sabato 4 febbraio 2012

Non tutto il male vien per nuocere!


In un ordine del giorno approvato ieri a a Roma, i presidenti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome chiedono di esentare dal pagamento dell’Imu i fabbricati rurali a uso strumentale, o valutare quantomeno la possibilità di una consistente riduzione degli oneri attualmente previsti e di rivedere il meccanismo di calcolo relativo ai terreni condotti dagli agricoltori.
Sempre ieri si è svolta nel cuore del Piemonte, a Nizza Monferrato, una assemblea di agricoltori il cui tema erano gli effetti del decreto "Salva Italia" sul comparto agricolo.
C'è da dire che un effetto "benefico" sull'agricoltura italiana, il "Salva Italia" l'ha sortito: quello di crearci nuove e impellenti emergenze, che ci sottraggono tempo, attenzione e risorse, facendo passare in secondo piano i numerosi problemi e le difficoltà che già avevamo ed in cui fatichiamo a districarci!
Parafrasando è come avere mal di denti e ricevere una martellata su un ginocchio: il mal di denti per un pò lo dimentichi!

37 commenti:

  1. Non so se è merito dei Forconi.
    Però pian piano, in tutta l'Italia agricola, certi temi, sino a ieri tabù, cominciano ad essere affrontati dalle Istituzioni.

    Un grazie a Granturco che ci aggiorna anche sugli eventi dell'altro lato dello Stivale.

    RispondiElimina
  2. questo sito ha il merito di avere un respiro nazionale...il tuo muratore affezionato

    RispondiElimina
  3. Godiamo di troppa immeritata stima da parte tua, Maestro.

    Mi piacerebbe che qualche volta ci spiegassi meglio, sta storia delle arance.
    Prima del blocco dei Forconi sembrava non le volesse nessuno.
    Poi con il blocco, tutti a strapparsi i capelli, perchè erano saltati tutti i contratti con mezzo Mondo.
    Ora sembra che non le voglia di nuovo nessuno.
    Dicci la tua.

    RispondiElimina
  4. Ora c'è la neve e i trasporti non vanno, c'è la pioggia e non si può raccogliere e quindi come dice un vecchio adagio: aranci cu' l'avi si cianci...in questo momento, più avanti chissà. siamo climadipendenti

    Anonino1

    RispondiElimina
  5. ecco giusto pe dire qualcosa ,cosa ci vorrebbe in europa ora:
    http://www.associazionelatorre.com/2012/02/chavez-pronto-a-nazionalizzare-le-banche/

    RispondiElimina
  6. massone d'oriente5 febbraio 2012 13:00

    è piu semplice di quello che sembra..quando si parla di arance bisogna distinguere sempre due figure ,che sono l'agrumicultore e il commerciante grossista...queste due figure vivono su mondi separati,e quello che avvantaggia l'uno distrugge l'altro,non ce compromesso,non ce umanità,non ce rispetto del propio lavoro e del valore della propia merce.
    Il commerciante ovviamente è la parte forte del rapporto,fa il bello e il cattivo tempo,e se a fine mese o anno non gli tornano i conti,si rifà il mese successivo o l'anno successivo abbassando il prezzo di compera delle arance all'agrumicoltore.
    Il blocco dei tir a danneggiato i commercianti dal momento che loro operano in utile e devono effettuare le forniture al nord,per questo si strappavano i capelli di non poter fare le spedizioni,per l'agrumicultore invece non è cambaito nulla,perche a 10 centesimi li vendeva se ci riusciva prima,a 10 centesimi o meno li vende ora,forse è meglio dire 'gliele rubano' perche qui si tratta della piu grossa associazione a delinquere mai organizzata nella storia qui in Sicilia(pensa al fiume di soldi drenato dalle tasche degli agricoltori che vendono a 10 centesimi,quando il prezzo normale sarebbe stato di 30-40 centesimi per tutti i chili di arance che si producono qui da noi,un fiume immenso,e nessun cornuto di sindacalista che denuncia la cosa)

    Quando in televisione si parla di arance bisogna sempre capire a che titolo,con quale qualifica,parla il soggetto.

