martedì 9 ottobre 2012

Polpette avvelenate per gli Agricoltori Euro-Mediterranei

Stimolato dai commenti al post precedente ho fatto una piccola ricerca sugli indicatori economici principali della agricoltura Europea. Ho preso in considerazione il principale indicatore detto "A" (reddito agricolo per operatore), molto usato, dai piani alti di Eurolandia per monitorare la situazione reddituale degli agricoltori.
Orbene cosa è successo ai redditi medi dell'agricoltore Europeo negli ultimi 10 anni?


Gioia e giubilo, son cresciuti!
Prendendo la media dei redditi UE a 27, infatti questo "indicatore A" è passato da un valore indicizzato di 103.4 del periodo 2000-2004 ai 111.1 del 2010, quasi un 10% in più. Un discreto risultato! 
Ed all'interno dei vari Paesi, cosa è successo nello stesso intervallo di tempo, la crescita è stata omogenea? Vediamo un pò (nella tabella sotto i dati originali, fonte EuroStat):
Germania (DE) da 94.1 a 124.6 - Benissimo!
Francia (FR) da 109 a 116 - in media europea, benino!
In pratica gli agricoltori franco-tedeschi hanno aumentato il proprio reddito negli ultimi 10 anni!

E spostandoci versi Sud? E' avvenuto esattamente il contrario:
Ovvero:
Spagna (ES) da 112.4 a 101.7 - maluccio!
Grecia (EL) da 111 a 86.5 - malissimo, ma si sa che i Greci purtroppo, sono condannati ad essere ultimi nelle classifiche solitamente!



E l'Italia? a metà probabilmente, uhm...no in effetti, tra tutti i paesi Europei, noi agricoltori italici (e non oso pensare ai sud-italici) abbiamo pagato lo scotto peggiore negli ultimi 10 anni. Il nostro reddito indicizzato è passato da 115 a 83.6, cioè peggio ancora della tanto vituperata Grecia.
Facendo due conti rapidi, negli ultimi dieci anni ad un aumento del reddito agricolo tedesco del 25 %, ne è corrisposto un calo percentuale indicizzato uguale e contrario italiano.
La tabella a lato viene da Agriculture and fishery statistics, documento ufficiale della Commissione Europea a pag 32.

Oh... ma proviamo ad investigare le motivazioni alla base di questa evoluzione. Cosa è successo negli ultimi dieci anni, che ha sconvolto così tanto, i redditi incassati dai vari agricoltori Europei?

Primo, l'introduzione della moneta "Euro", istituita ad uso e consumo dell'Area dell'ex "Marco" è certamente un evento non trascurabile, per le economie che basavano la propria competitività sulla svalutazione della moneta.
Certamente l'Uk, che non aderisce all'Euro, non risulta svantaggiata dal mantenere la propria sovranità monetaria visto che il reddito agricolo è passato, nel medesimo periodo, da 94.2 a 121.3.

Secondo, lo stravolgimento della politica Agricola Comunitaria rispetto al passato.
Ricordo gli obiettivi della vecchia PAC (Art 39 del Trattato di Roma):
• Sostegno dei redditi della popolazione  agricola;
• Aumento della produzione e della produttività;
• Sicurezza negli approvvigionamenti;
• Stabilità dei prezzi di mercato.

E gli strumenti a disposizione:
• (Molta) Politica dei mercati a forte contenuto protezionistico: prezzi minimi garantiti, tariffe all’importazione e sussidi (restituzioni) all’esportazione;
• (Poca) Politica delle strutture, cioè di aggiustamento strutturale delle aziende;
• Sostegno “accoppiato” (alla quantità prodotta), approccio produttivista.

All'inizio degli anni 2000, dopo una lunga gestazione, entra in funzione Agenda 2000, la nuova PAC di una Europa consideratasi ormai opulenta ed all'apice del successo, dove il concetto stesso di agricoltore subirà una profonda trasformazione.
I nuovi obiettivi della Pac:
• Esplicito riconoscimento del tramonto degli obiettivi tradizionali della PAC (Trattato di Roma)
• Multifunzionalità dell’agricoltura:
• Aumento della competitività, ;
• Sostegno all’occupazione ed al reddito nel quadro di strategie di sviluppo rurale;
• Questione agroambientale;
• Produzione di “beni pubblici”;
• Qualità e salubrità degli alimenti.

