venerdì 12 ottobre 2012

Elezioni Regionali/2 - Grillo sbarca in Sicilia!

"Sono sbarcato in Sicilia. Ho superato lo stretto. Questo e' il terzo sbarco in Sicilia. Il primo fu Garibaldi che porto' i Savoia, il secondo fu fatto dagli americani che portarono la mafia, il terzo sono io con il Movimento 5 stelle."


Così parlò Beppe Grillo al suo inusuale arrivo in Sicilia. Anomalo nelle modalità certamente, mai nessuno dei predecessori a nuoto in effetti, ma abbastanza ortodosso nei contenuti. 

Sentiamolo sempre in occasione del momento storico:
"Quest'isola ha bisogno del rilancio dei trasporti locali, della banda larga diffusa, di strutture turistiche, della valorizzazione dei suoi giacimenti artistici, di una nuova economia legata alle telecomunicazioni e allo sviluppo del digitale, di investimenti in start-up collegate alle università, di trattenere qui i suoi giovani, il suo futuro, ma soprattutto ha bisogno di onestà nelle istituzioni. Questo è ciò che farà il M5S in Regione Sicilia".

Sicuro che valesse la pena compiere simile sforzo? Certo il discorso è "smart" a prima vista, ma in realtà è una fiera dei sogni, già abbondantemente scandagliata, anche con le medesime parole d'ordine, dalla nostra attuale classe politica. In una Regione in cui non regge già l'economia più tradizionale, direi che è improbabile che si sviluppi una economia così sofisticata.

Grillo aggiunge però, che questi obiettivi saranno perseguiti con onestà...sarà, ma sino a ieri in Sicilia non si è parlato altro che di legalità (che è meno impegnativa visto che in effetti per legge si può anche delinquere), con risultati alquanto vaghi. Ma i cittadini a 5 Stelle saranno diversi, a quanto pare.

Grillo ancora "La Grecia fallisce per il suo debito, la Sicilia fallisce per il suo credito verso lo Stato italiano che gli presta come elemosina solo una parte di ciò che gli deve, ma non pareggia mai il conto - aggiunge - La Regione Sicilia vanta un credito di un miliardo di euro nei confronti dello Stato italiano".
!!!Ma è esattamente ciò che ha dichiarato qualche settimana fa, l'ex Presidente Lombardo!
Tanto che anche sul post del blog di Grillo "Il miliardo di crediti della Regione Sicilia" che riguarda l'argomento, se cliccate sul link "un miliardo di euro di debito" si aprirà un articolo intervista a Raffaele Lombardo.
In realtà ad approfondire la questione, a meno che non vogliamo prendere come unica fonte attendibile le disperate  giustificazioni dell'ex Presidente, questi crediti farebbero parte di un confuso ed articolato contenzioso con lo Stato. Mentre è certo, che la Sicilia ha maturato, con il resto d'Italia, un debito lievitato a più di 5 miliardi di Euro, verso la Cassa Depositi e Prestiti.
Insomma Grillo ed il M5S sono diventati autonomisti, ed in effetti nel programma richiedono la piena applicazione dello Statuto Siciliano (spero abbiano avvertito anche voi potenziali elettori peninsulari). Eppure secondo alcuni, lo Statuto Speciale della Regione Sicilia sarebbe una delle cause maggiori degli sprechi e del malgoverno degli ultimi 60 anni.


Sul Ponte di Messina poi, si estrinseca la massima furbizia degna di un politico navigato:
Personalmente sono contrario al Ponte, ma non voglio imporre niente a nessuno: referendum propositivi senza quorum
In pratica con la scusa della democrazia diretta, il Movimento non prende mai posizione su nessun tema importante (già lo stesso con l'Euro, a livello nazionale). Quindi per sapere se realizzare l'opera o meno, si dovrà prima cambiare la Costituzione a maggioranza qualificata (2/3), istituire i referendum propositivi, ed infine votare (tutti gli italiani suppongo) un si o un no secco al Ponte.
E questa sarebbe la politica del futuro? Una alzata di paletta, con cui un votante disinformato dell'altro capo dello Stivale decide il destino di un Isola, sulla base di considerazioni per lo più istintive!!
Ma è così scandaloso ed antiquato per un partito (pardon per un movimento) prendere posizione su argomenti fondamentali, e subire il voto degli elettori sulla base della propria chiara offerta politica?