    RispondiElimina
  7. 1) Quindi mi stai confermando sostanzialmente, che il blocco non ha danneggiato gli agrumicoltori, ma principalmente i commercianti?
    Eppure da parte dei sindacati ed altri sembrava che gli agrumicoltori fossero stati rovinati dai blocchi.

    2) Scusami ora faccio l'avvocato del Diavolo: ma se le arance vanno a 30-40 cent sui mercati veri, e ve le comprano a 10 in Sicilia, come mai nessuno si organizza per raggiungere autonomamente i mercati e lì vendere al giusto prezzo? Con una differenza di 20-30 cent al Kg, hai voglia di margine per giustificare l'operazione.

    RispondiElimina
  8. massone d'oriente5 febbraio 2012 16:52

    in Italia esistono piu o meno 15 mercati all'ingrosso in cui i commercianti portano la nostra frutta,il piu importanta per volumi è quello di Fondi,poi con meno della metà dei volumi al secondo posto ce milano,bologna,padova,eccc....di persone che hanno avuto la tua pensata ce ne sono tante,ma tutte rimasti con le mani bruciate,perche i commissinari che si trovano al nord o non ti fanno scaricare,o ti fanno scaricare saltuariamente,e non ti pagano manco per intero.....quelli del Nord danno la precedenza ai loro fornitori storici,quelli che qui in sicilia hanno quei mega impianti di trasformazione,perche prima ce li portava,il nonno,poi il padre e ora il figlio,e poi appresso anche il nipote che deve nascere ancora,uno nuovo che entra o vuole entrare nel giro viene sottoposto a mobbing...a quelli del nord che tu sei il rappresentante di una nuova cooperativa di giovani agrumicoltori non gliene fotte un c...,se il mercato tira poco scaricano i soliti e se ilmercato tira,ti fanno scaricare a un prezzo scannato perche ti fanno pagare lo scotto di essere l'ultimo arrivato.
    Questo discorso fatto per la singola imprese puo essere ripetuto a livello macro per n volte.

    é un po simile a quello che avviene col grano:se il grano è a 20 centesimi e il pane è a 3 euro(per 15 volte)perche i coltivatori di frummento non replicano l'esperienza della Val dittaino e si mettono a fare pane,e a piazzarlo nei supermercati???2,80 euro è un sacco di margine!!!!per giunta non ci sarebbe bisogno manco di una fabbrica,perche la produzione di pane è attività connessa a quella agricola(art 2135cc),quindi volendo la moglie potrebbe fare il pane in casa per tutto il paese...perche i granicultori non si mettono a fare pane???? perche levare ilmestiere a quelli che già ci sono(i panifici) è difficile,se non impossibile su larga scala(salvo casi eccezionalissimi).
    Il problema è di sistema,le cose non funzionano perche è il sistema generale che è impostato per funzionare male,...in un sitema d'economia di mercato ci deve essere 'la divisione del lavoro',primo assioma,sta cosa che ognuno nel suo piccolo deve essere insieme commerciante-agricoltore-ragioniere-potatore-bracciante-mafioso-fornaio-e produttore di marmellate non funziona!

    RispondiElimina
  9. Mah, posso risponderti sul grano.
    E ti racconto la mia esperienza.
    In realtà una parte della produzione io la vendo ad un pastificio che me la paga a circa 25 cent. La pasta, fatta con il mio grano, la trovo sullo scaffale della GDO venduta a 65 cent. Che non mi pare tanto. Anzi mi chiedo come facciano a passare dalla materia prima al prodotto finito sul banco a questi prezzi così bassi.
    In realtà con i responsabili del pastificio io ci parlo e loro mi dicono che i margini sono strettissimi, la concorrenza agguerritissima e stanno in vita per miracolo. Cosa a cui credo. I pastifici siciliani, da quello che sento, sono messi malissimo, pagano a 6 mesi quando va bene, come anche i mulini.
    Sposare la tesi che noi agricoltori siamo le uniche vittime del sistema economico(al massimo dello Stato, io credo) non rientra nel
    mio modo di valutare la situazione. Io sono invece convinto che il problema del basso prezzo dei prodotti agricoli in Italia nasca dalle storture della globalizzazione, verso la quale siamo spinti senza alcuna protezione e con tantissime zavorre da parte del nostro caro Stato.
    Vedi Maestro d'Oriente, mi ha fatto specie qualche tempo fa entrare in un forum di farmer americani che discutevano di prezzi del grano, ebbene per loro l'equivalente di 20 €/q era un prezzo ottimo , mentre per noi oramai non consente di pagare i costi colturali.
    E' il sistema statale in cui siamo calati che ci affama, molto più del mercato.

