mercoledì 7 marzo 2012

Coltiveremo OGM e Biologico?

Cari lettori, con piacere oggi ospitiamo un agricoltore-agronomo piemontese che riporterà l'attenzione del blog verso tematiche agricolo-agronomiche. Il suo nick è Biosoja, coltiva biologico ed esporrà il suo punto di vista sulle prospettive del sistema agricolo nazionale, considerando le ipotesi OGM, convenzionale e biologica. Sebbene il mio pensiero su molti aspetti sia divergente, non ho potuto fare a meno di notare la sua competenza professionale ed una onestà intellettuale di fondo che me lo fanno comunque apprezzare. Spero quindi che in futuro, si possa concretizzare una proficua e duratura collaborazione. 

Prendo spunto da un inchiesta pubblicata sul numero di Marzo 2012 di Altroconsumo, dal titolo: "OGM: di fatto sono qui", per fare una riflessione. È questione di tempo e poi le piante GM, entreranno sia nell'alimentazione umana direttamente che nelle coltivazioni delle campagne italiane. La distribuzione (la GDO, che fa da nave-guida un po' per tutti) è decisamente sensibile alle opinioni che si formano nelle masse dei consumatori. E le riviste specializzate sono certamente uno strumento di formazione e veicolazione delle idee. Leggete qui sotto la parte conclusiva liberamente tratta dall'articolo: (chi lo volesse leggere integralmente lo trova qui
Siamo favorevoli al progresso tecnologico, ma chiediamo che i prodotti Ogm diano reali benefici per i consumatori, cosa che attualmente non avviene per tutti gli Ogm autorizzati: per questo, vogliamo che riparta la ricerca pubblica in Europa e non solo quella delle multinazionali americane. Solo così, la tecnologia genetica sarà al servizio dei cittadini. Ma sosteniamo anche la libertà di scelta di chi, per proprie convinzioni, non vuole gli Ogm nel piatto. Questo vuol dire tracciabilità, massima trasparenza in etichetta e controlli rigorosi.
Che idea lascia? A me ha dato l'impressione, che bisogna solo aspettare la pianta GM giusta per penetrare il consenso nell'opinione pubblica. E quando ne sarà accettato il consumo, ne verrà legalizzata la coltivazione. Forse non si inizierà con una cultivar resistente al glifosate, ma con una arricchita di qualche valore nutrizionale. 
Oggi sembra che in Europa le aziende biotech facciano un passo indietro. Ma penso che sia solo per farne due in avanti domani. Sappiamo tutti che mantenere le filiere completamente separate nel lungo periodo sarà impossibile. I geni a differenza dei contaminanti di ogni natura e specie, non hanno tempi di decadimento; anzi si perpetuano evolvendosi nel tempo. Penso che vivremo, il seguente percorso temporale: accettazione, legalizzazione della coltivazione con separazione delle filiere, equiparazione e indifferenziazione delle filiere. Almeno per tutte quelle specie per le quali si produrrà una pianta GM commerciale. 
Anni fa lessi uno studio inglese, nel quale si affermava che nel medio-lungo periodo sarebbero rimaste solo due tipi di agricoltura: gli OGM e quella biologica. In quanto quella “convenzionale”consuma troppe risorse non rinnovabili e non garantisce un reddito sufficiente ai coltivatori. 
Per quanto non lo condividiamo, il mondo è un piccolo villaggio globalizzato. Che sia ingiusto, e sleale ( e lo è!), non conta nulla; almeno finchè esisterà l'economia con la moneta. Ed esiste dal tempo dei Fenici. 
Forse noi, piccoli e medi agricoltori (30-100 ettari) dovrebbe cercare una strada propria: produrre qualcosa di specifico, particolare, meglio se legato ad una trasformazione specifica, così da fornire specificità e tracciabilità, vicina nello spazio al punto di consumo e controllo. Il metodo biologico, è secondo me la via primaria (non certo l'unica) per realizzare ciò; sfruttando l'immagine positiva della quale gode presso il grande pubblico e che i dati dei consumi in crescita a livello globale, usciti dall'ultimo Biofach, hanno attestato. 
Una campagna meno inquinata, piace e fa bene a tutti. Forse se non riusciremo a vendere i nostri prodotti, potremo ricavare un reddito dal nostro paesaggio agricolo. L'alternativa sarà produrre una materia prima GM o non GM, un prodotto indifferenziato, che fuori dall'Italia, per dimensioni aziendali, fattori naturali, costi del lavoro dell'energia e del capitale, si produrrà sempre a costi inferiori. 

