giovedì 26 aprile 2012

Quotazioni grano duro: ci avviciniamo alla fase calda

Il grafico a destra mostra l'andamento delle quotazioni del grano duro negli USA nell'ultimo anno. Se lo ingrandite noterete che negli ultimi giorni dopo un periodo di relativa stabilità, il prezzo del durum wheat è ridisceso, con una certa risolutezza, sotto gli 8 $/bushel

Purtroppo le ultime notizie  sulle semine di grano duro in Canada, dove si prevede un aumento del 27%, in termini di superficie, passando dai circa 4 milioni di acri del 2011, ai 5,1 milioni del 2012, stanno deprimendo sensibilmente tutti i listini americani, riportando il duro addirittura al di sotto dei valori del tenero di forza iperproteico.

In Europa secondo l'ultimo rapporto della Commissione Europea le prospettive produttive del duro sono in miglioramento. La produzione stimata rispetto all'annata precedente sembrerebbe maggiore del 10%

D'altro canto dal Marocco giungono notizie di produzioni interne fortemente deficitarie di grano sia tenero che duro, che dovrebbero fare aumentare le importazioni di duro del 50 % circa. 
Il reame del Marocco però sta stringendo ulteriori accordi commerciali con lo stesso Canada. Negli ultimi dieci anni, peraltro, si è già assistito ad uno scambio bilaterale tra grano duro canadese e mandarini marocchini per circa 250 milioni di € anno. 

In Italia, a Bologna ultima rilevazione in frazionale ribasso (qui).
In Francia prezzo stabile negli ultimi giorni, accompagnato da sensibile calo delle esportazioni.


Infine, secondo l'ultimo rapporto dell'Internazional Grains Council appena uscito, la produzione mondiale di grano (in complesso) è prevista in ulteriore calo di 5 milioni di t, rispetto all'ultima stima. Se questi fossero i numeri reali si passerebbe da una produzione mondiale di 695 milioni di t dell'anno passato, ad una produzione inferiore di 19 milioni di t, pari a 676 milioni di t per l'anno in corso. Nel rapporto, si apprende, che il freddo invernale, in Europa, avrebbe determinato un danno superiore alle precedenti previsioni. In America, invece, osservate condizioni complessivamente favorevoli.
Immediata reazione, al rapporto pessimistico dell'IGC, dei listini di grano tenero di Chicago che oggi guadagnano circa l'1,5%.


Andamento quotazioni grano duro negli USA, ultimi 5 anni (osservate il  mitico picco del 2008)

P.S. chi volesse seguire il mercato del grano duro su questo blog pigi QUI.
Oppure home QUI.



16 commenti:

  1. 780 per il duro e 610/620 per il tenero sono basi di ripartenza.
    Target 880/900 per il duro e 770 per il tenero
    (sempre a bushel)

    Mercato da specialisti e da copertura, tutti gli altri che vogliono fare speculazione "naked" è meglio che se ne stiano fuori.

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  2. Tu però sei un trader professionista come minimo, mica un agricoltore.

    qualche risposta ce la concedi?
    La tua previsione si basa sulla analisi tecnica o fondamentale?

    Ma sul duro esistono strumenti finanziari per specularci sopra, al momento?

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  3. Intervista fatta ben 1 anno fa, dimmi se ho sbagliato qualcosa,... questa è sul colza, per far capire a chiare lettere l'idiozia di chi ha investito in cogenerazione.... con un suggerimento di investre in agricoltura (non in italia ovviamente).
    Ma la stessa cosa si potrebbe fare anche con tutte le altre commodities,.. ci vogliono tempo, testa e risorse.
    Ebbene si, io sono stato traer in passato (oltre 10 anni fa con una sala operativa)... e sono pure agricoltore, vedi tu.
    L'analisi tecnica sulle commodities se non è supporta dall'analisi fondamentale è la stessa cosa che la previsione te la faccia vanna marchi.
    Le analisi tecniche che vedo in giro (finalizzate esclusivamente per introdurre clienti nelle trading-web - ops, bische clandestine), ecco queste analisi che vedo in giro sono veramente una montagna di sciocchezze.
    Solo pochissimi operatori sanno dove potrà andare il mercato.
    ciao

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  4. http://cogenerationoil.files.wordpress.com/2011/05/intervistafacci-28052011-001.pdf

    unito al precendete (non avevo fatto il link)

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  5. sembri uno serio, complimenti
    se butti giù, o hai già scritto qualcosa sul grano, sarei molto lieto di pubblicarlo

    scrivimi alla mail eventualmente

    Ciao

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    1. da agricoltore pugliese;

      come produttore di colza sarebbe interessante uno scambio di pareri. La lettura che hai dato sulla cogenerazione è molto attenta e acuta. Personalmente ritengo il sistema dei contratti legato alla quotazione Matif una fregatura. Basterebbe vedere l'oscillazione al ribasso del prezzo proprio nel periodo di riferimento dei contratti.
      Tuttavia il prezzo è tale da ritenere (almeno per me) interessante la coltivazione di questa oleaginosa come coltura intercalare al grano duro.

