lunedì 20 maggio 2013

La Posta Elettronica Certificata (PEC), l'ultimo colpo di coda del Governo Monti

Nel solco delle "semplificazioni" del famigerato Governo Monti, un nuovo obbligo attende le aziende agricole. Entro il 30 giugno 2013 tutte le aziende agricole iscritte al Registro Imprese dovranno munirsi di Posta Elettronica Certificata (PEC) ed inviarne comunicazione presso il suddetto Registro.


Bello direte voi, finalmente un pò di modernità anche nel conservatore settore agricolo. Forse...ma proviamo a fare qualche considerazione pratica.

Intanto gli aspetti normativi.
Con la Legge 17 dicembre 2012, n. 221 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (G.U. Serie Generale, n. 294 del 18/12/2012):

Art. 5 Posta elettronica certificata [..]

  1. L'obbligo di cui all'articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come modificato dall'articolo 37 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e' esteso alle imprese individuali (che presentano domanda di prima iscrizione) al registro delle imprese o all'albo delle imprese artigiane successivamente alla data di entrata in vigore (della legge di conversione) del presente decreto.
  2. Le imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale, sono tenute a depositare, presso l'ufficio del registro delle imprese competente, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro il 30 giugno 2013

Fonti normative QUI

Cosa è la PEC?
 "La Posta Elettronica Certificata (PEC) è il sistema di posta elettronica che fornisce al mittente documentazione elettronica attestante l'invio e la consegna di documenti informatici. Tale documentazione ha valore legale. Pertanto a partire dal 1 luglio 2013, tutte le informative, dichiarazioni scambi di informazioni, richiesta documenti etc, tra imprese di qualunque forma e natura e la pubblica amministrazione dovranno essere effettuati esclusivamente tramite Pec. Vista la sua importanza ai fini legali i possessori  dell’indirizzo di posta dovranno periodicamente controllarlo.
Dunque in pratica dovrete aprirvi una casella di posta elettronica certificata, e successivamente comunicare al Registro Imprese il vostro recapito elettronico...facile, no? 
Certo facile per un giovane informatizzato, ma per un agricoltore medio che non ha mai visto un computer?
Nessuno sembra curarsi della realtà, e rendersi conto che stiamo di fronte ad una Rivoluzione del linguaggio tra utente e P.A., totalmente a carico del primo.
Ciò presuppone infatti l'acquisto di un computer e la sua capacità di utilizzarlo...ed anche bene, da parte dell'utente rurale. Tenete conto che attraverso la PEC, la Pubblica Amministrazione dal prossimo luglio riterrà notificata tutte le comunicazione inviate presso la vostra casella. Ciò vuol dire che non basterà attivare la PEC e pagare l'obolo, ma si dovrà anche seguire con scrupolo la casella di posta...immaginate voi cartelle esattoriali notificate alla PEC che maturano interessi di mora nell'attesa che qualcuno controlli...nel giro di qualche anno avremo intere aziende agricole pignorate senza che il proprietario si sia reso conto di nulla.

Come è possibile pensare che un sistema del genere possa funzionare tenendo conto dell'età avanzata dell'agricoltore medio e della sua scarsa informatizzazione? E' un mistero.
Secondo l'ultimo censimento ISTAT:
L'informatizzazione nelle aziende agricole è ancora bassa: meno del 4% utilizza Internet per la gestione delle coltivazioni o degli allevamenti o per i servizi amministrativi.
Lo Stato si prepara a battere cassa, questo è il mio tragico sospetto, ecco le sanzioni:
"Art. 2630 – (Omessa esecuzione di denunce, comunicazione e depositi) – Chiunque, essendovi tenuto per legge a causa delle funzioni rivestiste in una società o in un Consorzio, omette di eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni o deposito presso il Registro delle Imprese, ovvero omette di fornire negli atti, nella corrispondenza e nella rete telematica le informazioni prescritte dall’art. 2250 primo, secondo, terzo e quarto comma, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 103 euro a 1.032 euro. Se la denuncia, la comunicazione o il deposito avvengono nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini prescritti, la sanzione amministrativa pecuniaria è ridotta ad un terzo."
Se non ci sarà una proroga a breve o l'istituzione di un sistema di notifica alternativo di tipo convenzionale per gli inabili informatici, penso che ne vedremo delle belle nei prossimi anni.

