martedì 6 marzo 2012

C'erano una volta i Forconi?

Alla fine sono andato anche io, come osservatore interessato, alla manifestazione dei Forconi a Palermo, ma il mio cappellino Forcone è rimasto a casa.
Rispetto alla precedente quasi spontanea manifestazione del 25 Gennaio 2012, c'era meno gente, probabilmente circa 1/3 in meno (per un totale di 10.000 persone secondo alcune stime), venuta da vari paesi siciliani, soprattutto orientali. Però obiettivamente stavolta erano meglio organizzati. Moltissimi partecipanti con cappellino Forcone d'ordinanza, una piccola banda musicale con strumentisti siciliani suonava musiche regionali ed un piccolo camion, dotato di potenti casse audio, solcava la folla diffondendo slogan e proclami  alquanto bellicosi. Il tentativo, un po' ingenuo lasciatemelo dire, era quello di reclutare più Palermitani possibile per, probabilmente assaltare (ops occupare) il palazzo dell'Assemblea Regionale Siciliana (ARS). Così dall'impianto acustico autotrasportato si udivano chiaramente ed apertamente richiami alla rivolta contro la  classe politica, inviti ad imbracciar fucili per procedere così ad una rapida risoluzione delle controversie politiche e sociali (che meraviglioso posto la Sicilia, si possono lanciare le più terribili minacce senza che accada nulla sia dalla parte dei sedicenti rivoluzionari che dei governativi), ma ovviamente neanche un palermitano, di quelli che stavano ai margini del corteo ed ascoltavano, pensava neanche lontanamente di unirsi a tale impresa. Che illusi questi Forconi, è già la seconda volta che vengono a Palermo sperando che la città si unisca a loro, almeno in parte, e ricevono invece malcelato disprezzo. Non hanno ancora capito che per i Palermitani l'atto più Rivoluzionario che possano concepire è quello di votare per una anziana signora sorella di un magistrato ucciso dallo Stato (oops dalla Mafia). Ma soprattutto, i Forconi, non hanno ancora compreso che tanto più ampie saranno le vessazioni che subiscono, loro provenienti dal tessuto produttivo rurale, quanto più benessere ci sarà nella città di Palermo. Più forte e florida sarà l'Amministrazione Regionale ed in generale tutto l'apparato dello Stato con i denari delle imposizioni fiscali, sempre più repressive, tanto più ne godrà l'intera città, compreso il popolo che gira intorno al Potere, che lo serve e lo riverisce.
Ma torniamo al corteo, stavolta, giusto per non ripetere il precedente cliché e far conoscere agli avventori una altra meraviglia di Palermo, piuttosto che davanti Palazzo d'Orleans (Casa Lombardo), i sagaci organizzatori del corteo optavano per destinazione Palazzo dei Normanni sede dell'ARS, al grido occupiamo l'ARS, o almeno così riportava il Giornale di Sicilia stamane. 
Prima della meta finale, però tappa intermedia obbligata era la sede della Serit, dove si assisteva all'oramai stantio rito collettivo di massa: bruciare le cartelle esattoriali. Modalità tanto liberatoria quanto stupida di risolvere, apparentemente, i problemi.
























































