venerdì 3 maggio 2013

La Crisi non fa sconti in Sicilia: il pastificio della filiera granicola in difficoltà


Un vero peccato...probabilmente l'unica filiera durogranicola rilevante in Sicilia (e funzionante a detta di alcuni agricoltori che mi hanno segnalato la vicenda), non naviga in buone acque. Il pastificio Cerere, facente capo alla filiera, è infatti costretto a mettere in cassa integrazione i propri dipendenti.


Purtroppo come già abbiamo visto, nei passati post, il mercato della pasta è stato stravolto dalla Crisi. Le paste commerciali di fascia medio-bassa stanno monopolizzando le vendite. Le grandi marche si difendono con offerte promozionali insostenibili a prezzi stracciati (oggi sentivo alla radio pasta Barilla a 0,79 €/kg),  mettendo fuori mercato realtà industriali piccole e medie che provano ad affrontare il mercato con prodotti  cosiddetti di qualità. I margini sono ridottissimi ( è la globalizzazione, bellezza!). 

In Sicilia peraltro, l'Amministrazione Regionale, che vive evidentemente in un Mondo dorato (come i sindacati agricoli isolani), continua a spingere e finanziare progetti per la produzione agroindustriale di prodotti di "eccellenza" di fascia alta. Nulla di più sbagliato, visto che se non si riescono a raggiungere i mercati esteri che contano (e per la Sicilia è molto complicato e costoso, almeno per coloro che non hanno parenti stretti in Parlamento), sul mercato interno regionale, con la depressione economica, si vende principalmente prodotto commerciale. Questa politica favorisce così il consumo di prodotti extraregionali o addirittura stranieri, venduti a prezzi più concorrenziali dei nostri, a causa dei costi di produzioni elevatissimi determinati delle inefficienze del sistema. 
Oramai qui nell'Isola si risparmia su tutto, sembra assurdo: fino a poco tempo fa acquistavo il pane duro o scaduto per farlo sgranocchiare ai miei cani, ora, a detta del mio panificio, è diventato un genere di consumo a basso prezzo per umani (per quanto teoricamente illegale), e va via come il...pane, appunto!

Comunque niente paura, qualcosa la riusciamo ancora ad esportare: i sottosegretari siciliani del nuovo Governo sono le nostre "Eccellenze" che hanno contribuito a raggiungere questi grandi risultati economici in Sicilia. A livello nazionale potranno esprimere al massimo le loro potenzialità.

Di seguito l'articolo sul pastificio e sulla cassa integrazione che sta coinvolgendo tutta la zona industriale del Dittaino (Enna).

