lunedì 4 giugno 2012

Il Cambio Euro-Dollaro ed il prezzo del frumento

Qualche giorno fa in calce a questo post sul mercato del grano. Si è aperta una discussione sull'impatto del cambio euro/dollaro nei confronti delle quotazioni del grano (duro) in Italia.
Prima di inoltrarci nell'ostica materia, va ricordato che tulle le transazioni internazionali (ovviamente extraeuropee) che riguardano le commodities, salvo accordi bilaterali specifici fra le parti, sono trattate in Dollari USA, a prescindere dalle monete nazionali degli operatori coinvolti, e che quindi il valore della moneta in rapporto all'Euro, incide notevolmente sul valore della merce scambiata.

Ma eccoci al dunque, il mio punto di vista sulla questione:
molti ritengono che una riduzione del valore dell'Euro nei confronti del Dollaro, sarebbe auspicabile, in quanto avvantaggerebbe noi produttori locali, rendendo meno convenienti le importazioni extraeuropee. In tal senso la recente riduzione del valore dell'Euro, che è arrivato venerdì a quotare circa 1.23 sul Dollaro USA, viene spesso considerata come un possibile elemento scatenante un prossimo aumento del valore del nostro grano.
Sebbene il ragionamento precedente trovi fondatezza nelle più intuitive leggi economiche, ed anche io in passato lo trovassi perfettamente logico, l'asettica osservazione dei corsi del cambio euro/dollaro e delle quotazioni del grano tenero e duro in Italia mi ha costretto a rivoluzionare le mie precedenti certezze.
Di seguito troverete un grafico che ho realizzato (per avere un immediata visione della questione) sulla base delle quotazioni del grano tenero e duro buono mercantile, rilevato sulla Piazza di Roma, dove tutte le quotazioni settimanali degli ultimi 5 anni sono riportate, salvo le date non quotate. Qui la fonte accessibile a tutti.
I dati del cambio Euro/dollaro sono invece tratti dal grafico linkato del cambio (pigiate su yahoo finanza) degli ultimi 5 anni. I dati inseriti nel grafico del cambio non sono quelli settimanali, ma con cadenza più rada (per motivi di tempo e per semplificare). Così la linea che osserverete, nel grafico sotto, è una media mobile delle quotazioni rappresentative del periodo e non riporta pedissequamente l'andamento del cambio, generalmente più isterico e bizzoso nel breve periodo di quello del grano in Italia (ma lo trovate integrale sul precedente link yahoo e vedrete che si ricalcano nell'andamento generale).
Esaurite le spiegazioni dovute, sulle modalità con cui ho proceduto, osservando il grafico si osserva chiaramente una correlazione tra gli andamenti delle quotazioni del grano tenero (linea rossa), duro (linea blu) e cambio euro/dollaro (linea nera). In pratica ogni qual volta si è assistito ad un aumento del prezzo del grano, nel medio periodo, ciò è avvenuto sempre in presenza di un valore dell'Euro in crescita rispetto al dollaro. Nel mitico 2007/2008 ad esempio, quando vi fu il boom del grano ciò avvenne esattamente in contemporanea con il rafforzamento della nostra moneta che arrivò a 1,60. La successiva caduta delle quotazioni del grano fu guarda caso seguita da quella dell'Euro (sebbene non perfettamente sincrona e con uno scarto di circa 2 mesi tra i due eventi come faceva notare Walter, ma avvenne e con intensità proporzionale). Successivamente, se vogliamo escludere il 2009, quando la correlazione si manifestò certamente in maniera più attenuata, nel senso che ad un aumento dell'Euro il grano ebbe una reazione minima e men che proporzionale del grano, tuttavia a metà del 2010 nuovamente il rafforzamento del dollaro si manifestò in contemporanea con un sostenuto aumento del grano (sceso nel frattempo a prezzi infimi).

Certamente quindi da quanto si è osservato si può affermare che nei precedenti 5 anni un aumento stabile delle quotazioni del grano (nel medio periodo) è sempre stato accompagnato da un aumento dell'Euro. Ed all'inverso una riduzione    sostenuta delle quotazioni delle granelle è sempre avvenuta in presenza della nostra moneta debole e dollaro forte (nello scarto temporale fra i due eventi, di pochi mesi, quando non perfettamente sincroni).
In soldoni non ho mai assistito ad un aumento di medio periodo delle quotazioni di grano in presenza di un Euro debole. E' avvenuto sempre e puntualmente il contrario. Certo con intensità diverse, in relazione a produzioni e  consumi del grano, oltre a decine di altri fattori; ma una correlazione di fondo, tra cambio e grano (ma in generale commodities) esiste, eccome!

