mercoledì 16 maggio 2012

Fermento economico tunisino

Due notizie dalla Tunisia: la prima riguarda il mercato del grano duro, la seconda il più complesso ma frenetico evento che ci sta travolgendo, denominato "globalizzazione".
La prima notizia aggiunge un altra tessera al mosaico del prossimo mercato del grano duro, che abbiamo già provato ad analizzare, qualche giorno fa, nel post"Situazione del grano duro (maggio 2012)- Diamo i numeri!".
In Tunisia, paese rilevante ai fini del mercato del grano duro, soprattutto siculo visto che vi esportiamo almeno qualche decina di migliaia di quintali l'anno, sembra prospettarsi una ottima annata per i cereali.
Secondo il Ministro dell'Agricoltura tunisino, Ben Salem, si dovrebbe raggiungere la produzione di 2.5 milioni di t di cereali, di cui circa la metà rappresentata da grano duro. Probabile record storico, superiore al già ottimo raccolto, dell'annata precedente, pari a 2,3 milioni di t.
Nonostante l'eccezionale raccolto previsto, Ben Salem ha affermato che la Tunisia avrà ancora bisogno di acquistare grano sui mercati internazionali anche quest'anno:
"Avremo bisogno di importare grano ... perché nel migliore dei casi siamo in grado di coprire il 70 per cento delle esigenze del mercato nazionale"

La seconda notizia invece interessa la politica fondiaria tunisina. Sempre il Ministro Ben Salem, infatti, ha comunicato che la Tunisia è pronta ad affittare, mediante contratti di locazione quarantennali, almeno 10.000 ettari di terreni agricoli  agli investitori stranieri che intendono lavorare in joint venture con le imprese tunisine.

La stessa area di terreno era stata offerta agli investitori l'anno scorso, ma la domanda era stata disattesa dalla incertezza in seguito alla rivoluzione che rovesciò il dittatore Zine al-Abidine Ben Ali, nel gennaio 2011 e scatenò le rivolte della "Primavera Araba".

Ora l'interesse degli investitori sembra tornato. Così Ben Salem ci informa:
"Ci sono aziende che sono disposte a iniziare immediatamente i loro progetti e sulla mia scrivania, per esempio, si trova un progetto spagnolo per coltivare ortaggi su 3.000 ettari, che potrebbero fornire 25.000 opportunità di lavoro".

Ed a quanto pare la Tunisia sembrerebbe rappresentare il nuovo Paradiso per gli imprenditori del CentroSud-Italia.
Al prossimo Forum degli investimenti “New Tunisia, facing futures challenges and opportunities”, in programma a Tunisi il 14 e 15 giugno prossimi, sembra ci sarà una gran ressa (vedi alcune nostre Istituzioni come si danno da fare: ToscanaCampania, Sicilia).
Delocalizzare in Tunisia, allora? Béh, con il meccanismo della globalizzazione rappresenta il naturale decorso della situazione economica del nostro Paese. Io non mi scandalizzo, le imprese dovrebbero aspettare rassegnate la decadenza economica?
Quello che non capirò mai è: cosa ci guadagnano le nostre Istituzioni a sponsorizzare investimenti italiani presso nazioni limitrofe potenzialmente concorrenti?



14 commenti:

  1. Torno prioprio adesso da un convegno dove ha partecipato De castro,il tema era sulla nuova pac,a lui l onore di fare l introduzione,prima che posa il microfono mi alzo e gli chiedo dell accordo tra UE Marocco,ma lui saluta e se ne và,gli altri presenti si sono detti contrari,i sindacati bla bla bla,l assessore Febbo farnetica alcune stupidaggini,tipo a cosa serve il patentino(su questo argomento l ho incalzato),lui sostiene che ci sono troppi anziani nel settore e bisogna formarli MAAA,non vi dico quando gli ho fatto presente del provvedimento americano sulla fusariosi,..
    dopo essermi sgolato ed incazzato per 2 ore ,il fegato non ce la fa più,e vado via.
    Con questa gente è inutile parlare,sono arroganti,prepotenti,ignoranti,ma soprattutto incapaci e disinformati,e come buttarsi contro un muro di gomma.

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    1. Frequentare certi blog non fa bene al tuo fegato...secondo me.

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  2. massaro ciccio Lasciateli andare ha coltivare in tunisia,miei compaesani sono tornati col gommone.

