sabato 1 ottobre 2011

Crollo dei cereali sui mercati internazionali, ma il duro...

Mais e grano tenero hanno chiuso ieri le loro quotazioni, sul mercato di Chicago, a prezzi minimi, mai raggiunti durante tutto l'arco dell'anno. In una sola giornata di scambi il mais ha perduto il 6,3%, mentre il tenero il 6,9%, determinando per il mais un ribasso complessivo nel mese di Settembre di circa il 22%.
La caduta dei prezzi sembra determinata dall'ennesima previsione sballata dell'USDA, infatti il Dipartimento Usa per l'agricoltura dopo averci raccontato per mesi, e sino a due settimane fa, che le scorte di mais erano molto esigue, si sarebbe accorto, all'improvviso, che in realtà la disponibilità di mais è il 23 % superiore alle stime precedenti (!). Così gli ordini di vendita si sono abbattuti sulle borse, trascinando con se anche il tenero (18,35 €/q a Parigi), potenziale succedaneo del granturco nei mangimi, e peraltro interessato da una specifica, anche se meno consistente, revisione al rialzo delle scorte (+6%).
Per il capitolo mais va anche segnalato che per la prima volta dal dopoguerra, gli USA non sono più i principali esportatori nel Mondo di mais, da una quota di 4/5 del mercato sino agli anni '90, si è scesi oggi al 41% degli scambi mondiali, in seguito all'avanzata di Argentina, Ucraina, e Brasile.
Ok, ma il grano duro?
Ebbene, in questo contesto di lacrime e sangue il grano duro sembra tenere botta. In Nord-America ha chiuso anche ieri ad un max di 12,5 $/bushel, con tendenza al rialzo. Anche Minneapolis per quanto meno attendibile rileva un leggero aumento, mentre in Francia addirittura guadagna mezzo € per quintale, ad una quota di 34.
Tutto ciò sembrerebbe inverosimile, se non fosse che sempre nel rapporto USDA, un altro colpo di scena attendeva i mercati, le produzioni di grano duro del Sud Dakota e del Nord Dakota, praticamente i principali produttori di duro americani, sono state stimate rispettivamente il 65% ed il 72% più basse dell'annata precedente.
Situazione incredibilmente fluida dunque. Per noi durogranicoltori, in fondo ed al momento le prospettive continuano ad essere non negative. Ma ogni giorno, cambiano le carte in tavola, con una volatilità impressionante. Tutto può ancora succedere, io credo.


14 commenti:

  1. Speriamo a nostro favore!!

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  2. Certo, certo.... io però sono un po' pessimista (spero di sbagliare!!!)
    Non dimentichiamo che l'anno scorso il grano duro ci ha messo sei mesi a risentire dell'effetto rialzista partito dal CBOT in estate (qualcuno di noi si ricorda che l'anno scorso di questi tempi il grano duro costava meno del tenero??).
    Non è che questa volta la cosa succede al contrario?

    Sulle stime USDA sbagliate, poi, no comment. Anche questa del mais a cui fai riferimento sembra fare il paio con una di quelle dell'anno scorso, sballata (ma in eccesso) di qualche milione di bushel se non sbaglio... si era detto che per errore avevano conteggiato nelle scorte anche un po' di granoturco appena raccolto. Ma si può? E dire che l'USDA aveva fama di essere un'istituzione molto seria. E ora che fanno? Fanno le cose coi piedi o vogliono provare a destabilizzare tutto??

    In un panorama a dire il vero un po' sconfortante, mi rallegro per avere scoperto oggi questo blog (che mi sembra davvero ben fatto e molto accurato)... cercavo da tempo qualcosa del genere (l'avrei volentieri fatto io, ma mai avuto tempo) .... sicuramente la cosa migliore che abbia trovato in Italia sul grano duro!!

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  3. Grazie

    perché non mi aiuti? mi sembri portato.
    Più voci, sono meglio di una.
    Scrivimi alla mail.

