venerdì 12 aprile 2013

Rumors di mercato dalla Francia: in Sicilia qualcosa bolle in pentola!

Incredibile gli analisti di mercato francesi citano la Sicilia nei loro rapporti settimanali sul blè dur, vediamo perchè....





Intanto va premesso che le esportazioni francesi di blé dur sono crollate del 41 % nell'ultimo anno. Ciò peraltro  in coincidenza della nascita della nuova società francese di esportazione Durum Sas che nelle previsioni avrebbe dovuto avere un grande impatto sul mercato globale. Che smacco per i transalpini scalzati da noi siculi, leggete infatti cosa scrivono nel rapporto dell'8 Aprile 2013 (fonte Beltel, dal sito terre-net.fr):
Le marché du blé dur demeure extrêmement calme sur la fin de campagne, lorsque tous les opérateurs sont tournés vers les perspectives 2013. Dans un premier temps, les grands exportateurs à l'instar du Canada et de l'Europe estimaient une hausse de leurs productions de respectivement +2 % et +3.75 %. Toutefois la force et la durée de l'hiver pourraient modifier ce schéma. Les Etats-Unis, eux, annoncent déjà une baisse de la production 2013 en raison de la forte baisse des surfaces semées. Il conviendra donc de patienter plusieurs semaines pour avoir une vision plus claire du marché. Du côté des importateurs, l'Italie aurait prévu de débloquer ses disponibilités siciliennes, et donc retarderait ses besoins d'importations. En Afrique du Nord, les bonnes conditions de cultures devraient donner des productions en hausse. Cependant, cela ne devrait pas bouleverser les importations qui sont de meilleure qualité que le blé dur local.

che nell'italico idioma fa più o meno così:

Mercato del grano duro rimane estremamente tranquillo sul finire della stagione, quando tutti gli operatori sono rivolti alle prospettive nel 2013. Inizialmente, grandi esportatori Canadesi ed Europei stimavano un aumento della loro produzione rispettivamente del 2% e 3,75%. Tuttavia, la forza e la durata della stagione invernale potrebbe cambiare questo schema. Gli Stati Uniti, hanno già annunciato un calo della produzione nel 2013 a causa del forte calo della superficie seminata. Così si dovrà aspettare alcune settimane per avere  una visione più chiara del mercato. Sul fronte degli importatori, l'Italia avrebbe previsto di sbloccare la sua disponibilità siciliana, e quindi ritardare le esigenze di importazione. In Nord Africa, buone condizioni della coltura dovrebbero aumentare le rese locali. Tuttavia, questo non dovrebbe influenzare le importazioni, che sono di migliore qualità rispetto al grano duro locale.

Dunque se fosse vera l'interpretazione francese del mercato del duro in Italia, grosse quantità di grano duro dovrebbe spostarsi ancora dalla Sicilia verso la penisola. Ciò inevitabilmente dovrebbe determinare un aumento dei prezzi nella nostra Isola. 
Ma quanto dicono i francesi deve ancora realizzarsi o di fatto si è già realizzato durante gli ultimi mesi, nei quali il grano duro straniero non ha penetrato il nostro mercato nazionale? Va infatti rilevato, che rispetto agli ultimi due anni, lo spread tra la quotazione del grano siciliano e pugliese si è mantenuto tra i 2 ed i 3 €/q nell'ultimo semestre, cioè, più o meno, il costo per far uscire il prodotto siculo dalla prigione infrastrutturale nella quale si trova. 
Al contrario quando vanno forte le importazioni estere in penisola, lo spread tra pugliese e siciliano raggiunge anche tra i 5 ed i 6 €/q.
Va anche rilevato che se questi volumi di grano devono ancora spostarsi dalla Sicilia, difficilmente a questo punto, si trovano ancora in mano ai produttori.
Ma ragionando in generale, questo forza sul mercato del grano siculo si è già manifestata o deve ancora manifestarsi, dunque? Lo vedremo presto. Nell'attesa direi che le prospettive non sono malaccio. Questo prezzo al momento regge, e nelle prossime settimane chissà che qualche dato (scarso) di semina NordAmericano, non possa rinfocolare il prezzo del duro. Le scorte di duro sono basse nel Mondo, poche semine nelle zone più fredde dell'emisfero Nord in favore del tenero.
L'anno scordo la siccità nel Corn Belt, quest'anno una inaspettata coda fredda dell'inverno in NordAmerica ed Europa Centrale (qui in Sicilia siamo già in estate invece) sta creando un pò di suspence nel mercato dei cereali. Chissà...
Oggi intanto wheat (ed in parte corn) molto tonico a Chicago in un contesto di calo di tutte le altre commodity. 



1 commento:

  1. gino agricoltore pugliese13 aprile 2013 18:35

    le nazioni del sud europa e del nord africa quest'anno forse potranno contare di più.... se il freddo,si allunga ne vedremo delle belle!!!!
    Puglia e Sicilia sono guardate con più rispetto speriamo in una buona maturazione

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