venerdì 14 ottobre 2011

Nelle nebbie delle nuova PAC 2013-2020

Ho letto alcune fonti sull'ultima proposta PAC, certamente molto più dettagliate di ieri. Uno dei migliori articoli in italiano mi sembra questo. Per chi è interessato principalmente ai seminativi come me, eccovi una breve disamina:



1) Pagamenti diretti (i famosi titoli PAC per intenderci): vi sarà un adeguamento graduale dagli attuali pagamenti su base storica a pagamenti omogenei in base alla superficie aziendale, nel periodo 2014-2019;
2) una parte del pagamento (30%) sarà legato a pratiche agricole ecologiche (cosiddetto greening) quali: 
a) mantenimento di pascoli permanenti; 
b) diversificazione produttiva (almeno tre colture di cui una non inferiore al 5% della superficie e una non superiore al 70%); 
c) mantenimento del 7% del terreno ad aree di interesse ecologico (siepi, fasce tampone, alberi etc.).
3) Pagamento accoppiato (tipo art. 68 attuale) per un 10% della dotazione nazionale (qui si dovrebbe innestare un premio specifico per il grano duro);
4) Pagamenti addizionali per aree svantaggiate;
5) Agricoltore attivo: la percentuale dei pagamenti dovrà rappresentare almeno il 5% del reddito globale del beneficiario degli aiuti. Gli Stati membri, inoltre, dovranno indicare un quantitativo minimo di ore di lavoro per definire l'attività agricola.
Molto altro lo trovate anche in questo articolo.
In ogni caso tenete conto che queste sono basi per un negoziato con l'Europarlamento ed il Consiglio UE. Poi, tenendo conto delle varie deroghe ed adozioni nazionali, conterà molto con quali modalità e tempi l'Italia la recepirà.
Insomma è un pourparler, a mio avviso, nel 2013 potrebbe arrivare in campo tutt'altra riforma.
Personalmente non la trovo deleteria al momento, anzi sembrerebbe favorire un agricoltura poco intensiva, quale quella che pratichiamo al Sud e che a me non dispiace.

31 commenti:

  1. A proposito di quel 7% di set asside, vedremo che ne sarà..ma sarebbe anche ora,che vengano riconosciuti a chi li sostiene ,il lavoro , il tempo impiegato e i costi,per mantenere in ordine confini con:siepi,alberi, scarpate ,,stradali,corsi d'acqua,linee elettriche,pozzetti fognari recinzioni,boschi e altro, onde evitare che rovi e infestanti ci invadano i campi ,sovente spezzettati non certo per vantaggio e volontà dell'agricoltore .

    RispondiElimina
  2. e il presidente degli agronomi si lamentava del fatto che ai futuri bandi forse non potranno partecipare chi non percepisce in misura prevalente un reddito agricolo:il che significa che attualmente i soldi per l'agricoltura non vanno per intero agli agricoltori!!

    RispondiElimina
  3. Vanno in minima misura agli agricoltori. Sia lo sviluppo rurale che i pagamenti diretti.
    Figurati che per il famoso primo insediamento (almeno in Sicilia) non devi neanche assumere la qualifica di imprenditore agricolo (men che meno coltivatore diretto). Di solito gli insediati svolgono un altra attività extraagricola e continuano a svolgerla tranquillamente.

    La definizione di agricoltore attivo è uno dei punti dirimenti della prossima riforma.
    Ovviamente sarà oggetto di scontri furiosi.

    L'Ordine degli Agronomi è sistematicamente contrario all'agricoltura professionale. A loro conviene avere agricoltori dequalificati da condurre come greggi di pecore (verso il macello ovviamente).
    E' stato uno dei motivi che mi ha indotto a cancellarmi dall'Albo (e con soddisfazione visto a quanto è arrivata la quota associativa).

    RispondiElimina
  4. ma la cosa assurda è che nelle interviste rilasciate alla televisione prospettano questa questione come un problema dell'agricoltura,quando invece sono solo preoccupati di un loro bieco interesse che con gli agricoltori non c'entra niente...anzi fanno gli interessi di tutti quegli affaristi che non sapendo dove impiegare i capitali li investono in agricoltura provocando di fatto un danno per gli agricoltori,dal momento che l'impianto di nuovi uliveti-agrumenti-meleti e via discorrendo provoca un aumento delle produzioni e dell'offerta che squilibra il mercato e porta al ribasso i prezzi....gli affaristi cmq non muoiono di fame perche hanno altre entrate,ma gli agricoltori con i prezzi bassi vanno in fallimento.

