lunedì 17 dicembre 2012

Documento di Valutazione dei Rischi: sanzioni a go-go!

Cari lettori ricevo da un collega agricoltore (Janco, per chi segue il blog ed i suoi commentatori) il seguente messaggio.



il mio medico del lavoro mi manda questo: 
Al Legale Rappresentante della Ditta_________________________________________
Oggetto: Obbligo redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)Con la presente la informo che con il Decreto- Legge 12 maggio 2012, n.57, convertito in legge dalla Legge 12 luglio n. 101, gli stessi datori di lavoro (che occupano fino a 10 lavoratori) possono autocertificare la valutazione dei rischi entro e non oltre il 31 dicembre 2012; dopo tale data i datori di lavoro saranno tenuti a redigire un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). È opportuno ricordare che la valutazione dei rischi e la conseguente elaborazione del documento deve essere fatta dal datore di lavoro in collaborazione dell’ R.S.P.P. e del medico competente. In breve dal 1° Gennaio 2013 tutte le aziende, indipendentemente dal numero di lavoratori occupati, dovranno essere in possesso del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), a dimostrazione dell’avvenuta valutazione di tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro.Di seguito riepiloghiamo le sanzioni previste per il datore di lavoro in caso di violazioni inerenti la stesura del DVR (art. 55 del D.Lgs. 81/08 così come modificato dal D.Lgs. 106/09):
1) Omessa redazione del documento di valutazione dei rischi (Violazione dell’art. 29, comma 1)Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400€
2) Incompleta redazione del DVR: omessa indicazione di quanto previsto dall’Art. 28 lettere: b) misure di prevenzione e protezione e DPIc) programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezzad) procedure sulle misure da adottare e distribuzione dei compiti e delle responsabilità Ammenda da 2.000 a 4.000 €
3) Incompleta redazione del DVR: omessa indicazione di quanto previsto dall’Art. 28 lettere: a) relazione sulla valutazione di tutti i rischi, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessaf) individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici o richiedono riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento

Ammenda da 1.000 a 2.000 €.
ma quanto costa e ci costa tutta questa carta?

Credo ci stiano mettendo nelle condizioni di chiudere le aziende e/o fuggire dall'Italia. Non passa giorno che esca fuori un provvedimento atto ad aumentare la pressione fiscale o le difficoltà nella gestione delle aziende.
Si sta letteralmente costruendo un ambiente ostile alle imprese agricole, ed in casi come questo, senza alcuna giustificazione legata a questione di spread e pagamento degli interessi sul debito.
E' un processo che va avanti da anni in maniera latente, ma la recente linea ultra-Europeista del Governo Monti la sta esacerbando, adottando anche strumenti tipici del terrorismo psicologico (Arresto da 3 a 6 mesi !!!). E tutto ciò si badi bene in un contesto di corruzione ed inefficienza di tutte le Istituzioni. Perché ciò è veramente stridente: mentre alle imprese private si chiede "la perfezione", le Istituzioni, a tutti i livelli, continuano nel loro stile di vita da "Basso Impero".
Molti Europei occidentali, si stanno trasferendo in altri paesi. Qui un interessante articolo sulla Romania agricola. Tutto vero, l'anno scorso sono andato a vedere di persona. Sembrava la pianura Padana sia per il paesaggio che per l'alto numero di agricoltori del Nord-Italia, oltre alle più note fabbriche di attrezzi agricoli.


8 commenti:

  1. Assicuro te e tutti i lettori del blog, che questo sistema di aumentare all’infinito cavilli e laccioli, riguarda anche la stessa burocrazia. Se all’interno di essa, un responsabile, un capo-ufficio, tenta di dare una certa innovazione una certa spinta per offrire un servizio migliore alla cittadinanza, rendere insomma più efficiente l’apparato, bene queste regolette vengono subito utilizzate, a mo’ di spauracchio dai soliti “fancazzisti” lavativi che tra un certificato medico e l’altro, durante l’orario di lavoro desiderano tranquillamente continuare ad oziare.

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    1. Si, lo so Toni.
      La P.A. è piena di cavilli interni, che sono la foglia di fico per fornire servizi inefficienti al cittadino.
      Poi, chi ha buona volontà, nella pubblica amministrazione, viene ostacolato.
      Ma lui alla fine si adegua, tanto lo stipendio arriva lo stesso, anzi forse verrà anche premiato.

      Per noi ogni cavillo rappresenta tempo perso, soldi che se ne vanno, ansie, ricattabilità, incertezza del futuro...
      Noi paghiamo sul serio le follie dello Stato.

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    2. Hai ragione. L'unica cosa che può accomunare è solo l'ulcera. L'adeguamento non sempre è facile.
      Ritornando all'argomento comunque mi sembra di essere finito in un sogno dove tutti sono impazziti improvvisamete.

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  2. signori cè burocrazia e burocrazia-oggi in italia stanno emergendo sempre di piu situazioni raccapriccianti sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini in genere-una su tutte il caso ilva-

