mercoledì 10 aprile 2013

Stranezze sicule ...tanto biologico per nulla...

Qualche giorno fa è uscito un rapporto ISPRA secondo il quale la metà delle acque superficiali e sotterranee italiane sarebbe inquinata. Ed ovviamente il colpevole sarebbe l'agricoltura, soprattutto quella poco di moda che ricorre ai famigerati pesticidi, per intenderci.



All'interno del rapporto mi ha incuriosito una tabella che riportava i volumi di fitofarmaci venduti per ciascuna Regione Italiana. Ed ohibò la Sicilia si trovava in seconda posizione in classifica, con un consumo medio di ben 9.7 Kg/ettaro di principi attivi venduti, seconda soltanto al superintensivo e padano Veneto (vedi tabella proveniente da rapporto ISPRA). 
Un consumo molto elevato in Sicilia di fitofarmaci, che non mi sarei aspettato, tanto più che ben il 16.5 % della Superficie Agricola regionale siciliana è dedicata al biologico. 
La Sicilia infatti, come ben illustra il Rapporto di FederBio 2011, si trova di gran lunga in cima alle Regioni Italiane per superfici agricole a biologico con ben 206.546 ettari nel 2009, distaccando di molte migliaia di ettari gli altri territori italici. I veneti per esempio che detengono il record per consumo di fitofarmaci, hanno, di contro, una superficie regionale a biologico molto bassa (appena 15.000 ha).


In Sicilia invece a fronte di una superficie agricola regionale a biologico molto elevata che dovrebbe escludere l'uso dei "pesticidi", vi sarebbe un consumo, medio di fitofarmaci, elevatissimo. Strano!
Tanto che secondo il rapporto ISPRA i campioni di acque superficiali e sotterranee siciliane conterrebbero residui di principi attivi ampiamente sopra la media nazionale!


Ma i benefici ambientali del biologico in Sicilia quali sono? Mi sarei aspettato un riflesso positivo di tali pratiche agricole sull'ambiente siciliano. Oppure si tratta di puro marketing, o peggio ancora, furbesco assistenzialismo senza alcun controllo?
Certamente la spesa pubblica per il biologico in Sicilia dilaga. Dal Rapporto FederBio 2012 estraggo la seguente tabella. In pratica più di 1/4 della spesa pubblica italiana per il biologico è destinata alla Sicilia.

Tutto nella norma sicula, spesa pubblica al top, benefici ambientali scarsi, benefici economici ancora più scarsi...non esiste un solo dato ufficiale sull'impatto del comparto biologico sul PIL agricolo siciliano. Insomma quanta vile moneta produce il settore biologico, a fronte di un investimento pubblico, a dir poco, smodato? 

Nel nostro settore durogranicolo, meglio stendere un velo pietoso, il grano duro biologico siciliano, pur molto esteso in termini di superficie (35.000-40.000 ettari), non risulta avere un mercato ufficiale, tanto che sembrerebbe non esistere un luogo certificato per lo stoccaggio del biologico in tutta l'Isola.

Sicuri che continuare a finanziare il biologico in questo modo, in Sicilia, sia una scelta lungimirante?


P.S.: ma niente paura anche all'estero biologico e pesticidi vanno a braccetto (vedi qui). Quindi se proprio biologico volete mangiare, almeno che sia nazionale.






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