    RispondiElimina
  5. Concordo. Ma alla mistificazione dobbiamo fare il callo, purtroppo.
    L'idea del mio blog era proprio quella di dar voce agli agricoltori puri e crudi, senza filtri di tecnici, sindacati, politici e burocrati.
    Spero di riuscirci insieme a tutti quelli che condividono questa impostazione, pur nella diversità di opinione.
    La prossima volta che scrivi firmati con un nick, così seguiamo meglio le tue considerazioni.

    RispondiElimina
  6. la tua idea però nasce mezza zoppa,per il fatto che già dal titolo del blog ti rivolgi solo ad una fetta della platea degli agricoltori....certo,produttori di cereali ce ne sono molti,ma qui dalle nostre parti ci sono tantissimi frutticultori-olivicutori-ecc....
    Di seguito alcuni consigli(poi fai tu,in fondo il blog è come se fosse casa tua):
    -integrare il nome del blog con un altro nome,che cmq faccia riferimentoa tutti gli altri settori agricoli.
    -farti una pagina facebook,cosi ce piu passaparola,oltre a poter richiedere tu stesso l'amicizia agli altri,e possibilmente richiedendo tu stesso l'amicizia a quelli inseriti nella lista di amicizia di corradovigo visto che sono quelli interessati alla cosa qui da noi.
    -dare un titolo secco,stringato,ai vari post,in maniera tale che venga piu facile ai motori di ricerca trovare l'articolo,insostanza dare il nome al post come se si cercasse la parola sul motore di ricerca.
    -evitare articoli fuori contesto o fuori tema,come articoli sulle buche della starda-sulle luci di un ospedale-o sulle scritte dei muri.

    RispondiElimina
  7. Gran Maestro Venerabile
    Io scrivo soltanto di quello che conosco, seppur parzialmente, e che seguo per motivi contingenti alla mia attività agricola ovvero il grano duro e l'indotto ad esso collegato.
    Non mi permetto di scrivere di altro , di cui ho una conoscenza limitata e circoscritta a libri di testo teorici.(Al massimo notizie curiose riprese da altri siti, di cui riporto sempre le fonti).
    In Agricoltura l'esperienza diretta è fondamentale, a mio avviso.

    1)Potrò allargare il mio bacino d'utenza soltanto se troverò dei collaboratori competenti in altri settori agricoli che abbiano la disponibilità ad investire il proprio tempo in un progetto del tutto antieconomico come questo (ma non mi illudo di trovarne molti per strada), in ogni caso non ho ne la velleità nel il tempo di creare un blog di massa. Anzi meno siamo meglio stiamo, per certi versi. Pensa il tempo per rispondere ai commenti.
    2)Facebook farà a meno di me, temo. L'amicizia è una cosa più seria di un semplice click.
    3)I titoli ambigui con più piani di lettura sono la mia passione, preferisco non essere trovato, piuttosto che essere costretto a titolarli per compiacere google
    4)Non ho mai scritto di simili facezie, certo in alcuni casi ho divagato, ma sempre nel contesto agricolo, e con un filo conduttore comune, almeno nella mia testa.

    Un triplice abbraccio? No, scherzo. Un semplice saluto, un pò diffidente peraltro.

    RispondiElimina
  8. Ritengo che l'idea di granduro di parlare esclusivamente di grano duro e delle problematiche riguardanti il comparto è azzeccato. Per noi produttori incalliti del duro di sicilia ci mancava un blog come questo...continua così. gc

