venerdì 10 maggio 2013

Capolinea per la "legge Cuffaro" sulla ricomposizione fondiaria

"Stuiativi u mussu", sinchè ci sarà l'attuale Commissario dello Stato, in Sicilia l'agevolazione per la ricomposizione fondiaria dei terreni agricoli non ci sarà mai. La norma, come già accaduto, è stata, infatti,  impugnata, e se possibile ancora più duramente delle precedenti.




Carmelo Aronica, il Commissario dello Stato, ieri ha travolto la finanziaria 2013 di Crocetta e company. Manca di "equilibrio finanziario sostenibile" dice, così ben 21 dei 77 articoli sono stati impugnati  (l'ultima volta furono soltanto 4 articoli), prendendo a sberle l'Armata Brancaleone della politica siciliana (la finanziaria era stata scritta a più mani, con la partecipazione di tutti i gruppi).

E' tra gli articoli, anche l'art.65 sulla ricomposizione fondiaria (cosiddetta legge Cuffaro) è stato impugnato con le seguenti motivazioni:

L’art. 65 prevede che “Al fine di favorire la ricomposizione fondiaria … gli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli … sono soggetti alle imposte di registro e ipotecaria nella misura fissata dal comma 4-bis dell'articolo 2 del D.L. 30 dicembre 2009 n. 194… e sono esenti dalle imposte di bollo e catastale.”
La norma, nell’incidere sull’ambito di applicazione di tributi statali, appare in palese contrasto con l’art. 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione.
Essa, infatti, non si limita a riprodurre le agevolazioni previste dal citato art. 2, comma 4-bis, del D.L. n. 194 del 2009 - a favore dei coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, nonché le operazioni fondiarie operate attraverso l'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) - ma ne estende arbitrariamente la portata, in violazione della potestà legislativa esclusiva statale in materia tributaria, a tutti gli “imprenditori agricoli singoli o associati”.
La norma, inoltre, proroga fino al 2015 alcune misure di  esenzioni dalle imposte di bollo e catastali a favore dei medesimi soggetti già previste dal comma 1 dell’art. 60 L.R. n° 2/2002 e s.m.i. ma nella relazione tecnica  redatta dal Ragioniere generale non è in alcun modo indicato il criterio seguito per la determinazione  delle minori entrate  rendendo  così arbitraria la prevista quantificazione.
Si rileva inoltre che la forma di copertura prevista (parte delle economie realizzate sulla L.R. n. 19/2005) non può considerarsi riconducibile alle modalità prescritte dall’art. 17 della l. n. 196/2009 cogente per le regioni a statuto speciale secondo quanto previsto dall’art. 19 della medesima legge.
L'emendamento presentato dal Governo (un copia-incolla parziale della norma nazionale) infatti, non distingueva, i destinatari dell'agevolazione, come già scrivevo nei commenti del precedente post (ma il Commissario segue il blog?).
La norma nazionale come ben sappiamo prevede dei beneficiari con determinate caratteristiche, cioè Coltivatori Diretti ed Imprenditori Agricoli Professionali, in ordine con i pagamenti contributivi.

Ma soprattutto il problema sono le coperture finanziarie. Nell'era Cuffaro-Lombardo naturalmente non ci si preoccupava  di questi dettagli, facendo si, che venisse accumulato un debito regionale contabilizzato di cinque miliardi di €. Ma oggi i tempi sono cambiati (per i noti motivi finanziari) ed i Commissari (anche quelli nominati da Berlusconi) sono molto più pedanti.

