giovedì 18 ottobre 2012

USE - Unione Sleale Europea

Il consorzio extravergine di qualità (CEQ), ha denunciato negli ultimi giorni una vicenda esemplificativa dello spirito con il quale gli stati nazionali aderenti all'Unione Europea intendono attuare la famosa integrazione. In Sicilia definiremmo questo spirito semplicemente come: "fotticompare"


Cosa è successo?
In pratica negli ultimi anni è stata lanciata in Cina, India e Russia una potente campagna promozionale, pagata con fondi Europei, il cui scopo è quello di promuovere l'utilizzo di olio...spagnolo.
Lo slogan è: Olio d'oliva spagnolo il numero 1 al Mondo!
Qui le prove fotografiche della campagna. In pratica con fondi di tutti gli europei si promuove un prodotto a vantaggio di alcuni produttori europei ma a scapito di altri (nella fattispecie, i produttori italiani).

Sentiamo il Ceq:

(AGI) - Roma, 18 ott. - "L'Europa da un lato ci chiede l'unita' e dall'altro rema contro! Favorendo, con il mancato coordinamento delle politiche di promozione, alcuni paesi a scapito di altri".
  E' quanto ha denunciato il Consorzio CEQ, nel corso della conferenza stampa "Promozione Europea: Concorrenza sleale?" che si e' tenuta oggi a Roma ed ha presentato immagini inequivocabili di un'Europa che incoraggia la distorsione di concorrenza, riportando quanto riscontrato nell'ambito delle proprie attivita' di promozione in India, Cina e Russia. Dove, con il sostegno dell'Unione Europea, sono in corso campagne di promozione identiche ma con vincoli diversi: all'Italia, che segue le regole della DG agricoltura, e' permesso di pubblicizzare solo l'olio europeo, mentre alla Spagna, che segue le regole della DG Regio, e' permessa la promozione dell'origine spagnola. Con il risultato che la seconda campagna si avvantaggia dell'effetto amplificatore della prima, pagata dagli italiani.
  "I soldi dei produttori e dei contribuenti italiani stanno sostenendo la campagna di promozione dell'olio di oliva spagnolo in India, in Cina e in Russia," ha affermato il Presidente Elia Fiorillo. "Sembra un paradosso, ma in realta' e' il risultato tangibile di quello che puo' capitare quando gli Uffici della Commissione non si coordinano tra loro" ha aggiunto "non vogliamo incriminare nessuno, ma chiediamo semplicemente giustizia e sappiamo che il Ministro Catania si sta battendo a Bruxelles per riparare al danno che i produttori italiani stanno subendo per colpa delle politiche dell'Unione".
  "Il Consorzio ha segnalato ormai da oltre sei mesi a Bruxelles e alle istituzioni nazionali la distorsione di concorrenza che si e' creata per la concomitante presenza dei due programmi promozionali, ma malgrado l'aiuto di Agea e l'intervento del Ministero, gli uffici comunitari non hanno ancora risolto il problema", ha spiegato il Direttore del Consorzio Ceq, Mauro Meloni. "Il caso della campagna spagnola "Oliveoilfromspain", condotta con i fondi comunitari, e' un esempio che puo' ripetersi per altri prodotti e per altri Paesi dell'UE, sempre piu' interessati ai vantaggi di visibilita' offerti dai fondi FESR, rispetto a quelli del FEAGA".
  "Il Ministero ha chiesto a Bruxelles di poter sospendere i programmi di promozione in atto, per limitare i danni per i produttori e i cittadini italiani - ha aggiunto Fiorillo - Confidiamo nella sensibilita' politica del Commissario Ciolos, al quale non e' certo sfuggito il paradosso che due regole opposte in un'Europa unita non possono esistere, perche' creano fratture tra i produttori UE che incrinano il sentiment dell'Europa comune".(AGI) Bru

Il paradosso è che l'Italia pur attingendo a fondi comunitari, ma di una misura leggermente diversa rispetto a quella a cui attingono gli spagnoli, è costretta a promuovere il proprio olio, come olio Europeo, e non già come italiano.
Insomma, queste campagne pubblicitarie hanno dei risvolti pratici? Eccoli:



































Ad essere sinceri credo che questi risultati così magri siano da imputare non solo alla pubblicità sleale a favore degli spagnoli, ma anche ad altri fattori che deprimono la competitività delle nostre produzioni olearie. In Cina la situazione appare davvero preoccupante per noi, se teniamo conto che era considerata il mercato del futuro, nel quale riversare le nostre "eccellenti" produzioni.
Sebbene noi italiani ci sentiamo spesso i più furbi, va riconosciuto che in questa Europa risultiamo spesso i più ingenui.

1 commento:

  1. Prima usciamo dall'europa e dall'euro prima finiranno i nostri guai,causati da 20 anni di politiche contro i popoli europei.Avete presenti come non funzionano le cooperative in sicilia?.cosi e l'europa ognuno vuol fottere l'altro,e noi facciamo accordi con il marocco e con tutti a spese naturalmente nostre.Pero siamo in europa che volete di piu'

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