    RispondiElimina
  9. salve vi scrivo dall abbruzzo , sono cerealicoltore con circa 40 ettari in grano duro l anno,amio parere le nostre disgrazie iniziarono con gli aiuti europei,anche i porci si misero a fare gli agricoltori con il risultato che abbiamo oggi.prima questi finiscono prima resuscitremo.dalle mie parti coltivare grano significa avere un costo per qt pari a euro 19 ,negli ultimi 10 anni abbiamo pagato le spese.sto pensando di smettere.le associazioni di categoria sono la 2 disgrazia poiche tutto fanno tranne che rappresentarci,,mafiosi legalizzati.per chi a visto il programma,, presa diretta,,si capisce la forza ela ragione e della nostra,ma la non rappresentanza ci rende deboli e riccattabili,se questi signori si degnassero solo di minacciare a livello nazionale lo sciopero della semina ,metteremmo sotto scacco l intero comparto della trasformazione.potranno mai degli asserviti ai poteri forti fare gli interessi nostri.cominciamo a prendere per il cravattino questi soggetti e forse qualcosa potra realmente cambiare,quando ci chiamano alee loro riunioni facciamgli vedere identi.cominciamocon loro eil giocattolo si rompera.chiudo con un appello ai piu,non utlizzate i psr, le risorse per le migliorie devono venire dal nostro lavoro e non dai burocrati mafiosi.

    RispondiElimina
  10. GC ti ringrazio,
    fa sempre piacere ricevere incoraggiamenti sinceri. Spero che vorrai contribuire attivamente alla vita del blog in futuro, anche solo con i commenti.

    Ciao Mimmo 70
    da quello che leggo nel tuo commento riconosco in te un agricoltore, seppur apparentemente disperato. Comprendo molte tue considerazioni, ma non facciamo che la rabbia annebbi la nostra capacità di giudizio.
    La proposta dello "sciopero della semina" è irrealizzabile, autolesionista oltre che moralmente riprovevole (si tratta di un ricatto alla società esplicito, che neanche i poteri forti che tu critichi hanno mai messo in pratica in questi termini).

    Penso poi, che gli aiuti europei siano sbagliati quando vengono destinati verso agricoltori "finti" o part time (interessati soltanto alla rendita finanziaria), ma assolutamente necessari per difendere il sistema produttivo agricolo virtuoso (che in parte almeno esiste), destinando quindi le risorse verso gli agricoltori professionali per migliorarne la competitività sul mercato globale.
    I nostri concorrenti stranieri ricevono aiuti dallo Stato,
    perchè noi dovremmo fare da soli? Se tu già non riesci a percepire un reddito dignitoso con gli aiuti. Cosa ti fa pensare che senza, miglioreresti la tua condizione?
    Se me lo spieghi, magari mi convinci.

    Le associazioni di categoria sono pessime? Le loro riunioni sono inutili?
    Ma tu perchè ci vai? Io le evito come la peste.
    Speri che loro possano risolvere i tuoi problemi? Incidentalmente in alcuni casi, ma il più delle volte hanno interessi divergenti dagli agricoltori. E' perfettamente inutile prenderli per il cravattino, al massimo potrai ottenere una denuncia per lesioni. Io eviterei al tuo posto.

    Burocrati mafiosi. Si lì hai perfettamente ragione, anche a me fa ribrezzo averci a che fare.

    RispondiElimina
  11. Porto alla tua conoscenza e ai durogranicoltori il seguente link
    http://ec.europa.eu/agriculture/cap-post-2013/legal-proposals/index_en.htm

    dove ci sono le proposte di regolamento post 2013.
    Peccato che sono solo in inglese, francesce e tedesco.
    Comunque, penso che dalla rete è possibile trovare a breve i testi in italiano.
    gc

    RispondiElimina
  12. ahhahahaha...avessi saputo che non volevi fare un blog di massa mi sarei astenuto,...infatti ho precisato che erano consigli,forse un pò forti,e per questo sei diffidente...ahahahah
    non mi meraviglio che ne hai preso le distanze,però ci faccio na risata per averti solleticato-stuzzicato.

    RispondiElimina
  13. Sono diffidente perchè ti chiami gran massone, veramente. Già sono sospettoso verso i piccoli liberi muratori, figurati uno grande.
    Ma poi si deve scegliere tra agricoltura e arte muratoria, a me appaiono incompatibili.

    RispondiElimina
  14. ho peccato un pò in megalomania...ma sai,dovendosi scegliere a fantasia un nickname perche non dare libero sfogo alla fantasia? certo mi fossi dato come nome 'cicciobello' avrei ottenuto tutt'altro effetto.