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  4. Portato, non lo so (in realtà sono agricoltore per hobby).
    Piuttosto, direi che ho raccolto un po' di informazioni negli ultimi mesi... ma adesso non è che possa dire di capirci qualcosa ;-)
    Comunque ti aiuto volentieri (nel poco tempo libero... lavoro anche oggi, a dire il vero).
    Più tardi ti scrivo (per comodità di solito uso l'email del lavoro... ti chiedo solo di non darlo in giro), così mi spieghi come recuperare un nickname ed evitare questo "anonimo" (ne ho uno di wordpress ma anche quello è per il lavoro....)
    Ci sentiamo!

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  5. Intanto nel Montana calo della produzione del duro pari al 35 % rispetto all'annata precedente. Con una resa media di 20 q/ha e presenza di cariossidi striminzite in alcune partite.

    http://www.greatfallstribune.com/article/20111002/NEWS01/110020301/Montana-s-small-grain-harvest-shrinks?odyssey=tab|topnews|text|Frontpage

    x anonimo
    Ok, attendo tue nuove

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  6. e intanto questi industriali italiani fanno speculazione sulla pelle di tutti gli operatori del settore...

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  7. ma sei sicuro? puoi spiegarti meglio.

    Io invece qualche giorno fa ho visto un noto pastificio siciliano vendere la propria pasta di fascia media a 0,50 €/kg, che mi è sembrato un prezzo molto basso. Non credo che abbiano margini molto elevati visto che comprano la granella all'ingrosso a 0,25 €/kg.

    Personalmente credo che l'unico che lucri realmente sul nostro lavoro sia lo Stato.
    Ogni volta che faccio il pieno al mio trattore la metà del suo costo sono accise ed imposte varie.
    La tassazione agricola è subdola, colpisce duramente chi lavora (con le imposte indirette), non chi vive di rendita (la rendita catastale è molto bassa).

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  8. senza dubbio lo stato e'quello che piu' si prende beffe degli italiani...ma anche questo mercato del grano e' una vera incognita...almeno qui in puglia....una settimana sale ,una settimana scende,la borsa di foggia e' diventata una vera barzelletta..credo che sia manovrata da certi personaggi...solo per i propri interessi..

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  9. da agricoltore pugliese:

    ahimè, i rumors della borsa di altamura si sono rivelati fondati.
    Ribassi sulle principali piazze del duro.
    Bari,napoli,milano,bologna......

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  10. ma in Puglia rispetto alla Sicilia funziona tutto alla perfezione. Cosa dovremmo dire noi con quotazioni sempre più basse di 5-6 €/q di qualsiasi mercato, borse merci che non pubblicano listini di vendita, istituzioni del tutto indifferenti, se non contrarie, alla granicoltura? Visti dalla Sicilia non mi sembrate messi così male.

    grazie agricoltore pugliese per la segnalazione, sei sempre prezioso.

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  11. prezzo del duro a foggia sceso di 1 euro....ma da chi viene manovrato questo prezzo??che cosa ci dobbiamo aspettare nel breve termine?

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  12. da chi viene manovrato?
    non so,
    io ancora non riesco a capire il mercato siciliano, figurati quello pugliese.

    Nel breve?
    Che dirti, i mercati Canada e USA continuano a salire lentamente ogni giorno, mentre l'euro si deprezza. Ciò avrebbe dovuto portare inequivocabilmente ad un aumento del duro anche in Europa. Invece la Francia e successivamente i mercati italiani peninsulari hanno perso qualcosa nei giorni scorsi.
    Giudica tu.
    Domattina vedremo come ha chiuso il mercato USA.


    Per i siculi, la piazza di Catania è sempre stabile secondo la quotazione ISmea di giorno 4 ottobre.

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  13. Stabile in chiusura ieri sera la quotazione negli Usa.

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