Così da un lato si innescano i pagamenti diretti sulla base di una produzione storica, totalmente slegata dalla produttività attuale, che assume caratteristiche ereditarie tipiche dei diritti feudali legati alla proprietà della "Terra", ma soprattutto come ricorda la piccola guida alla storia della PAC di Coldiretti:
Agenda 2000 afferma definitivamente lo sviluppo rurale come II pilastro della PAC, anche se non ancora pienamente dotato delle risorse sufficienti per una sua piena efficacia ed efficienza operativa.
Nel 1999, sulla scia di Agenda 2000, viene approvato il regolamento 1257/1999, che riunisce per la prima volta in un unico strumento normativo tutte le misure di sviluppo rurale.
Nel 2003, la Riforma Fischler introduce alcune novità importanti anche per lo sviluppo rurale: vengono inserite, infatti, tre nuove aree di intervento, attraverso tre specifiche misure, e significative modifiche a misure già esistenti, come, ad esempio quella per il rafforzamento dell’insediamento dei giovani agricoltori.
Nel complesso, dunque, la riforma Fischler mostra in modo inequivocabile l’intenzione dell’Unione Europea di rafforzare il secondo pilastro della PAC privilegiando la qualità, l’ambiente e i giovani.
In questo modo sostanzialmente, dolosamente o meno, negli ultimi 10 anni è stato messo in piedi una politica agricola (in sintonia con altri provvedimenti economico-finanziari) che ammantata di buoni propositi e grandi principi, è andata a colpire sistematicamente l'economia agricola (e non solo) dei Paesi Euromediterranei.
Lo spostamento, infatti della erogazione diretta delle risorse economiche, dalle imprese produttive verso la mediazione delle Amministrazioni (o para) Pubbliche, ha esaltato l'organizzazione e l'efficienza delle Amministrazioni virtuose del Centro-Nord-Europa, rendendo ancora molto più competitivi i loro sistemi produttivi nazionali.
Nei Paesi Euromediterannei, invece, questo approccio, per varie ragioni note e prevedibili, sembrerebbe aver generato, attraverso la dispersione delle risorse in mille rivoli improduttivi, un impoverimento complessivo del tessuto agricolo, perdita di competitività ed in generale calo del PIL agricolo (bloccato da anni in questi Paesi).
A lato il Valore Aggiunto Agricolo (espresso in migliaia di Euro) italiano degli ultimi 10 anni (fonte Istat), risulta addirittura in calo.

Il netto impoverimento degli agricoltori Mediterranei (testimoniato dai valori dell'indicatore "A" presentato sopra) peraltro è stato determinato, senza alcun risparmio per il contribuente comune, visto che il bilancio agricolo UE non si è sinora mai ridimensionato. E men che mai i prodotti di origine agricola al consumo hanno subito un abbassamento dei prezzi. Si suppone almeno il consumatore riscontri una migliore qualità e salubrità delle produzioni, perché altrimenti il fallimento sarebbe totale!
In buona sostanza, negli ultimi 10 anni, vi è stato il più clamoroso trasferimento di ricchezza e di capacità competitiva verso l'Europa Centrale cui si sia assistito dall'inizio della Comunità Europea. Mi aspetto nei prossimi 10 anni una inversione di tendenza pari e contraria, altrimenti non si capisce che senso abbia far parte di una Comunità che poggia le proprie prospettive sulle sventure dei più deboli.


P.S. Cosa si intende per Indicatore A lo trovate a pag 28 di Agriculture and fishery statistics

P.S.: Il Valore aggiunto: è dato dalla differenza fra il valore della produzione di beni e servizi ed il valore dei
consumi intermedi. Qui nota metodologica ISTAT.



