domenica 31 luglio 2011

In Australia non credono più all’USDA!

Il sito australiano Stock and Land mette in discussione le analisi dell’USDA. Evidente indizio dei tempi che cambiano, gli Usa non sono più il faro del Mondo neanche per i Canguri. Così un sito agricolo specializzato pubblica l’intervento di un analista Usa specializzato in grano del Nord-America. 

Mike Krueger, il suddetto analista appunto, ritiene senza mezzi termini che le stime USDA siano sopravvalutate, soprattutto nelle aree coltivate a grano duro (Nord Dakota, Montana e Canada del Sud). A causa del maltempo che come ben sappiamo ha imperversato per tutto il periodo delle semine. Così, in occasione di un conferenza organizzata dagli industriali Australiani del settore cerealicolo, ha dichiarato di aspettarsi un mercato “bullish” (rialzista), non solo per il grano duro ma per tutti i cereali. 
A quanto pare anche per il mais (considerato sino a qualche giorno fa addirittura in esubero ndt), infatti l’USDA sarebbe stata troppo ottimistica sia sulle scorte disponibili sia sulle prospettive future. La semina ritardata del mais (chiedo conferma agli esperti maiscoltori che frequentano il blog ndt), dovrebbe spostare l’impollinazione in un periodo troppo caldo, determinando una riduzione della fertilità della pannocchia e quindi della resa generale.
Inoltre, sebbene gli Usa potrebbero interrompere le sovvenzioni per la trasformazione della granella di granturco in etanolo (in relazione alla crisi economica che li avvinghia ndt), con un prezzo del barile di petrolio superiore agli 85$, l’industria dell’etanolo continuerà il processo produttivo, stante la sua autonoma redditività. In più gli elevatissimi prezzi dello zucchero nel mercato globale, non ne stanno facendo più l’ingrediente principale del biocombustibile, riversando tutta la domanda sulla granella di mais.
Insomma cereali ancora sulla cresta dell’onda, almeno a sentire alcuni esperti internazionali. In Australia sembrano crederci. 
Io attendo serenamente i giuochi d’artificio  con “Masculiata".

6 commenti:

  1. @granduro
    dipende da cosa si intende per semina ritardata,se è tanto ritardata (giugno)o poco ritardata(maggio),dalle condizione stagionali che ne seguono..in linea di massima è vero quello che dici sulla riduzione di fertilità della pannocchia con clima caldo,ma il clima è stranissimo, quest'anno ha fatto piu caldo nella prima decade di aprile ,che luglio. L'unica cosa certa è che ritardando la semina del mais,si diminuisce,la quantità di energia solare disponibile,.si ha una crescita piu veloce,minore approfondimento radicale,e quindi minore resistenza alla siccità. Tutto questo incide notevolmente sul peso specifico e quindi sulla produzione .Quest'anno in pianura padana per quello che ho visto io tra Piemonte Lombardia e Veneto ,il mais è in ritardo anche dove le semine sono state precoci(non ha fatto caldo),manifesta sofferenze per asfissia radicale dovuta agli eccessi idrici, basse temperature di tarda primavera inizio estate,inerbimenti ,per questo manifesta sufficienza ,se non addirittura in alcuni casi carenza ,di azoto,se ne è mineralizzato meno,e quello distribuito in copertura ,non si è attivato tutto in tempo utile..
    si vedono certi nasi ...da cattiva fecondazione dovuta a sofferenze precedenti...
    di contro nei terreni non irrigui fino ad ora ha tenuto bene .rispetto ad altri anni.in alcune zone è migliore di quello irrigato presto.Non ha piovuto sul bagnato,come si suol dire..
    Tutto dipende da come prosegue la stagione,può ancora produrre discretamente,non produzioni record a mio avviso ,ma può anche girar male e ritrovarsi in inverno,con mais umido poco produttivo e ancora in campo..
    Su una cosa hanno ragione gli australiani:le stime ottimistiche in questo periodo,si fanno perché si vogliono fare..non ci sono ancora presupposti oggettivi per essere cosi ottimisti ,sui parametri produttivi.Mi auguro siano almeno attendibili,le stime delle superfici .
    Io mi chiedo ,ma glielo ha ordinato il dottore all'usda di fare a luglio ,stime cosi ottimistiche sulla produzione di mais seminato in ritardo ? Magari ci azzeccheranno pure, avranno dati meteo affidabili a lungo termine?ma che azzardo.

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  2. Ottima delucidazione agronomica anche per un profano come me.

    Sulle tue ultime domande.
    Hai considerato la possibilità che il fine USDA (come quello Uomod'oro) fosse proprio quello di manipolare i mercati dei cereali?

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  4. @granduro
    non so più cosa pensare ,dell'usda e delle sue previsioni.
    Che senso ha fare previsioni che sono stravolte,da un mese all'altro?o hanno valutato male il mese scorso o questo.Una parte di credibilità se la sono già giocata cosi.Se poi han sbagliato clamorosamente anche sta volta ,la perdono del tutto.PER correre un rischio del genere o hai in mano dritte giuste o sei disperato.o qualcos'altro..
    Personalmente,mi son tolto il pensiero e conferisco come avevo già spiegato ,una buona parte di quel che produco a prezzo medio annuale,.e nella media di dieci anni,in confronto a chi vende a listino,ci ho guadagnato.mi sarebbe bastato non perderci.
    Non è una scelta coraggiosa lo riconosco,e neanche tipicamente imprenditoriale.ma mi ero stancato
    di essere preso per i fondelli,delle discussioni,contenziosi etc..Il problema è che noi produttori in prevalenza siamo deboli divisi, I nostri acquirenti in queste situazioni di alti e bassi ci guadagnano facendo pagare dazio a noi e ai consumatori..se ci perdessero anche loro qualche volta,insieme avremmo già mandato a stendere chi fa i listini mondiali.le stime e tutto il resto.
    Quello che non si riesce a far capire a tutti è che continuando a indebolire un anello prima o poi la catena si spezza.Con .qualche acquirente che vuole un prodotto specifico e non solo spendere il meno possibile,si riesce a ragionare .ma bisogna consorziarsi ,fare partite omogenee con le caratteriastiche richieste,anche i produttori devono fare uno sforzo..

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  5. News per i maiscoltori:
    è il caso di dire "piove sul bagnato", o almeno così sembrerebbe.

    http://www.agrimoney.com/news/china-faces-hurricane-threat-to-corn-and-soy-areas--3425.html

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  6. Tutti questi "sembrerebbe" previsionali di uragani,eventi atmosferici ,previsioni,di superfici, ,che giustificano le stime di produzione
    producono da un anno all'altro, variazioni di prezzi del 100% e più.a fronte di variazioni di produzioni reali a una cifra .
    Questo cosa comporta?Chi ne beneficia e a svantaggio di chi?

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