martedì 20 marzo 2012

Se un Ministro la spara grossa, un motivo ci dovrà pur essere!

Stiamo forse parlando un po' troppo di Ogm nel blog ultimamente.  Io poi, sono  convinto che la loro introduzione non avverrà nel breve periodo, in Italia, e che quindi discuterne troppo rischia di trasformarsi in puro e sterile esercizio accademico.
Tuttavia questa vicenda la voglio raccontare, dal mio punto di vista.
Si tratta delle oramai famose dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente Clini sui benefici degli OGM, apparse sul Corriere della Sera di qualche giorno fa e poi rimbalzate sul web un po' dovunque in varie modalità.
Le affermazioni del Ministro Clini erano complessivamente tese a descrivere l'impatto degli Ogm sulla agricoltura come straordinariamente utile e oramai inprocrastinabile per la nostra società. Nulla di nuovo comunque, già in passato molto più autorevoli esponenti delle Istituzioni, si erano espressi favorevolmente senza provocare troppo rumore, oramai l'italiano medio ha imparato ad assumere un certo distacco dalle miracolistiche soluzioni proposte dalla scienza. 
Clini così, da scafato comunicatore, ha alzato il tiro deformando la realtà quanto basta per rendere la sua dichiarazione mediaticamente pervasiva, eccola:
«Senza l' ingegneria genetica oggi non avremmo alcuni fra i nostri prodotti più tipici. Il grano duro, il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, il basilico ligure, la vite Nero D' Avola, la cipolla rossa di Tropea, il broccolo romanesco: sono stati ottenuti grazie agli incroci e con la mutagenesi sui semi» 
Dove sta la mistificazione? Nel far credere che l'ingegneria genetica corrisponda alle tecniche di miglioramento genetico quali incroci e mutagenesi, e che quindi molte nostre produzioni tipiche sarebbero in sostanza degli Ogm anch'essi, visto che sono state quasi  tutte sottoposte, almeno, alle tecniche di incrocio tradizionale.
L'astuto messaggio tra le righe sarebbe "gli Ogm sono già tra noi, perché respingerli?", che risulta molto efficace, ed infatti sul web si è avvertito un certo disorientamento.
Secondo la prospettiva di Clini, tutto il miglioramento genetico tradizionale sarebbe ingegneria genetica, anche Mendel, quindi, quando incrociava piselli odorosi, in realtà si sarebbe cimentato con l'ingegneria genetica.
Per fortuna a diradare la confusione che spesso si crea quando ci si confronta con nuove tecnologie e terminologie non consolidate, anni fa l'Unione Europea si dedicò alla definizione legale di cosa è Ogm e cosa non lo è. 
Se volessimo estremizzare la questione genetica e senza una definizione legale del termine, anche una semplice selezione massale che i nostri antenati praticavano, senza neanche avere la più lontana idea di cosa fosse un gene, potrebbe rappresentare altrimenti, una tecnica di ingegneria genetica.
La definizione di OGM data dalla Direttiva 2001/18/CE (allegato I A), tuttavia è molto chiara e non comprende né incroci, né mutagenesi,  né le altre tecniche di miglioramento genetico tradizionali. 
Possiamo affermare dunque con ragionevole certezza che il Ministro Clini commetta una scorrettezza quando avvicina il grano duro agli organismi geneticamente modificati. 
Ma perché lo ha fatto ed a chi ha giovato tutto ciò? All'inizio pensavo si trattasse di una improvvisa accelerazione strategica verso l'introduzione degli Ogm in Italia voluta dal nostro caro Governo sempre molto sensibile agli umori delle grandi lobby internazionali. Poi leggendo le avverse dichiarazioni di quasi tutti i nostri politici (tranne i pannelliani di destra e di sinistra) e la netta presa di distanza del Ministro Catania ho riconosciuto che non vi fosse alcun interesse, in questa fase delicata della vita del Paese, a mettere altra carne al fuoco, da parte dei nostri Amministratori. 
Mi sono dunque rifugiato nell'unica italica possibile alternativa, il "particulare" inteso in senso Guicciardinesco. 
Sarà infatti certamente un caso però, oggi 20 marzo presso la Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini" verrà presentato un libro, scritto a più mani, dal titolo "Perchè gli Ogm" a cura di Elio Cadelo, Palombi Editore pagg.176, € 12,00. 
Uno degli autori è Corrado Clini, il nostro Ministro dell'Ambiente, appunto.
Per quanto ai nostri Ministri, il Governo Monti non abbia chiesto particolari sacrifici, sono tempi difficili per tutti. Se acquisterete il prezioso testo, farete certamente un opera buona, oltre a garantire un sicuro progresso per l'Umanità, naturalmente.