    Circa la Val Dittaino
    va ricordato che
    - è stata una operazione brillante e lungimirante (non possiamo pretendere che ogni agricoltore si trasformi in industriale o che sia abbastanza in gamba, io mi riferisco sempre a pratiche ordinarie);
    - i soci della cooperativa hanno investito denaro nella prima fase di avvio;
    - che gode di coperture politiche di un certo livello che non tutti hanno;
    - che i tempi stanno cambiando anche per loro, spesso il pane oramai lo vendono in offerta a prezzi intorno agli 1.5 €/kg, e sempre più si affacciano nuovi concorrenti locali che vendono anche sotto 1 €/kg. Io ne vedo sempre di più in provincia di Palermo.

    A me pare che a parte le banche che prestano soldi, e quelli veramente grossi che anche con margini ridotti fanno un sacco di soldi, qui oramai nessuno faccia più soldi in tutta la filiera.

    RispondiElimina
  10. Certo che per gli americani vanno bene 20 €/q, hanno condizioni ambientali nettamente migliori della media italiana e ricevono contributi diretti sulla produzione. Facile no? Se non avessero tali contributi, chiuderebbero immediatamente e dopo, sarebbe molto meglio noi!

    RispondiElimina
  11. Toni ho aperto un blog sul grano duro, proprio per capire come facessero i nostri concorrenti a stare sul mercato.

    Il documentario Food Inc. ti da uno spaccato di alcune realtà USA, non scevro da ideologismi peraltro,
    ad esempio quando ritiene il modello industriale sia meno efficiente di quello tradizionale.
    Tutto da dimostrare! Almeno nelle condizioni economiche attuali.
    Poi è chiaro che racconta anche tante verità.

    La realtà è però molto più articolata.

    Per il grano duro verso il quale ho approfondito la mia ricerca posso senza dubbio di smentite affermare che in Canada, ad esempio, le condizioni ambientali sono ben peggiori delle nostre italiane, a parte la giacitura dei terreni che è perfettamente pianeggiante.
    Se guardi la media delle produzioni di duro in Canada è intorno ai 20 q/ha nel quinquennio. E non beccano alcun sussidio i canadesi.
    Puoi starne certo. Sono soltanto appoggiati da uno Stato organizzato che li aiuta nella commercializzazione di un prodotto che altrimenti non saprebbero che farsene.

    Negli USA
    Il N.Dakota è lo Stato in cui si coltiva grano duro principalmente. Anche lì condizioni ambientali difficili medie poliennali intorno ai 25 q/ha. Non puntano affatto sulla produzione, ma sul contenuto proteico.
    Lo Stato è ben presente come fosse una repubblica socialista, altro che Corporation. Esiste un solo grande mulino Statale, le Banche sono Nazionalizzate. Incredibile eppure gli USA sono anche questo.

    Questi sono alcuni dei miei concorrenti, poi se vuoi parliamo anche di quelli di altro genere tipo Kazak, dove vige la legge della giungla ed i costi di produzione sono irrisori.

    Come posso stare sul mercato se il mio Stato non solo non mi da servizi, mi salassa di tasse non sul reddito ma sui mezzi di produzione, e mi costringe a commercializzare allo stesso prezzo dei concorrenti?