In più, leggo spesso che se il cambio Euro/dollaro andasse ad 1 a 1, allora si, avremmo ripercussioni positive sul grano locale. Sebbene ciò sia senz'altro possibile, faccio però fatica a ritenerlo probabile, a meno che non avvenga qualcosa di veramente eclatante nell'Unione Europea, sia perché alla luce dell'andamento osservato sopra appare improbabile, sia perché questo evento, e con rapporti di cambio anche inferiori ad 1 a 1, già si manifestò continuativamente nel periodo tra il 2000 ed il 2003 con un picco storico di circa 0.84 Euro per Dollaro.
Ebbene in quello stesso periodo il duro buono mercantile alla piazza di Roma fu quotato tra i 12 ed i 19 €/q.
Con tutto ciò cosa voglio dire? Semplicemente che il calo pronunciato dell'Euro manifestatosi negli ultimi giorni (se verrà confermato stabilmente nel prossimo periodo) non preannuncia, a mio modesto avviso, nulla di buono per il nostro mercato del grano.

Mi fermo all'esposizione dei freddi numeri, tralasciando volutamente gli aspetti che determinano tali movimenti economici-finanziari, molti dei quali peraltro già sono stati accennati nei commenti del precedente post, da alcuni ottimi lettori del blog.


P.S.: Non pensiate che questo post sia dettato da una sorta di sostegno propagandistico all'Euro. 
Io anzi ritengo che l'Euro sia un amplificatore dei problemi economici italiani, del quale ci dovremmo disfare al più presto. Tuttavia come produttore di grano e come osservatore dei mercati non posso fare a meno di prendere atto di ciò che è, almeno sinora, avvenuto.

Aggiornamento di Walter che mi ha inviato il grafico realizzato da lui (la linea rossa rappresenta il grano tenero buono mercantile quotato a Roma):













Il mio commento sul grafico di Walter:
non mi pare che contraddica né il mio grafico né quanto già ho affermato. Ovvero mai si assiste ad un aumento del grano in corrispondenza di un calo dell'Euro. 
La leggera asincronia negli andamenti è dovuta al fatto che il cambio Euro-Dollaro è determinato da milioni di scambi che vengono registrati ogni giorno nelle borse di tutto il Mondo. Al contrario la rilevazione delle Camere di Commercio è legata ad un mercato fisico con pochi scambi spesso non registrati e rilevazioni settimanali a campione, dunque è molto meno reattivo, con periodi nei quali il prezzo spesso non cambia proprio per la scarsità delle contrattazioni. Tutto è affidato ad oscuri funzionari pubblici che pubblicano dati senza alcuna controllo esterno. Difficilmente si muoverà alla stessa velocità del mercato. 
Non so neanche se la piazza di Roma sul grano tenero possa essere considerata rappresentativa peraltro del mercato italiano. Né sono un esperto del tenero.

Sul grano duro, che è quello che seguo e sul quale posso confermare che le quotazioni di Roma sono sostanzialmente autentiche, mi pare che l'andamento correlato sia netto.

Non capisco bene quale sia il tuo punto di vista sulla questione, in ogni caso mi pare che sconfessi la tua tesi originaria, ovvero che un indebolimento dell'Euro determinerebbe un aumento del grano in Italia.

Nuovo aggiornamento di Walter:



13 commenti:

  1. ATTENZIONE.. vorrei ricordare come gia evidenziato in precedenza, che notizia fresca fresca, il barile sul nymex ha toccato quota 81,72 dollari/barile livello piu baso da ottobre 2011. Cio sta influenzando anche l andamento economico- congiunturale delle materie prime. Ma il colmo qual' è? i prezzi continuano a scendere in questa congiuntura, ma il prezzo della benzina e del gasolio(anche agricolo) restano alti, anzi tendenti all aumento con i balzelli introdotti dal nostro caro governo.

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  2. Articolo molto interessante e comprensibile, il grafico postato da Granduro, ahimè, sembra parlare molto chiaro.

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  3. Granduro ti ho inviato una mail con un mio grafico, ricontrolla e se ti và pubblicalo così ne parliamo!

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  4. Già Anonimo (ma perchè non ti firmi in qualche modo?), avrei anche potuto inserire l'andamento del barile di petrolio nel grafico e molto probabilmente sarebbe stato molto coincidente a quello del cambio Euro/Dollaro.

    Per mantenermi sul pratico comunque, la settimana scorsa ho preso del gasolio agricolo a 0,955 compreso IVA. Qualcosa è sceso rispetto ai massimi, ma mi sarei aspettato meglio, anche se va tenuto conto dell'effetto cambio che ne attutisce il crollo (oltre naturalmente alle accise).