Biosoja

33 commenti:

  1. Anche se siamo presi tutti da altri problemi questo articolo mi sembra ricco di spunti stimolanti, anche perché complessivamente rappresenta una posizione agricola verso la quale sono in un certo qual modo critico. Brevemente alcune mie personali considerazioni su quanto scrive Biosoia:

    “Entreranno gli OGM in Italia?”
    Io penso soltanto se e quando saranno accettati da paesi europei più influenti, tipo la Francia. A quel punto forse ci accoderemo anche noi. Però prima dovrà uscire sul mercato una pianta GM decisamente più performante delle attuali. Al momento le attuali colture sono interessanti, ma non abbastanza da farle penetrare nel nostro mercato come fossero l’ultimo modello di cellulare.

    “L’agricoltura “convenzionale”consuma troppe risorse non rinnovabili”
    L’agricoltura convenzionale non va identificata necessariamente con una agricoltura ad elevato input. Se dovessi definirla rispetto al biologico ed agli OGM brevettati, direi che si tratta di una agricoltura nella quale si manifesta il massimo grado di libertà decisionale per l’agricoltore. Ma ciò non implica necessariamente uno spreco di risorse, anzi in alcuni casi può rappresentare il sistema sostenibile più virtuoso, soprattutto se consideriamo l’aspetto economico nel suo complesso, che in alcuni casi i sostenitori del biologico trascurano.

    “Il mondo è un piccolo villaggio globale”:
    Lo è soltanto perché noi (e/o i nostri governanti) lo vogliamo. Potremmo quantomeno limitarlo inserendo barriere economiche, sanitarie, sociali di ogni genere se volessimo, e se non fossimo abbagliati dal mito del libero mercato globale, che in realtà ci sta distruggendo.

    “Produrre specificità”
    E’ una possibilità soprattutto per le realtà più piccole e per alcune produzioni.
    Produrre prodotto di massa (le famose commodity) però rimane una necessità, l’alimentazione dell’uomo si basa su questo e l’Italia è grande importatrice di materie prime agricole.

    “L'alternativa sarà produrre una materia prima GM o non GM, un prodotto indifferenziato, che fuori dall'Italia, per dimensioni aziendali, fattori naturali, costi del lavoro dell'energia e del capitale, si produrrà sempre a costi inferiori.”
    Una alternativa potrebbe essere (sinchè gli ogm non ci invaderanno) produrre commodity non ogm, dato che spuntano prezzi maggiori sul mercato (vedi la soia sulla piazza di Bologna http://www.agerborsamerci.it/listino/listino.html). L’opposizione agli ogm, per me dovrebbe rappresentare una strategia di protezionismo mascherata. Gli Americani fanno i furbi, e noi che siamo i più fessi?