Poi lentamente verso la sede dei nostri (in)operosi deputati regionali, dove tuttavia, a loro protezione, era presente un solido cordone di agenti di polizia in tenuta antisommossa (ma guarda! non me lo sarei mai aspettato). I nostri, così erano costretti ad attestarsi a bivaccare presso l'entrata principale di Palazzo dei Normanni cingendo d'assedio fisicamente l'ingresso. Era anche l'ora di pranzo per cui tra un mozzicone ad un panino ed una bevuta si approfittava per mangiare. Poco dopo, vista l'impasse, una delegazione di Forconi nella quale spiccavano Ferro e Sgarlata, veniva invitata a parlamentare con il Presidente dell'Assemblea Regionale Francesco Cascio. Dopo alcune ore i Forconi stavano ancora davanti l'ingresso del Palazzo ad attendere una fantomatica risposta, sinché verso le 18:30, con il buio, finalmente usciva la delegazione con Mariano Ferro che procedeva a ragguagliare gli astanti, ridottisi a qualche migliaio nel frattempo, sull'esito della  trattativa.
Ebbene il tenore del discorso di Ferro era più o meno: stavolta i nostri politici hanno capito che è una cosa seria, stavolta si impegneranno seriamente per risolvere i problemi della Sicilia! 
Voi ci credete? I Forconi evidentemente si, secondo loro, i nostri politici sinora attivamente operanti in ogni loro manifestazione per lo sfascio di qualsiasi attività produttiva nell'Isola, improvvisamente redenti avrebbero capito che è il momento di cambiare modus operandi.
Diciamo che se succede, Mariano Ferro lo faranno certamente Santo subito, perché sarebbe un miracolo veramente eccezionale, cui negli ultimi secoli difficilmente si è assistito.
Pur non escludendo, a priori, i miracoli, io tendo, più prosaicamente, a pensare che si sia trattato dell'ennesimo buco nell'acqua del Movimento Forconi, che dopo aver annunciato senza riuscire, un nuovo blocco delle raffinerie, l'occupazione dei consigli comunali, l'occupazione dell'Ars,  anche stavolta pur avendo coinvolto migliaia di persone, nulla di nuovo, ha concluso. Anche perché i nostri parlamentari se proprio vogliamo credere alla loro buonafede in realtà si erano già mossi, avanzando al governo Monti un pacchetto di proposte per l'economia  siciliana. Questa nuova manifestazione, dunque, cosa ha apportato in più?
Infine la tanto sospirata occupazione (come a scuola) a quanto pare ci sarà, il Presidente Cascio ha concesso, ai Forconi, la Sala delle Attività Produttive di Palazzo dei Normanni. Ma credo che non sia da considerarsi propriamente una vittoria di cui andare fieri per il Movimento.
Insomma molto rumore per nulla, a questa manifestazione indiscutibilmente meno partecipanti della prima. Peraltro era da quasi un mese che si preparavano contro un preavviso di due giorni della precedente.
Come avrete capito io sono alquanto scettico sull'esito dell'azione, i Forconi stanno dilapidando quello straordinario consenso che avevano acquisito in pochi giorni, con una strategia semplice, quanto micidiale, quale la resistenza passiva ai blocchi stradali con l'aiuto degli autotrasportatori. Sebbene molti siciliani si lamentassero (ed in maggior misura proprio quelli che, a mio giudizio, parassitizzano il sistema produttivo isolano), avevano creato uno straordinario mezzo di pressione sociale, ai margini della legalità, senza colpo ferire. Se avessero continuato ad oltranza come era previsto nel programma iniziale e come lo stesso Mariano Ferro aveva proclamato, avrebbero raggiunto qualche risultato tangibile.
Riascoltate il video in basso, quando Ferro sembrava avere le idee chiare, ed in particolar modo al minuto 13:30, mentre oggi quando ha parlato (in puro politichese) dal vivo davanti Palazzo dei Normanni sembrava un altra persona.
Purtroppo per raggiungere un obiettivo ambizioso e difficile, bisogna essere realmente determinati, lucidi e coraggiosi, non basta dichiararlo sulla bacheca di facebook per quanto ci troviamo nell'era delle Rivoluzioni del social network, o fare un bel comizio in favore di telecamera.
Peccato, una grande occasione perduta per l'agricoltura siciliana che tanto ha sacrificato per innescare la protesta. Ma non voglio eccedere nel pessimismo, vediamo un po' che succede...



Appendici
1: La Borsellino ha perso per appena 151 voti le primarie per candidato a Sindaco di Palermo nel centrosinistra. Mi piace pensare che questi 151 voti siano di agricoltori Palermitani schifati dal suo atteggiamento menefreghista nella vicenda delle votazioni del trattato di libero scambio UE-Marocco al Parlamento Europeo.

2: A proposito, sapete che Francesco Cascio presidente siciliano dell'ARS, il giorno prima del famoso voto per il trattato UE-Marocco si incontrava con il console del Marocco compiacendosi delle forme di partenariato in atto tra i due paesi ed auspicando un ulteriore consolidamento delle relazioni!