    Grazie per l'apprezzamento Neofita, naturalmente si tratta di una traccia su cui riflettere, la situazione economica generale è incredibilmente articolata ed instabile. Per certi versi siamo in "Terra incognita".

    In Sicilia intanto, secondo le rilevazioni ISMEA, sia sulle piazze di Catania che Palermo, nelle ultime due settimane il prezzo del duro è sceso di circa mezzo Euro/quintale.

    http://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/405

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  5. grazie Granduro, se vediamo il grafico, risulta proporzionale per il primo periodo fino a marzo 2008, da li poi, il dollaro ha continuato a svalutarsi, arrivando a 1,60, mentre il grano ha preso la direzione opposta e parliamo di un lasso di tempo di 3 mesi, non una settimana, poi ha recuperato il dollaro, in questo caso sembra il frumento a fare il prezzo del dollaro!!!! poi per tutto il 2009 ed inizio 2010, il frumento è rimasto invariato, mentre il dollaro è risalito a 1,5 e poi sceso a 1,2, quindi nel periodo non c'è stata nessuna influenza. Da metà 2010 sono ripartiti entrambi verso l'alto, ma con periodi, sempre trimestrali, di controtendenza, da settembre 2010 a gennaio 2011 il grano cresceva il dollaro scendeva, gennaio 2011 marzo 2011, il dollaro sale, grano stazionario, marzo 2011 a settembre 2011 dollaro stazionario, grano giù!!
    Adesso ci sarebbe un'altro grafico che sto preparando, produzione e consumi!
    Giugno 2008 a marzo 2009 produzione scarsa, superata dai consumi, grano in salita!
    Marzo 2009, le prime stime per il raccolto 2009 super favorevoli, grano giù! da giugno 2009 a giugno 2010 record di raccolto, con conseguente calo! annata 2010-2011 non come la precedente per produzione e con aumento dei consumi, grano su! annata 2011-2012 con pareggio fra consumi-produzione, grano stazionario, stime per il 2012-2013 consumi superiori alla produzione, perchè dovrebbe scendere ora????

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  6. O spagliato nuovamente le date!!!
    Adesso ci sarebbe un'altro grafico che sto preparando, produzione e consumi!
    Giugno 2007 a marzo 2008 produzione scarsa, superata dai consumi, grano in salita!
    Marzo 2008, le prime stime per il raccolto 2008 super favorevoli, grano giù! da giugno 2008 a giugno 2009 record di raccolto, con conseguente calo! annata 2009-2010 buone produzioni, grano stazionario, annata 2010-2011 non come la precedente per produzione e con aumento dei consumi, grano su! annata 2011-2012 con pareggio fra consumi-produzione, grano stazionario, stime per il 2012-2013 consumi superiori alla produzione, perchè dovrebbe scendere ora????

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  7. Salve articolo molto interessante ed apprezzabile. Passando a fatti pratici, e che poco c entrano con l articolo dalle mie parti(alta puglia a confine col molise)i cerealicoltori sono in "preda al panico" e la maggior parte di essi hanno intenzione di vendere tutto a raccolto; tutto cio alla luce della dinamica economica a dir poco preoccupante. Per quanto mi riguarda penso che non venderò il mio modesto quantitativo(450qli circa prevedo) a raccolto, ma certo non ho prospettive rosee, e quest anno al di la dei pronostici e della teorie di mercato inerenti domanda-offerta, produzione-consumo, il risultato finale riflesso in termini di prezzo sarà condizionato moltissimo dai fattori economici che risulteranno prevalenti nella dinamica di mercato, a mio avviso.

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  8. E' troppo difficile legare solo al cambio euro-dollaro il prezzo del grano. Sicuramente è una variabile assai influente se la variazione si protrae a lungo nel tempo. Se considerate che il grano consegna Novembre è già stato acquistato ed in Italia stiamo mietendo, l'attuale deprezzamento potrebbe essere ininfluente nel breve periodo. Se dovesse perdurare il deprezzamento, a parità di quotazione è un vantaggio. Se il grano canadese scende per la difficoltà a vendere, scenderà anche il nostro. Se il canadese,messicano o turco restano invariati come quotazione potrebbe salire nel medio periodo.
    Ad altamura intanto il canadese scende, le borse italiane scendono, quindi c'è poca richiesta ed i mulini attendono i dati interni.

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  9. Walter
    Per come la vedo io, come scrissi nel primo commento sull'argomento.
    Il rafforzamento del dollaro danneggia le quotazioni del grano in questa situazione economica. E ne rimango convinto. Potrà anche salire la quotazione del grano per altri fattori, ma certo il cambio non aiuta.