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  6. @agricoltore pugliese
    Da agricoltore con i prezzi che il seme spunta, la colza è molto interessante.
    Il matif rispecchia fedelmente il mercato, non capisco la tua affermazione...
    Se ti vuoi sbizzarrire e magari vedere la quotazione dell'olio dall'altra parte del globo basta che vai sulla borsa cinese http://english.czce.com.cn/Quotes.aspx?Quote&Data=RO.htm
    il prezzo dell'olio a 1281 euro (10700 RMB) mi sembra per noi agricoltori un prezzo non interessantissimo, ma da urlo.
    Comunque considera un minimo di effetto "contango" per il nuovo contratto sul matif, e la stagionalità.
    Per chi invece dell'olio ne fanno energia.... non è certo interessante, anzi è un fallimento assoluto, ma per dirtela molto semplice, bruciare olio vegetale nei motori per farci energia, io non lo considero ne etico, ne intelligente.

    @ Granduro,..
    da un mesetto ci sto mettendo su la testa sulle colture tradizionali con un panorama di lungo periodo ed intermarket.
    Non è una cosa semplice mettere in fila una mole infinita di dati e considerazioni che apparentemente sembrerebbero scollegate tra loro, ..ed in più lo vorrei fare a tempo perso...
    L'agricoltura non vive fuori dal mondo, ed è questo da capire per fare le previsioni,... i dati delle semine, le scorte ed il consumo sono dati banali che tutti hanno,.. bisogna capirne il contesto, e la prospettiva.
    Comunque una volta terminato il lavoro lo metto on line e se vorrai linkarmi sarà un piacere.
    Saluti

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    1. certo comprendo le tue ottime considerazioni,
      ti linkero sicuramente,

      Ciao

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    2. da agricoltore pugliese.

      @anonimo(trader-agricoltore)
      circa la faccenda del contratto sono un pò deluso dalla speculazione attuata circa il prezzo.
      Al raccolto la quotazione è scesa nei mesi di riferimento per il prezzo dei contratti per poi risalire. I mesi erano Maggio oppure Luglio.
      Sebbene il prezzo sia stato comunque alto, infastidisce vedere che il prezzo sia calato solo in quel mese.
      I contratti però sono standardizzati, o scegli il prezzo fisso alla semina oppure la quotazione dei mesi previsti in contratto. Poichè si ventilava l'ipotesi di prezzi più alti ho scelto la seconda opzione.
      Ho liquidato il raccolto a 41 euro\ql con una resa ad ettaro media di 21,80 ql.
      Per me come coltura intercalare è buona.
      Peccato che non possa stoccare il seme e rivenderlo a mio piacimento.

      Sarebbe bello se tu scrivessi anche solo poche righe sul mercato del grano duro.

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  7. I nostri trasformatori hanno imparato che con le speculazioni non ci rimettono solo i produttori ma anche loro,ci sono molini che da quel picco non si sono più ripresi(dritti al fallimento)poiche gli aumenti del prodotto finito non sempre conpensano i loro esborsi,gli alti e i bassi influivano molto le semine interne,e di conseguenza loro erano in balia del prodotto estero,la stretta creditizia non permesi piu di fare grandi speculazioni e di rientrare in tempi brevi di eventuali perdite,anche perche erano alcuni anni che un super euro permetteva di acquistare dollari e speculare nel mondo,ma l inizio della crisi mette fine a tutto questo.Negli ultimi 3 anni la costruzione di filiere con incentivi comunitari,hanno stabilizzato i prezzi ad un livello accettabile e di conseguenza anche le produzioni hanno raggiunto un livello di equilibrio tra domanda ed offerta,in modo tale da non subire le bizze del prodotto estero.Le scorte non le prenderei in considerazioni,accumulare prodotto nei magazzini oggi è pericoloso per tutti,non bisogna dimenticare che accumulare prodotti significa ammassare moneta,ma con l oscillazione valutaria che abbiamo oggi tra le monete, basta vedere il rapporto E_$ dei paesi (continenti) si rischia di vendere a meno dell acquisto,allora i contratti vengono razionalizzati e diluiti periodicamente durante l anno,almeno di eventi straordinari,carestie o svalutazioni eccessive del dollaro(che è la moneta che regolamenta i contratti internazionali)i prezzi oscilleranno all interno dei parametri attuali,tendenzialmete rialzisti poichè se la produzione interna dovesse risentire eccessivamente dell aumento dei prezzi di produzione,essa tornerebbe a scendere ricreando lo squilibrio con quelle estere rimettendo in difficolta i trasformatori,un eventuale aumento produttivo verrebbe usato per rimpinguare le scorte che sono in discesa da alcuni anni,oggi si sono accorti,un pò tutti,che a fallire non ci vuole nulla,l economia reale sta tornando con i piedi per terra,io parlo per il duro naturalmente,terrei molto sotto osservazione il valore E_$,più si deprezza l euro meglio è per noi,il resto è solo una interessante insalata di contorno.

