lunedì 5 dicembre 2011

Hanno aumentato del 45% le rendite catastali dei terreni agricoli?

A quanto pare SuperMarioMonti ha deciso di salvare l'Italia sulla pelle degli agricoltori.

Ancora non è chiarissimo, ma sembrerebbe che la rivalutazione degli estimi catastali colpisca anche i terreni agricoli.


Nelle prossime ore proveremo a capire se è così ed in che misura.

Alcuni link nei quali si parla dei terreni qui e qui.

Leggo or ora da http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_05/prima-casa-torna-ici-pagliuca_7aab667c-1f09-11e1-befb-0d1b981db5e8.shtml

Rispetto alle anticipazione della vigilia però non compare anche un'altra norma molto temuta:l'adeguamento indiscriminato degli estimi catastali. L'incremento del 60% si applica soli ai fini Ici-Imu e non sull'Irpef (dovuta sugli immobili diversi dall'abitazione principale e sue pertinenze) e nemmeno sulle compravendite. 

Allora, sembrerebbe che ai fini del calcolo di questa nuova Imposta IMU (ex ICI), il moltiplicatore di rivalutazione del reddito dominicale passerà da 75 a 120 (+ 45%).

5. Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 120.
Ai fini IRPEF, non è ancora chiarissimo, ma dovrebbe essere lo stesso. Attendo le prime reazioni delle nostre associazioni di categoria (per sicurezza) che sono ancora rintronate, evidentemente.


In più aumenteranno i contributi previdenziali, oltre che aumentare l'età pensionabile (ma quello conta poco, tanto non la prenderemo mai la pensione), per coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali:
 La manovra innalza i contributi di commercianti, artigiani, coltivatori diretti e aziende agricole dello 0,3 per cento ogni anno per arrivare a due punti in più in percentuale nel 2018.
Quasi dimenticavo dal 1° settembre 2012 salirà l'Iva del 2% (già aumentata di un punto meno di un mese fa),  quando acquisterete un nuovo trattore lo noterete. Aumenta anche l'accisa sui carburanti, ma non è chiaro se  colpirà anche il gasolio agricolo.



Insomma una scoppola di dimensioni titaniche. Hanno deciso di poter fare a meno del settore agricolo. E come ad ogni funerale che si rispetti c'è la solita donnina in lacrime (di coccodrillo).




Infine l'intervista incredibile di Monti, la crisi è stata provocata ad arte?


Ed in conclusione lancio pure un sondaggio su questa prima iniziativa governativa.
Troppo accanimento? Tenete conto che da me sta piovendo ed ero pronto per seminare.


23 commenti:

  1. non ho parole,e la fornero si è pure commossa,stronza,ci porteranno dritti all impoverimento generale,come la grecia.Aumenta l iva del 10% e del 21% accise sul carburante ritorno dell ici aumentano i contributi previdenziali ed età per accedervi ,tutte misure che colpiranno i grandi evasori,super ricchi e preivilegiati della politica ,andassero pure affanculo.

    RispondiElimina
  2. e aggiungo,per la prima volta nella storia dell umanità ad un ministro della repubblica italiana è venuto da piangere mentre illustrava un suo provvedimento,figuriamoci che cosa toccherà fare a noi.

    RispondiElimina
  3. signori,non so quando sia vero,ma su donchisciotte ho trovato questo()se fosse vero non sò cosa ci potrebbe aspettare:

    viato: Lun Dic 05, 2011 10:28 pm Oggetto: Crisi/ Da Berlino confermano: "Stampiamo marchi". Rispondi citando
    Crisi/ Da Berlino confermano: "Stampiamo marchi". Un lavoratere della zecca tedesca parla
    Angela Merkel“Da lunedì scorso abbiamo ricominciato a stampare i marchi e smesso di stampare Euro”. A renderlo noto non è un parlamentare tedesco ma un lavoratore della zecca di Berlino che ha confidato la notizia ad Affaritaliani.it.

