martedì 13 maggio 2014

In Sicilia si prepara la bomba amianto


In una Sicilia sempre più sommersa da rifiuti e da discariche abusive il Governatore Crocetta ha deciso di risolvere il problema dell'amianto ancora installato. Nei prossimi tre anni, qualsiasi manufatto contenente amianto dovrà infatti essere rimosso. Un bel problema per le coperture in eternit di numerosi fabbricati (anche rurali) pubblici e privati. 




Rimuovere ogni manufatto in amianto presente in Sicilia entro tre anni. Questo l’importante obiettivo sancito con l’entrata in vigore, avvenuta oggi con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, della Legge 29 aprile 2014 n. 10, “Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto”.
Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede la legge. Ad occuparsi del censimento e della mappatura della presenza di amianto nel territorio regionale, da completare entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, con riguardo al grado di pericolosità del rischio sanitario ed ambientale esistente, sarà l’Ufficio Amianto, istituito nell’ambito del Dipartimento regionale della Protezione Civile.
All’Ufficio Amianto, che sarà composto da dodici soggetti nominati dal Presidente della Regione, spetterà l’arduo compito di ottenere la totale rimozione di ogni manufatto in cemento amianto dal territorio regionale entro tre anni dalla data di entrata in vigore della legge 10/2014, nel rispetto delle norme vigenti sulla corretta procedura di asportazione, trasporto e stoccaggio dell’amianto.

Qui e qui

In pratica qualsiasi privato possieda un tetto in eternit dovrà rimuoverlo e smaltirlo a proprie spese, e quindi sostituirlo con nuova copertura idonea. In Italia si stimano circa 1 miliardo e 300 milioni di metri quadri di lastre di copertura in cemento-amianto.
Giusto dirà qualcuno...ok...ma quanto ci costerà? E soprattutto conoscendo il sistema siciliano di smaltimento dei rifiuti speciali, quanti possessori si preoccuperanno di smaltire legalmente (e con un notevole esborso economico) questo materiale?
Io temo che si verificherà una nuova corsa allo smaltimento selvaggio, come già avvenne qualche anno fa, quando fu introdotto il divieto di commercializzazione. Recentemente sono stati rinvenuti addirittura residui di amianto sotterrato anche nei viali dei giardini pubblici!!! (qui)

Ed allora cosa fare, tenersi l'amianto? 
Forse un provvedimento meno demagogico e più ragionevole avrebbe consentito la bonifica in loco delle coperture in eternit attraverso incapsulamenti o l'introduzione di incentivi per la sostituzione con tetti fotovoltaici, che avrebbero consentito uno smaltimento legale, non svantaggioso ed ecosostenibile per i possessori d tali coperture...nulla di strano, in questi giorni un provvedimento simile, con soluzioni meno talebane ed irrealistiche, è stato preso dalla Regione Lombardia e Toscana (vedi qui e qui).

Una minaccia trasformatasi in opportunità in alcune Regioni..in Sicilia soltanto minacce...preparatevi alle visite dell'Ufficio Amianto...e cominciate sul serio a preoccuparvi per l'inquinamento ambientale da amianto. Un tetto integro è poco pericoloso, uno sfibrato e disperso nell'ambiente è una vera bomba ecologica!

P.S.: dopo appena qualche giorno...http://messina.blogsicilia.it/trasportava-lastre-di-eternit-una-denuncia-nel-messinese/254518/




2 commenti:

  1. ...è si, è proprio un bel casino. Già l'estate scorsa girando per la costa sud-est (Portopalo di Capo Passero, Marzamemi, Pachino) ho notato un bel po' di amianto gettato sui bordi delle strade di campagna...immagino che il fenomeno aumenterà se il provvedimento per lo smaltimento a breve non viene concepito in maniera intelligente.

    Chissà se esiste poi la possibilità di controllare che le ditte a cui si affida lo smaltimento del proprio amianto effettivamente lo facciano in maniera legale.

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    1. si, la ditta a cui consegni il rifiuto speciale pericoloso, è obbligata ad inviarti un certificato di smaltimento della ditta che effettivamente smaltisce...il cerchio si chiude con una tua dichiarazione alla Camera di Commercio, chiamata MUD, nella quale comunichi i dati dell'effettivo smaltimento...

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