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    1. Innanzitutto grazie a granoduro x avermi ospitato sul suo blog; il credito di onestà intellettuale è ampiamente ricambiato.
      Per i punti della discussione che stiamo intavolando.
      Parto dalla fine: condivido l'esempio della soja. E dal listino, vediamo che quella bio ha sforato quota 60,00 €/ql...(io dovevo fare liquidità e quindi l'ho venduta a poco + di 50,00 €/ql..cmq niente male). Varrà il discorso GM free, fino a quando le due filiere si manterranno separata. Il punto focale, è proprio questo: quanto tempo andrà avanti così? 3 anni? 5 anni?. L'impressione (fatalismo x dirla alla orzo vestito), che mi ha dato l'articolo di AC, è che siamo in procinto di accettare la pianta (commodities GM), nel piatto, e quindi a seguire nel campo. Può darsi che mi sbaglio; ma la forte sensazione che mi ha dato quell'articolo è quella.
      Per la globalizzazione: nn possiamo fare altro che accettarla, seppur non la condividiamo. L'interesse (ameno nel breve-medio periodo) della collettività/massa di consumatori, è di avere merci e servizi al + basso costo possibile. I fatti ci stanno dimostrando che nel lungo periodo è autolesionismo. Perchè se si fa produrre tutto all'estero, qui non si crea più ricchezza e non si può sostenere l'economia di un Paese sui servizi, che per definizione devono essere mantenuti dalla creazione di ricchezza.
      Le uniche barriere che potremmo invocare (per restare nel mondo) sarebbero quelle etico-sociali. Ma anche lì guardiamo i prodotti del commercio equo-solidale: sono cari, ci guadagna molto chi esporta e distribuisce e qualcosina in + i produttori locali; ma hanno l'aurea del buon samaritano, perchè chi li coltiva prende il "giusto". Il giusto ovviamente secondo i loro parametri. Che per noi sono ovviamente inaccettabili. Viviamo in una fase di grandi cambiamenti: staremo a vedere e cercheremo di adattarci.

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    2. No, non mi pare che il cosiddetto consumatore sia disposto al momento. Secondo me ancora dura l'opposizione agli OGM, per parecchi anni, se la situazione economico-politica rimane più o meno questa.

      Condivido perfettamente il tuo ragionamento sulla globalizzazione e sulla perdita di ricchezza.
      Però non sarei così categorico sulle barriere. Certo se vogliamo restare in questa Europa a tutti i costi, allora hai ragione tu, ma a me piace non escludere la possibilità di lasciarla al suo destino un giorno, non troppo lontano.
      Non sono nato nella U.E., nessuno mi ha mai chiesto di farne parte, non è detto che debba morirci per forza. Ogni scelta politica dovrebbe essere ponderata con attenzione e non presa come un dato di fatto, da parte di ciascun cittadino.

      Sul commercio equo e solidale non avresti potuto dire meglio.

      Si viviamo in una fase di grandi cambiamenti, staremo a vedere, ma adattarsi sino ad un certo punto, e come extrema ratio. Io credo che ciascuno di noi debba avere un ruolo nella costruzione del futuro.

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  2. “Dimensioni aziendali”
    Sulle dimensioni aziendali, non dobbiamo credere troppo alle statistiche non perché non siano vere, ma perché rappresentato una realtà sulla carta. In Sicilia per esempio in teoria abbiamo una delle dimensioni aziendali minori d’Europa anche per i seminativi, ma nella realtà esistono aziende di migliaia di ettari (e sono terreni complicati quelli siciliani, mica pianura padana) gestite da ex contoterzisti che raggruppano e coltivano terreni di piccoli e medi proprietari (per i quali non è più conveniente produrre cereali ad esempio), in cambio di un canone minimo o meno ancora. Questi sono veri agricoltori che possono permettersi, viste le dimensioni aziendali, di produrre anche con esigui margini per ettaro. Certo in molti paesi i costi sono ancora più bassi, ma loro in più, hanno i costi di esportazione che incidono. La situazione qui in Sicilia si sta aggravando in seguito alle recenti imposizioni fiscali Montiane che stanno restringendo la forbice dei margini e complicando tutti i rapporti economici allo scopo di aumentare la pressione fiscale. Oltre alle politiche UE di ulteriore liberalizzazione dei mercati.
    In generale almeno per la produzione nazionale di cereali, potremmo essere assolutamente competitivi con i prezzi attuali del mercato globale, se lo Stato risultasse più ragionevole.

    Molti dei nostri costi maggiorati, per come non mi stancherò mai di ripetere, sono esclusivamente imposti dal nostro sistema economico inefficiente, non sono una punizione divina.

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  3. Sì, ci sono parecchi spunti interessanti.