3: I Forconi via facebook si premunivano di far sapere a Jovanotti (sempre via facebook) ed ad altre star che l'insurrezione è un obbligo per i popoli oppressi. Sarò diventato un vecchio reazionario ma è questo il modo di fare la Rivoluzione?

Movimento dei forconi Ferro-Scarlata Pagina Ufficialecommento sulla bacheca diLorenzo Jovanotti CherubiniQUANDO UN GOVERNO VIOLA I DIRITTI DI UN POPOLO L’INSURREZIONE E’, PER IL POPOLO E PER OGNI PORZIONE DI POPOLO, IL PIU’ SACRO DEI DIRITTI E IL PIU’ INDISPENSABILE DEI DOVERI”. (art.35 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 24 giugno 1793)



11 commenti:

  1. La situazione odierna è drammatica,negli ultimi 20 anni una cerchia ristretta di delinquenti hanno creato ricchezza fittizia e se la sono scambiata tra di loro,(carta straccia)accortosi del bluff ,non volendo rimanere in mutande,hanno messo sù una vera organizzazione a delinquere per far coprire il loro delirio finanziario al popolo chè lavora,per fare questo è stato necessario limitare la democrazia e le liberta individuali,corrompendo e alterando gli equilibri istituzionali ,per cui il popolo farebbe bene a prendere atto chè quello che stiamo vivendo non è democrazia,e allora occorre ripristinarla con i mezzi usati gia in passato,questi hanno prodotto derivati finanziari pari a 12 volte il pil mondiale,praticamente per coprirli dovremmo lavorare gratis senza neanche mangiare per circa 20 anni,se si prende atto di cio,la soluzione è una sola,.I capi popolo che si presentano oggi sono per la maggior parte i falliti del sistema chè cercano salvezza introducendosi nell attuale meccanismo truffaldino(politica),.
    Una sicilia autonoma equivale alla vendita della fontana di trevi di TOTò,per cortesia siamo seri,il problema del paese,dell europa,è la sua classe dirigente,delinquenti allo stato puro,tolti di mezzo questi tutto si aggiusterà,se si capisce questo è bene ,altrimenti le chiacchiere stanno a zero.
    Agli agricoltori io chiedo una cosa,limitate al minimo le vostre spese,rimandate gli investimenti,in banca entrateci solo per andare a riprendervi i vostri risparmi,se è necessario quantificate le spese per vivere e adoperarsi solo per quelle risorse,bisogna ridurrere il più possibile i rifornimenti a questo sistema,sarebbe gia una grande cosa,ed è l unica strada alternativa alla violenza,anchè sè io sono del parere chè il tempo è scaduto,e se non ci si ribella faremo una brutta fine,e la pulizia di un palazzo sporco e abbandonato lo si inizia a fare dal suo ingresso,non si inizia dal 101° piano.
    Mi spiace per i Siciliani,ma invocare ancora la vostra autonomia,per fare cosa?ci si rende conto o nò ,che siete una delle regioni più disastrate d italia?e la colpa di questo non è della " lega nord ",ma della vostra classe dirigente,eletta sistematicamente da voi.Avete votato fino agli anni 90DC poi per la sua evoluzione .Errare è umano,perseverare è diabolico.

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    1. Il tuo commento e' MAGISTRALE e il consiglio che dai agli agricoltori lo e' dieci volte di piu'.Si deve come tu dici affermare un unico pensiero che puo' essere anche uno slogan:"RIAPPROPRIAMOCI DEL DIRITTO DI PRODURRE" cioe' ridateci quello che ci avete rubato.
      E' un pensiero applicabile a tutti gli agricoltori non solo siciliani ,non solo italiani ma tutti quelli che hanno seguito la logica imbecille della produzione a debito finanziata dalle agevolazioni (rubate dagli intermediari:Politici,Sindacati e sistema finanziario loro complici).

      Agricoltore di Cuneo

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    2. Quello che scrivi ha un preciso significato, apologia della rivoluzione ovvero scontro all'ultimo sangue. Pertanto, se ho capito bene dobbiamo iniziare a prepararci, vuoi dire questo!!!!!!!! Aspetto una tua risposta.