    è opportuno che quando una persona svolge una mansione,su questa deve esistere un fascicolo epidemiologico-si deve andare dal carico biomeccanico al quale viene sottoposto l operatore all impatto ambientale-

    non si possono creare eserciti di persone invalidi a carico della collettività senza prima aver preso provvedimenti per impedire che questo avvenga-se un lavoratore che svolge una mansione deve essere equipaggiato in un determinato modo,se necessita di spezzare il ritmo di lavoro ogni tot ore ,il tutto al fine di impedire che lo stesso lavoratore a distanza di un protratto tempo riporti
    patologie invalidanti,questi accorgimenti devono essere prescritti e rispettati da entrambi le parti-DATORE-LAVORATORE-
    per far si che cio venga rispettato è necessario che su ogni posto di lavoro siano fatte le dovute valutazioni per definirne i rischi e gli impatti negativi e sulla salute dell operatore che dei soggetti circostanti-di conseguenza per ogni postazione deve esistere un fascicolo di valutazione rischi-l operatore deve sapere quali rischi corre facendo quel lavoro,e il datore deve provvedere a mettere in sicurezza il lavoratore da eventuali rischi ,attenendosi a cio che la valutazione rischi prescrive per quella suddetta lavorazione-
    e ora di finirla di arricchirsi sulle spalle della gente ,e di scaricare i danni di operazioni fuorilegge sulle tasche della collettività-
    una volta redatto questi registri,il datore rischia grosso qualora volesse eludere la legge,e il lavoratore che non volesse utilizzare eventuali- DPA-dispositivi protettivi antinfortunistiche-diventa sanzionabile,e qualora ne viene accertata la propria responsabilità nel danno subito,solleva il datore da eventuali responsabilità penali-inutile dire che il datore è obbligato a far rispettare le norme antinfortunistiche-
    Qualora l amico janco avesse dei dipendenti,è obbligato a comunicare ad ognuno di loro eventuali rischi a cui sono sottoposti durante l esercizio delle proprie manzioni,e le informazioni devono provenire dal DVR,e provvedere a mettere i propri dipendenti in sicurezza-

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  3. Mimmo una impresa agricola, con pochi dipendenti, non è l'ILVA. Si suppone che con il normale buon senso del buon padre di famiglia, come sempre si è fatto, si sia in grado di garantire la sicurezza di un proprio dipendente, principalmente perché è nell'interesse di chi dirige l'azienda.
    Io credo nella responsabilizzazione degli individui, che passa, non da carte bollate, certificazioni, relazioni, vincoli etc. ma dall'osservazione di semplici regole chiare di carattere generale, accompagnate da pesanti sanzioni per chi non le osserva.

    Non mi pare che una relazione tecnica con un timbro, possa realmente tutelare il dipendente. Del resto l'IlVA i timbri li aveva tutti con i pareri positivi di consulenti tecnici di primo livello. Eppure...
    Penso che i problemi, che ci sono, siano dovuti ai margini striminziti imposti dalla globalizzazione, ed al confronto con concorrenti dove la manodopera costa molto poco e dove non vengono rispettati spesso principi basilari nel campo del lavoro, dell'ambiente e della salute. Risolleviamo l'economia italiana (ponendo dei paletti verso questi paesi, dico io) e tanti problemi forse si supereranno...
    Sono sicuro però che nuovi vincoli e obblighi, di qualsiasi natura, porteranno le imprese sempre più alla chiusura. A quel punto il carico biomeccanico sarà davvero irrisorio per il dipendente, ma non credo che a ciò, corrisponderà un più elevato tenore di vita.

    Detto ciò, io sono privo di dipendenti. Personalmente, credo che oggi, avere un dipendente, in campo agricolo classico e senza una azienda particolarmente estesa, sia un lusso che difficilmente ci si può permettere...
    Buon carico biomeccanico a tutti

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  4. Chiedetelo ha una azienda cinese o indiana il certificato di rischio,hahaahaha, per questo le aziende (assumono) solo in nero,e romeni.

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    1. chiedi a un operaio cinese o indiano se ha diritto alla pensione,ad un accompagnamento di invalidità,al riconoscimento delle malattie professionali,alla cassa integrazione,alla pac,alla sanità pubblica e tutti gli altri sostegni sociali di cui puoi godere tu cittadino italiano ed europeo-ti piace il sistema cinese e indiano?be allora il biglietto te lo compro io,poi una volta li,comincia a chiedere cio che in italia dai per scontato,vediamo poi che fine ti fanno fare-
      dovete mettervi bene in testa che siete in europa,in occidente,avete dei diritti che sono il frutto di 2 guerre mondiali ,solo la seconda è costata 50 milioni di morti-volete competere con i cinesi ? ebbene che sappiate che questo non è possibile-almeno chè non buttate all aria un secolo di tragedie e conquiste sociali-
      assumono in nero i rumeni?bene allora denunciate quando siete a conoscienza di queste cose-e fanculo i rumeni con tutta la romania-
      qui è ora di finirla ,fino a quando esiste uno stato sociale e delle tutele,ebbene adoperarsi affinche i cittadini non debbano pagare per conto di altri-se un operaio si ammala ,e gli viene riconosciuta un invalidità professionale,il costo sociale di di quell invalidità la paga tutta la collettività,allora io voglio sapere se il suo datore di lavoro ha fatto tutto il possibile per proteggerlo,anzichè arricchirsi sulle sue spalle per poi scaricarlo come un rottame sulle spalle della collettività-

      è un fatto di civiltà,poi se in nome della globalizzazione e della concorrenza cinese avete deciso di fare del paese un mattatoio a cielo aperto ,accomodatevi pure,ma io non ci vedo nulla di civile e responsabile e non è detto neanche che possiate resistere all assalto cinese-

      se vuoi tenere degli operai li devi tenere come legge prescrive-non puoi competere?questa è un altra storia,anziche sfasciare gli operai date una coltellata alla pancia a chi ci ha portato in queste condizioni-troppo comodo invocare la cina e l india,per chi non lo sapesse esistevano anche prima della globalizzazione,eppure da noi non si stava male come adesso-ecco con chi ve la dovete prendere-
      questo naturalmente vale per tutti operai compresi,che continuano a dare fiducia ai sindacati che li hanno svenduti in cambio tangenti e donnine -


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    2. Bei discorsi da sindacalista dalla pancia piena.
      Nel frattempo l'imprenditore dalle medie capacità, non può far altro che licenziare. Io che sono al di sotto di quelle neanche assumo, visto l'andazzo.

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