    “La notizia è top secret – rivela la fonte che, per ovvie ragioni, ha preferito rimanere anonima – tanto che gli organi di stampa tedesca lo sanno ma non lo dicono per evitare crisi di panico nei mercati. Dal 28 novembre nella zecca di Berlino e nelle altre zecche tedesche abbiamo smesso di stampare Euro e abbiamo ripreso a stampare i marchi”.

    Il 28 novembre è stato anche il giorno nel quale lo stato tedesco ha ammesso, tramite il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, che i mezzi finanziari della Germania "non sono infiniti" e che "non abbiamo una forza finanziaria infinita e l'Europa non può pretendere di avere una forza che non ha. La Germania è forte ma non dispone di forze illimitate".

    “Continuando a questo ritmo – aggiunge il lavoratore - saremmo tranquillamente in grado di sopperire alla richiesta di moneta necessaria per coprire il nostro mercato interno se venisse a mancare l'Euro. Sulle monete c'è scritta la data del prossimo anno”.

    Forse, la mossa tedesca è solo una precauzione e un modo per essere già pronti nel caso di catastrofe dell'Euro anche se la vendita del debito pubblico italiano in mano alla Germania – circa 8 miliardi di Euro – fatta in estate prima che venisse fuori la crisi delle nostre finanze non fa presagire niente di buono.

    Per quanto riguarda la ventilata ipotesi di 'nuovo Euro' invece – una moneta della fascia Nord più forte e stabile che coinvolgerebbe Germania, Svezia e Norvegia, e una della fascia sud più debole e soggetta a svalutazioni – dalla zecca non arriva nessuna conferma. “Ne abbiamo sentito parlare – ammette – ma non abbiamo visto nessun cliché né cominciato a stamparne qualcuna per prova”.

    Francesco Bertolucci

    se fosse vero penso che sia opportuno prendere provvedimenti
    GRANODURO se trovi qualcosa di più chiaro penso che sia opportuno un confronto,naturalmente capisco che non puoi fare tutto tù.

    RispondiElimina
  4. Una delle fonti è l'eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio.
    Tanto mi basta per convincermi che la notizia è destituita di ogni fondamento.

    RispondiElimina
  5. Quando in principio nacque l'IVA, fra le quattro aliquote (4% - 10% - 19% - 38%)fù prevista un'aliquota al 38% per i beni di lusso.
    Un governo tecnico che, si finalizza equità, rigore, e crescita "non a parole", potrebbe benissimo riesumare tale aliquota e magari portare il blocco dell'indicizzazione delle pensioni sopra quota 1200 euro e, al contempo ripristinare la vecchia aliquota al 19%; che ne pensate?????

    RispondiElimina
  6. Che dire, i tempi sono già duri, ma induriranno ancora.
    E noi, che quando vendiamo i prodotti agricoli ci sentiamo sempre dire dagli acquirenti che il prezzo "é gia iva compresa", da oggi dobbiamo sempre premettere nelle nostre trattative il termine "più iva come per legge", dobbiamo imparare a ragionare e fare i conti in termini di imponibile. Per me quando si ragiona "iva compresa" si accetta di essere vittime del sistema economico distorto, mentre quando si ragiona "più iva" si dimostra più consapevolezza e forza nella trattativa. Del resto i commercianti quando per giustificare il prezzo proposto per l'acquisto indicano il prezzo al quale ci confidano di rivendere le merci,oltre al margine che fanno trasparire, mantengono e tengono in serbo sempre un margine di sicurezza costituito da un ricarico anche sul trasporto e dall'iva, come ho potuto constatare avventurandomi in diverse trattative economiche.
    Speriamo almeno che non introducano una tassa sui trattori, altrimenti ci sarà utile ripristinare i buoi.

