venerdì 29 giugno 2012

Focus Grano Duro USA

Molte notizie stanno giungendo dagli USA, tanto che non è semplice metterle in fila. In generale il grano come già abbiamo assistito da qualche giorno fa, sta aumentando le proprie quotazioni con una certa veemenza, sulla scorta di eventi climatici calamitosi sparsi per il Mondo.
Le quotazioni del grano di Chicago in questo momento sono a circa 7,5$/bushel, tuttavia, attenzione: si tratta di "tenero". Fatto insolito, ma negli USA al momento il "tenero" spicca un prezzo maggiore del duro.
Quest'ultimo infatti, sebbene qualcuno dei commentatori del blog potrà nutrire dubbi, gode di ottime prospettive produttive in Nord-America (sia Canada che USA). Così la quotazione del duro in dollari stenta ad aumentare ed a riallinearsi al tenero (evento che per varie ragioni nel medio periodo però dovrebbe avvenire, sempre che il tenero nel frattempo non ritracci).
Nel dettaglio comunque il duro è aumentato di qualche cent, dopo un lungo e prolungato periodo di stasi intorno ai 6.85 $/bushel, è schizzato verso i 7,1 $/bushel in seguito al ben più corposo aumento del tenero che in pochi giorni è passato da circa 6 a 7,5 $/bushel. Se pigiate sul primo grafico sotto avrete una immagine chiara del trend del "durum wheat" negli USA. Per completezza ricordo che per il duro ci si riferisce a prezzi spot sul mercato fisico. Mentre i valori del tenero che trovate nel secondo grafico ( e che vengono riportati in tutti i siti economici) sono prezzi di contratti future con consegna a scadenza dell'opzione. Quindi le due quotazioni non sono perfettamente confrontabili.














future wheat consegna settembre













A proposito delle buone prospettive produttive nord-americane, direi che dopo aver trattato il Canada nel precedente post (le ultime stime in Canada danno il duro a 4.7 mio di acri), il vero scossone al mercato del duro potrebbero darlo gli USA con la prossima raccolta di fine estate.
E vediamo perché:
1) Le superfici USA seminate a duro passano dai 1.37 mio di acri del 2011, ai 2.29 mio di acri secondo le ultime stime.
2) La produzione prevista passerebbe da 0.9 mio di t del 2011 ai 2.3 mio di t del 2012, secondo una previsione di StatsCan del 14/06/2012.
3) Qualche giorno fa è uscito un rapporto sullo stato delle colture in N.Dakota (lo Stato nel quale si concentra la produzione USA di duro). Condizioni molto favorevoli. IL 95% del grano duro è già in fase di levata, contro il 10% dell'anno precedente ed il 41% della media. 
Addirittura il 79% si troverebbe già in fase di botticella (l'anno passato soltanto l'1% alla stessa data)!!!
A questo ritmo a fine agosto la trebbiatura sarà terminata, mettendo al riparo i raccolti dai rigori climatici di fine estate (siamo molto a Nord, da quelle parti).

Nelle zone desertiche del Sud degli USA (California e dell'Arizona) intanto, la trebbiatura procede prossima alla conclusione. Anche lì produzioni in aumento rispetto all'annata precedente. Circa 25 milioni di bushel contro i 21 milioni del 2011.

Di seguito vi riassumo una lunga analisi sul duro di addetti Statunitensi:
Ottime rese sembrano oramai probabili, l'unico punto relativamente dubbio rimane l'effettiva entità della superficie a duro primaverile seminato nel N.Dakota, in quanto alla semina, il prezzo del tenero, dell'orzo come della colza, era molto allettante e molti farmer potrebbero averlo preferito al tradizionale duro (ultime stime USDA confermerebbero i 2.2 mio di acri).
Gli Stati Uniti hanno chiuso l'anno con le scorte inferiori a 14 milioni di bushel. Rispetto al giugno 2011, è quasi un taglio del 60 %, quando le scorte erano circa 35 mio di bushel.
Nel lungo periodo, i prezzi dovrebbero aumentare. Anche se questo non è ancora accaduto, ed i prezzi continuano a galleggiare nel range di $ 6.75-7.
I produttori hanno grandi aspettative per i prezzi, d'altro canto gli acquirenti sono ancora in attesa di prezzi più bassi.
Alcuni acquirenti sono convinti che i prezzi scenderanno a circa $ 6/bushel pagati al produttore.
Anche se il duro non si sta muovendo come gli altri mercati, se si manifesta un problema climatico significativo  nel "Corn Belt" ed un rally nel mercato del mais o del grano, il duro sarà costretto a seguirli.
Al momento, per come si presenta la coltura, non sembrano esserci le condizioni per un sostegno al mercato, probabili prezzi stabili. 

