giovedì 4 agosto 2011

Saragolla, una varietà di grano duro da provare!

Da un po’ volevo scrivere di una varietà di grano duro che ho seminato, in questa annata, su una elevata superficie in azienda. Ebbene, essa mi ha entusiasmato. Su terreni di varia natura e con apporti di concime moderati ha sempre stracciato le varietà più diffuse che tradizionalmente semino da parecchi anni.

Posso dirvi che non si tratta peraltro di un exploit isolato dovuto all’effetto annata, in quanto sono almeno due anni che la seguo nei campi dei miei vicini, spesso più aggiornati ed innovativi di me, sempre con risultati lusinghieri.
Esattamente come è riportato nella scheda tecnica del costitutore, il Saragolla è caratterizzato da una elevatissima potenzialità produttiva accompagnato da una elevata qualità (quando naturalmente gli apporti azotati sono congrui), insieme ad una rusticità ed a una resistenza alle malattie fungine notevolissime (tale da rendere superflui i trattamenti con fungicidi nei nostri ambienti). E’ a ciclo molto precoce e ciò accentua la resistenza alle malattie, di taglia media ma resistente all’allettamento, dotata di glume e glumette molto aderenti in grado di proteggere la cariosside da fenomeni di slavatura pre-raccolta (tipo il vecchio Creso, per intenderci da questo punto di vista). 
Le medie di resa della mia azienda, sempre con apporti di azoto moderati e somministrato solo in copertura (la concimazione presemina è sconsigliata, in quanto inefficace, almeno su questa varietà), sono variate dai 20 q/ha nei terreni più poveri e marginali ai 60 q/ha dei terreni migliori con appena 1,5 q/ha di urea in copertura. Sui terreni migliori avrei tranquillamente potuto spingere la produzione ancora di più, aggiungendo un ulteriore 0,5 q/ha di urea (ma non avevo idea della fuoriserie che avevo al volante). Ho notato, infatti, dove le rese sono state massime la presenza di elevate percentuali di cariossidi bianconate (tipiche manifestazioni di deficit azotati). In condizioni ottimali, può tranquillamente produrre, con annate piovose come le ultime, 80 q/ha su terreni fertili, e con congrui apporti nutritivi (visto da me, non sono favole).
Insomma una mezza rivoluzione varietale, a mio parere. Peraltro apprezzabile anche dai dati di diffusione ENSE delle sementi di grano duro degli ultimi anni. Il Saragolla è l’unica varietà moderna, che cresce e si afferma rispetto alle solite tradizionali.
La consiglio soprattutto sui terreni con esposizione a scirocco, e sui terreni pianeggianti nei quali si sviluppano,  a causa delle condizioni di umidità più accentuate, ancora più spesso infezioni fungine.

Per evitare confusione, quella di cui scrivo, è la varietà Saragolla della Produttori Sementi Bologna, frutto di un incrocio tradizionale tra Iride ed una linea della stessa azienda (PSB 0114). Ne esiste infatti un’altra antichissima coltivata nella zona dell’Irpinia con lo stesso nome (ma evidentemente non registrata). Il nome Saragolla veniva dal bulgaro sarga (giallo) e golyo (seme) e produceva delle granelle ottime per la pasta già nel Medioevo. 

31 commenti:

  1. da agricoltore pugliese:
    confermo quanto dici (anche le rese)
    La uso in azienda da tre anni. Ha sostituito il simeto. Adesso utilizzo claudio,saragolla e miradoux. Il record aziendale è del simeto con 83 ql\ha ma il saragolla ha le medesime potenzialità.
    Tuttavia almeno nel mio aerale il claudio è più performante.

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  2. Il Simeto dalle mie parti, si ammala e la spiga rimane vuota. Il fenomeno si ripete e si accentua ogni anno sempre di più.

    Approfondirò sul Claudio, grazie.

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  3. Per combattere le malattie fungine sul simeto da diversi anni effettuo un trattamento fungicida in spigatura, ed ho ottenuto ottimi risultati. È nei miei programmi la semina del Saragolla che mi ha positivamente impressionato in un campo di un vicino in particolare per la resistenza alle malattie.