13 commenti:

  1. L italia perde produttività da oltre 20 anni,e di conseguenza reddito,e questo vale per tutti i comparti produttivi storici-agricoltura e industria sono fortemente penalizzati-la produttività viaggia di pari passo con la capacità di fare investimenti produttivi-in questo paese l enorme debito pubblico della 1° republlica,fatto raddoppiare da una gestione scriteriata di una classe dirigente degli ultimi 10 anni,hanno sottratto al paese
    le risorse necessarie per fare investimenti .I fondamentali dell economia italiana non sono uguali a quelli spagnoli e greci,eppure sembra che andiamo peggio-SEMBRA-il modello di sviluppo di questo paese è fermo a 30 anni fà,ecco la disgrazia,negli ultimi 30 anni il numero di occupati sono sempre gli stessi,ma il pil è sempre cresciuto e con esso il livello di tassazione-cosa vuol dire?che in questo paese non vi è un equa ridistribuzione della ricchezza,e una simile stortura frena la crescita.In passato poter svalutare la lira ha mascherato in parte questo fenomeno,ma il processo era irreversibile ed oggi senza questi escamotage la crisi è ancora piu aggressiva-

    Purtroppo quello di cui non si puo fare a meno di notare è come la zona euromediterranea sia stata messa in ginocchio sotto il profilo finanziario ed economico dal momento in cui
    viene introdotto l euro,pur avendoci messo del nostro il disastro paventato è troppo enorme,forse la teoria di cui va parlando un certo BARNARD a proposito di un disegno francotedesco (di memoria fascista) per annettere la zona sudeuropea a loro non è cosi peregrina- finiremo per essere loro camerieri?strano come gli usa in modo tacito(almeno cosi sembra)avallino questa operazione,ma è anche vero che loro hanno i loro guai,di cui non si vuole e non si deve parlare-

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  2. Skandiski
    Inversione di tendenza! Io ho l'impressione che quì in Italia tutti i politici si lavano la bocca della agricoltura ma a nessuno gli frega niente, o meglio, gli frega solo quando devono mungere con due mani gli agricoltori, senza tenere in considerazione che un popolo senza agricoltura è un popolo finito.

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  3. Mimmo

    io ho invece l'impressione che la Germania ci voglia sganciare più che annetterci.Il processo di integrazione Europeo (germano centrico) non solo è fermo, ma addirittura fa passi indietro.
    Per come la vedo io in un contesto economico di competizione globale per vincere si deve andar più veloci e/o azzoppare gli avversari.
    La Germania semplicemente va veloce ed azzoppa pure i concorrenti. L'Europa sembra costruita sinora per azzoppare chi non ha l'impostazione economica, politica e sociale tedesca, che non sarebbe in assoluto cosa malvagia secondo me, ma il problema è che dobbiamo fare i conti con la realtà, e cioé noi non siamo tedeschi, e difficilmente lo diventeremo in tempo utile per salvare quel poco che ci rimane.

    Certo in prospettiva se le cose dovessero andar molto male, non si esclude che gli italiani possano diventare manodopera a basso costo per le fabbriche tedesche (ma è già successo in passato anche recente), però l'annessione mi sento di escluderla, anche perché storicamente non ha portato bene ad entrambi.

    Skandiski

    si, lo so, l'inversione di tendenza è poco credibile. Per l'agricoltura la prossima PAC sarà fondamentale, attendiamo gli eventi.

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  4. "mi aspetto per i prossimi dieci anni..."
    campa cavallo...
    mi pare evidente che per l'agricoltura hanno agito le stesse dinamiche che vedono l'Italia tra i pigs a fronte delle nazioni del nord europa.
    così come l'euro è stato costruito per dare i risultati finanziari che sono sotto gli occhi di tutti, allo stessa maniera la pac, per come congegnata, doveva addivenire ai medesimi risultati di arricchimento dell'asse franco-tedesco e impoverimento del'agricoltura mediterranea.
    ci sono degli esperti negli uffici programmatici dei poteri forti europei. di contro, la classe politica che dovrebbe rappresentarci, o è in tutt'altre faccende affaccendata (rubare) o svende a vantaggio dei poteri forti nazionali o sovranazionali il presente e il futuro della campagna italiana.
    è sufficiente denunciare tutto ciò? che fare?