9 commenti:

  1. A quanto so io il grano duro più diffuso in Italia è il cosiddetto Creso, ottenuto tramite bombardamento di radiazioni e successiva selezione delle sementi più promettenti. Non si tratta di un OGM secondo la definizione legale della direttiva CE ma è sempre una modificazione genetica e non è ottenuta tramite tecniche di miglioramento genetico tradizionali.

    Indipendentemente da come la pensiamo sugli OGM, se essi saranno veramente convenienti si diffonderanno che lo vogliamo o no. Mi sembra che gli agricoltori italiani si vogliano legare le mani prima del tempo.

    Piuttosto mandiamo avanti la ricerca perchè non è bello scoprire che prodotti che crediamo tipici delle nostre zone, come il pomodorino di Pachino, siano in realtà prodotti (parlo dei semi) da un'azienda israeliana, la Hazera Genetics.
    Non è che bisogna seguire tutte le mode ma neanche tapparsi gli occhi e non vedere ciò che succede nel mondo.

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  2. Non credo che tu abbia ragione sul Creso.
    Se vuoi convincermi mandami un dato ufficiale nel quale risulta il Creso come varietà più diffusa negli ultimi anni.
    Secondo i miei dati non lo è neanche tra le prime 10.
    http://durodisicilia.blogspot.it/2011/09/panorama-varietale-del-duro-2011.html

    Mani libere noi vogliamo, ce le leghiamo se facciamo entrare gli OGM globalizzati e brevettati.
    Quando produrranno un Ogm capace di migliorare nettamente ed indiscutibilmente le prestazioni agronomiche di una pianta, come furono a suo tempo, gli ibridi di mais. Allora prenderò in considerazione la possibilità di essere castrato. Al momento preferisco avere la possibilità di riprodurmi la semente autonomamente in azienda, cosa che diverrà impossibile con gli Ogm brevettati.

    Mandiamo avanti la ricerca italiana sugli Ogm, perché no. Le dichiarazioni stupide di un nostro Ministro, però le continueremo a stigmatizzare.

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    1. Salve,
      il creso non è più la varietà più diffusa oggi in Italia, forse però lo è stata in un passato poco remoto.
      Comunque è vero che creso è stata la varietà più utilizzata per effettuare gli incroci e generare le nuove moderne varietà.

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  3. Il creso?fù una grande innovazione,mise fine ai grani a paglia alta,(si allettavano)ruppe la resa media che non andava oltre i 30qt,con il creso noi ottenevamo circa 45qt ad ettari,e aveva una buona resa molitoria,cioè produceva più semola degli altri a parità di peso,con gli anni ha tirato fuori tutte le sue debolezze,molto suscettibile alle malattie fungine,una delle pochissime varietà ad ammalarsi di carbonella,scarso indice di giallo,buon peso specifico,ma deficitario di proteine(la sua evoluzione attuale è il Quadrato),io attualmente lavoro con barilla,a pochi km da casa ho il pastificio DE cecco e Del verde,se a questi, nomini il creso,ti cacciano dai loro siti a pedate nel sedere,oggi le qualità molitorie ricercate dai pastifici,sono.
    alto indice di giallo
    alto contenuto di proteine
    buona resa in glutine
    basso contenuto di ceneri
    tutte proprietà che con il creso non hanno nulla a chè fare.
    Noi smettemmo di usarlo,sostituendolo con il duilio,pensate una varietà altrettanto poco accettata dall industria molitoria attuale,eppure più resistente del creso nel tempo,e forse è per davvero la varieta piu usata in europa.

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  4. forse è stata 20-25 anni fa circa, una delle varietà più diffuse in Italia (ma a quei tempi dati Ense ed Istat differivano parecchio). Io non ne vedo una pianta, qui da noi, da almeno da 20 anni. Per l'ambiente siciliano era troppo tardiva per quanto utilizzata, prima dell'avvento del Simeto, per la taglia bassa, appunto.

    Che sia stata la varietà più utilizzata negli incroci è una storia che sento spesso (solitamente portata avanti con la stessa intensità sia dal fronte pro-ogm sia dai produttori biologici), ma se osserviamo le origini delle varietà moderne con una discreta diffusione soltanto Arcangelo, Colosseo, Gianni, Italo, Norba, (ma nessuna di loro è stata mai particolarmente diffusa a livello nazionale se non in specifici areali) risultano imparentate con il Creso.
    qui il primo link che mi è capitato sott'occhio: (http://www.akrux.it/es/papeles/link.html)

    Tutte le varietà moderne più diffuse non hanno rapporti di parentela con il Creso, per quanto risulta dai parentali pubblicati nei registri varietali.

    Però magari voi sapete qualcosa che io non so. Mettete a conoscenza anche me delle vostre conoscenze (senza polemica), magari supportando le vostre affermazioni con qualche fonte scientifica.