    Qualcosa non torna e la colpa non è dei cattivi Americani(che hanno tante altre colpe) a mio modesto avviso, ma di noi stessi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. http://www.youtube.com/watch?v=5eBSRxAjhNI

      http://www.youtube.com/watch?v=5o6M3znPlR4

      Estensioni e costi di meccanizzazione come le loro aiutano parecchio a compensare la minore produttività ettariale

      http://www.youtube.com/watch?v=cQYgrgA2iiU


      Quanti sussidi europei , finiscono realmente nelle tasche di chi coltiva? Quando ci finiscono realmente ,quanto se ne esce in fretta sotto forma di canoni consortili,affitti,tributi vari?

      Elimina
    2. vero. Sono le grandi pianure del Nord. Mica solo svantaggi.Ma ciò non giustifica il loro successo.

      Le grandi aziende da noi al Sud, campano soltanto di contributi, spesso sono meno efficienti delle piccole.

      Ma il punto è: possiamo vendere il prodotto allo stesso prezzo di produttori che godono di condizioni di partenza differenti (qualunque esse siano)?
      Lo Stato dunque o ti mette nelle condizioni di concorrere con gli altri con le stesse condizioni, oppure ti protegge dalle importazioni straniere.
      Nel medio periodo in regime di libero scambio di beni, nessuna azienda può sopravvivere, in un sistema economico penalizzante.
      Ed infatti gli industriali delocalizzano, ma anche alcuni agricoltori cominciano a farlo. Proprio in Kazak l'altro giorno alla radio sentivo una intervista di un italiano che è andato a comprare terreni. In Romania, poi sembra una mezza colonia italiana (padana).

      Elimina
  12. questa cosa sul Nord dakota ha sorpreso pure a me...in ogni cosa se non ce una direzione,o quantomeno un luogo,un posto in cui sedersi,incontrare e discutere ce solo anarchia e la legge del piu forte...ritorno alle mie arance:ad esempio i commercianti di arance si fanno la concorrenza tra di loro anche barando sui calibri dei frutti,sui centimetri di diametro...non sarebbe meglio per tutti stabilire calibri uniformi e fare controlli???invece no,ogni commerciante misura le cose col propio righello...è un pò come quello che aveniva un tempo per le misure agrarie,ogni paesino aveva le sue...mahhh

    RispondiElimina
  13. certo lo Stato deve garantire trasparenza e controlli! e non lo fa, non vi è dubbio. Anche noi, per il grano duro, abbiamo lo stesso problema con le rilevazioni delle camere di commercio (lautamente pagate peraltro per questi servizi) che in Sicilia non sono mai puntuali e danno sempre l'impressione di essere aggiustate (oltre che sempre inferiori senza spiegazioni rispetto alle rilevazioni di tutta Italia).
    Ma per come la vedo io, l'anarchia appunto è frutto della inefficienza statale. Chiaro che nell'anarchia il furbo ci sguazza, ma solo se gli si permette.

    Mi fa specie quando si chiede allo Stato di programmare sviluppo, fare marketing, etc. Quando non è neanche capace di pubblicarmi un listino certificato dei prezzi dei prodotti che vendo e che acquisto.
    Gli altri paesi moderni, lo fanno. Ad esempio per confrontare i prezzi dell'urea in Italia, molti lettori del blog si scambiano informazioni. Vedi a che punto ci riducono.
    Se vai su un sito istituzionale di un qualunque paese occidentale, troverai un servizio con le quotazioni in tempo reale dei principali concimi, e saranno per lo più attendibili.