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  5. Si, capisco e ne convengo. Però i vantaggi franco-tedeschi delle attuali politiche europee sono così lapalissiani per tutti ormai, che qualcosa agli altri dovranno cedere, se vogliono mantenere l'Europa unita ancora per qualche anno. Altrimenti il loro giocattolo si rompe rapidamente perchè è materialmente insostenibile continuare in questo modo per le economie Mediterranee. E se si rompe presto, stai sicuro che per loro (e le loro banche) sarebbe un guaio.

    E' sufficiente denunciare ciò? Sicuramente no, ma meglio che far finta di niente. Almeno abbiamo l'occasione di confrontarci su questi temi, consapevoli di non essere soli a porci certe questioni.
    Che fare? Domanda alla quale sarebbe più comodo sfuggire. Tu che idee hai in proposito?

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    1. no annessione,ma servi,è diverso-ebbene tener presente che l italia viene tirato dentro l euro per i capelli,grazie ad un artefizio contabile--parte del debito pubblico statale fù trasferito agli enti locali e con qualche aggiustamento i conti quadrarono-alla germania faceva paura avere la seconda potenza manufatturiera europea fuori dall euro e con una moneta propria-la grecia e gli altri falliti servirono a tenere basso il valore dell euro sulle altre monete mondiali,la germania e la francia grazie a questo aumentarono il loro potere esportatrice,in piu la germania la nazione piu solida finanziò la sua riunificazione con un costo del denaro prossimo allo zero-
      ad oggi cè una sola operazione da fare-riappropriarsi della sovranità monetaria,oppure sparare-
      per l italia la situazione è drammatica,poiche la nostra classe dirigente è del tutto inadeguata ad occuparsi del tempo che viviamo-
      evviva,finalmente si sente il tintinnio delle manette in tutta italia,dal sud al nord,finalmente ci si è accorti che le istituzioni sono piene di mafiosi e di ladri,non se ne salva uno,poichè questo paese non poteva ridursi in questo stato per mano di pochi-intanto monti & c.aumentano ancora le tasse e tagliano sul sociale-prima ci liberiamo dal sistema euro e meglio è-prima sostituiamo questa classe dirigente corrotta e incopetente prima risaliremo la china-
      effettivamente l impresa è ardua,al limite della fantascienza,forse è meglio espatriare-

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    2. tintinnar di manette...ci pensavo oggi.
      Ma ti rendi conto che ogni volta che stiamo ad un passo dal collasso economico, come già nel 1992, la magistratura fa partire inchieste a raffica, dimostrandosi incredibilmente efficace e trovando prove schiaccianti.
      Ma per 20 anni, hanno cazzeggiato appresso a Berlusconi, escort e Corona vari, lamentandosi di non avere gli strumenti per indagare, senza concludere un fico secco ed ora improvvisamente sembrano più efficaci della Gestapo.

      E la Magistratura secondo te è indenne dallo sfacelo morale delle Istituzioni? Io non credo.
      E come già successe nel 1992 questo che sta avvenendo rientra, per me, in una strategia di nuovo Ordine Europeo (se non addirittura Mondiale).
      Non mi aspetto nulla di buono da questa fase così confusa. La volta precedente i giochi furono scossi dall'imprevisto avvento Berlusconiano, ma stavolta sono tutti d'accordo.
      Qui si sta preparando come minimo un quinquennio Montiano a pane e cicoria.
      Il programma: pagare il debito in Euro con le banche straniere in un modo o nell'altro.

      Convengo con te, forse sarebbe meglio espatriare, anche se non è chiaro dove!