Ed i sindacati? Ovviamente sulle barricate contro questo provvedimento inadeguato e vessatorio, penserebbe qualche ingenuo sprovveduto...
Non sembra:


per la CIA Piemonte in effetti qualche problema potrebbe porsi:
non c’è dubbio che per molte imprese agricole l’obbligo presenta dei problemi in considerazione del livello estremamente basso di diffusione della connettività ad internet nelle aree rurali.
Per la Coldiretti che vive nel Mondo dorato dell'agricoltura da cartolina, solo vantaggi, QUI.


Mentre Confagricoltura sembra placidamente adeguarsi:

Confagricoltura ha siglato una convenzione con la società InfoCert, per offrire a tutte le sue imprese, attraverso le sedi territoriali, la possibilità di dotarsi di una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC), così come previsto dalla legge.

L’obbligo di legge è stato esteso infatti anche alle imprese individuali e va osservato entro il 30 giugno p.v.
La convezione stipulata dalla Confederazione prevede una serie di soluzioni possibili e declinabili a seconda delle esigenze delle imprese: tra queste, una formula che include il servizio base (con 1GB di spazio a disposizione), con attivazione e canone gratuito per il primo anno e un canone successivo a un costo concorrenziale; oppure quella che prevede una casella con una capienza maggiore (2 GB) ad un costo leggermente più alto. E’ possibile scegliere anche altri pacchetti, che prevedono inoltre il monitoraggio della posta, un sistema di archiviazione e, qualora lo si voglia, anche la firma digitale certificata e la conservazione a norma dei documenti.


Praticamente vi offrono un pacchetto completo a pagamento che, nel caso non foste in grado di gestire, comprende anche  il monitoraggio della vostra posta personale, alla faccia della privacy.
In pratica con questo sistema la gran parte degli agricoltori italiani diverranno, se già non lo sono, ostaggio delle associazioni di categoria.



P.S.: un ultima considerazione: ma mentre le ditte individuali saranno costrette a mettersi in riga con la PEC, pena sanzioni e quant'altro, per le Amministrazioni pubbliche cosa è previsto? Sicuri che dal 1° luglio saranno in grado di comunicare con gli utenti per via elettronica. Quali sanzioni sono previste per i loro dirigenti nel caso non attivassero la ricezione della posta elettronica? 
In Sicilia temo che sarà come sempre un provvedimento asimmetrico che andrà a colpire le aziende e basta, almeno per i primi anni.


13 commenti:

  1. come faccio a fare la comunicazione alla camera di commercio, io al pec cè lo già.

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  2. Diavolo d'un Monti....

    Ma se si tratta di rapporti con la pubblica amministrazione, uno può pensare di riciclare la la casella su www.postacertificata.gov.it oppure bisogna prenderne una a pagamento?

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  3. 1° risposta:
    Come fare per iscrivere o modificare la PEC al Registro Imprese:

    l'iscrizione o la modifica della PEC deve essere trasmessa al Registro Imprese tramite una pratica di Comunicazione Unica, utilizzando i consueti strumenti dedicati.
    In particolare su questo Portale sono disponibili le seguenti modalità:
    utenti registrati: se sei un utente registrato, disponi di una firma digitale ed invii pratiche di Comunicazione Unica, puoi utilizzare ComunicaStarweb, dove troverai le funzioni dedicate;
    titolari: se sei il titolare dell'impresa individuale e hai un dispositivo di firma digitale, usa una modalità di iscrizione semplice, veloce e gratuita. Iscrivi subito la PEC al Registro Imprese.

    http://www.registroimprese.it/iscrizione-pec-pratica-semplice-#tab=page-1&under-tab=impresa_individuale

    2° risposta
    penso di si, però la comunicazione a registro imprese devi farla lo stesso...