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    3. Condivido anche io il consiglio di Mimmo agli agricoltori, prudenza estrema negli investimenti, sopravvivere sarà già un successo in questi tempi oscuri.

      Condivido anche il fatto che i problemi di noi siciliani, derivino principalmente da noi stessi. Tuttavia a parziale giustificazione dei nostri eventuali errori elettorali che francamente non mi sembrano esclusivamente siciliani e per evitare eccessive semplificazioni, ti faccio notare che in Sicilia dal 1998 al 2000 ci fu un governo regionale guidato dal segretario regionale PDS Capodicasa(un ex comunista trinariciuto, in teoria), sai chi era l'Assessore all'agricoltura? Toto Cuffaro.
      La cosa ridicola è che anche nel precedente governo a guida PDL era Totò Cuffaro.
      A di là dei giudizi su Totò, che sta pagando per tutte le malefatte dei politici siciliani in 50 anni e già per questo non mi sento di infierire, chiunque avessimo votato avremmo avuto comunque lui come assessore all'agricoltura.
      Personalmente non ho più votato da quegli anni. E non me ne pento affatto.
      Oggi è esattamente lo stesso, per chiunque voti, se non addirittura le stesse persone, avrai comunque le stesse politiche. Ed il governo Monti supportato da destra e sinistra insegna.

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  2. La democrazia è una cosa seria,se ritieni di essere in democrazia allora non hai nulla da temere,altrimenti qualche perchè, te lo dovresti porre-
    Se ritornare a mettere i risparmi sotto il materasso,anzichè in banca,se incontrare un dirigente pubblico (inquisito o condannato,per aver rubato) in piazza e dargli pubblicamente del ladro,sè ribellarsi a questo sistema fiscale,peraltro incostituzionale creato per coprire il delirio finanziario di drogati puttanieri e delinquenti finanziari,se rivendicare il diritto alla propria autoderminazione come stile di vita nel pieno rispetto delle regole democratiche e civili,per tè è apologia di rivoluzione ,ebbene ,ben venga la rivoluzione,ma ebbene sapere chè quando il capo della polizia prende 600.000,ooE di stipendio,non lo prende per difendere il cittadino che protesta per i suoi disagi,ma per difendere questa pseudo democrazia ,e allora non vi aspettate che questa gente se nè vada con le loro gambe ,tuttavia le mie richieste non sono da anarca insurrezzionalista ,ma di chi vuole tagliare il carburante a questa macchina impazzita.che finirà per travolgerci a tutgti quanti,se non la fermiamo.

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  3. Brutto momento ..............tremendo x tutti ..in particolar modo x le imprese ... in modo devastante x gli agricoltori....quando sono siciliani poi.... c'è qualcuno che dice che non siamo più in democrazia? no...semplicemente non lo siamo mai stati ...Il punto di rottura si è avuto semplicemente all'avvicendarsi di due ere ..Non nascondiamoci, la nostra formazione particolarmente accentuata nel meridione ma comunque presente nell'intera Nazione: visceralmente antistato ...Nella prima era sono convissuti 2 paesi uno di carta e uno reale..ognuno cosciente dell'altro ma in riconosciuto stato di non belligeranza ...Il Paese delle carte ,della burokrazia della politicaglia delle prebende delle norme barocche assolutamente irrispettabbili... l'altro spinto a produrre, a fare ricchezza, con poche regole ,con frange anche deliquenziali ma con un assoluto disprezzo per l'altro Paese...mi ricordo che 14enne quando in motore passavo una pattuglia della stradale ,avvertivo con un cenno prestabilito chi incrociavo nel senso inverso ,naturalmente sconosciuto,ma con un grande senso d'appartenenza..brutto brutto segnale di qualcosa di potenzialmente pericoloso, ma quanto radicato nel nostro DNA...Poi fine anni 80 ho conosciuto a casa dei miei il sig.Giovanni Falcone ,amico di famiglia..è ho riconosciuto con un senso di intima liberazione quello che lo Stato potrebbe e dovrebbe essere...Da quel giorno mi sono prodigato a perseguire l'utopia della città di Dio ,a credere fermamente che può esserci un Stato espressione diretta di un contratto sociale riconosciuto e rispettato.Nella mia vita di imprenditore e cittadino ho tentato di riavvicinare questi due universi paralleli ,ho visto con speranza l'avvicinamento all'Europa con la limitazione dei poteri di una governance nazionale ma soprattutto regionale assolutamente infetta e inadeguata..Ho sperato, ho combattuto ,come molti di quelli che mi leggono... abbiamo vissuto tutti la fine della prima era e l'avvento della seconda, con molta speranza ma con pesanti ripercussioni ..togliere la polvere da sotto il tappeto ha significato rompere la tregua dei 2 mondi paralleli e pretendere, da quello di carta, di rispecchiare e perseguire le esigenze di quello reale...Sistema al collasso .... Non ce la fa... La nostra politica ,la nostra burokrazia, non ce la fanno ,non sono adeguate a governare una realtà complessa com'è quella del nostro tempo,non ce la fanno a tenere gli standard vigenti nei Paesi comunitari ,di fatto nostri competitors..Questa al di la della crisi congiunturale è la nostra reale deboleza strutturale... avere abbandonato le perle di saggezza :attacca lu sciccu dunne vuli u patruni e calati junco chi passa a china... è avere abbandonato un salvagente che ci ha fatto galleggiare x secoli .. ora è l'occasione buona x imparare a nuotare anche perchè l'alternativa è affogare .......