    RispondiElimina
  7. Monti nella conferenza stampa dichiara apertamente al min 11
    http://www.youtube.com/watch?v=EaD13gS_YqQ&feature=watch_response
    che un rapporto più equilibrato tra economia produttiva e finanziaria (che non demonizza)
    non dipende dalle scelte di un solo governo,( che lui dice star cambiando in senso favorevole, invertendo quello precedente) probabilmente neanche dalla intera ue , ma da quello che riusciranno ad ottener piu governi.tra l'altro quelli europei non sono nemmeno tutti concordi su questo punto.
    Quindi equità e giustizia come li intendiamo almeno a parole( nei fatti la questione è un po più complessa)noi ,non te li regala nessuno . Mi sembra irrealistico aspettarseli affrontando i problemi sempre nell'emergenza ( vera o presunta che sia). In queste condizioni
    un governo tecnico ( gradito da una parte dei contendenti alla divisione delle risorse )al massimo può garantire parziale competenza, mentre equità e giustizia sono subordinate a impellenza e introiti sicuri.

    RispondiElimina
  8. Monti dixit:
    "Questo un primo passo, è solo l'inizio"

    Certo sono tempi duri e sarà sempre peggio probabilmente, ma non vi è traccia della famosa equità tanto decantata, a mio avviso. Vengono colpiti al momento gli agricoltori, tra i pochi produttori di vera ricchezza per questo paese, in maniera particolare.

    I beni di lusso sono stati appena toccati da questa manovra, certo una maggiore aliquota IVA per il lusso non sarebbe stata male.

    RispondiElimina
  9. granduro e anonimo sono perfettamente d'accordo con voi.

    .volevo solo dire che
    non ho mai creduto alla tanto decantata equità:e i fatti lo stanno dimostrando

    L'azione di Monti di rinunciare al suo compenso di presidente del consiglio e ministro dell'economia,al di là della retorica,a mio avviso lancia questo messaggio :equità e giustizia sarebbero auspicabili e sacrosanti ma siccome non ho il potere di imporli.e neanche penso che bisogna esagerare,
    ne do un parziale esempio personale .nella speranza di essere emulato..

    RispondiElimina
  10. Ma la famosa crescita Monti come pensa di stimolarla? Colpendo i ceti produttivi?
    Ci porterà al fallimento, ma non dopo averci fatto soffrire più del dovuto.

    RispondiElimina
  11. siamo già alla fase 2.
    Alcuni decenni fà viene introdotto un nuovo meccanismo di schiavitù,IL DEBITO,
    chi controlla il debito di un soggetto (pubblico-privato)controlla il soggetto stesso,ed ha il potere di disporre di questo soggetto come meglio crede poichè esso è debole e ricattabile.
    Il vero potere non sono i soldi,ma è disporre della viata altrui,ora per indebitarci ci siamo indebitati,oltre ogni misura,ed è iniziata la fase 2,cioè portare piu soggetti possibile in condizioni di schiavitù,quella forma di schiavitù moderna che produce soggetti da sfruttare a basso costo,e per farlo èra necessario creare uno stato di allarmismo per predisporre la mente umana ad accettare sacrifici,i quali non sono nient altro chè un meccanismo di esproprio legale dei propri averi.
    Questo fenomeno si sta estendendo a livello globale e purtroppo via d uscita ad oggi non cè nè,poiche le gabine di regia sono presiedute da avide figure dedite al malaffare perpetuo, all inganno di stato,alla truffa istituzionale e alla più grande rapina economica della storia dell uomo.
    Monti è un loro servo,non esiste che io debba essere governato da un soggetto estraneo al processo democratico,ma la prima vittima del debito è stata proprio la democrazia,siamo in uno stato di semi libertà condizionata.
    Non cè mai stata, intenzione di ridare al popolo potere d acquisto,proprio per limitare le sue libertà,e quando all anno nuovo le banche chiederanno alla gente di rientrare dai fidi a loro fidi assegnati con tanta disinvoltura,essi tra le richieste delle banche e l aumento fiscale finiranno per perdere quel poco che gli è rimasto,è questa la realtà può piacere o nò,ma il debito è servito a questo,ora l unica soluzione percorribile è la dissobbedienza fiscale,ma bisogna sapere che questi signori non si fermerarnno di fronte a questa protesta e allora a questa azione bisognerà affiancare un azione più marcata
    la ribellione vera e propria,poichè l alternativa non è nientaltro chè la schiavitù perpetua.
    Con le misure prese gli agricoltori non pareggeranno neanche i bilanci,i minori consumi e l agguerrita concorrenza dei paesi emrgenti ci spazzeranno come polvere al vento,e conservare le nostre proprietà sara sempre più difficile,il vero problema adesso non è più il debito privato,poichè a conti fatti chi non ha debiti a causa della concorrenza e della pressione fiscale rischia di produrre senza margini di guadambio,e quetso è pericoloso per un azienda,poi penso che è solo questione di tempo ma l euro si autodistruggerà poichè i suoi pilastri portanti sono fragili,ma sapete quale sarà l alternativà-
    la creazione di una moneta unica mondiale .con la quale sottomettere gli altri popoli usando lo stesso meccanismo usato con noi.
    questa sarà la fase 3.

