venerdì 8 luglio 2011

Chi fa da se, fa per tre!

Ok, visto che nessuno si degna di mandarmi neanche un timido accenno sull’argomento semente certificata (salvo Franco, che tuttavia è un maiscoltore del profondo Nord, oltre che un sincero amico).
La semente evidentemente non è così importante.
Tenendo anche conto che pochi giorni fa ben 413 visitatori hanno fatto visita al mio schietto blog, ho deciso che da oggi si cambia linea editoriale: tratterò soltanto argomenti di carattere agricolo generale. Niente più quotazioni che tanto appassionano i miei parassitari lettori, con i quali avevo sperato si potesse instaurare un mutualistico rapporto di scambio di informazioni nell’interesse generale. E soprattutto niente più conversione dal sistema anglosassone a quello europeo (che tanto noia mi procura). Da soli farete anche meglio di me, “Chi fa sa se fa per tre” infatti dice il proverbio.

Au revoir

Perderò lettori, ma meglio essere pochi, disinteressati e qualificati, che tanti pecoroni obnubilati dalla vendita della propria mercanzia.

4 commenti:

  1. azz
    io agricoltore da un anno
    appena trovo il tuo blog
    già ti neghi...
    allora propongo un inno alla rivoluzione
    in un paese dove l'unica vera voce
    della produzione è l'agricoltura
    ci vediamo
    sempre più abbandonati a noi stessi
    da politici(non governi badate bene)
    troppo presi dal caldo cuscino di una poltrona
    che ben volentieri tralasciano le promesse vane
    per i proprio rendiconti
    io di seme cartellinato
    ne sentivo parlare anni fa mio padre
    (che dio lo abbia in gloria) mio personale eroe,
    che mi faceva ritagliare e custodire i famosi tagliandi apposti sui sacchi di seme...
    ebbene sì non ho idea di quello che voglia dire
    "seme cartellinato" se non forse un prezzo più alto.
    per il resto solo tanto odio per chi vuole lasciarci a secco di informazioni e che nei telegiornali parla di silicone e matrimoni
    di prostituzione e politica
    di droga e benessere
    di rom
    di guida in stato di ebrezza
    nella republicca delle banane
    dove le bollette sono le più care d'europa
    e dove al primo cenno di abbassamento dei carburanti da parte delle compagnie petrolifere non perde il balzo ed aumenta l'accise...
    ca v'pozzn'accid
    di morte lenta ovviamente.
    E il mio augurio lo indirizzo a tutti coloro che curano la "cosa" pubblica
    dimentichi ormai di essere dei meri rappresentanti eletti a curare il bene colettivo.
    au revoir
    salvo

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  2. No, figurati non mi nego. Anzi ho scritto sul blog senza risparmio nei limiti delle mie possibilità temporali, lavorative e tecniche.
    Siete voi che vi negate, che negate la possibilità di un confronto, di uno scambio di conoscenze e di opinioni. Se devo scrivermi un diario personale, me lo faccio a mio uso e consumo. Non devo mica stare a spiegare, tradurre e linkare ogni passaggio meno immediato.
    Non servono commenti altolocati o argomentazioni dotte per partecipare a questo blog, basta dire ciò che viene dal cuore e dalla mente, esattamente come hai fatto tu.
    Basta scrivere la propria schietta verità, comunicare la propria esperienza per quanto semplice ed apparentemente stupida essa possa essere.
    Solo così potremo elevarci con orgoglio dal ghetto in cui ci hanno relegato. Senza diritto di parola e con l'unico scopo quello di lavorare per tutti in silenzio e senza lamentarsi.
    Io, come agricoltore, non mi lamento sia chiaro (non fa parte della mia indole ed anzi penso di essere alla fin fine un fortunato), ma rivendico la possibilità per ogni agricoltore di partecipare attivamente al dibattito pubblico che condiziona la nostra vita e la nostra attività imprenditoriale.

    Salute a te, Salvo

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  3. ehilà....non fare l'offeso!!
    Forse nessuno ha risposto perchè non aveva nulla da dire (perchè non sa il problema forse).
    Ora mi informo e poi ti dico la mia....
    Nioone

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  4. Si, ma come speri di poter competere sul mercato globale, se non conosci questi rudimenti base.

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