    Però io non sarei così fatalista: quando scrivi:

    "Sappiamo tutti che mantenere le filiere completamente separate nel lungo periodo sarà impossibile. I geni a differenza dei contaminanti di ogni natura e specie, non hanno tempi di decadimento; anzi si perpetuano evolvendosi nel tempo. Penso che vivremo, il seguente percorso temporale: accettazione, legalizzazione della coltivazione con separazione delle filiere, equiparazione e indifferenziazione delle filiere. Almeno per tutte quelle specie per le quali si produrrà una pianta GM commerciale."

    Può anche essere vero, ma che cosa vuol dire "lungo periodo"? Nessuno lo sa. Se ci vorranno decenni, comunque, alla fine dei conti per noi cambierà poco (anche se forse cambierà per i nostri figli)... se ci vorrà ancora più tempo, cambierà poco anche per loro.

    Che i geni non abbiano tempo di decadimento è vero, ma ci sono sostanze (tipo alcune sostanze radioattive o alcuni agenti inquinanti molto stabili) che hanno tempi di decadimento lunghissimi.... ai fini pratici è la stessa cosa.

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    1. Secondo me, tenere le filiere separate, anche per pochi anni all'interno dello steso sistema produttivo è impossibile.
      Tempo fa Granturco pubblicò questo post, nel quale si evidenziava già la difficoltà per un grande buyer internazionale di gestire il trasporto delle stesse produzioni OGm e no OGM, tanto da ritenere più economico abbandonare il commercio OGM in quel caso.
      http://durodisicilia.blogspot.com/2011/10/produttori-agricoli-ogm-usa-bocciati-in.html

      Produrre all'interno dello stesso territorio la medesima coltura nelle due versioni evitando contaminazioni da un sacco di problemi, costi aggiuntivi, rischi legali.
      Negli Stati americani, in cui i brevetti sono tutelati con maggiore decisione i farmer hanno preferito adottare l'OGM Monsanto proprio per non avere problemi, vista la politica aggressiva della Corporation.

      L'inquinamento genetico è già alto per una coltura autogama come il grano dopo poche generazioni (le spighe svettanti che notate in un campo di grano derivante da seme aziendale di 3°, 4° ), a causa di problemi operative banali, mietitrebbie, rimorchi, depositi sporchi di residui di altre varietà, semi presenti nel terreno da annate precedenti, errori operativi, semi veicolati da animali, da fenomeni meteorici, etc..
      In una coltura allogama (che si incrocia con individui esterni) ancora peggio.

      Insomma per come la vedo, l'OGM brevettato, ove questo sia tutelato, non può coesistere per una questione tecnico-legale, con nessun genotipo non OGM anche nel breve periodo.

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  4. Ho letto il libro di Jeremy Rifkin, "Il secolo biotech". sottotitolato Il commercio genetico e l'inizio di una nuova era; di seguito le recenzioni.
    http://www.rfb.it/csa/links/archivio/il_secolo_biotech.htm
    http://www.estovest.net/letture/biotech.html
    Un mattoncino ma che si legge bene. Credo che il nucleare sia un solletico di fronte alle potenzialità di creare qualcosa che madre natura non ha fatto! L'uomo a quasi praticamente distrutto il pianeta con il solo uso del fuoco. Soltando scaldando ha trasformato la materia. Estratto minerali ecc. ecc.. Pensate cosa succederà se si darà il completo via libera alla creazione di nuove forme di vita!

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    1. Interessante, grazie Toni, meno male che ci sei tu che leggi qualche libro, ed innalzi il livello culturale del blog.
      Devo dire che Rifkin mi sta sulle scatole da quando è venuto in Sicilia ad appoggiare Lombardo ed a vendere fumo a piene mani:
      http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/105493/energia-rifkin-lombardo-grande-leader-deve-fare.htm

      Degli Ogm moderni non temo tanto ciò che madre natura non ha fatto, visto che con la mutagenesi tradizionale abbiamo già creato e da parecchi anni, come tu sai, un bel po' di varietà vegetali nuove di zecca.
      Io temo il brevetto e tutte le sue implicazioni.