Sotto un video sulla trebbiatura del grano duro a Yuma in Arizona. Si tratta di una coltivazione autunno-vernina in un ambiente desertico. Per loro fortuna il fiume Colorado gli consente di fare questo.
In California viaggiamo su rese di circa 80 q/ha.



Infine carrellata di quotazioni ufficiali del duro apparentemente stabili, dopo il calo di inizio trebbiatura:

Bologna
Francia
Foggia

Prezzo grano duro Sicilia
Ismea Palermo
Ismea Catania

Prospettive del duro? A mio avviso dipendono dal mercato generale del grano (tenero) e dall'andamento generale dell'economia mondiale. Stamane dopo l'accordo UE che dovrebbe iniettare liquidità nel sistema, tutte le Borse azionarie e le commodities salgono insieme appassionatamente, ma sarà vera gloria?


14 commenti:

  1. gino agricoltore pugliese29 giugno 2012 12:37

    appena un mese fa si parlava di ottime condizioni sullo stato dei seminativi nel mondo dalla russia alle americhe oggi la situazione si è ribaltata sembrerebbe che la popolazione del mondo rischia una carestia. Ribadisco ancora una volta specie per quanto riguarda il duro, a tutt'oggi tutto tace nessuno nel mondo ne parla, i seminati godono di ottima salute il raccolto sarà abbondante il prezzo non subirà scossoni. Allora io azzardo una previsione con dei dati fantascentifici:
    1) le superfici coltivate a duro sono molto inferiori a quello che si è dichiarato finora.
    2)le condizioni vegetative di quello che si dovrà ancora trebbiare non sono buone (IN francia tutto tace eppure siamo prossimi al raccolto 2ml. di t. è la rosea previsione.
    3)e vuoi vedere che in Italia non si è raggiunto quota 4 ml. di t.
    Quest'anno il prezzo del duro aumenterà sensibilmente,

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  2. A detta di molti invece il rialzo del grano nelle piazze americane è dovuto piu che altro alla siccita che sta colpendo il mais nelle regioni centrali e orientali del corn belt, e tale situazione si riflette specularmente anche sui prezzi del grano. Li le piogge sono arrivate, ma hanno apportato ben pochi benefici alla coltura. Poi in generale da qui ad un mese puo succedere di tutto; specie dal punto di vista metereologico che anche in quelle zone è alquanto "variabile"

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  3. La Francia non tace in realtà.

    Lo stato del grano duro appare nettamente migliore a quello dell'anno passato.

    Pour le blé dur, les conditions de culture sont stables à 57 % pour la somme des classes « bonnes » et « très bonnes » (35 % en 2011).

    http://www.lafranceagricole.fr/actualite-agricole/cereales-conditions-de-culture-globalement-stables-franceagrimer-58996.html

    e la quotazione francese del blé dur ha perso 1/2 €/q negli ultimi giorni.

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    1. granduro, ho la sensazione che tu faccia parte dell'altra categoria e non degli agricoltori! a me non risulta che il duro francese sia sceso, al contrario, negli ultimi 10 giorni ha guadagnato 2 euro/q!

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    2. Io riporto sempre le fonti (si trovano nella colonna a destra del blog), nella colonna quotazioni:

      http://www.terre-net.fr/cours_marches_agricoles/cotations.html

      se segui il link e pigi blé dur, troverai un bel grafico delle quotazioni del duro, che evidenziano il calo.

      Se non ti sta bene che si pubblichino le notizie vere, e non quelle che ti fanno comodo, ti invito a smettere di seguire il blog.

      La prossima notizia clamorosa, infondata e non supportata da fonti(il grano duro francese ha guadagnato 2 €/q, per intenderci) che diffonderai attraverso il mio blog sarà prontamente censurata.

      Regolati...

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    3. ammetto che ho scambiato il duro con il tenero, quest'ultimo ha preso 2 euro, ma non è vero che il duro ha perso 2 euro, tutto il mese di giugno è rimasto stazionario, +/- 50 centesimi.

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    4. ho scritto 1/2 €/q, cioè mezzo euro al quintale. Non 2 € come tu mi attribuisci con perseverante atteggiamento diffamatorio.
      Prima di lanciare accuse meglio essere all'altezza di capire ciò che si legge, non trovi?
      Anche nel post, avevo linkato alla fine la quotazione francese.

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  4. quello che non capisco è perchè spingi tanto, gli agricoltori, a far chiudere i conti ora, quando non si prevede un rischio di crollo del prezzo del duro!!!