    RispondiElimina
  12. ascoltate l'ultimo video di Monti in basso nel post.
    Praticamente una confessione, condita da machiavellico cinismo.

    RispondiElimina
  13. sono anni che lo vado dicendo,non nè avevo dubbi,un fiorino alla volta si sono fregati tutto,ora però ci vorrebbe quel bel vaff.....di TROISI.

    RispondiElimina
  14. In tutta Italia solo Confagricoltura di Piacenza si è cominciata a rendere conto della pesantezza della manovra sul settore agricolo.
    Alla buon'ora!

    Piacenza - Sono di profonda preoccupazione le parole di Confagricoltura Piacenza in questa delicata fase politico-economica del Paese. Pur condividendo l'assoluta necessità di una manovra che garantisca un futuro alla società e all'economia italiana, entrando nelle pieghe dei provvedimenti che stanno per essere adottati, l'associazione degli imprenditori agricoli rileva criticità, anche pesanti, che rischiano di deprimere ulteriormente la redditività delle imprese e conseguentemente, avere un impatto negativo sull'economia nazionale. "Siamo convinti – commenta Enrico Chiesa Presidente di Confagricoltura Piacenza – dell'indispensabilità di una manovra che possa dare una prospettiva un po' meno disperata e più dignità all'intero Paese, ma serve maggior equilibrio nella distribuzione dei sacrifici. Sono state presentate misure che minano profondamente la sopravvivenza delle aziende agricole, mi riferisco, in particolare, all'aumento delle contribuzioni per il lavoro autonomo, all'imposta sui fabbricati rurali, alla rivalutazione delle rendite catastali. Sono misure, legate al capitolo del rigore, che vanno però a colpire beni che costituiscono mezzi di produzione. Concentrarsi su questo ed ancor peggio, solo su questo, equivarrebbe ad uccidere l'agricoltura. Per la crescita, ad esempio, dobbiamo purtroppo constatare che nelle misure destinate alle PMI non figurano le imprese agricole. Auspichiamo che vengano in tal senso recepiti gli emendamenti proposti". Confagricoltura sottolinea, infatti, come gli incentivi per l'Irap non riguardino i redditi agrari e quelli per l'aiuto alla crescita economica delle imprese non si applichino alla stragrande maggioranza delle aziende che operano in agricoltura. Controversa, poi, è la questione che vede per l'ennesima volta l'assoggettabilità dei fabbricati rurali ad un'imposta sugli immobili. "Stiamo monitorando i vari passaggi - commenta Chiesa – perché da anni conduciamo una legittima opposizione all'assoggettabilità dei fabbricati rurali ad imposta, prima ICI oggi Imu: il problema è che si dimentica che per noi sono mezzi di produzione". E' tempo di sacrifici ed il mondo agricolo, responsabilmente, non si tira indietro – rileva Confagricoltura in una nota - ma non può accettare di essere escluso dalle misure di rilancio di cui beneficiano gli altri settori economici. La manovra rischia di rendere la situazione delle imprese agricole, già di per sé difficile, ancor più drammatica, perciò sono state suggerite al governo una serie di misure a costo zero per lo sviluppo.