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  4. Si, funziona (ma in alcune zone siciliane molto caldo umide (il clima è indiscutibilmente cambiato negli ultimi anni), neanche tanto) ma costa. E se lo vuoi fare bene costa ancora di più per varie ragioni. Con il Saragolla risparmi tempo e denaro. Almeno al momento sembra così, tutto è sempre in continua evoluzione, come ben saprai meglio di me.

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  5. È proprio quello che penso anche io! Il trattamento costa tempo e denaro ed ho dovuto attrezzare un trattore con ruote strette per minimizzare il danno alla coltura.

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  6. Pugliese, urge un tuo pezzo sui trattamenti fungicidi, mandami la tua esperienza, non bisogna mica essere dei romanzieri per scrivere su un blog.
    Penso che tutti i lettori, sarebbero interessati.

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  7. da agricoltore pugliese:

    Riguardo ai trattamenti contro i trattamenti fungini la mia esperienza (vedendo i risultati dopo anni di prove e sperimentazioni effettuate in un consorzio amichevole di agricoltori che mettono a disposizione i terreni per le prove)è sfavorevole. La molteplicità di trattamenti necessari ed il costo non coprono la differenza di resa. E' meglio utilizzare alcune varietà più resistenti anche se meno performanti. Ciò vale se prendiamo la media di produzione. Nella singola annata magari conviene trattare, ma purtroppo l'andamento climatico non è prevedibile e le malattie fungine spesso non sono l'elemento predominante causa di cattive rese. I prodotti utilizzati sono quelli più diffusi che evito di riportare per ovvi motivi.
    Il mio parere sui trattamenti è frutto di un annalisi quasi decennale (per intenderci quest'anno abbiamo trattato 1 ettaro 4 volte. La resa è stata superiore di soli 7 ql. Dove abbiamo trattato 1 volta è stata quasi identica).Continuamo provando nuovi prodotti nella speranza che almeno uno risulterà efficace.
    Riguardo alle varietà abbiamo provato quasi la totalità di quelle in commercio.
    Il simeto ha una media altalenante rispetto al Claudio. Il saragolla sta mostrando ottime caratteristiche (varietà più produttiva la scorsa annata, quest'anno nuovamente il claudio).
    Le rese massime decennali sono state: Simeto 83 ql, Claudio 76 ql arcangelo 65 ql.
    Altre varietà tipo creso,duilio,ciccio,iride,
    svevo,quadrato,rusticano,k 26,san carlo,latinur,normanno,colosseo,vitron,tresor, altre che ora non mi ricordo, non hanno mostrato nel biennio di prova caratteristiche superiori al claudio.
    La media aziendale è di poco superiore ai 40 ql per ettaro.
    Per evitare fraintendimenti questa è la mia tecnica agronomica.
    Semina su rotazione di oleaginose (colza e girasole) con 1 ringrano. Aratura fine agosto inizio settembre. Semina dal 1 novenbre in poi con 1,5 ql di biammonico e 2,7 ql di seme per ettaro. Prima concimazione con nitrato 27% metà gennaio circa 1,5 ql, metà febbraio circa 1,5 ql, diserbo e succcessivamente ultima concimazione secondo la produzione attesa (da 1,5 a 3,5 ql ad ettaro di nitrato).
    Raccolto fine giugno inizi luglio.

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  8. MA DEL QUADRATO CHE NE DITE? IO è UN PO' DI ANNI CHE LO SEMINO E LA RESA SU MAGGESE DI FAVINO è DAVVERO OTTIMALE, DEVO, PERò PRECISARE, CHE IL TRATTAMENTO FUNGICIDA, NEGLI ULTIMI DUE ANNI, E DIVENTATO QUASI LA PRASSI,E QUINDI VORREI CAMBIARE, MA LA SUA RESA CHE PER ESEMPIO QUEST'ANNO è STATA DI 57Q/HA MI FA TITUBARE...............LORENZO FOGGIA

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  9. da agricoltore pugliese:

    Secondo me la varietà quadrato soffre troppo il freddo. La tua resa quest'anno credo possa essere stata condizionata da questa problematica.
    Inoltre ha una cattiva emergenza a parità con un qualsiasi testimone. Non brilla per resitenza alle malattie fungine anche se non è tra le peggiori.
    In definitiva a me non piace.