Così non è più possibile coprire una norma che vale svariati milioni di €/anno (a spanne, secondo me, almeno 25 milioni) con appena 600.000 € di dubbia origine peraltro. La Regione Siciliana infatti mette a bilancio preventivo in un cumulo tutte le imposte future derivanti dalla compravendità degli immobili, programmando la spesa pubblica in base alle entrate presunte. E' evidente che l'agevolazione in oggetto crea un buco di bilancio, visto che la Regione spende sulla base di un incasso presunto, a cui successivamente rinuncia con l'agevolazione.
E' il vecchio trucco per creare buchi di bilancio nelle Amministrazioni pubbliche. Ma questi giochetti oggi non vengono fatti più passare, e se anche lo fossero, nel giro di qualche mese la Regione avrebbe un ammanco contabile che noi contribuenti dovremmo coprire con ulteriori aggravi di imposte.
Insomma se in Sicilia abbiamo le accise sul gasolio e le addizionali regionali IRPEF più alte d'Italia è proprio per questo modo di fare finanziariamente dissennato.

Si, ma così si blocca lo sviluppo agricolo dell'Isola dicono i sindacati agricoli. Siamo sicuri? Quali sono stati i benefici di dieci anni di questa norma in Sicilia (gli svantaggi sono notori, cioè i debiti ai danni della collettività ed imposte e tasse più elevate d'Italia)?
A guardare i dati delle superficie aziendali medie regionali, nel decennio 2000-2010 la Sicilia, sebbene sia cresciuta in termini di dimensioni medie aziendali, lo ha fatto meno di altre Regioni Italiane come Sardegna e Lazio, che non hanno beneficiato di questa agevolazione.

Ma soprattutto questa norma sinora ha favorito in gran parte aziende, soprattutto vitivinicole, extraregionali, legate al mondo politico e bancario bianco o rosso, venute ad investire in Sicilia (ce ne sono tante) con l'acquisto centinaia di ettari di terreno vitato, a fronte di quattro spiccioli di imposte pagate alle casse Regionali.
Stessa trafila per le centrali solari, visto che la precedente normativa, sugli incentivi alle rinnovabili, consentiva la trasformazione dei terreni agricoli in centrali solari. I terreni di alcune di esse sono stati acquistati usufruendo della precedente agevolazione terreni (legge Cuffaro), che nella versione originale non prevedeva alcuna limitazione nella destinazione d'uso.

Bene, così si crea sviluppo, attirando capitali da fuori...già peccato che questi "(Im)Prenditori" non abbiano mai versato un euro di imposte dirette, visto che almeno sino all'ultimo anno fiscale (e sembra che rimarrà così anche in futuro), queste sono versate in base alla residenza fiscale. Cioè una azienda, per esempio, con sede legale in Lombardia, sinora pur avendo aziende agricole in Sicilia, non è stata tenuta a versare un solo Euro di imposte dirette in Sicilia.

Ricapitolando, la legge Cuffaro, nel decennio 2000-2010 ha consentito a capitali exra-siculi di accaparrarsi aziende agricole siciliane, senza lasciare alcun beneficio sul territorio (se non le assunzioni di personale, quando si usufruiva di quello locale), e determinando debiti a carico delle casse Regionali derivanti dai mancati introiti di imposte varie, o in alternativa maggiori tasse a carico dei contribuenti siciliani.

Nella finanziaria 2013 si voleva riproporre una follia simile, sebbene con qualche limitazione rispetto allo sfrenato  passato...ma è andata male. Consiglio di studiare sistemi più sofisticati per continuare a fregare i siciliani, questa strada sembra non sbucare più.

Per il resto, il famoso Piano Cartabellotta per il rilancio dell'Agricoltura siciliana è uscito a pezzi:

Bocciata anche la moratoria dei debiti delle piccole e medie imprese con Riscosssione Sicilia.La manovra concede una dilazione del pagamento per le pmi, ma secondo Aronica la Regione può legiferare solo sull'organizzazione interna della riscossione dei tributi. La norma, inoltre, secondo il commissario dello Stato “creerebbe inevitabili disparità di trattamento tra i contribuenti del territorio nazionale”-
Salta anche la norma che prevedeva gli incentivi per l'imprenditoria giovanile e femminile.L'articolo 62, infatti, estendeva l'esenzione Irap agli anni 2014 e 2015, “senza determinare né l’ammontare della spesa né la corrispondente copertura finanziaria, inoltre nella Relazione tecnica non è fatta alcuna menzione del previsto minor gettito”. 


