giovedì 20 dicembre 2012

Agricoltura Siciliana in Stato di Crisi!

Il presidente Crocetta ha raccolto l'accorato appello dei tre imprenditori agricoli di Vittoria, in sciopero della fame da 15 giorni. Troppi debiti attanagliano il settore orticolo dopo lo scellerato patto con il Marocco. Dichiarato lo Stato di Crisi dell'Agricoltura Siciliana.



(ASCA) - Palermo, 20 dic - ''Verifica e immediata dichiarazione stato di crisi dell'agricoltura in Sicilia'' e' uno dei passaggi che il presidente della Regione Rosario Crocetta e l'assessore all'Agricoltura Dario Cartabellotta, hanno concordato oggi in un incontro con una delegazione di imprenditori agricoli di Vittoria (Ragusa), che da diversi giorni fanno lo sciopero della fame. Ne da' notizia un comunicato della presidenza della Regione. Il governo inoltre valutera' la possibilita' di inserire immediati strumenti di garanzia a copertura dei crediti per la conduzione agraria.

Impegno anche per istituire un tavolo tecnico tra assessorato all'Agricoltura e tutte le associazioni siciliane del settore, per ''individuare specifiche e dettagliate soluzioni per il rilancio agricoltura siciliana e la grave situazione debitoria delle aziende agricole''. Il governo regionale ha concordato ancora ''il lancio di una vertenza nazionale sulle questioni che riguardano il comparto, fortemente danneggiato dalle politiche comunitarie condivise dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, per tracciare un quadro di massima che consenta all'agricoltura siciliana di ridivenire produttiva e competitiva''.
Il presidente Crocetta nei prossimi giorni coinvolgera' i governatori delle altre regioni meridionali nell'organizzazione di un incontro degli assessori per definire una piattaforma comune di lavoro. ''E 'ora di dire basta all'azione di massacro dell'agricoltura siciliana -ha affermato Crocetta- non staremo sicuramente con le mani in mano in attesa di interventi troppo spesso promessi e mai realizzati''.
I coltivatori di Vittoria erano accompagnati dal sindaco Giuseppe Nicosia, dal presidente del Consiglio comunale Salvatore di Falco, dall'assessore comunale all'agricoltura Concetta Fiore e da Gianni Fabbris, coordinatore nazionale di ''Altra agricoltura''. Nel corso dell'incontro, si legge nella nota della Presidenza della Regione, ''sono state rappresentate le drammatiche condizioni dell'agricoltura siciliana e il rischio di fallimento per migliaia di operatori siciliani che potrebbero perdere quanto faticosamente costruito in anni e anni di sacrifici''.

Fonte


Vittoria - L'agricoltura entra nell'agenda del governo regionale. Si è concluso nelle prime ore del pomeriggio l'incontro tra il presidente della regione, Rosario Crocetta e la delegazione di agricoltori siciliani (Tano Malannino, Maurizio Ciaculli e Tonino Messinese) che hanno attuato, per due settimane, uno sciopero della fame. All'incontro hanno partecipato il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, il presidente del consiglio comunale, Salvatore Di Falco, l’assessore Concetta Fiore, il coordinatore nazionale de “L’Altra Agricoltura”, Gianni Fabbris. C'era anche il coordinatore nazionale de "L'Altra Agricoltura" (di cui Malannino è presidente), Gianni Fabbris.C'era anche l'assessore regionale Dario Cartabellotta.
La richiesta degli agricoltori vittoriesi è forte è chiara. Pongono il problema della morte di migliaia di aziende agricole, che hanno chiuso i battenti. L'agricoltura siciliana e meridionale è uscita dall'agenda dei governi, nelle contrattazioni con  l'Unione Europea non si è tenuto in nessun conto il comparto agricolo della fascia trasformata e l'ortofrutta meridionale.
L'accordo euro-marocchino ha dato il "colpo finale", mandando fuori mercato le produzioni siciliane, facendo entrare dei prodotti non controllati, di qualità inferiore, con costi di produzione molto più bassi e senza che si sia mai operato alcun controllo sui contingenti in ingresso. Le aziende siciliane vanno in crisi anche a causa degli alti costi di produzione. 
Crocetta ha accolto le richieste della delegazione vittoriese. Saròà avviata la dichiarazione dello stato di crisi dell’agricoltura. Questo determinerà la possibilità di inserire immediati strumenti di garanzia a copertura dei crediti per la conduzione agraria. Poi è prevista l’istituzione di un tavolo tecnico tra assessorato all’agricoltura e tutte le associazioni agricole siciliane, per individuare soluzioni per il rilancio agricoltura siciliana e la grave situazione debitoria delle aziende agricole.
Dalla Sicilia partirà una vertenza nazionale sulle questioni che riguardano il comparto, per approntare misure e provvedimenti che consentano all'agricoltura siciliana di ridivenire produttiva e competitiva. Il presidente Crocetta nei prossimi giorni inviterà i presidenti delle altre regioni meridionali, ed organizzerà un incontro insieme agli assessori delle medesime regioni per fissare assieme una piattaforma comune di lavoro.
Crocetta ha detto che l'agricoltura sarà una delle priorità del suo governo: “E ora di dire basta all’azione di massacro dell’agricoltura siciliana non staremo sicuramente con le mani in mano in attesa di interventi troppo spesso promessi e mai realizzati”.
Il governatore ha poi invitato i tre agricoltori a sospencdere lo sciopero della fame. la decisione sarà assunta dall'assemblea dei produttori che hanno appoggiato la battaglia dei tre. Ancora una volta è la "serra" di piazza Calvario ad accogliere la decisione.
Anche Fabbris è convinto che sia arrivato il momento di smettere e di concentrarsi sulla battaglia che dovrà essere avviata. Le scelte di Crocetta, insieme al documento della Commissione Agricoltura del Senato, costituiranno una opiattaforma da porre sul tavolo del prossimo governo che si insedierà in primavera.
Qualcosa dovrà cambiare, anche nella contrattazione con l'Unione Europea: "In passato abbiamo trovato il ministro Zaia che ci ha detto che l'unica deroga per lui importante da chiedere all'Unione Europea era quella delle quote latte. In futuro, speriamo non sia più così. Soprattutto se ci sarà la volontà forte delle regioni meridionali, la capacità di unire gli sforzi e di porre la questione meridionale e le emergenze della nostra agricoltura compe priorità del nostro paese".




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