venerdì 18 maggio 2012

Il prossimo mercato dei cereali (e del duro) secondo i Francesi

Mi è molto piaciuto nello stile questo confronto tra un esperto di mercati di cereali di Agritel ed alcuni agricoltori francesi. 
Un botta e risposta senza fronzoli, pubblico, competente da entrambi i lati e niente affatto ideologizzato
Da noi in Italia mi sembra impensabile una cosa del genere, qui ogni categoria sociale vive in compartimenti stagni ed interloquisce poco e niente, con gli altri operatori della filiera produttiva. Gli agricoltori poi vengono spesso tenuti ai margini del dibattito, trattati, a torto, come uno stupido parco buoi dei mercati. Eppure è così semplice, con le nuove tecnologie, creare ponti tra competenze apparentemente lontane. 
Secondo me alla base vi è una certa reticenza, da parte dei cosiddetti esperti, a rispondere alle domande secche di una platea non omologata ed a condividere pubblicamente le informazioni di cui si è in possesso, senza un ritorno economico immediato.

Come vedrete più avanti si parlerà di tutto nell'intervista, perché in effetti oggi, anche per provare ad interpretare il mercato dei cereali,  non si può fare a meno di osservare la situazione economico-finanziaria e politica globale.
Osserverete anche che gli agricoltori francesi sembrano avere più opzioni di vendita rispetto alle nostre, soprattutto sembrano utilizzare i futures con una certa dimestichezza.
Infine le ultime 4 domande riguardano il mercato del duro, e le risposte di Michel Portier, analista di Agritel, mi appaiono affini alle mie considerazioni personali del post "Situazione del grano duro (maggio 2012)- Diamo i numeri!". Insomma, saremo in due a sbagliare almeno.


Prima di lasciarvi vi segnalo che in Italia il prezzo del duro appare al momento complessivamente stabile (con frazionali ribassi ed aumenti in alcune piazze locali), mentre in Francia vi è stato un frazionale ribasso rispetto all'aumento di qualche giorno fa. 
Negli Usa, invece, il duro oramai te lo tirano in testa (siamo a 6.86 $/bushel) ed i commentatori locali non ci stanno capendo niente, visto che sino a qualche giorno fa blateravano di ribassi del duro per affinità con i ribassi generali del wheat e delle commodity. Da qualche giorno tuttavia il wheat di Chicago è schizzato verso l'alto (oggi addirittura ha chiuso 6.94 $/bushel (+5,7%) sulle notizie di un peggioramento della siccità in alcune zone degli USA, Russia ed altre parti del Mondo) senza che il duro abbia avuto sinora (quotazione sino a ieri tuttavia, perché il dato non viene pubblicato in tempo reale) alcuna reazione simpatica, anzi ha continuato a cedere terreno.
Comunque l'aumento del wheat va salutato con grande favore in prospettiva, non è mai successo, infatti, che il prezzo del duro fosse inferiore ad esso. E sulle prospettive del wheat spero che "Agricoltore Trader", al quale va il mio plauso per la bontà delle sue previsioni, ci possa dire la sua in futuro.


Di seguito in grigio le domande di vari agricoltori francesi, ed in successione la risposta di Michel Portier.