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    2. Non è che per caso fai dell'ironia no? A me comunque piace come scienziato, diciamo che partecipa dove lo invitano, lì espone le sue idee e suoi studi. Evidentemente ignora la risma dei nostri politici. Si le implicazioni che dici tu sono ampliamente illustrate difatti. Ma non sottovalutare gli altri rischi!

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  5. Ciao Kpi68 alias biosoja. Ma come vi salta in mente di paragonare dei geni a degli inquinanti? Roba da pazzi

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    1. Skept,
      guarda che nel nostro mondo agronomico, il termine inquinante si usa in questo contesto.
      Inquinamento varietale, inquinamento genetico erano termini comunemente usati dal mio prof. di genetica.
      Inquinamento vuol dire alterazione, contaminazione nel suo significato originario.
      Penso che anche Guidorzi te lo confermerebbe.

      Ma quando ci degnerai di una firma?

      Per il resto risponderò dopo con calma, ai tanti argomenti interessanti sollevati.

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  6. Pure per le invasive ovviamente si parla di inquinamento ma nessuno sano di mente si sognerebbe di fare dei discorsi sulla persistenza degli inquinati confrontata a delle fantomatiche proprietà dei geni.
    Tra l'altro la questione "contaminazione" è un problema puramente ideologico, perché non sussistono problemi sanitari e nemmeno ambientali (esclusa la tecnologia HT).

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  7. Aveva ragione Biosoia, potrebbero arrivare molto presto, a quanto pare, ma comunque dopo le elezioni francesi di giugno:
    http://www.corriere.it/politica/12_marzo_15/arachi-la-linea-di-clini-sugli-ogm_e3ca3ccc-6e65-11e1-850b-8beb09a51954.shtml

    Salut

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  8. Speriamo che arrivi primi la possibilità di sperimentare in campo aperto. E' inaccettabile bloccare la ricerca.

    Drugo Di Ciniglia

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  9. "senza l'ingegneria genetica non avremmo il grano duro". Mai sentite minchiate così grosse. E' inaccettabile che un ministro della Repubblica dica castronerie simili.

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  10. Ma come tempo fa hai lincato un video in cui si sostiene che il grano duro è un ogm (questa si che è una minchiata almeno in termini legislativi)! E adesso frigni ;)? Non ti è andata proprio giù la cantonata che hai preso con il posto sulle arance?
    Certo il Creso è stato ottenuto per mutagenesi, un ingegneria genetica *primitiva* senza DNA ricombinante per intenderci. Ma

    "Si affianca al miglioramento genetico classico, l’uso della mutagenesi artificiale al fine di elevare il livello di variabilità genetica così come l’uso delle moderne tecniche di ingegneria genetica e della trasformazione del DNA ricombinante."

    http://www.cerealicoltura.it/sezioni/Foggia.htm

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  11. "io sostengo che il grano duro è un ogm"? Skeptikal tu sei un pazzo, e sei pure scorretto, non troverai mai alcun mio scritto che sostiene quanto dici.
    A me piace dare voce a chi non la pensa come me. Al contrario di te che probabilmente vorresti passare per le armi tutti i contrari agli ogm.

    Tu hai difficoltà a capire l'italiano, quello che hai inoltrato smentisce ciò che sostieni.
    Se non riesci a capire la differenza tra la mutagenesi (che non troverai mai da nessuna parte individuata come ingegneria genetica) e l'ingegneria genetica, non è un problema mio. Al massimo del tuo docente di genetica, posto che tu ne abbia mai avuto uno.

    Comunque al di là del consueto polverone che cerchi di alzare e dei miei eventuali errori, tu sembri confermare, insieme al ministro Clini, che il grano duro è frutto della ingegneria genetica. Me ne compiaccio.

    Il prossimo commento che mi invii nel quale mi metti in bocca, concetti che non ho mai sostenuto, sarà prontamente cancellato, senza ulteriori repliche.