    RispondiElimina
  15. non me ne vogliate,ma devo esternare:
    a chi ha votato,poteva andare peggio o male necessario,ma cosa avete nella testa?fin dove siete disposti ad assecondare questi killer del sociale,cosa volete dargli ancora,in pensione a 67 anni,pensate che i padroni preferiscano avere ultrassessantenni sulle catene di montaggio,sulle impalcature edili,alla guida dei tir,nelle cliniche private ,oppure negli asili nido,nelle forze dell ordine e potrei continuare ,anzichè giovani?ci sarà la macellerria sociale,aumenterà la disoccupazione giovanile oppure avremmo sessantennni espulsi dal lavoro senza protezioni salariali,aumenterà la microcriminalità,poichè quando uno ha fame,in un qualche modo deve pur mangiare,ed io la notte vorrei dormire anzichè montare di guardia ai miei capannoni e alla mia famiglia,non appena sarà esecutivo il decreto ci sara subito l aumento di 10-13 centesimi al lt sui carburanti,possibile che non vi rendiate conto che è in atto una rapina legalizzata,la soluzione era a portata di mano(,ma hanno optata per questa,)in italia sono stati scudati 100 miliardi di euro con la cifra simbolica del 5% bastava tassarli come si fà con un reddito onesto cioè al 33% e avremmo avuto subito 27 miliardi di euro disponibili,2 in + della manovra,riduzioni delle spese militari,tagli della politica e tanti altri sprechi, senza rompere il cazzo alla gente che lavora e manda avanti questo paese da anni rinunciando anche ad un paio di ciabatte nuove pur di far quadratre i conti famigliari e di pagare onestamente le tasse.Se guardate le tv indipendenti, mandano in onda , che in grecia ogni giorno cè gente nelle piazze a manifestare perchè non cè la fanno più,tempo 2 anni e faremo la stessa fine.Questi sono come un cancro ci consumeranno piano piano,fino all ultima goccia di sangue altro che tecnici,killer professionisti.Però se il popolo li difende pure , be allora ,chi è causa del proprio male pianga se stesso.

    RispondiElimina
  16. L'anonimo che parla di aliquota IVA al 38% per i beni di lusso osserva: All’ombra della massoneria, i personaggi che contano non si incontrano solo a bordo dei panfili reali, ma anche in riunioni supersegrete come quelle del Gruppo Bilderberg.
    Nel 2004 il Gruppo si è riunito a Stresa, lungo le rive del Lago Maggiore, e ha visto la partecipazione di nomi quali Franco Bernabè, Mario Draghi, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa (scomparso di recente), Riccardo Passera, Paolo Scaroni, Marco Tronchetti Provera e altri.
    Negli anni successivi, a parte qualche nome nuovo, a questi meeting figurano sempre gli stessi..
    Attualmente nel Comitato centrale del potente gruppo lobbistico, figurano tra gli italiani: Franco Bernabé (Telecom Italia spa) e l'attuale capo del governo italiano Mario Monti (Presidente Bocconi).
    Il Gruppo Bilderberg nasce nel 1952, ma viene ufficializzato nel giugno del 1954, quando un ristretto gruppo di vip dell’epoca si riunisce all’hotel Bilderberg di Oosterbeek, in Olanda. Da quel momento le riunioni si sono svolte una o due volte all’anno, nel più totale riserbo. I primi incontri si sono svolti esclusivamente nei paesi europei, ma dall’inizio degli anni ’60 anche negli Usa. Si tratta di una delle associazioni più controverse dei nostri tempi, accusata di decidere i destini del mondo a porte chiuse. Nessuna parola di quanto viene detto nel corso degli incontri è (quasi) mai trapelata.

    Il neo senatore a vita (grazie all’intervento provvidenziale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, uomo politico funzionale), il prof. Mario Monti, oltre ad essere uomo Goldman Sachs, membro del Bilderberg Group, è anche Presidente europeo della “famigerata Commissione Trilaterale, una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica, ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger.
    La Commissione Trilaterale, nasceva quasi quarant’anni fa, nel luglio 1973, ed è il cenacolo dell’élite politica ed economica internazionale: un circolo chiusissimo e sempre attivo che si prefigge di diventare un organo privato di concertazione e orientamento della politica internazionale dei paesi della triade (Stati uniti, Europa, Giappone), da qui il nome.