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  4. questi presunti tecnici, del ministero o dell'europa, mi ricordano il passaggio di una canzone di r. vecchioni: "....facevano tardi a tirare mattino - mai avevan visto un contadino...."

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    1. bella ed azzeccata citazione. La riproporrò...

      Se non ci vogliono conoscere almeno potrebbero dare una lettura ai dati del Censimento Agricoltura (4% appena gli agricoltori informatizzati). Giusto per dare un senso ai 270 milioni di Euro (!!?) che sono stati spesi per il Censimento 2010.

      http://www.primadanoi.it/news/economia/3710/Agricoltura---il-censimento-e-costato-270-mln-.html

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  5. 1) è praticamente impossibile per i comuni mortali fare comunicazione alla camera di commercio, come diceva Granduro ci vuole la firma digitale ed il kit lettore+smartcard costa..

    2) da quello che ho letto un po' in giro sarebbe normale utilizzare un indirizzo postacertificata.gov.it, visto che si tratta di comunicazioni della pubblica amministrazione, ma appunto sarebbe normale in un paese normale, non in Italia. A quanto pare la PEC postacertificata.gov da problemi con i titolari di P.IVA.

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  6. caf = droga.
    è da tempo che sostengo una mia teoria sui sindacati e associazioni di categoria in generale e cioè sono proprio loro che alimentano la burocrazia.
    in effetti più gli adempimenti aumentano e rendono la vita difficile, ad un comune lavoratore, più queste figure godono per i servizi resi e per la sempre maggiore dipendenza da loro.in questo modo sopravvivono e si spacciano per salvatori della categoria.
    non voglio dilungarmi su tutte le assurdità con cui dobbiamo convivere quotidianamente, però concordo con il fatto che molte persone in attesa di una raccomandata si vedano arrivare invece direttamente l'ufficiale giudiziario.
    trovo questo strumento di comunicazione molto valido e auguro che continui nel tempo.
    saluti Guglielmo .cb

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  7. Skandiski
    prima al pascolo e poi alla mungitrice e se non hai latte al macello....

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  8. visto che la scadenza si avvicina, mi sono ricordato di questo post, e voglio porvi una domanda? quindi alla fine la cosa più conveniente è pagare senza troppi preamboli?
    anche io ho cercato di risolvere la cosa con il minor danno possibile,con scarsi risultati,infatti la posta certificata rilasciata dalla p.a. non va bene per la p.a. e la firma digitale necessaria per comunicare la pec al registro delle imprese è gratis se rilasciata dalla camera di commercio(CNS), ma inutilizzabile,serve la chiavetta, e quella costa 40 euri...........e ti passa la paura....voi come avete risolto?
    ciao lorenzo foggia

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    1. account @pec.it, 5€ annui (il primo te lo dovrebbero dare anche gratis) e ci ho perso 5 minuti, trasmissione dei dati da parte del commercialista che ci ha perso anche meno..

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    2. in effetti è andata così, ho fatto la mail con aruba 5€ annui e poi un amico commercialista mi ha spedito la comunicazione al registro delle imprese.......mi è andata bene visto che mi erano state chieste 20€ annue!!!!!!!!! grazie per la dritta

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  9. ma le imprese agricole sono iscritte all'albo speciale diverso dal registro delle imprese..........non dovrebbero essere escluse

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  10. confesso io ho pagato il CAA...per la trasmissione, la mail con Aruba

    Occhio alla PEC d'ora in poi, come era facile prevedere
    http://www.ilmessaggero.it/economia/occhio_alla_pec_per_le_imprese_la_cartella_di_equitalia_arriva_sul_pc/notizie/296253.shtml?google_editors_picks=true

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