Crisi «Cerere Dittaino», da maggio 13 settimane di cassintegrazione

Trenta i lavoratori interessati dal provvedimento
di RICCARDO CACCAMO
ENNA. Cassa integrazione ordinaria a rotazione per 13 settimane in attesa di rientrare a pieno regime sul mercato. È quanto hanno prospettato dalla proprietà del pastificio Cerere di Dittaino alle parti sociali per i 30 dipendenti dello stabilimento di Dittaino.
Nei giorni scorsi infatti l'amministratore delegato dell'azienda, (che è di proprietà del colosso agroalimentare veneto Calv), Emilio Gaspari, ha incontrato i segretari provinciali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, Nunzio Scornavacche, Massimo Bubbo e Enzo Savarino prospettando loro questo provvedimento. Gaspari ha motivato la decisione dal fatto che negli ultimi 2 anni il pastificio Cerere, che produce della pasta sia sotto il proprio marchio "Valle del Grano" e "Ceccato", per un target medio alto di mercato, ma anche conto terzi per importanti aziende di carattere nazionale ha subito delle diminuzioni nelle vendite e quindi di fatturato e che le proiezioni di mercato confermano segnali negativi anche per la prima parte dell'anno in corso. Secondo Gaspari, la forte congiuntura economica spinge la popolazione a risparmiare anche negli acquisti alimentari e ad uscirne maggiormente penalizzati sono i prodotti di fascia medio alta come appunto quelli prodotti a Dittaino. Inoltre al pastificio non sono stati rinnovati contratti da grosse catene della grande distribuzione organizzata. Quindi una serie di fattori tutti negativi che costringono la proprietà a prendere la decisione della cassa integrazione ordinaria a partire dal prossimo 2 maggio per 2 settimane al mese a rotazione per i prossimi 3 mesi. Ma nel frattempo l'azienda ha già avviato ed ha in corso una serie di trattative che dovrebbero portarla a chiudere entro breve termine dei contratti di fornitura per altri gruppi sia italiani che stranieri della Gdo e quindi riporterebbero lo stabilimento a produrre a regime con il ritorno a tempo pieno dell'orario di lavoro per tutti i dipendenti. Inoltre si sta provvedendo ad una riorganizzazione generale di tutto l'assetto aziendale con un potenziamento in particolare della rete commerciale. Il tutto dovrebbe riportare entro il quarto trimestre dell'anno in corso a fare segnare numeri positivi. 
Nello scorso anno hanno beneficiato della mobilità in deroga 267 lavoratori di 32 aziende, precisamente quelle insediate a Dittaino come la Sipem (22), Omg (5), Sicilsind (7), Fidia (36), Ipra (5), Deteritalia (10), anche del Pastificio Cerere (13), ma riguardanti le precedenti proprietà, Teknologica (11), in quelle di Valguarnera della Dalcos (19), Habitus (33), Isca (9) e Regalbuto di Tecno Jacket (13), Francis (7), Plarise (4), Tigullio (3). Dopodichè a Enna le aziende Pugliese (1), Società Immobiliare generale (1), Blumauto (1), SB Basile (3), Grande Albergo Sicilia (1), Ro.Ga (1), Magazzini Basile (19), One Call (13), Ksm (1), Telecom Spa (3), Sma (3). E poi ancora la Nuova Intesa di Gagliano (17) ed altre sparse in altri comuni della provincia come la Sisti (1), Aspa (1), American jeans (1), Ceat (2), Di Prima Michele (1).  
Fonte


18 commenti:

  1. Tutto vero quello che dichiara Gaspari, ma alcune osservazioni sono doverose:
    1. I marchi propri della Cerere garantiscono il 13% di proteine sulla semola, francamente mi risulta ostico credere che in Sicilia si possa creare una filiera che prevede il 14% di proteine sul grano.
    2. La lotta sul prezzo pensalizza soprattutto le strutture non verticalizzate, ovvero o fai tutto in casa e ti tieni i valori aggiunti, oppure vai necessariamente in perdita.
    3. Il CALV (che si trova in grosse difficoltà finanziarie) fu letteralmente costretto a farsi carico (da un noto sindacato con la bandiera gialla) sia di Cerere che della Proseme. L'esperienza insegna che se fai un mestiere dovresti proseguire con quello (se sei capace) e non intraprendere attività difficli anche per i veri professionisti del settore.

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  2. Corrispondente5 maggio 2013 16:29

    Urka che commento:
    1) CALV in grosse difficoltà finanziarie? Questo sarebbe uno scoop, ma è una notizia di pubblico dominio oppure si tratta di una opinione?

    2) Se CALV è eterodiretto dal sindacato gialloverde si spiegano tante cose.

    3) ma i sindacati agricoli sono gli unici che non falliscono mai?

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  3. cari lettori
    piano con i commenti allarmistici. Evitiamo di diffondere voci prive di riscontri pubblici.
    La situazione economica reale del CALV si conoscerà giorno 14 maggio 2013, giornata nella quale è prevista l'assemblea dei Soci e l'approvazione del bilancio.

    Sulla gestione 2011, un articolo lo trovate qui
    http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2012/03/22/news/ricavi-oltre-i-300-milioni-bilancio-ok-per-il-calv-1.3712922

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  4. certo 30 dipendenti mi sembrano tanti per un pastificio grande ma non grandissimo;
    può essere che siano troppi o ..........che svolgano altre mansioni sindacali?

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  5. qua falliscono certamente i produttori di grano...casualmnete mi sono imbattuto in un produttore che aveva stipulato un contratto di fornitura con una nota marca nazionale di pasta,colto dall'entusiasmo ha comprato da terzi 50 vagoni di grano,senonchè all'atto della consegna questa nota marca gli ha scicato il contratto in faccia...ci trattano come delle bestie.

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    1. per come me la racconti, mi sembra che il produttore abbia tentato di fare il furbo. I contratti hanno un valore per entrambe le parti.

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  6. è successo un paio di anni fa,quando il prezzo a inizio campagna è sceso sotto le aspettative iniziali,penso che ancora questo si lecchi le ferite....i furbi del grano sono altri,quelli che comprano frumento comune e lo commercializzano come biologico dopo avervi fatto analisi per conto propio,che è una mezza truffa.