    Tra le altre cose fa parte pure del comitato esecutivo del gruppo Aspen Institute Italia, un’altra struttura abbastanza ambigua finanziata dalla Fondazione Ford e dalla Fondazione Rockefeller, il cui presidente attuale è Giulio Tremonti e vicepresidente Enrico Letta, nipote del più potente Gianni Letta.
    I membri esecutivi del Comitato dell’Aspen Institute sono: Luigi Abete, Giuliano Amato, Lucia Annunziata, Francesco Caltagirone, Fedele Confalonieri, Gianni De Michelis, Umberto Eco, John Elkann, Franco Frattini, Cesare Geronzi, Umberto Colombo, Paolo Mieli, Mario Monti, Corrado Passera, Romano Prodi, Cesare Romiti, Carlo Scognamiglio, Domenico Siniscalco, Lucio Stanca, Giulio Tremonti, Giuliano Urbani ecc.

    Quindi il nuovo capo del governo italiano, accettato da destra e sinistra, è indiscutibilmente uno degli uomini più potenti d'Italia, forse dopo Mario Draghi (chiamato Mr. Britannia negli ambienti che contano), ed il portavoce dell’ultraliberismo anglo-ebraico-statunitense.
    Sotto la brillante immagine del brizzolato rettore e professore di economia, sotto la tunica del senatore, porterà avanti, forse come non mai, la svendita definitiva dell’Italia e di quello che rimane del nostro paese. Il tutto a beneficio dei soliti poteri forti internazionali.
    Dalle vergognose leggi ad personam, per la pace di molti, passeremo alle leggi ad massonam…

    RispondiElimina
  17. dal sito Teatro Naturale, quasi dimenticavo i fabbricati rurali

    Imu anche sui fabbricati rurali
    di C. S.
    E' una sopresa l'introduzione dell'Imu (Imposta municipale sugli immobili) anche per i fabbricati rurali.
    L'Imu, voluta dal governo Berlusconi e che sarebbe dovuta partire dal 2014, è stata introdotta in via sperimentale dal governo Monti già per le annualità 2012 e 2013.
    A sopresa, al contrario di quanto avvenuto in passato, quando gli edifici rurali (abitazioni e fabbricati destinati all'attività agricola) erano esentati dall'Ici, ora l'Imu colpirà anche l'agricoltura secondo quando previsto dall'art. 13 della nuova manovra.
    L'imposizione sarà pari allo 0,2% della rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 160 per l'abitazione e per 60 per gli altri edifici agricoli (D10).
    Per quanto riguarda i terreni agricoli assoggettati a imposizione il loro valore sarà pari al reddito domenicale riportato nei documenti catastali, rivalutato del 25%, e poi moltiplicato per 120 (dal vecchio moltiplicatore di 80).
    di C. S.

    RispondiElimina
  18. Uno tsunami travolge le aziende agricole: aumentano del 45% gli estimi catastali. L’incremento della base imponibile ai fini Imu, assieme alle nuove tasse sui fabbricati rurali, comporterà incrementi di tassazione dal 100% al 400%. «Sono del tutto contrario all’aumento degli estimi catastali agricoli: l’incremento comporterà esborsi di decine di milioni di euro per le imprese pugliesi, già in grande difficoltà». Una bocciatura senza possibilità d’appello per la manovra del governo Monti da Antonio Barile, presidente della Cia di Puglia.

    «L’agricoltura - aggiunge - subisce penalizzazioni ed è condannata a incrementi dei costi. Il governo ha voluto, ancora una volta, tutelare le banche, evitando di toccare gli alti redditi e colpendo pensionati e piccole e medie imprese». Ma quali saranno le conseguenze per le aziende agricole pugliesi, già messe al palo da una situazione economica stagnante? «Rischieranno la chiusura», afferma Carlo Zambelli, direttore della Confagricoltura di Puglia, che denuncia: «Il governo assesta un bel colpo alle aziende agricole, costrette a un esborso ulteriore che in questo momento non ci voleva».