    E spiego perché:
    L'aumento del dollaro vuol dire semplicemente recessione economica mondiale, in questa fase storica (il rischio secondo gli ultimi dati macroeconomici è molto elevato). Ed in recessione chi ha i soldi (o li rischia) per fare aumentare il prezzo delle commodities? Pochi temo.
    La famosa speculazione finanziaria ha un ruolo anche nell'aumento delle quotazioni, se non fosse chiaro. Anzi gli aumenti vertiginosi sono proprio dovuti ad essa, come anche i cali repentini. Al momento la finanza, e con queste prospettive, ha poco da stare allegra, se segui le borse Mondiali.

    In recessione inoltre si consuma meno, i paesi poveri tagliano materialmente le razioni, i ricchi occidentali consumano meno (magari semplicemente sprecando un pò meno).

    Ho pubblicato il tuo grafico, secondo me dovresti riportare le fonti.
    Posto che credo a queste previsioni come all'esistenza di Babbo Natale, mi sembra che coincidano con i dati delll'IGC, ma dovresti citare anche le scorte, però!
    La stessa IGC le vede prossime ai massimi storici il prossimo anno.
    Sarebbe la prima volta che il prezzo di una merce cresce quando le scorte sono ai massimi storici.
    Insomma cambio sfavorevole, scorte ai massimi, uhm...ma perché dovrebbe salire la quotazione del grano? Mah!

    http://www.igc.int/en/grainsupdate/sd.aspx?crop=Wheat

    Comunque tornando al duro, che è l'unica commodities che mi interessa veramente, il futuro dipenderà dalla prossima produzione Nord-Americana e dalla eventuale recessione economica.
    Al momento sono moderatamente pessimista almeno sino a fine luglio, poi si vede.

    Ma tu sei un agricoltore?

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    1. Purtroppo sono agricoltore, sto anche best... perchè qualche ora fà un temporale mi ha totalmente allettato 7 ha di tirex che avevo messo per prova e così non posso fare il confronto con l'iride che uso da molto!!

      Ritornando ai grafici! è vero che le scorte iniziali dovrebbero salire a 202 mlt, comunque ho letto un altro articolo che le stima al ribasso di ulteriori 5-6 mlt per un aumento di consumi, negli ultimi mesi, nell'alimentazione animale, ora non lo ritrovo!!
      Partendo dalla stagione 2007-2008 produzioni scarse inferiori hai consumi, prezzo grano in salita! 2008-2009 produzione 686 mlt, consumi 644 mlt prezzo in discesa, 2009-2010 produzione 679 mlt consumi 652 mlt prezzo stazionario anche se il dollaro si indeboliva! 2010-2011 produzione 653 mlt ma i consumi, 657 mlt, superano di 4 mlt l'offerta e il grano torna a salire.
      2011-2012 produzione 695 mlt consumi 688 mlt prezzo del grano con leggere oscillazioni, quasi stazionario e il dollaro si è rafforzato molto!! le stime per il 2012-2013 sono di 671 mlt per quanto riguarda la produzione e 681 mlt i consumi, 10 mlt superiori all'offerta! Ora facendo dei confronti tra il rapporto euro/doll e domanda/offerta mi sembra che il prezzo del grano sia fatto dalla domanda e dall'offerta.
      Che dire, dai numeri sembrerebbe così, però purtroppo non siamo noi a dettare le regole, possiamo solo stare alla finestra a guardare cosa succede, personalmente spero che non sia valida la tua teoria, altrimenti ritorniamo nella mer...!!

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    2. Walter,permettimi un appunto-Il grafico di granoduro è giusto,poichè i contratti internazionali vengono stipulati in dollari,ora se ad una commoditis diamo valore 100 fissando il cambio valutario,ogni volta che si deprezza il dollaro essa viene fatta crescere di valore fino a quando non si riequilibria il valore 100-questo meccanismo ,a mio avviso oggi è gravato dal fatto che l euro non è ritenuta più una moneta fissa europea,a causa del problema europeo-potrebbe accadere di tutto,ma la cosa peggiore e che si crei una europa a 2 stadi-una con paesi che hanno ancora l euro e una dove ognuno và da sè-la cosa più sensata sarebbe l euro come valuta finanziaria(ricordate l ecu?)e poi ogni paese tornasse alla propria moneta con i dovuti accorgimenti,ma la prima opzione è quella che piace ai forti-Germania -Francia-e allora sarebbe un caos-