    RispondiElimina
  15. Tra uno che è un gran duro, e un altro che è un grande grandissimo masso io comincio un po a confondermi. Se poi gli agricoltori part time sono "finti" la mia confusione aumenta. Un duricoltore che fa nelle proprie giornate quando non semina, non trebbia e nemmeno ara il terreno? Quante centinaia di ettari deve possedere per avere come occupare il tempo? Se poi c'è pure l'incompatibilità tra l'arte agricola e quella muratoria vordì che c'è incompatibilità tra le Bucoliche e il Vita Nova? E che farà il nostro duri cultore da mezzo giorno a mezza notte?

    RispondiElimina
  16. Gran Massone

    Capisco. Avrei scelto un nick più legato al mondo agricolo per evitare fraintendimenti. In ogni caso, ogni tuo intervento costruttivo è il benvenuto.

    ZBlob
    i part time non sono finti (mai scritto il contrario), soltanto svolgono l'attività agricola come attività secondaria, ovvero hanno un altra fonte di reddito. Io auspico che finti e part-time non ricevano aiuti. Questi ultimi dovrebbero essere concentrati su IAP e coltivatori diretti, a mio avviso.

    Agricoltore e svago
    Ma scusa l'unica attività di svago che conosci è quella di riunirti con soli uomini, segretamente, indossando grembiulino e cappuccio, celebrando riti esoterici per il grande Architetto del Mondo?
    Personalmente lo ritengo un passatempo del tutto estraneo alla vita agreste, che per definizione è una attività alla luce del sole, e dove ciò che ottieni è frutto del sudore della fronte.

    RispondiElimina
  17. Perdonami, da vecchio utente, lettore, commentatore e estimatore di questo blog per una volta ho un po provocato per sincerarmi di una risposta. Sapevo che li avevi distinti i finti e i part time. Ma volevo capirne il senso. Non credo che gli aiuti servano o debbano essere misura di welfare, piuttosto per evitare l'abbandono dei campi. Per questo part time e full time li premierei entrambi almeno in termini di PAC (tranne che su misure specifiche tipo quella dei giovani agricoltori specie quando si trattava di soldi a fondo perduto).

    Poi essendo attirato naturalmente dai lavori sotto la volta celeste se nuove misure mi portassero a trasformarmi in full time, credo che accetterei con piacere. Tralaltro concordo con tue precedenti analisi. L'insostenibilità di lungo termine dell'economia attuale non potrà che portare, prima o poi, ad un ribilanciamento dei pesi a favore dell'agricoltura.
    In compenso, essendo un part time, posso asserire che l'attività di svago più esoterica che conosco è quella che mi fa seminare chicchi di grano per vederli poi trasformati in una spiga che ne porta a decine di chicchi. Il sudore però al momento è del motore del trattore, che suda anche per l'aria condizionata all'interno dell'abitacolo.

    Adesso bando alle ciance e al prossimo post. Mi riprometto di tornare ad un atteggiamento più serio :D

    RispondiElimina
  18. In effetti caro ZBlob il tenore del tuo post precedente mi aveva stupito alquanto. Diciamo che era spiazzante rispetto a come sinora ti eri raccontato. Ti ringrazio per avermi chiarito il tuo pensiero e per essere rientrato nel personaggio che maggiormente apprezzo.

    Tornando ai discorsi un pò più seri:
    Per la mia esperienza i part time molto più spesso abbandonano i campi accontentandosi della rendita sicura della PAC (ciò non toglie che ce ne siano anche in gamba).
    Mentre il full time generalmente lo trovi lì sul campo in ogni caso (anche perché è costretto dalla necessità). E' evidente che se si eliminasse l'erogazione dei contributi verso le categorie agricole parassitarie, concentrandoli per supportare soltanto agricoltori qualificati, molti part-time potrebbero permettersi di dedicarsi integralmente all'agricoltura, anche senza avere a disposizione ampie superfici aziendali.
    L'obiettivo dovrebbe essere quello di creare una nuova classe agricola qualificata, moderna, intraprendente ed economicamente autonoma (o almeno poco ricattabile).