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    1. no è una truffa intera ed è diffusissima. Non fanno nessuna analisi comunque, visto che tra grano biologico e convenzionale normalmente non ci sono differenze in termini di residui chimici.
      Fanno soltanto un gioco di fatture, ma hanno bisogno della connivenza del produttore biologico. Altrimenti non avrebbero dove andare.
      Siamo tutti i furbi in Sicilia, salvo poi prendercela in quel posto regolarmente...


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  7. vabbè quelli che si passano la mano sulla coscienza l'analisi la fanno,e accertato che non ci sono effettivamente residui,si buttano( e di solito sono propio i produttori di biologico quando hanno rese troppo basse,a fare sti traffici)...in fondo il consumatore non mangia schifezze,e quelli che lo fanno spesso lo fanno pure per arrotondare bilanci negativi...questo però dimostra certamente che la politica della qualità,specie adesso in periodo di crisi nera,non è il futuro della nostra agricoltura,e perchè si è assottiglia la fascia di consumatori disposti a spendere qualcosa in piu per mangiare,e perche i relativi sistemi di controllo per essere veramente efficienti dovrebbe costare alla collettività piu del ricavato del prodotto venduto

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    1. diciamo pure che per il settore del grano duro in Sicilia il biologico è una presa per il culo di dimensioni enormi. Dove gozzovigliano produttori, commercianti, trasformatori, enti di certificazione, GDO e CAA.
      E' una gigantesca frode ai danni dei consumatori, dei produttori convenzionali e di quei pochi agricoltori veramente in biologico. Ma pazienza frode più...frode meno...non stiamo a sottilizzare...il tempo è galantuomo io penso...

      concordo perfettamente con te sulla politica della qualità. E' sempre stata la mia tesi, già in tempi in cui la crisi economica non era così marcata. Oggi qualcuno se ne rende conto (soprattutto al Nord) ma qui in Sicilia siamo dominati a tutti i livelli da una classe dirigente che si alimenta della sua stessa propaganda.


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  8. Il bilancio 2012 del CALV sembra positivo:

    http://www.agricoltura24.com/il-calv-continua-a-crescerefatturato-2012-a-334-milioni-di/0,1254,54_ART_7014,00.html

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  9. ROBERTO ANGILERI20 maggio 2013 09:41

    Calv ha contrattualizzato,in Sicilia,nel 2012 circa 140.000 q.li
    T U T T I P A G A T I
    Proseme ha ritirato circa 60.000 q.li da seme
    T U T T I P A G A T I
    In totale le società del gruppo CALV hanno acquistato e pagato circa 6 milioni di euro di merce.
    All'anonimo di giorno 5 maggio, poco informato su Calv, riferisco che è anche poco informato sul nostro pastificio.
    CERERE produce due brand, CECCATO con proteine all'11% e VALLE DEL GRANO al 13%. Le aziende agricole che hanno aderito alla filiera, hanno percepito in media 2 euro q.le in più rispetto alle quotazioni di mercato,grazie alle medie Ismea applicate origine Catania. Inoltre sul conferimento totale sono stati stoccati in forma differenziata circa il 28% dei quintali conferiti con proteine superiori al 13% e liquidati a 27,00 euro nella fascia 13-14% e 30,00 euro q.le oltre il 14%.
    Non siamo i " supereroi " del settore, ma sicuramente GLI UNICI a offrire al mercato un contratto chiaro, compreso di assistenza tecnica, con seme di prima riproduzione, con una indiscutibile solidità finanziaria.
    ROBERTO ANGILERI - AMMINISTRATORE DELEGATO PROSEME




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    1. Dott.Angileri-se non erro parliamo del Calv,il cui presidente è il sig.Claudio Valente-?comprendo sempre di piu,il silenzio assordante della piu grande organizzazione sindacale di categoria sulla vicenda del grano cartellinato e l'art.68-

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    2. ROBERTO ANGILERI23 maggio 2013 12:11

      In Italia, ci stiamo abituando più a parlare di Ruby del caimano, anzichè dei reali problemi del paese.
      Nella mia piccola nota, avrei più apprezzato da parte Sua, gli elementi positivi che ho segnalato. Aspetto da qualche agricoltore ( 272 le aziende interessate ) che quanto sostenuto non corrisponde al vero.
      ROBERTO ANGILERI - AMMINISTRATORE DELEGATO PROSEME