    RispondiElimina
  14. Quando sì riceve un aggressione,sè non sì risponde con un azione uguale o superiore sei spacciato,poichè non sei preparato a difenderti.
    Sì la colpa è degli USA chè hanno imposto la globalizzazione selvaggia,unica possibilità per noi era ripudiare il meccanismo,mà siccome loro questo meccanismo lo portano avanti dai primi anni 60,hanno affinato tutti i meccanismi per imporlo all intero mondo.
    Sapete chi fù il 1° ed unico uomo ad opporsi alla liberalizzazioni delle banche commerciali?JFK,aveva il decreto sul tavolo,non glie l anno lasciato firmare.La pressione fiscale è la chiave di volta di tutto il sistema,negli usa la pressione fiscale è bassa perchè non cè stato sociale,in europa invece è il contrario,allora o sì decide di abbassare il welfare e ci riduciamo come ci stiamo riducendo oggi,oppure si fà la guerra al sistema.veniamo a noi:
    Con l attuale pressione fiscale chè assorbe anche il 100% dei redditi di imprese e famiglie,non sì va da nessuna parte,perchè a causa della concorrenza globale sei costretto a produrre a basso costo,ma con una forte pressione fiscale non resta nulla dà reinvestire ,ora pure epurando la fiscalità da sprechi e ruberie varie,il modello sociale europeo è comunque oneroso,allora la realtà è che la vecchia europa doveva prendere dei seri provvedimenti contro le merci extra UE(la lega aveva ragione),doveva non concedere fondi per le delocalizzazioni,doveva tenere sotto controllo i prodotti finanziari,impedire il moltiplicarsi di strumenti finanziari senza un controvalore,doveva opporsi al mercato selvaggio,oggi il dato è tratto,e sarà sempre peggio,poichè lo scopo di questi delinquenti è quello di ripristinare un nuovo modello di schiavitù,sono i nuovi negrieri,o si capisce questo oppure noi possiamo parlare all infinito,di PA inefficente,di ladri istituzionalizzati,di enti inutili ed inefficenti,pur mettendo a posto tutto ciò,comunque non saremmo in grado di sopportare questa aggressione,perchè nel nostro bagaglio culturale, cè chè dobbiamo aiutare i vecchi,i deboli gli sfortunati i malati,i diseredati,insomma la cosiddetta solidarietà sociale ,chè gli anglosassoni non sanno neanche come si scrive,e questo ha un costo,sicuramente nel nostro sistema è anche un investimento,(scuola ,sanità,istruzzione)però il nostro sistema sociale non è compatibile con la globalizzazione imposta dagli ANGLOAMERICANI,e allora?Qui ci vorrebbe un CAMILLO SAN FUEGO.

    RispondiElimina
  15. Mimmo, da noi non c'è più neanche Stato Sociale, ci sono solo tasse.

    http://www.agoravox.it/Sicilia-esenzione-ISEE-abolita-per.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Be non a caso ho detto chè sè sì continua così non avremmo più niente,il popolo è narcotizzato e fà fatica a confrontarsi con la realtà,negli USA il sistema delle sovvenzioni e il meccanismo delle multinazionali tipo MONSANTO JHON DHEER chè intervengono direttamente con mezzi tecnici sull attività agricola riescono a creare leggi favorevoli verso il comparto agricolo,provate a chiedere a FIAT sè fosse intenzionata ad entrare come coopartecipante in aziende di contoterzisti.è una questione di sistema,il nostro non è compatibile con il loro, punto e basta.
      Loro quando hanno bisogno di dollari li stampano e basta,sapete chè cosa è successo con il rapporto E-$ a 1.26,la fed ha stampato qualche mtcubo di dollari ,svalutando di nuovo il dollaro e riconquistando competitività internazionale,noi invece ci siamo imbottigliati con questa BCE e siamo praticamente alla fine.

      Elimina
  16. Nonostante oggi sia stata una giornata di m…. mi appassiono a rispondere a Granduro la cui competenza si vede e traspare nitida dai suoi scritti. Con 20 €/q si ottengono 400€ ettaro. Per rientrarci ti devono regolarti quei trattoroni mastodontici che non si devono mai rompere, poi gasolio gratis, non parliamo delle sementi ecc. ecc.. Eventuali operai stipendiati dallo stato. Il Farm Bill mi sembra esista anche da loro.
    Diciamo la stessa cosa comunque, loro hanno dei vantaggi statali (per me ingiusti perché abbassano troppo i prezzi a scapito dei paesi più poveri, ma è un mio pensiero e lascia il tempo che trova) e noi degli svantaggi, che poi i vantaggi si chiamino con tutte quelle cose che hai esposto sopra e i nostri svantaggi tasse, danno il risultato che è sotto gli occhi di tutti. Zone non adatte alla coltivazione di grano duro che lo diventano e si sostituiscono a quelle idonee.
    Una soluzione potrebbe essere di delocalizzare anche i nostri politici! Non ci sarebbe una protesta!