    «Bisogna tenere presente - osserva - che i fabbricati rurali sono veri e propri mezzi di produzione per le aziende che, pertanto, non dovrebbero essere tartassate sul piano fiscale». Infine, un passaggio sugli incentivi alle attività economiche: «Purtroppo, non riguardano le aziende agricole». E c’è chi, come Tommaso Battista, presidente della Copagri di Puglia, bolla l’aumen - to degli estimi catastali come una «violazione macroscopica dell’equità assicurata dal governo ». «È giusto - afferma - che tutti facciano sacrifici per salvare il Paese, ma è necessario che vengano compiuti in maniera equa. E ciò, considerato quanto si sta verificando per l’agricoltura, non sta avvenendo». «Le aziende pugliesi - dice ancora Battista - già alla canna del gas per le varie emergenze, non ultima quella del cetriolo, e per le crisi strutturali che deprimono i prezzi dei prodotti, rischiano la chiusura in tempi brevi. Il governo Monti ha trascurato il settore. Auspicavo ben altre misure per un settore che in Puglia rappresenta uno dei principali volani economici». La Coldiretti di Puglia si dice pronta ai sacrifici purché il governo prenda provvedimenti per la crescita: «Gli imprenditori - dice Pietro Salcuni, presidente regionale della confederazione - restano in attesa delle misure per la crescita, di cui nella manovra non vi è traccia. Abbiamo chiesto al presidente del Consiglio, Mario Monti, provvedimenti utili a una filiera agricola più trasparente e competitiva, più rispettosa di tutti, dove il bene terra, se utilizzato come fattore della produzione in una impresa agricola, merita un trattamento fiscale ben diverso da quello riservato a fondi agricoli speculativi o per fini hobbistici. Le risorse così recuperate potrebbero essere riutilizzate per investire sull’innovazione e sul lavoro giovanile in agricoltura ». «Nel contempo - aggiunge - lo Stato risulta proprietario in Italia di 338mila ettari di terreni agricoli, gestiti attraverso amministrazioni ed enti pubblici, per un valore stimato di oltre 6 miliardi di euro, che potrebbero essere venduti agli agricoltori per sostenere le misure necessarie al decreto Sviluppo del governo, sollecitato dall’Unione europea. La cessione di questi terreni toglierebbe allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, renderebbe disponibili risorse per lo sviluppo».

    da http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=476270&IDCategoria=1

    RispondiElimina
  19. l'aumento del gasolio agricolo dovrebbe essere di 3 cent/l (pari a circa il 22% dell'aumento dell'accisa normale). E dovrebbe arrivare a circa 1 €/l in media in Sicilia.

    RispondiElimina
  20. come volevasi dimostrare http://www.statoquotidiano.it/08/12/2011/nigro-assurde-le-rivalutazioni-del-governo-su-rendite-catastali/63325/

    RispondiElimina
  21. Qualche frescone ha pure votato: una buona soluzione. Magari ha ragione lui, ma almeno avesse il coraggio di spiegarcelo.

    da da http://www.lecceprima.it/economia/aziende-agricole-pacella.html


    "Decreto Salva Italia, aziende agricole salentine in ginocchio"

    "E' fortemente a rischio la sopravvivenza di decine di aziende agricole salentine. Occorre tutelare l'agricoltura, già in gravi difficoltà, dagli effetti devastanti della manovra Monti". L'assessore provinciale all'Agricoltura, Francesco Pacella, teme le conseguenze del decreto "Salva Italia" ed interviene a difesa degli agricoltori salentini e delle loro imprese. Chiede una maggiore equità nella pressione fiscale, affinché venga salvaguardata l'economia agricola in provincia di Lecce, già fortemente penalizzata dalla crisi congiunturale.