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  5. Io non spingo nessuno a fare nulla. Io cerco di rappresentare la realtà che avverto, in primis per me stesso. Ma non è affatto detto che io abbia ragione. L'anno passato per esempio, ero convintissimo che il prezzo alla trebbiatura sarebbe aumentato e lo scrissi.
    Non fu così, ma nessuno dei lettori mi ha mai accusato di averli mal influenzati, perchè riconobbero che agivo in buona fede, riportando sempre fonti attendibili.
    Devo dire che da allora ho affinato molto le fonti che reputo autorevoli da quelle che vendono fumo, oltre che la mia conoscenza del mercato è molto più approfondita.
    Ho azzeccato esattamente (e con buona dose di fortuna) l'andamento del mercato sinora. E ci sono tutti i post ed i commenti datati nel quale esprimo le mie considerazioni che si sono verificate. Ma ciò non vuol dire che non possa tornare a sbagliare. Anzi è statisticamente più probabile.
    Ma qualsiasi lettore maturo lo sa, i mercati sono imperscrutabili. Nessuno può mai dire di averli capiti a fondo.

    Mai scritto di chiudere i conti ora (in Sicilia poi sarebbe assurdo visto il prezzo ancora più basso), personalmente io penso di liquidarne un 25-30% a breve. Poi si vede.

    Chiunque è libero di manifestare le proprie opinioni sul blog anche sulla base di motivazioni irrazionali (anche quelle fanno mercato), basta che non si diffondano dati su prezzo o produzione fasulli.

    La prossima volta che non comprendi qualche mio scritto, cortesemente, prima di partire lancia in resta accusandomi di far parte della congiura dei commercianti, faresti meglio a chiedermi delucidazioni se vuoi collaborare attivamente alla vita del blog.

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  6. Tutti sanno che al raccolto un 20/30% del prodotto verra alienato,ci sono i costi per i mezzi tecnici da saldare-poi ci sono i contratti di filiera,che per un certo periodo tengono il prodoto disponibile ad un prezzo predefinito-alcuni grossi trasformatori(B.) stanno aquistando grano in quantità predefinite con quotazioni al di sopra delle quotazioni nazionali-io stesso ho conferito una parte del mio prodotto a E28-offerta valida per 15000qt,taglio minimo 1000qt-almeno dal mio conferitore.
    tutto mi fà pensare che siano in attesa di dati piu sicuri dal Canada,si stanno attrezzando per arrivare a ottobre,qualora dal canada arivassero dati rassicuranti sui volumi produttivi,butteranno giu i prezzi-poi se dovesse avvenire il contrario tanto meglio-
    PS-ad oggi non cè parte d italia dove non si racconti di quanto eccezzionale sia questa annata-

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  7. Iniziata trebbiatura nelle marche. rese medie:40q/ha, rese della mia zona(confine con l Abruzzo) 55Q/ha. prezzi intorno ai 24euro. Molti vendono a raccolto per necessità di denaro. Confermo l eccezionalita dell annata, ed almeno in queste zone, erano anni che non si registravano queste rese. Per quanto ne sappia uno stoccatore ma anche altri hanno consigliato di vendere il 50%del raccolto subito e di tenere l altra metà per settembre- ottobre, in attesa di successivi sviluppi

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  8. Giuseppe agicoltore foggia30 giugno 2012 19:39

    fonte:ilpuntocoldiretti.it


    Grano, riviste al ribasso le stime produttive a livello mondiale


    Riviste al ribasso le stime sulla produzione mondiale di cereali. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha diffuso un rapporto sulla produzione 2012-2013 secondo il quale il raccolto ammonterà a 672,06 milioni di tonnellate di grano, contro le 677,56 attese a maggio, appena un mese fa.

    Un risultato dovuto principalmente alla situazione in Russia dove, per effetto della siccità primaverile e del gelo invernale, mancheranno all’appello circa 3 milioni di tonnellate. Un altro milione di tonnellate in meno a testa verrà da Unione Europea e Turchia. Ma in leggero ribasso è anche la produzione di frumento statunitense. Se le stime dovessero essere confermate, a livello mondiale si avrebbe un calo produttivo del 3,2 per cento rispetto alla campagna precedente, dove furono raccolte 694,17 milioni di tonnellate.

    Aumenta, invece, la produzione totale di cereali. A livello mondiale si stimano 2.370,17 milioni di tonnellate, il 3 per cento in più rispetto al 2011-2012. Un risultato che è il frutto del balzo in avanti registrato dai cereali foraggeri (mais, orzo, sorgo, avena, ecc.), che passano dalle 1.096,61 tonnellate dello scorso anno alle 1.231,60 stimate oggi, con un aumento del 12 per cento. Cresce anche la produzione di riso, che sale a 466,51 milioni di tonnellate, il 4 per cento in più al confronto con l’ultimo raccolto.

    Ora si inizia con il balletto delle cifre.....

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  9. gino agricoltore pugliese2 luglio 2012 20:52

    Scusate se con il mio intervento ho innescato una sorta di guerra, ma io ho espresso solo delle sensazioni

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    Risposte
    1. Gino, il tuo intervento era assolutamente nello spirito del blog. Non hai nulla di cui scusarti.
      Ciao

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