Quale paese va seguito da vicino nel mercato dei cereali. È l'Ucraina come l'anno scorso?
Quest'anno va monitorata in primo luogo la Russia, perché l'Ucraina non è presente sulla scena internazionale, visto il danno dovuto alla siccità di questo autunno.
 Che dire del calo potenziale del prezzo del grano, se il raccolto fosse al di sopra delle aspettative?
 Salvo imprevisti, il potenziale calo del grano è relativamente limitato. Noi pensiamo tra 10 e 15 € / t. 
Inoltre, qualora una grave crisi finanziaria nella zona euro causasse un rallentamento economico globale, il prezzo del grano andrebbe sui livelli di 170 € / t (Euronext, novembre 2012).
 Cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo raccolto? Le rese  potrebbero far aumentare i prezzi?
Finora, non abbiamo preoccupazioni circa la produzione agricola del 2012 nell'emisfero settentrionale con l'eccezione della Russia, che attraversa una fase di siccità. Questa ancora non è pregiudizievole, ma va tenuta sotto sorveglianza.
 Quale strategia per la vendita di orzo da birra quest'anno? Le quantità di prodotto non sono troppo elevate?
Per l'orzo da birra, l'offerta sarà estremamente abbondante alla luce delle crescenti superfici seminate in primavera legate al reimpianto di grano invernale. La possibilità di vedere i prezzi salire è molto bassa, tranne che avvenga una impennata dei prezzi del grano. 
 Cosa ci si aspetta sul mercato dei prodotti biologici?
Il mercato del biologico resta un mercato in crescita, tuttavia resta molto sottile e il minimo squilibrio tra offerta e domanda può sconvolgere il mercato.
 Il grano ha subito danni irreversibili da gelo in alcune aree ed i terreni sono stati seminati a mais. Idem per la colza. Queste aree aggiuntive di mais (o di orzo primaverile) avranno un ruolo sul prossimo mercato ? e se sì, quanto?
I prezzi del raccolto 2012 sono già in gran parte scesi dal raccolto del 2011 su questi due prodotti. In questo contesto, non ci aspettiamo una forte volatilità dei prezzi di questi due prodotti nelle prossime settimane.
Le quotazioni sembrano abbastanza corrette da un po e sembrano essere stabili, è meglio vendere il frumento sul mercato dei futures o vendere al mercato fisico?
 Attualmente, sembra preferibile vendere il grano sul mercato fisico.
Io ho 40 ha di grano (1/4 della mia superficie). Secondo te, come faccio a proteggermi prima del raccolto? ci saranno possibilità questo inverno? Grazie
 Consigliamo di proteggere circa il 40% della tua produzione sul livello dei prezzi correnti (€ 195 / t di grano nel mese di novembre).
Da un po' di tempo, il meteo o la produzione potenziale dei principali paesi produttori sono messi da parte, lasciando spazio al rapporto di cambio euro/dollaro o agli indicatori di mercato sulla situazione dell'economia europea. Il Mondo economico-finanziario extraagricolo ha definitivamente sostituito  i fondamentali del mercato?
I fondamenti prevalgono sempre sul mercato. Tuttavia, in assenza di elementi significativi il peso del contesto finanziario diventa sempre più importante. D'altra parte, il peso relativo dell'Europa nel commercio agricolo mondiale si sta riducendo, mentre ci sono i fattori macroeconomici dell'Asia che stanno diventando preponderanti. Ci si dovrà probabilmente abituare a vedere le quotazioni che si muovono in modo imprevisto e talvolta in conflitto con i fondamentali europei.
 Il prossimo negoziato Pac può influenzare i prezzi di mercato in Europa e in Francia?
 Sì, ma probabilmente non così brutalmente. Le Modifiche saranno graduali almeno fino al 2020.
E' molto difficile farsi un'idea sul mercato del grano duro. Io coltivo circa 140ha con 45 ha a grano duro, ed una produzione attesa di circa 250 t. Oltre le prossime 250 t, ho ancora 60 t del raccolto precedente. Come è necessario posizionare il nuovo raccolto, sapendo che il prezzo sarà lo stesso tra la vecchia produzione e la nuova, e che è inferiore alla stagione precedente (50t vendute a maggio 2011 258 € / T)?
Il prezzo del grano duro è ancora relativamente redditizio e si consiglia di saldare il raccolto 2011 ed il 20% del raccolto 2012. La semina di grano in Canada sta procedendo in condizioni soddisfacenti, la maggior parte di noi temono un rallentamento della domanda di duro nei paesi del Maghreb. In questo contesto, è improbabile vedere, a breve termine, le quotazioni dei primi mesi della raccolta 2011.
 Ciao, ho ancora del grano duro in magazzino conviene accontentarsi e saldare al 30 giugno o tenere per la prossima stagione? GRAZIE
 Si consiglia di risolvere la situazione del raccolto 2011.
 Cosa fare per il grano duro, in quanto nel 2012 si sente dire che mancherà in tutto il mondo?
Dato i livelli attuali di prezzo (260 € / t) può sembrare prudente fissare già il 20% del raccolto 2012. Il Canada dovrebbe rimanere uno dei principali concorrenti e le semine stanno evolvendo bene.
 Quali sono le prospettive per il prezzo del frumento duro entro la fine della campagna? Si dovrebbe tenere  stoccato il raccolto 2011?
E 'pericoloso tenere il duro avanti nella stagione, vista la ristrettezza del mercato che può diventare molto speculativo e imprevedibile. Ci si può trovare nella situazione di non trovare nessun acquirente.













1 commento:

  1. Per esperienza personale,posso dire che in Italia,i nostri interlecutori di categoria ed istituzionali sono abituati ai monologhi e alle passerelle,oltre non vanno,anche per colpa nostra che non siamo in grado di incalzarli sui problemi seri che ci attenagliano.

    Una discussione molto ampia tecnicamente e composita allo stesso tempo,da notare come tutto sia opiniabile,tranne il fatto,che qualora dovesse aggravarsi la crisi finanziaria europea le cose potrebbero precipitare,e del ruolo chiave che ha la finanza nel determinare le quotazioni delle commoditis (in una situazione di calma relativa per i mercati) ,in questo caso grano duro,purtroppo,quello che nessuno dice,è chè effettivamente nel mondo da qualche anno a questa parte è in corso la terza guerra mondiale,anziche usare le armi,si combatte per mantenere la propria moneta il più competitivo possibile con le altre ,in modo tale da potersi garantire competitività ed espasione commerciale.
    Fino a quando i contratti internazionali saranno stipulati in dollari,la sua oscillazione può essere più devastante di una siccità o di un abbondanza,e la linea della germania è sempre stato quella di riportare l euro in parità con il dollaro e sembra che ci siamo,poiche adesso,con il cambio attuale e con gli ultimi movimenti di qualche mese fà della fed,gli USA potranno fare ben poco per deprezzare ulteriormente il $,e la Merkel ieri ha detto,che non lascerà andare la Grecia fuori dall euro,.
    Un dato importante è dato dal fatto,che mentre scende l euro,scende anche il petrolio,fino ad ora succedeva il contrario,questo indica che per il $ ,deprezzarsi ulteriormente sarà difficile,a causa della pur timida ,ma confermata ripresa economica USA,questi fattori fanno ben sperare per le nostre esportazioni,e scoraggiano le importazioni.
    Il fattore Grecia,è importantissimo,se dovesse fallire,si trascinerebbe dietro tutto il sistema bancario occidentale (ad oggi non esiste banca o compagnia assicurativa in grado di coprire i CDS stipulati sulla grecia e sulla spagna,poichè il loro valore rientra tra quei prodotti finanziari stimati 8 volte il pil mondiale,quindi non controllabili, inesigibili e non copribili sotto il profilo valutario)quindi almeno chè non architettano un altra truffa,la grecia ad oggi non puo fallire,e si dovra trovare un modo per aiutarli,(e mi sembra anche giusto,poiche i greci pagano per colpe non del tutto ascrivibile a loro).
    In conclusione sulle quotazioni del duro non sono pessimista,sarà difficile egualiare le quotazioni raccolta 2011,ma non dovremmo allontanarci troppo,poi se l euro dovesse scendere sotto 1.20$,potremmo anche avere qualche bella sorpresa-Grecia permettendo.

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