giovedì 17 gennaio 2013

I Forconi vanno con Crocetta (aggiornato con video)

Ieri a Caltanissetta si è svolto un importante incontro tra i Forconi di Ferro ed il Presidente della Regione Crocetta. Non so bene quali fossero le premesse di tale incontro. Ma il risultato è chiaro si tratta di un accordo elettorale tra la lista del Megafono di Crocetta che si presenterà alle prossime politiche ed i Forconi stessi reduci dalle ultime elezioni regionali dove sono usciti con un discreto risultato del 2% circa.


Le proposte agricole uscite fuori dall'accordo (chiamato la Rivoluzione), però, mi sembrano abbastanza vaghe al momento, inapplicabili alcune e senza una coerenza di fondo (che non sia quella di tirare a campare per qualche altro anno), ma vedremo man mano se e quando troveranno applicazione ed in quale forma.
Della durogranicoltura, il settore agricolo principale della Sicilia, almeno in termini di superficie coltivata, nessuna traccia. Sono molto scettico su questa vicenda, puzza troppo di poltrone, sia per la tempistica che per le modalità. Auguri ai novelli Rivoluzionari.


Vi riporto un buon report dell'evento:


La carica dei mille Forconi con Crocetta. “siamo con te” (FOTO). Il patto nel giorno delle minacce
Alberto Sardo - 17 gennaio 2013
L’auditorium del Cefpas colmo di persone, cappellini blu con la scritta “Movimento dei Forconi”, che si distinguono a macchia di leopardo in tutta la platea, autobus parcheggiati all’esterno a decine, provenienti da tutta la Sicilia. E’ la carica dei mille “forconi” della Sicilia che ieri sera a Caltanissetta ha suggellato il patto di ferro con il presidente della Regione Rosario Crocetta e la sua nuova avventura del “Megafono” che tra l’altro correrà alle prossime elezioni politiche al Senato.
Un patto Forconi-Crocetta all’insegna dell’autonomia e di scelte forti, come quella sul Muos, siglato nel giorno delle minacce di morte al Presidente della Regione, accompagnato da un vasto schiermaento di forze dell’ordine con la Polizia in massa a presidiare il Cefpas.
“I Forconi non li prende in giro nessuno. Io i voti di chi deruba la Sicilia, di chi impoverisce le imprese e gli agricoltori, dei ‘sansali’ che fanno usura sul vostro prossimo raccolto, non ne voglio”, ha detto Crocetta in avvio di intervento, ricevendo un ovazione dai popolo dei forconi guidato come sempre da Mariano Ferro, Peppe Scarlata e Franco Crupi.
Una sorta di Giunta regionale allargata, quella tenutasi ieri sera al Cefpas. Crocetta, l’assessore alle attività produttive, Linda Vancheri, l’assessore all’agricoltura Bartolotta, il direttore generale dell’Irfis, Enzo Emanuele, accanto a Ferro, Crupi e Scarlata, hanno ascoltato per oltre 3 ore gli interventi di piccoli imprenditori, agricoltori, produttori del settore eno gastronomico, ovvero tutte le anime del movimento dei Forconi, ma anche il comitato No Muos, i giovani, i lavoratori della formazione professionale.
Un evento unico, quindi, una giunta allargata tenutasi a Caltanissetta non con i sindacati e le associazioni di categoria ma con i movimenti. Per due ragioni manifeste. I Forconi appoggeranno Crocetta alle elezioni. In modo esplicito, senza accordi sottobanco, e l’assemblea di ieri ha suggellato l’accordo. “Non sosterremo mai chi ha fatto accordi con la Lega che vuole tenersi il 75% delle tasse in Lombardia, con chi ha svenduto gli interessi della Sicilia. Lo abbiamo fatto in passato (sostegno al Mpa, ndr.), e abbiamo sbagliato. Adesso abbiamo un Governatore che vuole fare una rivoluzione civile, dobbiamo essere al suo fianco e qualcosa la dobbiamo investire, gratis non c’è nulla. Ci affidiamo a Crocetta e se Crocetta ci tradirà vuo dire che manderemo a f…o anche lui, ma siamo sicuri che non sarà così”, ha detto Mariano FErro tra gli applausi.
