venerdì 2 marzo 2012

Il populismo agricolo del Presidente Lombardo

Raffaele Lombardo, il presidente della Regione Sicilia, è un politico navigato, annusa l'aria e sente come tira il vento come fosse una guida Apache. Del resto, dopo i blocchi e le manifestazioni dei Forconi in continuo divenire e la scesa in campo addirittura dei sindacati agricoli più compassati, anche un sordo si sarebbe accorto delle grida di dolore che giungono dal Mondo Agricolo isolano (e non solo).
Così, la vecchia volpe, abilmente si riposiziona:
Le difficolta' del mondo agricolo sono straordinariamente piu' grandi che non nel passato...Abbiamo contestato il trattato che l'Europa ha fatto con il Marocco a proposito di importazione di prodotti agricoli - prosegue - e intendiamo batterci ancora di piu' perche' su questo trattato si torni indietro. E se c'e' da scendere in piazza bisogna farlo a Bruxelles o a Roma in ordine a questi temi piuttosto che venire a passeggiare dalle parti di Palermo e dintorni.
Avete capito? Lui, il Presidente, conosce i nostri problemi, li comprende, anzi è pronto a mettersi alla testa degli agricoltori per rivendicare i nostri diritti e le nostre ragioni nelle sedi opportune (a Bruxelles addirittura, come se spostare una manifestazione fin lì fosse cosa agevole). Mentre a Palermo e dintorni, è  inutile che veniate, la passeggiata fatela in qualche posto isolato, magari fra i monti dei Nebrodi, così non infastidite nessuno, al massimo qualche suino nero.
Lui, nel mentre, non sta con le mani in mano, ci avvisa, infatti, dal suo blog (ma si gioca a chi la spara più grossa in questi blog?) che:
 Ieri, ad esempio, abbiamo fatto un blitz nei supermercati, e li faremo regolarmente, e nel mirino e' finito un olio, insulto al buon senso e all'intelligenza, definito extra vergine di oliva e che viene venduto a 2,5 euro. Vorremmo capire che olio e' se solo per raccogliere le olive ci vuole almeno il doppio di quella cifra. Si tratta di materia sofisticata? Da dove viene? Non possiamo che perseguire chi fa queste truffe, se truffe ci sono, e il nostro istituto zooprofilattico sta verificando di cosa si tratta ma sospettiamo che ci sia qualcosa che non va.


Mi sarebbe piaciuto assistere a questi blitz, purtroppo posso solo immaginare il Presidente, in auto blu, accompagnato dagli Assessori Armao (Economia) e D'Antrassi (Agricoltura), aggirarsi inquirenti, tra gli scaffali del supermercato alla ricerca del cibo sospetto, presumo a basso costo. Se il problema, però, è il prezzo troppo basso degli alimenti, spero che la Regione per decreto non abolisca le offerte delle grande distribuzione che solitamente i consumatori, in tempi di crisi come questi, non disprezzano. 
Eh, ma direte voi, sull'olio non si scherza, per costare così poco sarà una truffa. 
Io, invece, sono pronto a scommettere che quell'olio, sebbene il suo gusto sicuramente non eccellerà, sarà in regola con la normativa italiana sugli oli extravergini di oliva e che il blitz Lombardiano, benché così arditamente architettato, si risolverà in una bolla di sapone.
Già perché al nostro Presidente sfugge che sebbene in Sicilia i costi di produzione dell'olio, anche di massa, siano molto elevati, in altri stati europei, vedi Spagna, l'olio extra vergine destinato all'agro-industria, viene commercializzato dai produttori spagnoli ad un prezzo  medio di circa 1,8 €/kg. 
Se volete sapere come fa, poi, ad arrivare sullo scaffale del supermercato, senza inganno e senza frode, ad prezzo di circa 2,5 €/l,  leggete questo articolo molto ben dettagliato di Alberto Grimelli, uno dei massimi esperti italiani di olio d'oliva. Non c'è nulla di cui compiacersi naturalmente, ma questa è la realtà con la quale fare i conti. 
Lombardo, invece di agitare fantasmi e buttare soldi per inutili analisi di laboratorio, dovrebbe chiedersi (posto che ne abbia avuto contezza) come mai in Spagna i produttori riescano a produrre ed a percepire un reddito soddisfacente, piazzando il proprio prodotto ad un prezzo che da noi probabilmente giustifica soltanto la raccolta delle olive.
Forse, se invece di patrocinare corsi di assaggiatore di olio, si fosse pensato a stimolare, mediante  i fondi europei, una seria modernizzazione dell'olivicoltura isolana, non si sarebbe arrivati a questo punto di alienazione dalla realtà.
Certo per prendere delle decisioni politiche oculate, le questioni prima bisogna conoscerle, almeno in linea di massima, mentre Lombardo ha dato prova di agire sulla base del sentito dire e dell'umore popolare. Così però non si risolvono i problemi, si determinerà soltanto altra rabbia che si sommerà a quella che già è ben presente.
Ma quanto ancora abuserà della nostra pazienza, questa Amministrazione Regionale?


2 commenti:

  1. i problemi non sono solo di voi isolani. Il polo pugliese dove insiste la produzione maggiore d italia è messo in ginocchio. 30000qli d olive molite, l olio venduto a 1,75-1,90kg. o cosi o rimane nei serbatoi se non accetti. ed è chiaro che a questi volumi non puoi pensare di vendere tutto al dettaglio, con una bottiglietta qui, ed una li

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  2. Si, ho letto del momentaccio del settore olivicolo. E comprendo bene il tuo ragionamento che si può adattare anche ad altre produzioni.
    Nel Sud-Italia poi si vivono gli stessi problemi. Noi siculi abbiamo in più, un Presidente della Regione che non si capisce bene con quale maggioranza politica, fa, ma soprattutto disfà, sulle pelle dei siciliani, come fosse un Vicerè.
    Ho scritto questo post, per evidenziare la vacuità del suo operato, la sua politica da programma televisivo di 4°ordine, ed il suo tentativo di far ricadere le colpe della propria incapacità verso oscuri cattivi truffatori che attenterebbero alla pubblica salute.
    Ovviamente di questa indagine promossa dal Governatore non se ne è più parlato.
    Ma questo blog, in realtà, si occupa principalmente di grano duro.
    Ciao

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