    RispondiElimina
  17. Si, infatti diciamo la stessa cosa più o meno. Concordo.

    400 €/ha però non sono pochissimi caro Toni.
    Se hai molta terra anche un margine risicato produce reddito dignitoso.
    Il problema è che da noi manca oramai anche il margine risicato.

    Grazie per l'apprezzamento, Toni. Ogni vostro intervento è comunque uno sprone anche per me, per mettere in discussione le idee e le conoscenze.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sembra che i costi di meccanizzazione con quelle estensioni e tipo di meccanizzazione siano attualmente compresi tra i 175 e i 350 euro a ettaro contro i nostri 500 euro a ettaro (media europea).
      Il loro sistema di assicurazione del raccolto unito alla sovvenzione per gallone di etanolo prodotto,e agli incentivie all 'esportazione di corn glutin feed
      sembra garantisca buona copertura dai rischi di mercato .

      qui sotto una statistisca degli aiuti ricevuti pro capite dai farmers usa
      http://farm.ewg.org/progdetail.php?fips=00000&yr=2010&progcode=totalfarm&page=conc

      Elimina
  18. Quando leggo di questi costi di meccanizzazione penso di vivere su un altro pianeta.

    Da guida ai costi di produzione di Manitoba (Canada)
    http://www.gov.mb.ca/agriculture/financial/farm/pdf/copcropproductioncosts2011_westernmb.pdf

    Costi per un ettaro di grano duro comprensivi di Seme conciato, fertilizzante, erbicidi, Fungicidi, Carburante, Manutenzione, Assicurazione, altri costi, tasse sulla terra, Interessi sul capitale=
    Totale 302 €/ha

    RispondiElimina
  19. i costi inferiori servono per compensare in parte la minore produttività ettariale, ma come correttamente sottolineava Toni non sono sufficienti
    così ricorrono a sovvenzioni, principalmente per mais soia cotone e grano

    come spiegano in food inc e appare evidente da questi dati:

    http://farm.ewg.org/cropinsurance.php?fips=00000&summpage=TC_BY_CROP&statename=theUnitedStates

    interessanti anche GLI ALTRI DATI del link sopra.

    RispondiElimina
  20. Granturco, quando mi invierai una fonte dove risulta che in Canada i farmer del grano duro prendono sovvenzioni, sarà evidente anche per me.
    Sino ad allora riterrò che sono sufficienti i minori costi.

    RispondiElimina
  21. I costi sostenuti da canadesi e americanni sono relativamente bassi,come si formano questi costi è un po difficile comprenderli,qualche mese fà in televisione circolavano immagini di camionisti americani disperati,l aumento del carburante più altri fattori li lasciavano senza margini di guadambio,si puo aiutare un comparto produttivo anche senza intervenire direttamente con sovvenzioni,in quei paesi i sistemi fiscali sono diversi dai nostri,in canada i farmer agli inizi anni 80 erano quasi tutti falliti strozzati dalle banche,e dal deprezzamento del prodotto ,un ondata di suicidi più alcune iniziative violente da parte dei farmer impose una svolta,bisognerebbe avere un contatto diretto per capirci qualcosa,mentre negli USA mi risulta chè la JHOON DHEER partecipa direttamente con le aziende contoterziste,con macchine e officine a seguito, ,una trebbiatrece di200.000,oo$ al privato, alla J.D. gli costa 90.000,00,questo dà solo contribuisce ad abbassare i costi di lavorazione,quando noi prendevamo il vecchio 1.000.000£(mi viene da piangere solo a ricordarmeli)un azienda di 70-100 ettari prendeva quando 4 stipendi di un impiegato all anno,c era ben poco da lamentarsi,ovviamente il problema italiano era ed è chè di aziende di quelle dimensioni cè nè erano pochè,e questo è stato un altro errore della nostra politica,però oggi con l attuale pac,oggetto di ruberie e clientelismo,all agricoltore ne arriva ben poco,e i problemi stanno venedo al pettine,tuttavia aziende grandi,oggi prendono comunque tra i 30-50.000,00E di contributi,se non si è caduti in tentazioni strani con i PSR e altre forme di incentivi a investire,se sì è riusciti a diversificare il reddito con piccoli punti di trasformazione cè ben poco da lamentari,ovviamente noi parliamo di grano duro e qui la questione è diversa fino ad un certo punto,perchè sè produci 3000qt di grano ed ogni qt di costa tra i 15-19E di produzione e vendi tra i 25-30 E incassi 30.000,00E pac esclusa = a 2 stipendi di un impiegato,non cè molto da lamentarsi,unico problema?avere tra i70-80 ettari annui da seminare. Ma la volatilità dei prezzi e una fiscalità ambigua mette in crisi anche questo esempio,allora è lo stato chè deve creare dei meccanismi di protezione,ed è questo chè loro hanno e noi nò. Non mi chiedete quali sono,non lo sò,ma attrezzature di quel genere non li compri guadambiando 5E al qt di grano sè oltre a quei costi cè tutto un altro mondo da soddisfare.