Tra i problemi sul campo la concorrenza sleale di produttori che incamerano merce e materie prime da paesi del terzo mondo o dall’europa dell’est, spacciandoli per siciliani, godendo di prezzi molto bassi anche in termini di manodopera. I Forconi hanno fatto nomi e cognomi di rinomati marchi italiani e siciliani che forniscono prodotti alla grande distribuzione e che prendono il latte in ucraina, il grano dalla Russia, gli agrumi dal nord Africa, spacciandoli per siciliani.
Il secondo problema sul campo le tasse e gli adempimenti burocratici chiesti dalle pubbliche amministrazioni alle imprese, primo tra tutti il Durc, il documento unico di regolarità contributiva, uno dei motivi scatenanti dei blocchi del gennaio scorso.
Su tali punti il Presidente della Regione Rosario Crocetta è stato chiaro e nel suo intervento ha illustrato i provvedimenti che verranno presi.
Innanzitutto si intensificheranno i controlli sulla merce in arrivo in Sicilia. Non si può impedire il libero commercio, ma si possono tutelare i prodotti nostrani, controllando che non vengano contaminati da merce estera. In tal senso la Regione Siciliana gode di personale e dipartimenti attrezzati per farlo. Dall’ispettorato agrario a quello per le foreste.
Sul Durc Crocetta ha annunciato una riforma che dovrà passare per forza da un provvedimento di legge che consenta di presentare il Durc direttamente all’atto dell’aggiudicazione di una gara pubblica o al momento in cui si perfeziona un contratto. Non prima, come accade oggi. Quando un impresa partecipa ad un bando per una fornitura, ad esempio, saranno enti regionali come l’Irfis a garantire l’impresa in termini economici, e quest’ultima presenterà il Durc solo se aggiudicataria. Per tal via si evitano adempimento prematuri e costosi, si lega il pagamento del Durc all’effettivo carico di lavoro dell’impresa e soprattutto si evita il fenomeno che spesso accade di una doppia presentazione del Durc. L’azienda presenta il documento che attesta di aver pagato i contributi ai lavoratori all’atto di presentare la domanda di partecipazione ad una gara. Dal momento in cui presenta la domanda al pagamento effettivo passa ad esempio un anno e il Durc precedente è scaduto e deve presentare nuovamente il documento per poter essere pagata.
Crocetta ha poi fatto una proposta dirompente per le imprese agricole. I contributi per le coltivazioni vengano dati dalla Regione e dalle agenzie preposte in anticipo sul raccolto e non dopo. Per tal via si combatte la mafia che si infiltra nella cosiddetta sansalia, ovvero nel prestito a volte a tassi usurari all’agricoltore che solo per tale via può intraprendere la coltivazione per quell’annata.
“Posso fare nomi e cognomi, vengo da Gela e so cosa accade al mercato di Vittorio, eliminare la sansalia significa anche combattere la mafia e dare respiro alle imprese”, ha detto Crocetta tra gli applausi e l’ovazione del pubblico presente.
Più tecnico e articolato in diversi punti l’intervento dell’assessore Linda Vancheri che ha dato una ricetta organica delle possibilità di sviluppo del settore agricolo  in relazione alla produzione di qualità e all’enogastronomia. Prima di tutto l’internazionalizzazione dei prodotti e delle imprese siciliane. “Ma nell’ambito di una strategia che fino ad oggi non c’è stata. Non c’è stato nulla se non viaggi all’estero di intere comitive che non hanno prodotto contratti”, ha detto la Vancheri. La strategia di internazionalizzazione, per l’assessore alle attività produttive, passa dall’identificazione e strutturazione di una filiera di qualità.
Quasi quattro ore di assemblea per siglare un patto di ferro tra i Forconi di Mariano FErro e Scarlata e il presidente Croceta e il suo MEgafono. Un accordo chiamato “La rivoluzione” perchè entrambi, sia i Forconi che Crocetta, vogliono portare a Roma istanze rivoluzionarie, in quanto “difendere gli interessi della Sicilia, escludendo gli ascari che siedono a Palazzo dei Normanni o nei sindacati di categoria, è di per se rivoluzionario”.