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  10. Agricoltore salentino.
    certo il saragolla è una bella varietà, ma attenti alle malattie, non è così resistente, soprattutto in annate con umidità elevata è molto sensibile alla fusariosi della spiga. io nella mia azienda ho provato normanno, andato bene, ma si alletta e si ammala molto, claudio, mai troppo produttivo. mi sono trovato molto bene con monastir, precoce ed estremamente produttivo, e miradoux che si è mostrato in tre anni sempre il piu' produttivo.

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  11. La varietà perfetta non esiste, questo è scontato.
    Né la varietà buona per tutti i territori. Già in una dimensione aziendale media, è difficile trovare una varietà ottimale per l'intera azienda.

    In Sicilia, tra quello che al momento viene seminato, Saragolla mi appare decisamente migliore dello standard, soprattutto nelle zone precoci, con esposizione a scirocco e con somministrazioni azotate minime o nulle in presemina (solo copertura consiglio e con apporti mai eccessivi, così risparmiamo anche il fungicida).

    Una varietà produttiva e "risparmiosa" a mio giudizio.

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  12. Salve molto interessante ciò che ho letto ed è per questo che chiedo dove posso trovare il "Saragolla"; mi trovo fra la provincia di Enna e Caltanissetta.Saluti a tutti e grazie a quanti risponderanno

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  13. ciaooo a tutti sono un pò di anni che ho iniziato a rimettere il duro però nn ho trovato un grosso risultato con "aureo" della barilla sentendo le vostre testimonianze vorrei provare il claudio e il saragolla dove lo posso trovare sono in abruzzo in provincia di teramo a 15km dalla costa
    saluti daniele

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    1. non so dirti dove,ma nella tua zona cè il CADA (consorzio agrario d abruzzo),li trovi il saragolla-il claudio non so-
      coltivo anch io aureo-quali problemi ti ha dato?

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  14. cosa ne pensate del simeto ,del claudio,del ciccio ,del colosseo su terreni pietrosi e poco profondi dell'area premurgiana ,puglia ,provincia bari?in anni precedenti sono stati seminati il quadrato ,colosseo ma da qualche anno a questa parte i risulyati sono stati mediocri circa 20 ql ad ettaro!vorrei un consiglio grazie

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    1. Perche ritieni inutile la concimazione di fondo dove viene seminato il saragolla?grazie

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    2. in generale io non somministro concimazione di fondo, in quanto la ritengo antieconomica nelle condizioni in cui opero.
      Il Saragolla mi sembra una varietà che ben si adatta a questa tecnica, in quanto nella prima fase, mi sembra che abbia una buona capacità di crescita anche in mancanza di concimazione chimica.
      La PSB stessa consiglia concimazioni minime sino all'accestimento.
      Ciò non esclude che in altre condizioni, la concimazione di fondo sia estremamente efficiente, magari anche con lo stesso Saragolla.

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  15. Una domanda generale sulla semina (e sul saragolla in particolare):
    c'è qualcuno che, per seminare, fa i calcoli da manuale in base alla germinabilità e al peso di mille semi eccetera eccetera?
    Oppure secondo voi non servono a nulla e conviene procedere spannometricamente con tanto all'ettaro, in base all'esperienza degli anno precedenti?
    In quest'ultimo caso fate distinzioni tra varietà e varietà?
    orzo v.

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    1. io faccio distinzione tra varietà e varietà in base ai mille semi.
      Ciò non vuol dire che li calcolo materialmente ma mi rifaccio a dati medi varietali. Poi quando effettivamente semino, ogni partita anche della stessa varietà può avere delle differenze significative. Lì subentra l'esperienza e calibro la seminatrice sulla base delle sensazioni che ho, affinando il punto man mano che semino.
      La scorrevolezza del seme, è un fattore decisivo a parità di 1000 semi.
      E la eventuale concia può determinare variazioni molto elevate.
      Ogni anno praticamente cambia tutto.

      La germinabilità può essere un problema se il seme te lo fai tu, e non lo conservi in materi appropriata. Più a SUD vai lungo la penisola, più alta è la germinabilità solitamente.

      Nel caso di semina rischiosa, per mille motivi, aumento la dose.