    RispondiElimina
  22. Vero stavano per fallire in Canada tempo fa.
    Poi sono cambiate le regole del gioco.
    Prima noi imponevamo dazi alle importazioni e sovvenzionavamo i nostri produttori di duro direttamente.
    Oggi non è più così. Anzi noi abbiamo un sistema economico statale fallito che ci penalizza. Loro invece godono di una organizzazione pubblica di primo livello.
    Costa più a me, spedire un q di grano a Foggia, che a loro dal Canada Centrale, ci credi?

    RispondiElimina
  23. Poi incassano 400 €/ha se va male, ma se il prezzo sale ed il canadese (amber durum) quota sempre 5-6 cent più di noi, fanno i soldi.

    Infine il prezzo dei terreni è irrisorio. 2500 $/ha. Ognuno di loro ne ha mediamente 1000 ha.
    Fai i conti.

    Se ti serve terreno, l'anno prossimo in Sicilia ne trovi quanto ne vuoi.

    RispondiElimina
  24. Nello specifico mi riferivo agli usa.
    In Canada ma anche in Astralia per quel che poco che ne sapevo,30 anni fa da gente che c'era stata
    mi risultava anche se in forme e entità diverse rispetto a usa e eu, che per determinati
    progetti che comprendevano anche l'attività agricola e commercializzazione dei prodotti
    fossero previsti sia contributi a fondo perduto che prestiti a tasso agevolato per avvio e ampliamento di attività redditi minimi garantiti sia per lavoro dipendente che autonomo.
    Le cose sono cambiate ma qualcosa è rimasto

    http://www.farmcentre.com/features/thenewfarmer/Resources/GrantsAndPrograms.aspx

    RispondiElimina
  25. Ma il punto qual'è alla fine? Che gli altri hanno un sistema economico organizzato dai loro Stati (in varie modalità, anche la non tassazione è una politica di Stato) che gli consente di stare sul mercato con i minori costi possibili. In più alcuni hanno pure dei sussidi alle produzioni. Insomma ma noi come possiamo mai competere con questi, con le nostre zavorre, allo stesso prezzo di vendita delle merci?
    Io do la colpa di tutto ciò al nostro Stato (piuttosto che a commercianti, Corporation, e cattivi vari del Globo), che fa finta che ste sperequazioni non ci siano e ti spinge ad affrontare la famosa sfida del mercato globale. E poi io a lui pago le tasse, da lui pretendo un equo trattamento. Gli altri è ovvio che sono concorrenti e fanno il loro gioco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Temo che questo a cui stiamo assistendo sia il fallimento, degli Stati
      sono stati poco Nostri e poco Stato.
      troppo distanti noi da lui e lui da noi.
      la colpa nostra , è stato aver creduto( per chi ci ha creduto) nella favola del progresso che ci avrebbe fatto diventare tutti nobili,nessuno doveva più lavorare.le macchine la scienza e la tecnologia ci avrebbero liberati dagli oneri .
      E' cosi che si è fatto scempio di tutto.
      ma anche chi ce l'ha propinata sta favola mica è scevro da responsabilità.e pensare che bastava interpretare Collodi e il suo "paese dei balocchi" se proprio era difficile arrivare al vero messaggio di quel nazareno di 2000 anni fa .