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  4. Lo Stato non è all'altezza della situazione.
    Si lo penso anche io, i paesi che andranno avanti sono proprio le economie liberali con forte organizzazione ed efficienza statale.
    Efficienza, naturalmente, non solo per esigere tasse come da noi, ma soprattutto per fornire servizi e mettere le imprese nelle condizioni di ben operare.
    Ciò rende le economie di questi paesi incredibilmente competitive, rispetto alle nostre povere imprese costrette alla lotta per la sopravvivenza quotidiana. Ed il gap cresce sempre di più.
    Impareremo a nuotare? Lo escludo perchè in realtà tutti ancora cerchiamo la barca, poi col tempo, dopo il disastro che ancora in realtà deve avvenire, qualcuno troverà un salvagente e sopravviverà, qualcun altro ancora più fortunato e volenteroso forse un giorno troverà un isola su cui ricostruire, mentre molti nel frattempo saranno affogati. Pessimo periodo storico, ma del resto dopo tanto sperpero della passata generazione cosa ci saremmo dovuti aspettare?

    Però non capisco cosa c'entri la Città di Dio basata su una fede per un principio superiore e lo Stato attuale che governa le masse con il consumismo di massa.
    Non mischierei come si dice: il sacro con il profano.

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  5. ultime dall'Ars:
    http://www.youtube.com/watch?v=GmL0cOZIfgQ

    sarebbe interessante sapere quali siano le richieste sul tavolo e le proposte attuali della politica. Ma cos'è una trattativa privata?

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  6. forse le richieste sono queste:
    http://palermo.blogsicilia.it/forconi-ferro-o-lo-statuto-o-la-rivoluzione/80159/

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  7. Cascio ha dato la disponibilità della " Sala delle Attività Produttive di Palazzo dei Normanni "? ma tanto cosa contano le attività produttive all'ARS?
    cosa contiamo noi (ex) agricoltori?
    ci si può rivoltare o solo scappare?

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  8. janco
    in questo momento, forse a causa della giornata di pioggia e dell'orario, posso darti delle risposte cinicamente analitiche:
    1) noi agricoltori contiamo pochissimo, anzi probabilmente la prospettiva dei tecnocrati è quella di importare tutte le produzioni agricole dai paesi in via di sviluppo in futuro, ed in questa ottica siamo proprio dei pesi morti.
    2)Che non ci possiamo rivoltare, a meno di martirizzarci, perché lo Stato è troppo forte e ben supportato.
    3) Che difficilmente scapperemo perché vendere la propria azienda e trasferire la propria attività da un altra parte del Mondo è una operazione rischiosa.
    Personalmente penso di rifugiarmi, come dice Ettore Pottino, nella antica saggezza popolare: Calati juncu ca passa 'a china.
    Sperando di riuscire a sopravvivere e che la storia nel frattempo maturi dei cambiamenti, se non per me, almeno per i miei figli.

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