stanno facendo esperimenti in campo aperto.
    Noi qui stiamo ancora discutendo del sesso degli angeli della 1^ generazione, mentre il prezzo della soia OGM importata in Italia è superiore al prezzo della soia convenzionale (basta vedere la borsa di verona negli ultimi 4 mesi).
    O gli agricoltori si danno una profonda e vigorosa svegliata, o altrimenti sono morti ancora prima di iniziare.
    Un cordiale saluto
    A_T_ (agric.trader)

    RispondiElimina
  6. io sono avverso al brevetto, principalmente.
    Quando Bill e Melinda, nel loro tentativo disinteressato di salvare il Mondo, consentiranno agli agricoltori di riprodursi il seme, rinunciando al brevetto, valuterò la questione in maniera diversa.

    Oltre che, non me ne volere ma sono un complottista anche se forse non sembra, non escludo che i nostri cari e fedeli alleati anglosassoni, stiano mettendo a punto l'ulteriore arma dopo il debito, per controllare anche il nostro sistema alimentare.
    Perchè è vero che il guaio lo abbiamo combinato noi, ma chi è stato a raccontarci, per anni, che per far crescere l'economia dovevamo abbandonare quella sciocca abitudine di risparmiare, e cominciare a spendere e spandere a più non posso?

    A parte i principi generali, io osservo i miei concorrenti stranieri del grano duro, e noto che noi siamo dopo i francesi i più produttivi al Mondo, eppure noi produttori stiamo con le pezze al culo (ed i francesi non stanno neanche tanto bene) rispetto agli altri apparentemente meno produttivi.
    Produrre di più non vuol dire necessariamente guadagnare di più.
    Vivo in una Regione nella quale appena produci un pò di più del consumo regionale si blocca tutto ed il prezzo crolla.
    Cosa me ne faccio di una eventuale Ferrari per correre nella pista dei go-Kart.
    Molto più pragmatico affermare che guidare la Ferrari è da stronzi, e corriamo tutti con il go-kart che è divertente uguale.

    Probabilmente se fossi un maidicoltore forse ragionerei in maniera diversa, e comunque voglio vederli questi OGM fine di Mondo che risolvono i problemi. La propaganda si vende a chili sull'argomento.
    No, non abbiamo bisogno degli OGM, abbiamo bisogno di guardarci indietro ed avere il coraggio di proteggere la nostra economia, da sistemi economici più competitivi per varie ragioni.
    Pensare di diventare come loro è irrealistico, siamo quel che siamo, salviamo il salvabile e lasciamo che si scontrino gli altri superdotati sul campo della globalizzazione.


    P.S.: il commento precedente era di Granturco però, un amico dell'Alto Piemonte. Oramai ho rinunciato a discutere di questioni non all'ordine del giorno.

    RispondiElimina
  7. too,ogni tanto si riaffaccia uno scenziato-non appena il comparto agricolo ha un colpo di tosse in qualche parte del mondo,subito scatta il panico-(panico naturalmente precostituito)-in primavera ,scrissi che la speculazione sarebbe tornata a farsi sentire sulle commoditis,perchè i debiti sovrani stavano diventando troopo pericolosi,e cosi e stato-non vi preoccupate,non sara una siccità ad affamare il mondo,e non saranno gli OGM a salvarlo-non appena la germania dara il via libera alla bce ad aquistare titoli di stati europei,quindi a metterli al sicuro da un eventuale default.gli speculatiri torneranno ad investire su di essi e ( poiche e su di essi si fanno i veri soldi)allora scopriremo che i rapporti usda si erano sbagliati,che il raccolto mondiale non è andato cosi male come si paventava,e che la vera causa della fame del mondo e la mancanza di reddito per accedere ai beni alimentari no la mancanza di essi-speriamo solo che la germania ritardi il piu possibile a dare il suo benestare a questa operazione-occhio pero-hanno detto che decideranno entro i primi di settembre-

    AAAAAA-questo blog sta diventando uno spasso-gli ogm sarebbero la soluzione alla siccità-e se smettessimo di produrre solo in alcune aree ridando importanza all agricoltura locale ? ma vi rendete conto che per una siccità in usa deve mettersi in apprensione uno in somalia? quando il somalo potrebbe auoprodursi il suo fabbisogno?e menomale che andate anche a scuola per dire queste idiozie-
    adelande-pueblo-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ..tranquillo, dormi sonni tranquilli, la germania pensa anche per te, cattivi gli speculatori, yankee..sempre loro che ce l'hanno con il mondo.
      beata ignoranza, fa vivere bene senza pensieri vero?

      Elimina
    2. in effetti beato tè- effettivamente è il mondo che cè l ha con loro-baa-chissa perchè-visto che sei cosi acculturato potresti spiegarcelo tu-

      Elimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.