      premesso cio,possiamo dire che l euro non gode più della fiducia dei mercati,non lo vuole nessuno,soprattutto noi europei,allora non ha più forza per stabile un rapporto di cambio sul quale stipulare contratti-fino ad oggi il rapporto di cambio nominale era 1.25$=1E,questo rapporto non cè più,ed è questo che mi spinge a pensare che per i nostri aquirenti andare fuori europa cominci a diventare costoso e oneroso.
      Naturalmente la quotazione di una commoditis risente anche di quegli elementi base dei fondamentali reali,come domanda- offerta-produzione,ma non sempre sono determinanti,almenoche non si verifichino stravolgimenti biblici,di come viene fissato il prezzo del petrolio ne è l esempio,totalmente distaccato dai fondamentali reali-

      poi ebbene che noi produttori cominciassimo a tracciare una linea,quando essa viene passata,non bisogna coltivare e basta,per come la vedo io attualmente,sotto i 25E bisogna fermarsi-

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  10. il prezzo di una commoditis è dato da tanti fattori,compreso il cambio -I primi anni dell euro ebbene sottolineare che l euro veniva dalla lira,e il cambio tendeva a rispecchiare le vecchie quotazioni in lira-£ 35000=E17-19,nel 2005 si hanno le prime avvisalie della crisi,gli USA sono in affanno,la zona euro sembra più solida,l euro potrebbe sostituire il dollaro,la cina potrebbe superare gli usa sotto il profilo economico,l euro vola,la cina aquista debito usa,l economia globale sale,grazie ai paesi emergenti,la finanza usa sa di essere in rosso,allora specula sulle commoditis,nel 2007 schizzano in alto le loro quotazioni,il petrolio 150$ l euro si rafforza 1.50 sul $ la speculazione crea le condizioni per influenzare il mercato,le economie emergenti rischiano di far finire il petrolio,nuovi consumatori sullo scenario mondiale,si vocifera,si scrive sui quotidiani,abbiamo appena 7 mesi di scorte di cereali, si accende il fenomeno biocarburanti,in messico scarseggia il granturco,si minaccia la rivoluzione,si riconvertono le semine primaverili, il duro a marzo 2008 E50,lo scarso raccolto del 2007 (forse..poichè io non nè sono tanto convinto)facilità la speculazione,vendo con rapporto a 150,tengo gli euro in cassetta per 10-30 giorni e riacquisto dollari con il rapporto a 1.60,questo è il vero guadambio per un trader,(non mi riferisco solo al duro)scoppia la crisi vera e propria,la fed stampa dollari a iosa,l economia si arresta il petrolio crolla fino a 38$il barile,Bush fa l unica cosa buona della sua vita,lascia fallire la limhan,tutti si spaventano.Crollano le commoditis,con l intento di far ripartire l economia reale,arriva Obama,e tutto ricomincia,solito giochino con il cambio valutario e speculazioni finanziarie.
    A oggi l euro non è più una moneta riserva,anzi,l europa rischia il tracollo,la cina manifesta qualche problema economico,il dollaro torna riserva incontrastata,perfino i piccoli risparmiatori oggi cambiano 5-10.000E in dollari per evitare di perderli-
    In questo scenario per i nostri aquirenti andare fuori europa non è facile,presentarsi con l euro equivale avere le pezze al culo,allora devi avere un fondo di garanzia,cioè dollari in conti svizzeri ,per esempio,e questo non è facile, allora meglio approdigionarsi in europa-Svenderanno i canadesi?allora le prossime semine diminuiranno-si svendera in italia?be allora le prossime semine,tenendo presente anche del fatto che per avere l art-68 si dovrà comprare seme cartellinato,andranno a farsi
    benedire, e i nostri aquirenti saranno di nuovo dipendenti dall estero-
    l euro ha una storia troppo giovane e travagliata,in poco tempo sta vivendo 2 epoche totalmente diverse tra di loro,ed è proprio questo che vi invito a focalizzare,è passato da gigante a nano,in poco tempo,i rapporti di forza sono cambiati,ed è solo questo che mi spinge a credere che il grafico di granduro si possa capovolgere.
    per quanto mi riguarda,se và sotto i 25E,in assenza di contratti di filiera ad almeno 30E,chi vuole mangiare ebbene che si provveda,.
    Se il prezzo alla raccolta è buono,tanto io raccolgo dopo il voto greco,se la situazione europea dovesse peggiorare io vendo e cambio gli euro in dollari,e tanti saluti.

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  11. COLGO l occasione per evidenziare che sul listino di bari i listini rispecchiano quest andamento piatto o tendenzialmente al ribasso. OGGI stabile il fino rispetto alla precedente rilevazione. Saluti

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