    Circa il sudore, anche io sono dotato di modernissimo trattore full-optional, ciò non toglie che una bella sudata fisica, me la cerco spesso volentieri. Le eccessive comodità fanno male al fisico ed alla mente più di una zappata a mano, a mio parere.

    Se vuoi collaborare più attivamente al blog, la porta è aperta, lo sai.

    RispondiElimina
  19. ragazzi calma,questo e posto dove si deve parlare di agricoltura ,soprattutto dei problemi che ci affliggono,solo parlandone e confrontandoci potremmo fare molto per aiutarci,poi chi lavora la terra per passione anche se part time va comunque rispettato.Questo non toglie che chi lo fa come attivita principale a il diritto di incazzarsi poiche trattasi aziende produttive a tutti gli effetti,se qualcuno lo vuol fare per passione si accomodi pure,ma,le passioni costano,vedi le belle donne,le belle auto etcetc,eallora telo devi pagare di tasca tua .La stragrande maggioranza dei part time senza gli aiuti pac si sarebbero giocati pure le mutande,fare l agricoltore oggi e difficilissimo, farlo atitolo principale con successo e un miracolo.IO sono del parere che senza aiuti staremmo meglio,la pac e quasi la meta del bilancio europeo,soldi estorti ai cittadini europei co la tassazione generale e utilizzati come arma di ricatto verso il settore primario come lo e quello dell alimentazione .senza pac il prodotto finito costerebbe meno poiche gravato da tassazione inferiore,materie prime piu costose perche a produrre ci sarebbero solo gente capace e competente e di conseguenza la differenza tra domanda e offerta si ridurrebbe di molto.A proposito di prezzo del grano duro ,cercatevi degli stoccatori in grado di stipulre contratti di figliera,cosi da assicurarvi un prezzo minimo garantito.Se vi interessa in Campania ce un pastificio che sta cercando nel sud dei conferitori ed agricoltori interessati a un discorso di fi figliera con prezzo minimo di 28.50piu iva alla consegna.NOI in abbruzzo ripartiamo con minimo garantito di 29.00 alla consegna figliera barilla. Ragazzi usate questo blog per scambiarci notizie sostanziose,non per discussioni sterili.caro gran duro visto che sei contrario allo sciopero della semina cerca di seminare puntando al maggior profitto possibile poiche senza profitto non ce azienda che possa soppravvivere,comunque grazie 1000 per aver creato questo blog ,prossimamente comunichero dettagliatamente i miei costi di gestione per produrre un qt di grano,per favore fammi sapere dove sbaglio.ciao alla prossima.

    RispondiElimina
  20. da agricoltore pugliese:

    anche da noi alcuni pastifici ritirano a questa cifra......peccato che il tenore proteico è proibitivo. (17%)

    RispondiElimina
  21. per anonimo:pastificio BARONIA avellino figliera con .quadrato,pietrafitta,torrebianca,progetto ARMANDO,minimo proteico 14,gestione pagamenti molto interessanti,in puglia attivi gia dalla campagna 2010_11,di piu ni soo.

    RispondiElimina
  22. signori scusate il mio zelo,i contratti di figliera per cerealicoltori sono vitali poiche garantiscono un minimo prezziario,per ottenerli dovete unirvi tra di voi,cercate di portare in dote ad un conferitore almeno 4,5,mila quintali di prodotto,unitevi sia nelle spese di produzione che nel conferimento del prodotto,poi girate per ivari conferitori esigendo questi contratti,quelli intelligenti vi accoglieranno a braccia aperte.Molti vi diranno di lasciar stare,perche questo nuovo meccanismo commerciale compotera piu spese anche per loro=silos di stoccaggio differenziati per qualita,quindi addio buono mercantile=e i piu non sono propensi ad investire,mentre noi produttori possiamo usare questo strumento come elemento di tutela economica per le nostre aziende,per voi pugliesi mettere insieme quelle quantita e una bazzecola.Nel mondo tira di nuovo ARIA DI CRISI GLOBALE l anno prossimo potremmo ritrovarci conn il grano tra i 15 e 20 euro,cioe copertura delle sole spese e senza profitto,attenzione, prima di seminare,cerhiamo di procurarci un paracadute,poi puo darsi che nel momento del bisogno non si apri,MA QUESTA E UN ALTRA STORIA.