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    1. ah, ah, immagino
      non vorrei però che stavolta fossimo noi a raggiungere la Tunisia in gommone...

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  3. massaro ciccio= I nostri tecnici c'e' la stanno mettendo tutta,ma prima che succede difendero coi denti il mio lavoro e quello dei miei figli.A proposito Granduro dalle mie parti(sono del calatino)il saragolla,e' maestoso per ora, vediamo alla trebbia.

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    1. Ok, dopo la trebbiatura ci fai sapere come è finita.

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  4. Ci andai nel 2004 a Casserine e dintorni sponsorizzato da una grossa merchant bank e assieme ad altri 2 imprenditori che stavano facendo lavori totalmente finanziati dalla C.E.(CHE VERGOGNA...)
    C'andai perchè due presidenti di due province visto il lavoro ed i legami intercorsi per i lavori svolti (ricordo sempre pagati dalla C E ! ..) ci offirono di partecipare a delle aste pubbliche per l'acquisizione di aree da mettere a coltura, ma sempre con l'obbligo di avere il socio tunisino in JV.
    Ci rimasi li una settimana per capire l'andazzo, la gente e le loro "assicirazioni",.. dovevo fare l'offerta e dall'italia mi premevano a farla,..
    NON L'HO FATTA, con un paese mentalmente sottosviluppato e con la gentaglia che circola (sfido chiunque il giorno che avranno problemi ad andare in tribunale a farsi riconoscere il prorpio diritto),... in un paese mussumlano dove per loro noi saremmo gli infedeli..) e non pi pento assolutamente di averlo fatto.
    NOn invidio chi ci andrà, mi fanno semplicemente pena, anche perchè ho isto che gli imprenditori italiano (che avrebbero dovuto essere miei partner nell'iniziativa agricola) di li ad un paio d'anni,... nonstante avessero fatto un sacco di opere a gratis per sto bifolchi, e dato lavoro a diversi locali, se ne dovettero andare, pena l'incolumità fisica.
    Auguro un'immensità di successo per chi avrà voglia di tornare nel medioevo, senza invidia.
    Ciao
    Agricoltore_trader

    A propostio, abbiamo fede sui prezzi, anche se la crisi finanziaria li stà penalizzando fin troppo, ho fiducia in prezzi adeguati.

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  5. Che quadro desolante! Non pensavo fossero così arretrati in Tunisia.

    A. trader,
    attento però che il mercato del grano duro (che è quello che principalmente interessa i lettori di questo blog) è un mercato relativamente di nicchia, con comportamenti talvolta anomali rispetto allo stesso wheat e contraddistinto principalmente da scambi fisici.

    Ciao

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  6. La settimana prossima ho il mio collega che torna dalla Russia, e avrò notizie fresche e dirette dalle lande cosacche su grano mais girasole e previsioni semine autunnali, al di la di quello che raccontano nei report (anche se per voi per il duro non serve a molto credo). Come detto se non ci fosse la crisi finanziaria che complica il quadro, i prezzi dovrebbero essere ben diversi, decisamente più interessanti, il guaio è che chi non ha il quadro della situazione e strumenti di copertura, semplicemente subisce, soprattutto sul duro, che è certamente una nicchia.

    La tunisia assolutamente un quadro desolante, il bello è che l'europa con la scusa di cercare di tenerli la, ha sperperato un sacco di quattrini. Se vuoi fare agricoltura in africa ci sono regioni che sono una meraviglia e molto più civilizzate del Magreb.

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    1. Sarò lieto se vorrai condividere con noi le tue impressioni sul prossimo mercato, appena avrai un quadro più completo.

      A presto.

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    2. ...nell'attesa del rientro dell'amico, ti sarai visto le quotazioni di oggi del Wheat e Corn, che ti dicevo, buono no?
      A russia ucraina e nord est brasiliano si sono aggiunti oklaoma e nebraska,.. grazie a tutti!!
      ciao
      Agricoltore_trader

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    3. si, sto aspettando la chiusura per pubblicare un post che credo interesserà anche te.

      Sei stato bravo...ci hai sempre creduto. Però attendiamo qualche giorno...ne abbiamo viste tante fiammate speculative.

      F.

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  7. Abbi fede, con un movimento così violento non può essere riassorbito con altrettanta facilità, più di qualcuno si lecca le ferite, ... qui mi voglio sbilanciare anche se stò aspettando dati, almeno per un mese sarà tonico, poi vediamo.

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