martedì 26 giugno 2012

News granicole nazionali

Ebbene si, lo confesso, l'altro ieri ho visto in TV la partita dell'Italia. Probabilmente la miglior partita azzurra degli ultimi anni, e così ho deciso di omaggiare il nostro Mario Balotelli (siculo di Palermo, peraltro, anche se non siamo tutti così "abbronzati", qui giù), inserendo  una sua immagine disegnata su un campo agricolo dell'artista rurale veronese Dario Gambarin. Ma tornando a noi, ed a questioni propriamente più cerealicole, vi segnalo di seguito due notizie di un certo interesse.


La prima fa riferimento ad uno scoppiettante comunicato di Coldiretti Puglia - Qui la versione integrale, alla quale probabilmente va fatta una certa tara, perché certi numeri mi sembrano eccessivi (annata eccezionale in Puglia dicono!).
Ma l'aspetto di maggior interesse riguarderebbe la presenza di carghi carichi di grano (ben 600.000 q di grano) ancorati in quel di Bari. Ma non ci lasciano neanche più finire di trebbiare in pace?!

BARI – Annata eccezionale per il grano pugliese, sia come qualità che quantità, ma l’industria del settore penalizza la produzione cerealicola locale e punta ancora su importazioni che presentano addirittura costi superiori a quelle del prodotto locale. La Coldiretti non ci sta e denuncia le operazioni in corso.  “Non cessa l’allarme sbarchi di navi cariche di grano nei porti pugliesi. Sono 60mila le tonnellate di grano duro – pari ad una produzione di circa 17mila ettari – ferme al porto di Bari, contenute in 2 navi battenti bandiere maltese e panamense, provenienti da Newcastle e Montreal”, fa sapere Coldiretti Puglia.

La seconda notizia riguarda la produzione granicola del modenese che sembra ottima (si riparte, per fortuna, sotto buoni auspici dopo l'evento sismico) sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo.

È partita bene la campagna cerealicola. La qualità del grano si presenta elevata e il mercato potrebbe riconoscere prezzi interessanti per le aziende agricole locali. Lo affermano le cooperative Cama di Mirandola, Car e Valcima di S. Felice sul Panaro, aderenti a Confcooperative Modena e impegnate in questi giorni nella raccolta e stoccaggio dei cereali. Quest’anno le tre cooperative prevedono di raccogliere circa 300 mila quintali di cereali prodotti da oltre 2 mila aziende della Bassa. Nonostante il terremoto abbia messo a dura prova i magazzini delle tre cooperative, la campagna cerealicola procede a pieno ritmo. Il grano duro ha una resa di 60-65 quintali per ettaro, mentre il grano tenero ha picchi di produzione di 75-80 quintali per ettaro. Anche se il mercato non ha ancora formato il prezzo, l’elevata qualità del cereale dovrebbe consentire nei prossimi mesi ai produttori di ottenere quotazioni più che soddisfacenti.

7 commenti:

  1. mi piacerebbe sapere di preciso cosa intendono con "ma l’industria del settore penalizza la produzione cerealicola locale e punta ancora su importazioni che presentano addirittura costi superiori a quelle del prodotto locale"

    si dovrebbe cercare di essere più chiari, capire ed esplicitare perchè certe cose accadono e sviluppare sistemi affinchè tali situazioni non si ripropongano. si parla tanto di made in Italy e filiera agroalimentare ma come sempre sembra di stare in trincea nella battaglia tra gli operatori del settore.

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    1. Anche a me mi ha incuriosito il passaggio sui costi superiori del grano importato dall'estero rispetto a quello pugliese, ma può essere che questi grossisti si diano la zappa sui piedi?

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  2. ovviamente l'agroindustria acquista prodotto estero soltanto se gli conviene. Non sono i cattivi della Spectre, che vogliono male, a prescindere, ai produttori locali, come Coldiretti li disegna.
    Per loro ogni produttore è un rompiscatole, indistintamente dalla nazionalità (scherzo...ma non troppo).

    Ma i comunicati dei sindacati vanno presi per quello che sono. Strumenti di propaganda in primis per i propri associati più manipolabili e poi per l'opinione pubblica più superficiale.
    Non sono tesi a risolvere nessun problema, ma soltanto a portare acqua al proprio mulino sindacale.

    Comunque se quanto racconta Coldiretti fosse vero, l'unica spiegazione logica è che si tratta di consegne di grano già opzionate mesi fa con un contratto future e pagate magari ad un prezzo più elevato (perchè mesi addietro in effetti il prezzo era più elevato di adesso).
    Ovviamente un acquisto così ingente con consegna alla trebbiatura avrebbe lo scopo di calmierare il prezzo del raccolto locale.
    Ma si tratta di mie mere ed ipotetiche illazioni... prendetele per quelle che sono.

    Chissà se la Casillo, che ci legge spesso, vorrà intervenire sulla vicenda. Sarebbe interessante conoscere il loro punto di vista.

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    1. La sai lunga tu. La Casillo certamente ci darà giusti consigli, ops!!! Mi sta crescendo il naso!
      A proposito di lettori, su alcuni blog esiste un contatore di accessi, non so, potresti inserirlo?

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  3. in prov. di trapani, dalla settimana scorsa all'attuale, le quotazioni del duro sono passate dagli € 22-21 a 21-20/q.le. il motivo che si adduce è la straordinaria produzione 45-55 q.li/Ha. e la frettolosa vendita determinata anche dalla crisi.
    come leggere i "prezzi all'esportazione" dagli stati uniti e dall'UE sul sito di International Grains Council, che riferiscono per gli ultimi 15 giorni una costante crescita ?

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  4. Non so se parliamo degli stessi dati.
    Ma nella pagina principale di International Grains Council sono riportate le quotazioni del HRW (Hard red wheat) che sono effettivamente in crescita netta.
    http://www.igc.int/en/Default.aspx

    Tuttavia si tratta di grano tenero. La dizione "hard" sta per "grano di forza", ed è un frumento di elevata qualità destinato alla produzione di farina panificabile.

    Di seguito un articolo in parte in italiano sulle sue caratteristiche.
    http://agris.fao.org/agris-search/search/display.do?f=2007%2FIT%2FIT0641.xml%3BIT2006602046

    Spero entro domani di fare il punto della situazione sul mercato del nostro grano duro negli USA.

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  5. grano duro a Ferrara e in Basilicata.

    http://www.estense.com/?p=229918

    http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/basilicata/2012/06/29/Agricoltura-Coldiretti-calano-produzione-prezzi-grano_7115607.html

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