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    3. Esimo dott.Angileri-la sua nota si commenta da solo-se nessuno si lamenta vuol dire che fate un lavoro positivo-
      Io lavoro con un contratto di filiera da alcuni anni,e prendo almeno 4E in piu rispetto al vostro a parità di proteine-14,5%, ho venduto il 12% a 28,50+il trasporto,ma questo non vuol dire nulla-siamo in 2 aree geografiche completamente differenti.
      Per quando riguarda i veri problemi del paese-be,dovremmo partire da molto lontano-ma io sono del parere che il paese non si è sfasciato da solo,mi piacerebbe disquisire sulle vicessitudini di questo disgraziato paese-
      Uno dei problemi piu grande di questo paese sono proprio i conflitti d'interesse-magari li avesse solo il caymano-purtroppo non è cosi-
      Voi come calv,vi proponete di andare incontro alle esigenze degli agricoltori,ma siete anche possessori di un grande distributore di seme cartellinato,che detiene a sua volta il 30% del mercato nazionale del seme selezionato,è del tutto evidente che avete tratto benefici dalla reintroduzione dell'obbligo del cartellinato,con un meccanismo alquanto discutibile,del quale noi stiamo cercando di appurare il contenuto-Ora io come agricoltore mi rivolgo alla mia associazione di categoria(ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA)la quale dovrebbe difendermi e rappresentarmi nelle sedi opportune,invece ?che ci fà Claudio Valente alla presidenza del calv?come fà la coldiretti a difendere me,e nel contempo agire contro gli interessi del calv?
      Si su una cosa sono d accordo con lei- si parla troppo di cose senza senso,tralasciando i veri problemi del paese-ad esempio,perchè io dovrei dare il mio art.68 ai sementieri quando il suo status è quello di un sostegno ambientale?cosa c' entra il seme cartellinato con l'art,68? perchè nessun giornale nazionale ha mai denunciato questo?perchè nessuna associazione di categoria ha mai chiesto un inchiesta su questo?saremo (sarò)pure uno zappaterra,ma nessuno puo abrogarsi il diritto di farmi fesso-anche perchè quando mi accorgo che vogliono farmi fesso,io mi arrabbio.

      Poi caro dott.Angileri,se lei volesse, potremmo chiudere subito questa annosa questione-chieda ad assosementi di pubblicare quel famigerato studio,cosi ci mettiamo tutti l' anima in pace-

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  10. agricoltore abruzzese io l' anno scorso ho fatto il contratto di filiera grano armando, dove la proseme dava delle varieta da seminare per rientrare al contratto, tra cui la varieta quadrato che poi io ed altri agricoltori abbiamo seminato,allo stesso tempo ho sempre fatto un altro contratto di filiera con una varieta di grano piu seria ,risultato, trattati alla stessa maniera il quadrato mi a dato 11 di proteine, lo stesso risultato anche per gli altri agricoltori, senza poter rientrare nel contratto, mentre con l altra varieta che semino da anni ormai, 15 di proteine e premio suplementare per la qualita ,risultato filiera grano armando pessima ho fatto solo il piacere alla pro seme aquistanto il qudrato,mi rivolgo ad ANGILERI,quando decidete di far guadagnare qualcosa ql agricoltore in qualche modo dovete farlo non solo raccontando qualcosa alietato il tutto da un buffè a base di pasta

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    1. Agr. Abruzzese
      la varietà Quadrato è della "Coseme". Mentre Angileri gestisce la "Proseme". Si tratta di due ditte diverse e concorrenti. Non addossiamo ad Angileri tutti le storture del settore. Anzi rispettiamolo per il fatto che si mette in gioco ed accetta un contradditorio, certamente scomodo, con noi.

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  11. ROBERTO ANGILERI24 maggio 2013 10:44

    Grano duro mi ha anticipato sui tempi, come agricoltore si alza sicuramente prima di me !!!
    Per maggiore informazione la filiera fa capo ad un pastificio molto serio, BARONIA di Grottaminarda, anche a livello televisivo stanno investendo molto su questa filiera.Per le differenze di quotazione in areali diversi, ha già risposto l'agricoltore.
    ROBERTO ANGILERI AMMINISTRATORE DELEGATO PROSEME

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