venerdì 21 dicembre 2012

Al diavolo i sacchi!

Ne ho scritto varie volte. Avete presente l'usurante rito dei sacchi di semente da caricare a mano nella seminatrice? O addirittura nella tramoggia dello spandiconcime (in alcune parti della Sicilia si semina a spaglio)? Ebbene a breve questa pratica potrà essere archiviata come preistoria dell'agricoltura.


Almeno qui in Sicilia sempre più spesso si assiste alle scene che vi ho postato nelle foto.
Ovvero un caricamento meccanico della semente alla rinfusa. Ne esistono varie modalità operative in base alla creatività dell'agricoltore e dei mezzi o risorse economiche a disposizione; spesso il carico viene effettuato con un rimorchio-lanciagrano opportunamente dotato di un tubo flessibile per la distribuzione in tramoggia. In altri casi con muletti e sacconi.
In questo caso, è stato invece realizzato una sorta di imbuto artigianale (una tramoggia tecnicamente) in lamiera, con uno scivolo per lo scarico della semente. La movimentazione è affidata ad un caricatore frontale di una trattrice.
Con questo sistema è anche possibile, per chi effettua la concimazione alla semina, distribuire il concime e la semente in un unica soluzione. Nella tramoggia di carico, infatti, si possono stratificare semente e concime (granulare convenzionale, intendo), che si misceleranno semplicemente al momento dello scarico al cassone unico della seminatrice pneumatica. In base alla esperienza, di chi già ha fatto uso di questa tecnica, si raggiungerà una perfetta ed uniforme distribuzione delle due componenti in campo.
I vantaggi complessivi sono facilmente comprensibili: vanno dalla rapidità di esecuzione ed ai minori costi dell'operazione di caricamento e quindi della semina e concimazione, alla comodità e maggiore sicurezza sul lavoro dell'operatore, oltre al rispetto delle normative sulla movimentazione dei carichi, visto che i sacchi (il formato più comune) da 50 Kg, per legge potrebbero essere movimentati soltanto da 2 persone, e molto spesso così non avviene.
Le foto che apprezzate mi sono state gentilmente concesse dall'azienda agricola Moscarelli, localizzata nell'entroterra Palermitano. 
Angelo, il mio contatto facebook, della omonima azienda, si è molto soffermato sulla sua nuova seminatrice (in foto), di cui era davvero entusiasta ("è spaziale", mi ha scritto). Si tratta di una Rapisarda (nota marca siciliana) pneumatica, con alcune peculiarità tecniche che non avevo ancora apprezzato dalle mie parti: il telaio oscillante per ammortizzare il cassone della semente in presenza di terreno sconnesso o pietroso, e le estensioni laterali indipendenti per consentire la massima adattabilità della macchina al terreno in presenza di dossi o buche. Insomma nel nostro piccolo, qui in Sicilia, proviamo a darci da fare.




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