martedì 3 luglio 2012

Biotecnologia alla siciliana: OGM e pesticidi? Sorpassati!

Tralasciando un attimo i consueti argomenti sul grano duro, torniamo ad occuparci di grano OGM.
In U.K. infatti è stata messa a punto una varietà di grano (tenero),  modificata geneticamente, in grado di difendersi autonomamente dagli afidi.

Sebbene io non abbia mai assistito qui in Sicilia ad un attacco significativo di afidi sul grano, in Uk l'infestazione appare abbastanza frequente, ed i danni, dovuti soprattutto all'azione degli afidi come vettori del virus del nanismo giallo, molto seri.
Così un importante centro di ricerca inglese si è messo al lavoro in un progetto di cinque anni che ha richiesto un investimento di circa 1.130.000 €.
L'obiettivo era di evitare il ricorso indiscriminato agli insetticidi, molti dei quali sviluppano resistenze negli afidi o peggio sono responsabili del decesso di insetti utili, minando la biodiversità dell'ambiente. Ma va detto che spesso questo obiettivo, rappresenta la scusa attraverso la quale gli OGM vengono introdotti nel sistema agricolo. Qui, comunque, una serie di risposte date dagli scienziati alle molte domande della opinione pubblica sul progetto, che non è stato esente da critiche e proteste.


IL GRANO GENETICAMENTE MODIFICATO CHE TIENE LONTANI GLI AFIDI

Un gene di menta piperita e' stato usato per progettare una varietà di grano che emette un segnale chimico in grado di allontanare gli afidi.

In futuro si potrà diminuire l'uso dei pesticidi sulle piante modificate con questo gene. 

La modifica genetica sfrutta uno dei meccanismi di difesa delle piante, la capacità' di tenere lontani i parassiti con i segnali odorosi dei feromoni. La menta piperita emana un odore, impercettibile agli umani, che imita un segnale di allarme generato dagli afidi  (il feromone (E)-β-farnesene (EBF) ndr ) quando vengono attaccati dai predatori.

Ciò aiuta a dissuadere gli insetti, che succhiano lo zucchero dalle piante e provocano danni alle colture per milioni di sterline ogni anno.
Gli scienziati inglesi hanno estratto il gene della menta piperita e l'hanno inserito nel DNA di una varietà primaverile di grano.
Ora ci sono otto appezzamenti di prova di questo grano, ognuno di 6 metri quadrati, all'istituto di ricerca agricola Rothamsted, nell'Hertfordshire.
Gli appezzamenti sono protetti da recinzioni e fossati, sia per tenere lontani gli animali che potrebbero danneggiare le piante, sia per difenderle dagli oppositori agli OGM.

Qui un comunicato ecologista dal tono più allarmista!
Secondo quanto dichiarato dagli oppositori alle sperimentazioni genetiche sul grano, i ricercatori avrebbero scelto di apporre modifiche ad esso tramite geni molto simili a quelli facenti parte del DNA delle mucche.
La risposta degli esperti è che il ricorso ad una simile manovra sarebbe stato effettuato per garantire il funzionamento degli stessi, affinché il grano non riuscisse ad apporre il proprio controllo sul nuovo gene, bloccandone o inibendone l'attività. I ricercatori, nel caso la nuova varietà di grano si riveli priva di difetti, sarebbero pronti a diffonderla liberamente in tutto il mondo
Sotto un semplice ma affascinante video sull'effetto macroscopico della sostanza nei confronti dei deleteri fitofagi.


Naturalmente tutto quanto sopra esposto ha scatenato il dibattito tra le tifoserie pro-contro OGM, ma almeno, in questo caso, qui in Sicilia avremmo la soluzione che potrebbe mettere tutti d'accordo con un esborso finanziario molto modesto. Non è necessario ricorrere né a OGM, né a insetticidi, né a chissà quali sofisticate diavolerie, ed io confesso neanche lo sapevo. L'ho letto qualche tempo fa sul blog di Corrado Vigo, che raccontava il sistema, efficace, economico ed ecocompatibile, in uso dalle sue parti per combattere gli afidi sugli agrumi. 
Qui il link al post originale e di seguito l'estratto del suo post.
Qualche giorno fa ho pubblicato su Instagram, Twitter e Facebook questa fotografia che ho scattato dopo aver acquistato diverse confezioni di detersivo.

Alla cassa la signorina mi ha chiesto "e quanti piatti deve lavare?" Ed io ho risposto "ieri sera abbiamo mangiato molto!"

Evidentemente l'acquisto di questi detersivi non era per lavare i piatti, ma solo per effettuare dei trattamenti contro gli afidi e la melata.

Su Facebook mi hanno chiesto come usarli: da 3 a 5 litri per mille litri e senza "bagnante". Questi detersivi sono tensioattivi e vanno usati così e basta.

Come agiscono sugli afidi? Gli afidi hanno una parete cellulare (microscopica) formata da chitina. I tensioattivi agiscono squagliando la chitina, e quindi l'afide muore perchè ne viene intaccata la parete cellulare. Inoltre la melata da essi prodotta, sulla quale potrebbe instaurarsi la fumaggine, viene anch'essa disciolta per la maggior parte.
Insomma con pochi soldi si trattano gli afidi (si fa lo stesso con la psilla) e ... il prodotto è biodegradabile ...

Un rimedio letteralmente "pulito", diffusosi grazie al passaparola ed ora alla blogosfera. 
In Inghilterra studiano biotecnologia avanzatissime, qui risolviamo con quello che abbiamo...ed ora chi glielo dice a Sua Maestà Britannica?!















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