sabato 9 luglio 2011

Prezzi della pasta in salita negli USA

Le piogge in North Dakota stanno determinando un aumento significativo del prezzo della pasta, del couscous e degli altri prodotti a base di duro negli USA. E la pasta in America oramai è considerata un piatto nazionale come la torta di mele, spinta nella sua diffusione anche dalle produzioni nazionali di grano duro del North Dakota e del Montana.

In questa annata, tuttavia, soltanto il 44% della superficie a duro risultava seminata in N. Dakota, ed i prezzi della granella di duro, oscillanti lo scorso anno tra i 5 e i 9$/bushel, quest’anno si aggirano intorno ai 15 $/bushel.
La speranza, che la minore produzione Usa sia compensata da quella Canadese, peraltro è naufragata quando ci si è resi conto che la superficie a duro, in Canada, in questa stessa annata, si attesta sui 3.4 milioni di acri, che sebbene il doppio della superficie in North Dakota, rappresentano tuttavia il minimo investito dal 1971.
Secondo l’International Pasta Organization, malgrado il consumo USA di pasta non sia quello italiano (dove in media ogni italiano spende 57 £/anno in pasta), la spesa media di 20£/anno per abitante li pone come 6° paese maggior consumatore di pasta nel Mondo.
Negli Usa il prezzo della pasta è passato da 0.69 $/libbra di qualche mese fa ai 1.23$/libbra del mese di maggio. Tanto che qualcuno comincia a teorizzare l’uso della granella di duro tal quale, per risparmiare sui costi di trasformazione.

E da noi che succederà?  Più o meno la stessa dinamica, se non peggiore, visto che nessuno ne parla e saremo presi alla sprovvista.

Ci sarebbe da riempire la dispensa per tempo. Per un primo di pasta a tavola, potreste anche essere costretti a fare un mutuo (Ok, sto esagerando ma non troppo).

Saluti 

P.S.: intanto i mugnai denunciano un aumento del prezzo della semola di ben otto euro, a dispetto anche degli ultimi cali del grano. Leggete questo articolo sino in fondo.

7 commenti:

  1. son un mugnaio che da qualche giorno legge con estremo interesse il tuo blog.
    circa i prezzi delle semole in sicilia occidentale si assiste ad un incremento della forbice di prezzo tra molini di medio/grande e piccole dimensioni.
    I medio grandi hanno aumentato i prezzi di 3/5 euro i piccoli stanno mantenendo i prezzi inalterati.
    Nicola

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  2. Purtroppo la nostra unica speranza di vendere il grano ad un prezzo remunerativo è legata alle disgrazie altrui!

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  3. Grazie del prezioso contributo Nicola. Questo vuol dire "fare sistema", a mio avviso. Continua a seguirci per fornirci il punto di vista dei mugnai onesti.

    All'anonimo successivo, in alcuni casi le disgrazie sono cercate. Coltivare grano duro a quelle latitudini è un grosso rischio. Se come sembra andremo incontro ad un periodo climatico più freddo e piovoso, quelle zone saranno tagliate fuori.
    La Sicilia invece ne trarrà beneficio (magari ce lo meritiamo anche). Tieni presente che nel settecento nelle Madonie la neve sulle cime più alte d'estate non si scioglieva. Chissà, tutto può succedere.

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  4. Una vera delusione la tua sparata su la valle del siele.
    Skeptical

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  5. Una vera delusione Valle del Siele, a mio avviso.
    Non si può piacere a tutti. Ed io non ho tali pretese.

    Mi raccomando di continuare a badare all'orticello, con i tempi che corrono potrebbe risultare un più che utile passatempo.

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  6. Granduro, non temere all'orticello ci bado molto volentieri. Con i tempi che corrono guardare in modo autarchico solo al proprio orticello pare che vada molto di moda da queste parti.
    Dicevo...peccato per l'effetto sparata in stile talk show...mi sarei aspettato delle argomentazioni più serie. Buona serata.
    Skeptical

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  7. Evidentemente mi hai scambiato per qualcun altro.
    Io sono un agricoltore, ricordalo, non puoi pretendere più di quello che già do.
    Le argomentazioni più serie le lascio a te ed ai tuoi sapienti"Maestri".

    Ciao e cerca di rimanere scettico, se puoi

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