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  5. Chiedo scusa, non volevo assolutamente innescare polemiche.
    Da qui:
    http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/granoduro.htm
    "Le 10 più diffuse varietà di frumento duro, che nel 2003 coprivano il 70% dell’intera superfice, sono le seguenti, in ordine decrescente: Simeto, Duilio, Ciccio, Arcangelo, Creso, Colosseo, Iride, Rusticano, Grazia e Svevo."
    Qui un sito commerciale
    http://www.politosnc.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=39&Itemid=40

    In ogni caso mi sono espresso male. Come avete scritto voi il Creso ha avuto il suo periodo, è stato utilizzato, si son visti i limiti, e sembra in abbandono. Quanto ha contato in questo processo il fatto che fosse stato creato artificialmente? Ha avuto importanza?

    La tua posizione, cioè la effettiva convenienza, è corretta.

    Mi sembra di aver capito però che il problema verte sul fatto che non puoi autoprodurre i semi come invece fai adesso.
    Non so se è meglio o peggio. In altre produzioni agricole l'acquisto di semi è la norma ma in questo caso il tuo giudizio è l'unico metro.

    Comunque l'impossibilità di autoprodursi le sementi non so se sia una caratteristica voluta dalle aziende oppure una richiesta della gente che aveva paura della possibile contaminazione delle altre colture. So che esistono varità di mais OGM non sterili.

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    1. nel 2003, sono quasi dieci anni da ora (e se non sbaglio costituiva circa il 5-6% del totale in quegli anni) . Ed era già in fase calante.
      Il periodo d'oro fu negli anni '80.

      Il Creso è stato superato da varietà più performanti. E' inevitabile, escono sempre nuove varietà ogni anno. Tutte le varietà sono destinate ad essere sostituite.

      No, gli Ogm non sono sterili biologicamente (a parte gli ibridi), lo sono legalmente. Sono coperti da brevetto, e ciò non consente la riproduzione autonoma del seme (sarebbe illegale, e negli USA la Monsanto ha rovinato parecchia gente che ci ha provato). Ha rovinato anche farmer che si sono ritrovati nel proprio campo semi Ogm, casualmente, senza avere acquistato le varietà.
      In questo modo ha rapidamente conquistato i mercati.

      Le varietà tradizionali non sono coperte da brevetto, per varie ragioni (l'unica che lo fu, era appunto il Creso), e l'agricoltore ha il diritto di riprodurle.

      In alcune produzioni è la norma acquistare sementi, nel nostro campo estensivo delle commodity, non è detto (tranne per il masi), in alcune occasioni può esserlo, in altre no.
      In ogni caso il costitutore e/o sementiere, sa che non può fare troppo il furbo, perchè altrimenti noi agricoltori ci facciamo il seme da noi.

      Dove sono entrati gli Ogm, e dove sono tutelati dalle leggi degli Stati, la semente è diventata una esclusiva dei costitutori ed ovviamente in regime di monopolio fanno e sfanno come vogliono (e tornare indietro diventa davvero difficile). Perchè mettere la nostra agricoltura nelle mani dei brevetti delle corporation USA ed affini stranieri (la ricerca statale italiana non potrà mai permettersi di essere all'altezza, iscrivere un Ogm tra le varietà commerciali ha costi insostenibili).
      Cosa ci guadagniamo quindi? secondo te Ministro dell'Agricoltura, e sindacati sono tutti dei pazzi oscurantisti?
      Non possono dire la verità, semplicemente, per questioni puramente diplomatiche.
      Finiremmo a pagare royalty sulle sementi a potenze straniere imperialiste, in cambio di varietà leggermente migliori (forse) delle attuali, senza sapere cosa realmente questi inseriscono nel DNA delle colture modificate. Gli Ogm sono peggio di un arma nucleare se hai intenzioni bellicose.

      Comunque noi agricoltori, almeno del Sud, abbiamo problemi ben maggiori degli Ogm, se ne discute giusto per tenersi aggiornati.

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  6. Balla: "No, gli Ogm non sono sterili biologicamente (a parte gli ibridi), lo sono legalmente."
    Fatto: esistono ogm non coperti da brevetto
    "Ha rovinato anche farmer che si sono ritrovati nel proprio campo semi Ogm, casualmente, senza avere acquistato le varietà."
    Fonti?

    "(la ricerca statale italiana non potrà mai permettersi di essere all'altezza, iscrivere un Ogm tra le varietà commerciali ha costi insostenibili)."
    Vero, anche grazie agli strilloni che si oppongono senza se e senza ma.

    Balla:"enza sapere cosa realmente questi inseriscono nel DNA delle colture modificate"
    Fatto: se non lo sai è perché non hai voglia di informarti

    "Gli Ogm sono peggio di un arma nucleare se hai intenzioni bellicose"
    Questa è la chicca finale, complimenti.

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