      Elimina
    2. Dipende da come si interpreta la storia,i governi sono lo specchio dei popoli che li eleggono o sono ipopoli ad essere lo specchio dei governi eletti?
      Giuda è il traditore descritto nel vangelo o è lo strumento necesario affinchè il nazareno compisse il suo vero miracolo cioè la resurrezzione?
      Io ho sempre votato,mà non ho mai delegato nessuno a rubare ,a truffare a corrompere a sfasciare lo stato sociale a creare debito a mia insaputa a venir meno alle leggi costituzionali chè regolano la vita sociale del nostro paese,e così penso che abbia fatto anche la maggioranza degli altri cittadini,eppure questi governanti hanno fatto tutto tranne chè rispettare il volere degli elettori,oppure gli elettori li hanno messi lì affinchè agissero così?il problema è chè l uomo e corrotto e corruttore allo stesso tempo e solo un alto senso civico e un forte senso dello stato e delle istituzioni possono ridimensionare questi due fattori chè albergano nell uomo dalla notte degli tempi,e solo un grande bagaglio culturale può far crescere nell uomo qualità di quello spessore,e il bagaglio culturale di uomo non è solo studiare ,ma è avere un percorso di vita all insegna dell onesta , del rispetto e della responsabilità,e in seguito tramandare queste qualità alle generazioni future,e iniziare un nuovo percorso.
      evidentemente il marcio viene da lontano,e nel tempo è riuscito a corrompere l uomo nel suo animo portandoci nell oblio in cui rischiamo di precipitare oggi.

      Elimina
  26. Il punto è proprio questo il nostro sistema europeo non solo italiano
    (non ci dimentichiamo della sindrome francese,anche sè loro sono più attrezzati di noi)non è competitivo con questa globalizzazione,e sè non si cambia strada sarà la fine per noi.

    PS.un mio amico tramite SKYP si sente con dei cugini di 2° generazione in AUSTRALIA essi sono contadini ,coltivano frutti di bosco e fiori,non sono mai tornati in italia fino a qualche mese fà
    essi abitano un pò distanti dalla strada principale,sapete come vendono oltre chè nel mercato generale?hanno costruito un chioschetto ove portano le confezzioni di frutta e fiori una volta al giorno e poi vanno via,la gente passa ,prende cio chè vuole ,lascia i soldi in una cassetta e vanno via,unico ammanco ,qualche confezzione di frutta,non ci sì credeva fino a quando non cè l hanno fatto vedere con la web,ma la cosa più sbalorditiva e chè loro non credono al fatto chè qui da noi non rimarrebbero neanche i pilastri di quel chioschetto.

    RispondiElimina
  27. @mimmo
    confermo un chiosco simile non sorvegliato,l'ho visto in Alsazia,con gli ortaggi sul tavolo con la cassetta dei soldi e i contadini nei campi a raccogliere.

    Da loro non ci sono recinzioni nelle case,niente inferriate alle finestre.la banca del paese ha una struttura tale che la sfonderesti con una spallata.
    superfluo sottolineare che
    anche queste ns strutture contribuiscono ad aumentare i costi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. vero, infatti, alla fine per me, la causa dei nostri maggiori costi siamo proprio noi stessi che non riusciamo ad organizzarci in maniera efficiente (lo Stato siamo anche noi).
      Il futuro economico è delle società organizzate, non so se i loro cittadini saranno felici, ma un pasto lo rimedieranno.

      Elimina
  28. Allora visto che noi importiamo il grano, ossia non noi i mulini. Bene allora compriamo le materie prime che servono per produrre da dove costa meno, così saremmo competitivi no? Si può fare? Se non si può, perché allora il prodotto finito si? Mi sa che ho scritto una stupidaggine ma dopo sette giorni ha smesso di nevicare e allora può ci può stare. Saluti a tutti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. le materie prime sono sul mercato allo stesso prezzo, però a noi costano di più degli altri, semplice.
      Comunque appena ho tempo farò una lista completa con tutte le voci di costo dei farmer, in €/ha.
      E ci potremo ragionare meglio.

      Elimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.