Unico provvedimento agricolo non rigettato dal Commissario ha riguardato il cambio di nome dell'Assessorato all'Agricoltura. Da domani infatti si chiamerà dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea”. Un bel successo, non c'è che dire!

P.S.: Puntate precedenti della telenovela sulle agevolazioni acquisto terreni: quiquiqui, e qui.



10 commenti:

  1. bravo,bell'articolo...purtroppo dopo berlusconi e cuffaro,di peggio ci sono i berlusconiani e i mangia-cannoli che voglio diventare come i loro leader carismatici,senza avere capito 'ca non ponu addivitari tutti bellusconi e cuffaru'...sinceramente su Cartabellotta ci avevo confidato,e ancora ora anche se di meno,almeno perche pensavo che all'interno degli uffici dell'assessorato trova meno 'resistenze',vediamo come si comporta nella prossima imminente campagna del grano,e che combina per le arance.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Massone

      grazie, sull'attuale Assessore puoi confidarci per organizzare una kermesse enogastronomica...oltre questo non andrà mai. E'lui stesso l'espressione della massima resistenza della burocrazia Regionale, al di là dei discorsi che fa.

      Elimina
  2. oggi granduro "mancia cu la mappina", vista la bocciatura di cui al post.
    mi chiedo tuttavia, quale il suo guadagno adesso, e quale la sua perdita nel caso in cui la norma fosse stata applicata esclusivamente ai residenti da tempo in sicilia e con un'attività agricola (non principale) svolta produttivamente e da anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non mi pare che la norma fosse nei termini da te descritti.
      La storia della sua applicazione ci racconta in larga parte di una espoliazione di beni siciliani a favori di terzi non siculi, in cambio di un mucchio di debiti per i primi.

      Forse nessun guadagno, ma certamente nessuna perdita. Non ho voglia di vedere lievitare ulteriormente le mie accise sul gasolio e le mie aliquote IRPEF per i buchi di bilancio di una scriteriata gestione.
      Chi vuole l'agevolazione la può ottenere dedicando almeno il 50% del proprio reddito e del proprio tempo all'attività agricola, come accade in tutta Italia.
      Per tutto il resto c'era...Cuffaro...ma i tempi cambiano ed ahinoi i debiti rimangono!

      Elimina
  3. l'anonimo mi fa sciaru di pruili...l'anonimo mi fa odore di polvere d'asparo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. tranquillizzati, niente di quello che pensi. solo un pensionato della scuola che da tempo ha investito in agricoltura.

      Elimina
  4. mi sa dire se ce ancora qualche speranza.............entro giugno devo fare un atto...........ci posso sperare ancora....ho mi rassegno

    RispondiElimina
  5. onestamente penso che per quest'anno sia praticamente impossibile.
    La Regione dovrebbe fare ricorso alla Corte Costituzionale, ma posto che lo faccia, la Corte lo boccerà certamente, a mio avviso, visto che l'anno scorso già lo fece di fronte ad una impegnativa molto meno accanita del Commissario.

    Potrebbe essere riproposta l'anno prossimo, se la politica ha ancora voglia di prendervi in giro. Sostanzialmente va finanziata, oltre ad essere discutibile sotto molti punti di vista, e siccome costa tanto e soldi non ce ne sono, la vedo molto difficile in futuro.

    Però in Sicilia, succede di tutto, magari se c'è in ballo qualche grosso acquisto, si sblocca tutto di incanto...in linea di massima al 99.9%, per quest'anno, non ci sarà alcuna agevolazione...

    RispondiElimina
  6. salve ma visto che lei e molto informato mi saprebbe dire se latto si paga quanto ho pagato il terreno.............ho sul valore catastale del terreno?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sul prezzo reale concordato prevede la legge...soltanto che potresti incorrere in una verifica dell'Agenzia delle Entrate, visto che il valore è inferiore a quello catastale...solitamente i valori catastali sono inferiori al prezzo di mercato, ma dalle vostre parti con gli agrumeti spesso si verifica il contrario...

      Elimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.