    "Non possiamo considerarlo un provvedimento improntato all'equità - commenta Pacella - La decisione del Governo di applicare un'imposta sui fabbricati rurali, sommata all'aumento delle rendite catastali dei terreni agricoli del 45 per cento (il moltiplicatore sale da 75 a 120), ai rincari dei carburanti, alla rideterminazione delle aliquote contributive pensionistiche nel settore, è una vera e propria batosta per le imprese agricole. Per giunta - continua l'assessore - gli incentivi per l'Irap non riguardano i redditi agrari e quelli per l'aiuto alla crescita economica delle imprese non si applicano alla stragrande maggioranza delle aziende che operano in agricoltura".

    Sono, dunque, "gravissime", per Pacella, le conseguenze del decreto "Salva Italia" per gli aumenti di imposte a carico degli agricoltori. "Perché - spiega Pacella - non solo si viene esclusi dai provvedimenti sullo sviluppo, ma si viene contemporaneamente vessati sotto il profilo fiscale".

    Dal 1° gennaio, come illustrato dallo stesso assessore di Palazzo dei Celestini, il moltiplicatore per calcolare la base imponibile passa da 75 a 120 e le aliquote comunali saliranno, in media, di due, tre punti: dal 4,5 per mille al 7,6 per mille. "A conti fatti, sullo stesso terreno, si paga quasi il doppio, rileva l'assessore. Che fornisce anche un esempio. A confronto l'imposta comunale sugli immobili (Ici) con l'imposta municipale unificata (Imu) che dovrà versare un'azienda agricola con un reddito dominicale di 2mila 500 euro. Nel caso in cui il terreno si trovi a Lecce, con un'aliquota al 5,5 per mille, si pagavano mille e 289 euro; nel caso si trovi a Ugento mille e 523 euro; nel caso si trovi in un altro comune, con aliquota al 4,5 per mille, si sborsavano mille e 54 euro. Adesso con l'Imu se ne dovranno pagare ben 2mila e 850.

    Gli agricoltori sono preoccupati, in particolare, dalla tassa sui fabbricati rurali strumentali, fino ad ora esenti, poiché non sono dei valori patrimoniali. Gli immobili su cui finora non si è pagata l'Ici, come cantine, stalle, abitazioni rurali, hanno una rendita consistente, che comporterà a sua volta una pressione fiscale notevole. L'incremento della base imponibile - secondo quanto rilevato da Pacella -, assieme alle nuove tasse sui fabbricati rurali, potrà portare d incrementi di tassazione dal cento per cento sino a valori del 400 per cento. E le misure per lo sviluppo, quali la riduzione dell'Irap sul costo del lavoro e la deduzione degli interessi degli aumenti di capitale in azienda, non si applicano all'impresa agricola. "Sono misure che spettano a chi dichiara redditi di impresa - precisa Pacella - e dunque non coinvolgono chi lavora con il reddito agrario, ossia l'80 per cento delle imprese agricole italiane, che sono ancora imprese individuali. Discorso diverso per le società agricole che, però, sono una minoranza".

    Per questo, conclude Pacella, "sarebbe opportuno correggere gli aspetti del decreto più penalizzanti per il settore agricolo, perché se è giusto salvare l'Italia, non è giusto condannare la nostra agricoltura".

    RispondiElimina
  22. Spero che chi ha votato le prime 3 opzioni lo abbia fatto con spirito ironico e con fare sdrammatizzante,lo spero per loro,poichè se non fosse così,quando si sveglieranno da questo torpore anistetizzante,rischiano di ritrovarsi in un contesto fantascentifico,solo per loro naturalmente,poichè dopo questa ennesima aggressione fiscale e con la sorte che molto probabilmente toccherà all euro,la povertà è dietro l angolo,e con essa tutti gli accessori di cui essa è dotata,non appena il capitalismo troverà una via d uscita dall euro,la più indolore per esso,ci lasceranno al nostro destino,più poveri e vulnerabile che mai,siete avvertiti,non ve ne uscite dopo "eee ssè sapevo?se sapevi cosa?continuate a vedere grande fratello e maria de filippi,continuate,ma ebbene chè sappiate ,che chi semina vento raccoglie tempesta,e chi è causa del proprio male pianga se stesso.

    RispondiElimina
  23. A giudicare dalla tua citazione biblica, direi che sei andato in Chiesa come suggeriva GranBio.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.