mercoledì 20 giugno 2012

La pasta autarchica non costa mica poco

Sono al momento iper-impegnato. Tuttavia al mio servizio alert sul grano duro è arrivata la segnalazione di un articolo sul Fatto Alimentare sulla cosiddetta "pasta autarchica". E non posso esimermi dal commentare.
A primo acchitto la prima considerazione che mi viene di fare è: 
"come mai dal territorio italiano (la Sicilia) in cui il grano duro costa meno, esce fuori una delle paste più care d'Italia?"

Il grano, in Sicilia al momento, vale circa 0,22-0,23 €/KG, a fronte del prezzo di questa pasta, fatta con grano siculo, che costerebbe 1,80 €/kg?!


Se leggerete l'articolo troverete dei riferimenti ad un fantomatico pagamento equo all'agricoltore.
Che dire? Spero non sia solo propaganda. Siamo qua vedremo come si concretizzerà questa iniziativa, sulla quale parlando "inter nos" comincio a nutrire qualche forte dubbio. Troppi sindacati, troppi giornali, troppo "battaria" per diventare una cosa seria. Ma spero di sbagliarmi.

Qui un intervista sul Corriere della Sera a Chiarelli della Coldiretti.
Qui un mio vecchio post sull'argomento nel quale ero più entusiasta, prima di conoscere le pretese economiche del prodotto, che secondo me sono troppo elevate e rischiano di creare un ennesimo prodotto di nicchia, fuori mercato.


Sul fronte quotazioni del grano duro in Sicilia, come già riferito siamo tra i 22 ed i 23 €/q in media.
Fatto strano ma positivo, la Camera di Commercio di Catania (che ogni tanto si ricorda di noi) registra un rimbalzo di 1 €/q.
Enna prudentemente non quota. Eppure il mercato ferve, boh?!

5 commenti:

  1. Siamo davvero sicuri che i pastifici lavorano col grano siciliano?? oppure comprano il grano canadese, russo turco . . che viaggia stipato in condizioni igieniche precarie,a rischio muffe e micotossine nelle navi mercantili ( e nessuno sa se è grano ogm free) che lasciano il loro prodotto scadente, per portarsi via il nostro qualitativamente UNICO!!!
    ma come si dice . . è il mercato bellezza!!!!!
    I signori sindacati (coldiretti cia etc. . ) dovrebbero preoccuparsi di questo e non di come prosciugare le tasche degli agricoltori

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  2. Ti tranquillizzo subito su un punto: si tratta sicuramente di grano OGM free, anche se dovesse venire dall'altro capo del Mondo. Visto che al momento non esiste alcuna varietà commerciale di grano duro OGM in tutto il Globo.

    Ti tranquillizzo anche su un altro aspetto: dove dovrebbe andare a finire il nostro ottimo grano, se i maggiori consumatori globali di duro siamo noi italiani ed i paesi del Nord-Africa?
    Saremmo vittime del complotto africano?
    Gli altri produttori Mondiali sono principalmente esportatori, tranne un pò di consumo interno in America di prodotto orgogliosamente nazionale, che secondo loro sarebbe Unico e qualitativamente superiore al nostro.


    Io sono abbastanza convinto, per svariate ragioni, che per questa "pasta autarchica" si utilizzi grano siciliano in buona parte, tagliato qualora le caratteristiche proteiche non siano all'altezza, con grano duro dell'Italia continentale.

    Vedremo l'anno prossimo che tipo di contratti saranno proposti agli agricoltori e se saranno tali da giustificare l'elevato prezzo del prodotto finale.

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  3. Guardando la cosa da consumatore, il prezzo di questa pasta fatta con grano duro siciliano non mi sembra eccessivo, per dire al discount acquisto confezioni di pasta da 1/2 kg a 30-40 cent, al supermercato la Barilla o la De Cecco stanno a 0,90-1 euro a pacco sempre da 1/2 kg.
    Concludendo, se questa pasta 100% made in Italy fosse buona e salutare come se non di più dei marchi più rinomati, il prezzo sarebbe equo.

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  4. Più che altro bisogna vedere se continuano a vendere ad un prezzo del genere. tanto vale comprare pasta fresca nei tanti pastifici artiginali che sono sparsi per la Sicilia. sembra che si tratti, come al solito, di un prodotto che mira a vendere con la propaganda piuttosto che con la qualità (non che non abbia).L'articolo dell'utente sopra ricorda e riprende le fila di quel gruppo di cerealicoltori sempre in lotta, in battaglia contro la barila, e che continua a sostenere che l'aumento della celiachia è dovuto al grano di scarsa qualità. Piuttosto che si battano per riuscire a produrre grano al 12-13% di proteine, che fino a quando ciò non avviene ne hanno tempo dare la caccia alle streghe.

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  5. Neofita

    Da quello che si apprende nell'articolo del Fatto alimentare. La De Cecco sarebbe una delle più care, mentre la Barilla costerebbe meno della autarchica.

    Ma qui si ragiona dalla parte dei produttori.
    Perché se il grano siciliano viene disprezzato in termini di quotazioni rispetto alle altre piazze italiane, poi è in grado di generare un prodotto trasformato al top dei prezzi per la categoria?
    Ma comunque attendo di capire meglio cosa intendono per pagamento equo ai produttori.
    Al momento registro questa discrepanza tra la materia prima ed il prodotto trasformato.


    Anonimo

    concordo con il tuo pragmatico commento.

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