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  16. La distinzione per varietà è importante,perchè non tutti accestiscono allo stesso modo-poi la posizione geografica dell'areale ,la grandezza della cariosside è un altro elemento fondamentale,e infine il letto di semina,sono tutte caratteristiche che impongono una densità di semina differenziata-mai fatto questi calcoli con i mille semi-ci manca solo questo-
    Sragolla -ottimo sui terreni esposti a sud e argillosi,ma si adatta bene da per tuttooooo-non me l'aspettavo,consigliato da Granduro-

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    1. giusto, la capacità di accestimento è fondamentale.

      Saragolla l'ultimo anno, mi ha un pò deluso.
      I primi due anni fece dei risultati molto superiori alle altre varietà che seminavo.
      L'ultimo nella media.
      Non vorrei che qualcuno pensasse che il blog sponsorizza il Saragolla a prescindere.



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    2. Ciao Mimmo,
      credo che quando parli di "grandezza della cariosside" questo sia correlato in qualche modo alla storia del "peso di 1000 semi"... forse sono la stessa cosa.
      Il fatto che tu riesca fare tutto a occhio, senza fare calcoli, è grazie alla tua esperienza!

      Anche io col saragolla non ho fatto nulla di eccezionale, più o meno è nella media delle altre varietà.
      Il fatto che abbia postato qui è abbastanza casuale, è perché era l'ultimo articolo attivo che parla di semina.

      Quindi, se posso chiedere il vostro parere, voi sui vostri terreni quanta granella ci mette per ettaro per il saragolla?

      orzo v.

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    3. Ciao Orzo-
      Si,la sostanza e quella,da noi incide anche il periodo di semina ,piu ci si addentra in pieno inverno,piu e a rischio la germinazione.da noi non meno di 250KG ad ettaro,fino a 300KG per il duilio (ha un accestimento scadente)-la media è di 280KG-tranne per l'aureo-240-260kg per ettaro-elevato potere di accestimento,e suscettibile alle malattie fungine,quindi semina più aperta-

      Poi se volete andare sul velluto seminate DUILIO,però,sul piano qualitativo
      è molto volubile-ma tanto questi,almeno chè non aderisci a un contratto di filiera,pagano tutto uguale-

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    4. ciao Mimmo
      perché dici che col Duilio si va sul velluto?
      Dalle nostre parti è da un po' che è stato messo da parte, direi che è anche difficile trovarlo!
      Riguardo la qualità, non facendo contratti di filera, tutto fa brodo...
      orzo

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  17. da noi nel meridione è abbastanza diffusa la quantità di 220 kg /ha anche di più,secondo me però se i campi sono ben preparati anche 180-200 kg sono sufficienti,spesso mi capita di constatare che campi molto fitti danno produzioni inferiori a quello che ci si aspetta mentre campi più laschi ,con meno spighe a ettaro ma più piene danno le stesse produzioni se non addirittura superiori

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  18. Giovanni, in che zona sei?
    Anche io ho avuto la stessa tua identica impressione, dopo varie prove sono arrivato alla conclusione che esagerare con la quantità di seme è un grosso autogol, soprattutto in situazioni di scarsa disponibilità idrica (cosa che però non si verifica tutti gli anni).

    Ma adesso mi sono messo in testa di capire un po' meglio l'argomento.

    Detto fra parentesi: nella mia zona (FG) succede di tutto, c'è chi mette 180 kg, c'è chi ne mette 350.... e parlo di terreni confinanti, mica uno in mezzo al tavoliere e l'altro in cima alle colline....
    orzo

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  19. siamo molto vicini,io sto in basilicata a nord,praticamente ai confini con la puglia e ripeto,secondo me seminare troppo fitto non conviene,a meno che non hai un terreno molto fertile e un andamento stagionale fresco e piovoso che faciliti una buona maturazione,cosa che peraltro non si può prevedere alla semina.io dico che se il terreno è ben preparato 2q/ha vanno bene

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  20. La densità di semina. Bell’argomento.
    Io mi rifaccio a quanto stabilito dal costitutore, seminando la dosa minima consigliata o leggermente superiore se è una rotazione. Nei ringrani scendo sotto la dose minima.

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  21. A quel che leggo parrebbe adatto anche per coltivazioni in biologico.

    Ma dalle parti di granduro dove si trova il seme? C'è anche in biologico?

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