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    3. NUOVA CALEDONIA-mi piace come si pronuncia-
      aaaaa,cosa dici mai,certo che la magistratura è complice dello sfacello italiano,essa interviene solo quando saltano gli schemi predefiniti dalla politica-esatto come nel 92-essa serve a riempire il vuoto istituzionale lasciato dalla politica ,per sopire gli animi esasperati dei cittadini,senza il suo intervento a rassicurare il popolo,potrebbe accadere veramente una rivoluzione popolare-nel 92 essa permise alle retrovie della 1° repubblica di riorganizzarsi e tornare al potere con facce nuove ma non estranei alla vecchia politica-lo stesso Berlusconi che si definiva nuovo era il compare di craxi il quale contribui non poco a costruire il suo impero-altro che nuovo-
      oggi stanno facendo la stessa cosa,preparano il terreno per Monti,maaaaaa,non è come il 92-
      il popolo è piu incazzato,Grillo è una spina nel fianco e farà saltare molte poltrone-
      All epoca la svalutazione della lira accompagnata ad una congiuntura economica mondiale favorevole,riusci in poco tempo a far risollevare il paese,e a distrarre il popolo-

      Oggi la politica è del tutto impotente almeno chè non decida di ribellarsi al padrone(finanza)cosa assai improbabile,la leva monetaria non c è l abbiamo più,l economia mondiale è in affanno,buona parte dell europa compreso noi
      è in recessione,e le cose saranno sempre peggio-

      Saranno cazzi amari per chi governerà nei prossimi anni,almeno chè non decidano di usare l esercito contro il popolo-

      Faranno anche questo,forse,ma sarà il preludio della fine di tutto-
      questo è un popolo strano,osanna per 20 anni un dittatore ,e poi in 5 minuti lo impiccano a testa in giu in piazzale loreto,certo quello fu opera di un grande galantuomo di nome SANDRO PERTINI,ma ebbene tener presente come questo popolo riesca a convergere ad U in un baleno-
      Monti e company prendano in seria considerazione anche questa variante di questo popolo bizzarro,ne và della loro vità-Manca un PERTINI?al momento giusto ci sarà anche lui-

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    4. Nuova Caledonia mi sembra un ottima scelta sotto tutti i punti di vista.

      Mimmo, Mimmo...staremmo ancora ad osannarlo se non ci fosse stata una Guerra Mondiale Perduta di Mezzo. Ti ricordo che la convergenza ad U di cui parli iniziò soltanto dopo l'8 Settembre 1943. Quindi come minimo ci dobbiamo fare almeno 3 anni di guerra Mondiale (e perderla naturalmente) prima che qualcuno cominci a sospettare che la strada intrapresa sia sbagliata.
      Naturalmente se riceveremo nel frattempo aiuti, finanziamenti e promesse di posti di Potere nel futuro establishment da parte Potenze straniere e quant'altro.
      Non mi pare che queste siano le condizioni attuali.
      Secondo me saranno cazzi amari per chi sarà governato.

      Gli attuali Governanti sono estremamente abili. Noi Italiani estremamente opportunisti. Difficile che scoppi la Rivoluzione a mio avviso, a meno che non salti l'intera impalcatura finanziaria del Mondo Occidentale. Ma ciò non dipende da noi, quanto dai Paesi emergenti.

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  6. Espatriare?
    Teoricamente ci sarebbe anche un altra ipotesi:agevolare l'espatrio di sti parassiti che vanno d'amore e daccordo nel succhiare il sangue altrui. Ci si farebbe dell'aria!

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    1. ciao granturco,come và-questa opzione è compresa nella seconda ipotesi-ma lasciarli andare,significa correre il rischio di ritrovarseli di nuovo tra i piedi-

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    2. ciao Mimmo...
      anche quassù si fa fatica a respirare...aumentano quelli che brontolano e diminuiscono quelli che pagano.. A chiacchere.. c'è chi pensa che non tocchi a lui andarsene: non è più giovanissimo ,si è fatto ..da sé .. un bel mazzo..
      Qualcuno invece vorrebbe che si espatriasse in massa lasciando oneri e onori e vedere come se la cava, da solo, chi si è sempre trovata la tavola imbandita.
      Ma siamo un popolo avanti con gli anni...i giovani non sono molti ..alcuni sono stralunati:non ancora capito ..che scherzo gli ha fatto la generazione che li ha preceduti...chi lo sa , se quando lo capiranno (se lo capiranno e in tempo)..si inxazzano per davvero o si limiteranno a piagnucolare un po' più di vaselina?

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  7. teoricamente...

    a proposito dello sviluppo rurale in Sicilia,
    http://www.qds.it/10904-agrisicilia-la-spesa-e-mal-spesa.htm

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