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  12. Sei proprio una macchietta, hai bisogno SEMPRE di distorcere quello che dicono gli altri. La verità è che il virgolettato con cui inizia il tuo commento NON l'ho mai scritto! Semmai ho parlato di "un video in cui si sostiene" ed è qui http://durodisicilia.blogspot.com/2012/01/la-coltura-del-grano-vista-dai-biologi.html
    L'unico a non capire l'italiano sei tu, che hai bisogno dei disegnini, e che sicuramente hai conoscenze di genetica obsolete.
    Non ti ho mai messo in bocca concetti che non sostiene, cosa che hai fatto tu, in tutto il precedente commento. Con te la discussione è impossibile.

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  13. Può darsi,
    non capisco però, perché continui a rompermi la balle, fattela con quelli al tuo livello.

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  14. Io non penso sia conforme agli interessi del nostro sistema agroalimentare un'apertura agli ogm. Come ministro delle Politiche agricole ritengo per altro che gli stessi consumatori, i produttori non la vogliono. Quindi la posizione è sostanzialmente negativa ma non credo che non si debba fare ricerca"

    Catania per fortuna rettifica.

    http://www.repubblica.it/politica/2012/03/15/news/clini_reazioni_intervista-31581449/

    tutti praticamente contrari, in maniera più o meno decisa, tranne FLI ed i radicali.

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  15. intanto la disinformazione di Clini sul grano duro ottiene i suoi frutti sul web:
    http://www.dailyblog.it/ogm-anche-grano-duro-cipolla-rossa-e-san-marzano-lo-sono/15/03/2012/

    Questo governo però è coerente, a parte Catania (che sarà rimosso presto se continua così), tutti gli altri hanno come obiettivo la distruzione sistematica dell'agricoltura italiana. Non può essere un caso.

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  16. "Catania (che sarà rimosso presto se continua così)"
    AHAHAHA, Catania sa benissimo chi comanda, fidati ;)
    Comunque la mutagenesi sebbene non sia transgenesi è una modificazione del DNA e dal punto di vista prettamente scientifico non c'è molta differenza. Però sugli ignoranti in materia una dichiarazione come quella *riportata* nell'intervista fa colpo, crea sgomento, e bisogna ammetterlo...fornisce un'appiglio per buttare il dibattito in vacca trasformandolo in una puntata di Amici.

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  17. Catania, con le sue dichiarazioni ha dato una mano alle rivendicazioni degli agricoltori.
    http://durodisicilia.blogspot.com/2012/02/monti-e-un-incompetente-lo-dice-anche.html
    Se fosse stato completamente allineato, zitto e mosca. Però certo è chiaro che sa bene chi comanda.
    con la mutagenesi la variabilità genetica è creata dal caso, con la transgenesi dall'uomo.
    E'le implicazioni non sono da poco.

    Infatti quella di Clini è una boutade di basso livello, atta a sgretolare certezze nell'italiano medio. Ma poi il grano duro esiste da tempo immemore. Eventualmente poteva parlare di alcune varietà moderne di grano duro.
    Il fronte ogm accusa gli avversari di usare argomenti poco scientifici. Quando li usano loro va tutto bene.

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  18. "con la mutagenesi la variabilità genetica è creata dal caso, con la transgenesi dall'uomo.
    E'le implicazioni non sono da poco."
    Bravo, in pratica con la mutagenesi colpisci a caso mentre con la transgenesi sai cosa stai facendo. Una differenza non da poco direi. Clini ha dato adito ad attacchi facili, facendo un po' di confusione, ma mi pare comunque pochino rispetto al marasma di castronerie che si leggono spesso sul fronte opposto.

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    1. Io ho più fiducia nel caso, che nelle grandi corporation USA.

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  19. Potrei scrivere una corbelleria; però, nella mutagenesi naturale, quando mai geni di animali si inseriranno nel dna di un vegetale? Rispondo mai!
    Aggiungo poi che gli ingegneri genetici forse pensano di sapere quello che stanno facendo, ma non è così! Guardare per credere gli errori umani fatti in qualsiasi campo. Nel campo edile costruzioni che dovrebbero resistere a tutto si sgretolano col solo vento. (Ponte di Tacoma). Potrei fare un elenco lunghissimo ma per me una cosa è certa più le cose costruite fatte dall’uomo sono tecnologiche e avanzate e più non funzionano e si scassano appena cambiano i parametri del loro uso e i danni creati da questi guasti sono direttamente proporzionali al contenuto tecnologico. Porto un esempio e chiudo, con l’ultima nevicata (esperienza personale) si sono persi addirittura treni. In passato arrivavano sempre a destinazione! Ciao!