8 commenti:

  1. Molto interessante il video rispetto al report scritto: Cartabellotta e Ferro, sembrano provenire da Mondi diversi.
    E' inutile dirvi che io sto con Ferro. Non capisco cosa ci stiano a fare insieme, però.
    Ancora devo ascoltare Crocetta.

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  2. CROCETTA IL PRESIDENTE CHE CI... M A N C A V A.
    ORGOGLIOSO DI ESSERE SICILIANO.

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  3. niente accordo giustamente. La proposta agricola di Crocetta era puramente elettoralistica ed il posto in lista per i Forconi era pure senza speranza.

    Crocetta invece di pensare ad amministrare la Regione Sicilia, di cui è diventato Presidente con una gran botta di fortuna e con una responsabilità enorme vista la situazione, sta sprecando il proprio tempo in operazioni puramente politico elettorali.
    Siamo alle solite...non cambia nulla in questa Terra...

    http://palermo.blogsicilia.it/ferro-a-crocetta-nessun-appoggio-al-megafono-promette-ma-mantenga-anche-i-suoi-impegni/161974/

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  4. I forconi non si lasciano abbindolare ne da crocetta ve da altri noi siamo coerenti lo avevamo detto anche a lombardo siamo con te se fai gli interessi dei siciliani e lo abbiamo ridetto a crocetta siccome ce' chi vede il losco ovunque (forse xche lui x primo e losco e accetta le poltrone ) subito ha pensato a un accordo elettorale che a noi non ce' ne frega niente e non veniteci a dire che non abbiamo accettato xche il posto non era blindato in un momento di crisi di consensi come questo se avessimo voluto ci saremmo seduti ovunque le offerte non sono mancate caro duro di sicilia

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    1. ma nell'ultimo commento ve ne ho dato atto, caro anonimo.
      C'è anche un link.

      Però non ho capito il senso di questo mega incontro con Crocetta, a questo punto. Almeno dalla mia postazione esterna e virtuale.
      Magari tu che sei un Forcone informato potrai, se vorrai, chiarirci questo aspetto. E magari anche indicarci come avete intenzione di indirizzare la lotta politica nel prossimo futuro?
      Ve lo chiedo come simpatizzante...Grazie!

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  5. Duro di sicilia caltabellotta e un assessore del governo siciliano e quindi e un interlocutore piaccia o non piaccia e ferro se vuole discutere dei problemi del settore lo deve per forza fare con lui

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    1. L'Assessore all'Agricoltura è venuto a raccontarvi la sua ricetta, che in pratica si può riassumere in:
      1) vi aiuterò a contrarre altri debiti.
      2) E se siete già superindebitati per stavolta forse non vi pignoro anche il trattore.

      In un contesto economico sano, può anche avere un senso iniettare capitali nel sistema produttivo, visto che ciò farà da volano all'economia, consentendo infine la restituzione del debito.
      Ma in Sicilia, dove il contesto produttivo è gravemente deteriorato dalla concorrenza spietata dei concorrenti e dalle inefficienze del sistema in primis istituzionale, tutto ciò si risolve unicamente nell'aggravare ancor di più il fardello sulle spalle delle aziende nel medio periodo, in cambio di una boccata d'aria nell'immediato.
      Si deve insistere per creare un sistema produttivo competitivo, riducendo il carico fiscale sulle aziende, gli adempimenti (vessazioni) alle quali sono sottoposte. Rompere i cartelli che rendono i mercati poco trasparenti. Rivoluzionare il PSR o annullarlo del tutto. Così come è serve soltanto per pochi agricoltori e molti parassiti.

      Insomma con Cartabellotta non ci può essere dialogo su questi temi, al massimo può andar bene per andare a cena insieme, e parlare del più e del meno, davanti un bel bicchiere di vino.

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    2. ...dimenticavo naturalmente alla fine tutta la ricetta Cartabellota si conclude con la cartella esattoriale Serit, che in alcuni casi non differisce molto dall'usura

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