    RispondiElimina
  23. da agricoltore pugliese:

    quanto dici è parzialmente vero.
    Purtroppo la notizia "completa" non puoi conoscerla per diversi motivi.
    Abbiate la pazienza di leggere questa illuminante relazione.
    http://agricoltura.regione.campania.it/erbacee/pdf/relazione-finale-cereali.pdf

    Il tenore proteico di 14,5% di proteine non è possibile con facilità nel nostro aerale centro meridionale (in Sicilia mietono anche a fine Maggio (impossibile l'accumulo nelle carossidi).
    Per ogni punto di proteine mancante vengono tolti 3 euro.Ho letto il contratto....è fortemente rischioso in caso di bassa qualità,cosa molto frequente per innumerevoli motivi.
    Le varietà indicate non sono le più produttive.
    Ho personalmente sperimentato quasi tutte.

    Sarebbe opportuna una attenta lettura per far capire anche quanto conti la normale prassi colturale.

    RispondiElimina
  24. Mimmo
    Hai ragione niente discussioni sterili, probabilmente ho un po’ esagerato anche io.

    Tuttavia non posso far cadere il tuo discorso sulla eliminazione degli aiuti Pac (e ti parla uno che per vari motivi sinora ha percepito soltanto 1400 €/anno, in totale). Ciò che affermi potrebbe funzionare se non fossimo un mercato aperto.
    Noi dobbiamo considerare che spesso dall’estero arrivano produzioni agricole, soprattutto quelle richiedenti molta manodopera, a prezzi troppo bassi per poter competere ad armi pari con i nostri prodotti (soggetti a costi endemici di base molto più elevati dei loro). Io credo che l’Unione Europea ci ripaghi, solo in parte, del torto che subiamo a competere con paesi a concorrenza sleale: ovvero quei paesi con costi di manodopera irrisori, normative ambientali permissive (penso invece agli elevatissimi costi di smaltimento dei rifiuti secondo la nostra legislazione restrittiva), politiche commerciali guidate dallo Stato in funzione di obiettivi politici, e molto altro... Insomma siamo i vasi di coccio in contesto di operatori agguerritissimi. Se nessuno ci aiuta veniamo spazzati; al massimo può restare qualche azienda con enormi economie di scala, non certo l’agricoltore medio, ne quello grande.
    Sai cosa succederebbe, realisticamente, se eliminassero gli aiuti? i prezzi dei terreni crollerebbero, ed il nostro territorio verrebbe comprato ettaro per ettaro, ma non dai nostri agricoltori competenti (che se tutto va bene lo potrebbero fare nel lungo periodo, anche perché nessuno gli fa più credito), ma dagli stranieri pieni di liquidità.
    Invece di comprare il nostro debito pubblico, infatti i Cinesi ad esempio, ci comincerebbero a comprare il terreno agricolo (come succede in altri settori non protetti).
    Per quel che capisco di economia gli aiuti sono necessari per evitare il peggio, naturalmente meglio se destinati a chi produce, piuttosto che a chi meramente possiede.

    Per il resto continuate pure a scambiare informazioni utili, il blog dovrebbe servire a questo.

    Proverò a buttare giù qualcosa sul prezzo del grano più tardi, qualcosa sembra muoversi.

    RispondiElimina
  25. Già, meglio gli aiuti a chi produce che a chi semplicemente possiede.
    Ed è altrettanto vero che smettere di pagarli questi aiuti equivarrebbe probabilmente a facilitare la vendita dei terreni. Se ai cinesi o ai soliti furbetti del quartierino occidentale non lo so. Ma ho forti dubbi i secondi siano meglio di chicchessìa.
    Ma certo, mentre noi arretreremo sempre più i BRICS galoppano e seguiteranno a galoppare (la Cina fa il suo peggior risultato da anni crescendo "SOLO" del 9%)!