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    1. da agricoltore pugliese:

      Non sono d'accordo. Secondo me i trasformatori vogliono forzarci a produrre a basso costo grano di qualità dandoci qualche centesimo di euro come contentino.
      Se vogliono da me grano iperproteico devono pagarmi come un canadese.
      Io non sono un cinese.

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    2. Sei gia pagato come un canadese,anzi anche di più,poichè per i trasformatori e tutto il sistema,al prezzo di quotazione devi aggiungere la pac(sono il 1° a dire che la pac non deve entrare nel discorso,ma per loro si),ma il problema serio è che non siamo in canada,non abbiamo la classe dirigente canadese,non abbiamo l estensione aziendale dei farmer canadesi,sei italiano,europeo,la tua classe dirigente è del tutta incapace di gestire l agricoltura,(vedi anche quello che accade in Francia,quindi siamo tutti nei guai),la nostra conformazione geografica non permette di avere un prodotto con caratteristiche merceologiche omogenee,e poi il nostro continente è in balia di un esperimento economico ideato da gente folle,hai 2 opzioni:
      1°-puntare ad avere un azienda di proprietà che ti assicuri una buona sovvenzione pac,e fregartene di coltivare i campi,vivendo di sussidi,e sarebbe la cosa migliore
      2°-gestire la tua azienda usando i mezzi di mercato più rassicuranti possibili e con un margine di guadambio soddisfacente garantito nel tempo,poichè come in tutte le cose , avere una media soddisfacente negli anni garantisce soppravvivenza e prosperità.
      produrre grano proteico non è una impresa,ma se si decide di farlo,ebbene sapere che ci si appresta ad intraprendere un progetto di sviluppo nel tempo,più lo si usa più si abbassano i costi di produzione negli anni avvenire ,è come fare le assicurazioni sulle calamità,un anno che non lo fai becchi la calamità e sei punto a zero,sia ben chiaro,nessuno ti regala niente,e se i prezzi agricoli sono tornati a livelli accettabili,lo si deve solo al fatto che i nostri trasformatori non possono più fare quello che facevano prima della crisi,(speculare con il super euro),e si sono accorti che la belva (finanza)non è mai sazia,mangerà anche loro se non stanno attenti,ecco si sono accorti che hanno bisogno del produttore interno per equilibrare il mercato,e per evitare brusche perdite,nulla di eccezzionale,solo buon senso imprenditoriale.
      Se non si cambia registro altro che cina,qui solo fame.

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  8. duro: giù negli USA a 753, sotto i valori del grano tenero di forza!!!
    mai così in basso da quasi due anni.

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  9. Probabilmente circolano stime di un aumento delle loro aree che verranno seminate a grano duro...
    e questo sia in USA che Canada, credo che anche loro inizieranno la semina a breve.
    Però non ci darei troppo peso (almeno al momento).

    Piuttosto mi preoccupa un po' l'effetto di hannibal sulle colture in Italia... è una fase critica... oggi vedo che Foggia ha toccato i 30,5 gradi di massima.

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    1. procedono benissimo le semine negli USA
      http://www.farmandranchguide.com/news/regional/planting-progress-well-ahead-of-normal-pace/article_a42d6178-8ece-11e1-be7b-001a4bcf887a.html
      trovo comunque strano che il valore del duro scenda sotto il tenero primaverile di forza, che sta per essere seminato quanto e più del duro.


      Qui in Sicilia Hannibal sembra non essere così caldo. Non dovrebbe creare gravi problemi.

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  10. Secondo me la componente speculativa è predominante in questa discesa....

    Si, mi sembra che le temperature in Sicilia siano nettamente inferiori. Credo che la temperatura più alta di oggi sia stata misurata proprio in provincia di Foggia... magari se c'è qualche collega sul posto ci può dare la sua impressione.

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