Personalmente preferivo questo Grillo politicamente scorretto, ma evidentemente il mezzo passo falso delle ultime elezioni comunali a Palermo gli ha suggerito di non scontentare nessuno, uniformandosi alla politica locale ed alle ultime mode sicule. Ed in effetti le piazze si riempono.

Intanto, un'altro dei pretendenti pirotecnici allo scranno di Palazzo d'Orleans, Miccichè, non sembra ottenere grandi riscontri, almeno a seguire questo video di un suo comizio in un paese siculo dell'interno. In generale tira aria di astensione molto elevata, da queste parti. 

Vi segnalo l'ultimo sondaggio sulle elezioni in Sicilia (prima dello stop elettorale), tratto da BlogSicilia:


6 commenti:

  1. Beh ragionando in termine di alternative, non mi sembra ci sia di meglio...il discorso dell'autonomia funziona sempre con i Siciliani, ma io credo che nel futuro ce ne sarà sempre atteso la squallido uso che se ne è fatto. E Beppe Grillo lo sa......

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  2. Probabile...ma non è per me.

    Intanto Micciché e Musumeci, scintille (sterili) sui piccoli imprenditori agricoli

    Il leader di Grande Sud rimprovera al candidato del centrodestra di voler chiudere le piccole imprese nel settore dell'agricoltura, ma Musumeci ribatte, "Sono un piccolo imprenditore agricolo".


    "Non è con la riduzione delle imprese agricole che si incrementa la domanda, si riducono i prezzi e si aumentano le esportazioni. E' vero il contrario, solo una sana concorrenza fra le aziende è in grado di produrre benefici per tutti". Lo afferma, in una nota, il candidato alla Presidenza della Regione siciliana, Gianfranco Micciché. "Qualcuno informi Musumeci - aggiunge Micciché - che non è compito della Regione quello di ridurre le imprese. Ogni azienda che chiude sono posti di lavoro in meno, costi supplementari per le casse pubbliche e ricchezza che si riduce. La Regione, semmai, deve essere in grado di dettare delle regole volte alla salvaguardia dell'originalità delle nostre colture e fare in modo che queste vengano rispettate. Noi - prosegue - abbiamo le idee chiare: tutela dei prodotti nati in Sicilia, diminuzione del costo del carburante, prodotti a chilometro zero, filiera corta. Le piccole e medie imprese agricole siciliane sono un risorsa inestimabile per la nostra economia, non una palla al piede da eliminare. Musumeci - conclude MIcciché - se ne faccia una ragione".

    La replica di Musumeci. "Sono un piccolo imprenditore agricolo e da anni e vivo i problemi del settore per esperienza diretta, non per sentito dire. O si combatte contro la polverizzazione delle aziende agricole, o i piccoli soccomberanno. Il mercato globalizzato si affronta con la tipicità dei prodotti, una promozione adeguata e la conquista di nuovi mercati".

    "L'associazionismo fra le piccole imprese - aggiunge - diventa requisito essenziale e strategico per contenere costi di produzione, divenuti insostenibili. L'ho detto agli imprenditori agricoli che ho incontrato a Palermo in Confagricoltura e alla Coldiretti e lo ripeterò senza stancarmi. Mai come adesso, in questa stagione di crisi, la Regione ha il compito di tutelare ed accompagnare gli imprenditori in questo processo. Ogni altra considerazione è solo demagogia elettorale".

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  3. miccichè-http://www.tzetze.it/2012/10/video-miccich-parla-ad-una-piazza-vuota-per-le-regionali-siciliane.html

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  4. secondo me per sistemare la nazzione e tutto stu mangia mangia ci vorrebbe un beppe grillo con la testa di (mussolini)

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    1. sii,con i pugni rotanti e razzi fotonici-

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    2. in effetti forse solo Goldrake avrebbe qualche chance...

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