    PS Non mi sento in grado di collaborare perchè finchè restiamo Ontopic ho solo da imparare da questo blog (come da corvigo), ma certo quando si esce fuori dal selciato darò il mio contributo con piacere

    RispondiElimina
  26. da puglia
    non credo che i contratti di filiera siano la soluzione....si e' vero prezzo garantito con valori proteici alti....ma rammento che il solo grano proteico non puo' essere macinato ...va sempre in miscela ..quindi ci sara' sempre bisogno di grano mercantile...e poi non tutti gli areali sono predisposti alle alte proteine,il piu' delle volte la quantita' va' a discapito della proteina come e' avvenuto quest'anno nella nostra zona..e poi che dire che la filiera e' solo un vantaggio per le grosse aziende(barilla)....grossi contributi per loro...un misero contentino per noi.

    RispondiElimina
  27. amico anonimo concordo con te ,ma se questo passa il convento questo e,comunque con i contratti di figliera il rischio piu grande che corri e quello di vendere il tuo prodotto allo stesso prezzo del buono mercantile,se fai impresa il rischio e la tua compagna quotidiana,dove non ce rischio non ce guadambio,nel mostro caso non andare in perdita e gia un guadaqno,ricordi il buono mercantile a euro 13,che mazzata.

    RispondiElimina
  28. da agricoltore pugliese:

    No. Il contratto obbliga l'uso di alcune varietà (chissà perchè......)che non sono le più performanti e produttive.
    Se non ottengo il tenore proteico previsto da contratto mi viene pagato come grano duro fino ma avendo ottenuto rese inferiori (nell'ordine del 20% inferiori...se non più....).
    Faccio notare che per raggiungere il tenore proteico previsto bisogna superare le 170 unità di azoto per ettaro.
    Diversamente sono lieto di ampliare le mie conoscenze.
    Anzi...ben venga....posso iniziare la sperimentazione già da questa semina.

    Per gli amici siciliani:
    http://www.horta-srl.com/media/documents/horta_www/granoduro.net/Giuseppe-Russo-29sett11.pdf

    RispondiElimina
  29. da agricoltore pugliese:

    interessante anche questo articolo:
    http://www.prosementi.com/images/uploads/pdf/filiera%20grano%20duro%20news%20n.16.pdf

    Spero di non aver infranto alcuna regola o aver urtato la sensibilità altrui.

    RispondiElimina
  30. Agricoltore pugliese
    Concordo. Non tutti gli areali sono vocati alla produzione proteica.
    Il contratto di filiera è una opzione in più, come tale, a mio avviso va valutata con interesse. Ne esistono con svariate modalità peraltro. Certamente anche con le controindicazioni che tu hai sottolineato.
    Più tardi leggerò i tuoi link.
    Puoi dare un occhiata a quanto scrive un lettore (freeland) materano sul post panorama varietale? Magari puoi fornirgli anche il tuo sempre competente punto di vista.

    Ciao tenero
    Di che zona sei?

    Un saluto a tutti, in questi giorni sono abbastanza impegnato in campo. Ma cercherò di tenervi aggiornati sui movimenti di mercato.
    Continuate pure così, le uniche regole da rispettare sono quelle del buon senso e della buona educazione.

    RispondiElimina
  31. ho letto gli articoli.
    la Barilla vorrebbe introdurre il contratto future nel mercato del grano duro, da tempo.
    Per lei è importante pianificare gli approvvigionamenti nel tempo a prezzi bloccati.
    Soltanto che i contratti future, esporrebbero anche il duro alla speculazione finanziaria (al momento soltanto fisica), facendo sì che come avviene oggi per il tenero e per il mais, il ruttino di un oligarca, le stime sbagliate(?) di uno Stato produttore, possano sconvolgere giornalmente il mercato (la cosiddetta volatilità).
    Ad alcuni questo aspetto piace anche, a me personalmente infastidisce e lo trovo uno degli aspetti deleteri dell'economia mondiale.

    Produrre grano duro proteico in Sicilia, non è impossibile,basterebbe dare più azoto tardivo.
    Soltanto che facendo i conti tra il bonus scarso che ricevi, i costi maggiori che sopporti, ed il rischio che corri (con caldo precoce), ti rendi conto che di solito non conviene affatto (quest'anno però potrebbe essere da valutare per questioni economiche contingenti, con un prezzo garantito elevato ed una prospettiva di riduzione del prezzo di mercato).
    Almeno in Sicilia, le proteine, gli industriali, le vogliono soltanto a parole. Non sono disposti a pagarle abbastanza.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.