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    1. Direi che non si tratta soltanto di errori. Spesso sono azioni volutamente dolose.
      Più i sistemi si complicano, più è difficile controllarli.
      Più, per pochi, è facile arricchirsi alle spalle delle masse.
      A titolo d'esempio, ricordo in quale caos ci ha fatto sprofondare la finanza strutturata.
      Mutuisubprime spazzatura di nessun valore, impacchettati all'interno di strumenti finanziari derivati, che nessuno capiva, ma distribuiti in tutto il Mondo (la cassa previdenziale dell'Ordine degli agronomi ha un buco finanziario, a causa del fallimento Lehman brother..., per dire quanto erano ramificati), hanno acceso la miccia dell'attuale crisi finanziaria.

      Le biotecnologie sono altrettanto complesse (se non di più), oscure, vincolate e vincolanti in quanto brevettate, e soprattutto giocano sul cibo. Dopo il ricatto sul debito nazionale, vogliamo farci ricattare anche per il cibo?

      Non per abusare delle celebre frase di H.Kissinger, ma questa è la verità:
      "Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo"

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    2. Ok, ho voluto essere generoso con la moralità del genere umano! Un saluto!

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    3. "Le biotecnologie sono altrettanto complesse (se non di più), oscure, vincolate e vincolanti in quanto brevettate, e soprattutto giocano sul cibo. Dopo il ricatto sul debito nazionale, vogliamo farci ricattare anche per il cibo?
      "
      Il poeta granduro ha raggiunto l'apice del grottesco con tale commento. Un mio famigliare grazie a queste tecnologie vincolate e vincolanti ha l'insulina a disposizione tutti i giorni. Di oscuro e vincolante c'è solo il pressapochismo e l'ignoranza.

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    4. Skeptical, ma è chiaro che gli Ogm abbatteranno i costi dei prodotti agricoli e quindi anche dei loro derivati, lo ho sempre sostenuto. Finalmente anche tu sembri accorgertene.
      Per te che sei un consumare può essere un vantaggio nell'immediato, per me che sono un produttore no.
      Molto semplice, molto lineare.
      Voglio continuare a gestire la mia semente come faccio adesso, in piena libertà. Non voglio brevetti.
      Non voglio essere invaso da prodotti di massa globalizzati prodotti all'estero, che abbasseranno ulteriormente il prezzo dei miei.
      Ma ci vuole tanto a capirlo, dove sta la poesia.
      Tu invece sei il poeta positivista della mondializzazione, del consumismo e del progresso scientifico.
      Quando farai un lavoro serio sul mercato e non al riparo si qualche bel pubblico contratto, comincerai a capire come funziona il mercato globale e quanto è poco poetico, forse.

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  20. http://www.tzetze.it/tzetze_news.php?url=http%3A%2F%2Fgruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com%2F2012%2F03%2F18%2Fogm-quello-che-il-ministro-dellambiente-clini-dovrebbe-sapere%2F&key=cafc79688e728aee702bd47f7a4b335fab84ddb1

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    1. grazie per il link che condivido all'80% circa, mi sembra eccellente questa considerazione:

      "E’ importante invece che si capisca che gli Ogm sono ben lontani dall’essere, come qualcuno tenta ancora di far credere, uno strumento per l’equa distribuzione del cibo. La fame nel mondo – tutti ormai lo sanno – non è dovuta a carenza di cibo (che al momento non scarseggia, come dichiara anche la FAO) ma ad una carenza di denaro dei paesi poveri, costretti ad esportare la loro produzione agricola di sussistenza, rinunciando a sovranità e sicurezza alimentari."

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  21. http://www.youtube.com/watch?v=qamhtmPRIqA&feature=relmfu

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