sabato 10 marzo 2012

Anche l'IVA agricola andrà su, e noi agricoltori sempre più giù!

Evidentemente l'azione del Governo Monti non è stata abbastanza efficace sui conti pubblici come qualcuno ci vorrebbe far credere, mentre certamente già lo è stata sui consumi che si riducono. Di qualche giorno fa la notizia che verrà confermato l'aumento delle aliquote I.V.A. già previsto dal Decreto "Salva Italia".
Dal 1° ottobre 2012 l'aliquota del 21%, già soggetta al primo aumento, dovuto alla manovra autunnale 2011, passa al 23% e coinvolge beni di largo consumo quali acqua minerale, vino, birra ed anche i carburanti stradali con tutte le loro implicazioni.
Per noi agricoltori, in particolare, ancora più grave risulta l'aumento della aliquota intermedia (dal 10% al 12%) che riguarda tanto beni che produciamo quanto quelli che acquistiamo per gestire il processo produttivo.   
L'aliquota intermedia interessa tanti prodotti del settore alimentare come: carne, latticini, ortaggi , miele, uva da vino, cereali minori, piante officinali, zucchero etc.
E' evidente che se il prezzo di questi prodotti aumenta a causa della imposizione fiscale, vi sarà una conseguente ulteriore riduzione dei consumi di prodotti agricoli.
Qui l'intero elenco dei prodotti interessati. 
Vi ricordo che questa aliquota incide direttamente anche sui mezzi tecnici che acquistiamo come il gasolio agricolo, i concimi, i fitofarmaci etc..
Forse qualcosa sarà recuperato, da alcuni, con il meccanismo delle compensazioni IVA, ma globalmente si tradurrà in un ulteriore salasso. 
E' incredibile come l'azione demolitoria del governo Monti si concentri pervicacemente sempre lì, dove il dente duole. Se finiremo come la Grecia sarà già un successo, a mio avviso, qui si stanno azzerando interi comparti produttivi, pensando allegramente di potere farne a meno. 
Mentre i famosi estimatori del governo Monti intanto scappano all'estero...

6 commenti:

  1. Per gli amici più giovani.
    Quando nei primissimi anni settante si introdusse l'iva ovvero imposta sul valore aggiunto, i legislatori dell'epoca proposero ed approvarono quattro aliquote, ovvero: 4% beni di prima necessità, 10% beni necessari, 19% beni di largo consumo, 38% beni di lusso.
    Orbene, i legislatori dei primi anni settenta non erano certo dei fessi, sicuramente erano più equi degli attuali delinquenti di stato, preciso da nessun Italiano eletti.

    RispondiElimina
  2. Per tua fortuna, devi essere ancora giovanissimo.
    Nel 1973 ,anno della sua introduzione l'IVA ordinaria era al 12%.
    14 % nel 1977.
    15% 1980
    18% 1982
    19% 1988
    20% 1997
    21% 2011

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La cognizione di causa per chi fà informazione onesta, non può e non deve essere un opzional!!!!!!!!!!
      Bisogna sempre documentarsi, prima di esprimere dati conducenti al senso della proposta cristallizzata ai primi anni settanta!!!!!

      Elimina
  3. DPR 26 ottobre 1972 n.633

    Articolo 16
    Aliquote dell'imposta

    1. L'aliquota dell'imposta è stabilita nella misura del 20% della base imponibile dell'operazione.
    2. L'aliquota è ridotta al 4 e al 10 per cento per le operazioni che hanno per oggetto i beni e i servizi elencati nell'allegata tabella A, salvo il disposto dell'art. 34, ed è elevata al 38 per cento (ora ventuno per cento) per quelle che hanno per oggetto i beni elencati nell'allegata tabella B.
    3. Per le prestazioni di servizi dipendenti da contratti d'opera, di appalto e simili che hanno per oggetto la produzione di beni e per quelle dipendenti da contratti di locazione finanziaria, di noleggio e simili, l'imposta si applica con la stessa aliquota che sarebbe applicabile in caso di cessione dei beni prodotti, dati con contratti di locazione finanziaria, noleggio e simili.
    4. abrogato

    RispondiElimina
  4. la legge originale riporta quanto dici, ma non fu mai applicata in questi termini, già alla applicazione nel 1973 l'aliquota ordinaria fu adottata al 12%.
    E seguì l'evoluzione che ho riportato. Io non mi invento nulla caro anonimo, io controllo sempre le mie fonti.
    Ma tu da dove vieni dalla Luna? Io ricordo perfettamente l'IVA al 18%, al 19%, poi al 20%. Per te invece sempre al 20%? E meno male che hai una certa esperienza come dici!


    http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-12-05/leva-salvare-deduzioni-detrazioni-105143.shtml?uuid=AaP2rTRE

    RispondiElimina
  5. No i politici degli anni 70 non erano fessi,ma bensi degli scriteriati imbecilli,tanto chè alla fine degli anni 80 primi 90 eravamo soprannominati l Argentina d europa,e non perchè eravamo diventati tutti ballerini di tango.
    Un modello fiscale obsoleto,che agevolava l evasione fiscale,l aumento della spesa pubblica inproduttiva,la tassazione a carico degli autonomi più bassa d europa,la corruzzione e le tangenti,portarono il debito pubblico al 128% del pil,tanto chè quel delinquente di Amato si senti autorizzato ad effettuare un prelievo forzoso sui libretti di risparmio e contocorrenti,svendere i gioielli di stato tipo l IRI(rovinata a sua volta dalla politica arraffona),svalutazione della lira (effetto reale di circa il 20%) strumento indispensabile per affrontare la crisi attuale,i tassi di interessi sui titoli di stato sfioravano il 20%,poi l opera la concluse Ciampi con lo scellerato patto del 93,per poi ritrovarsi 20 anni dopo al punto di partenza ,a dimostrazione che in questo paese non cambia mai niente,si peggiora ,ma solo per i soliti noti,e la corte dei conti qualche giorno fà ha detto che la corruzzione ha raggiunto livelli mai prima,veramente i miei piu sentiti complimenti alla nostra classe politica ,passata,presente e chissa per il futuro.
    vi rendete conto che da oltre 40 anni in questo paese non cambia nulla sè non in peggio?

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.