mercoledì 2 novembre 2011

Algeria: Cosa non si farebbe per un buon cous-cous!

Cari lettori, con vero piacere, vi annunzio che il blog si è arricchito della collaborazione di un nuovo autore. Sono sicuro che avrete già avuto modo di apprezzarlo come assiduo commentatore negli ultimi tempi. Si chiama Orzo vestito ed è  un durogranicoltore pugliese, fine osservatore di mercati nazionali ed internazionali. Un ulteriore punto di vista competente non potrà che migliorare la qualità del blog. Di seguito la sua dettagliata analisi sulla situazione algerina, mentre domani integrerò con un mio post che per una serie di coincidenze tratterà alcuni argomenti comuni. 

Le quotazioni del nostro beneamato grano duro, che (dopo una primavera-estate scoppiettanti) a dire il vero avevano assunto un atteggiamento piuttosto fiacco e remissivo di fronte al sopraggiungere delle prime brume autunnali, paiono invece aver acquistato un po' di energia negli ultimi giorni grazie anche agli acquisti dei nostri amici algerini, venuti a comprarne (in Francia soprattutto) quantità industriali  per rimpinguare le loro scorte e per scongiurare il rischio oramai concreto che qualcuno di loro restasse a corto di cous-cous nei prossimi mesi.


Beninteso, la spinta al rialzo delle quotazioni è stata limitata, sufficiente a far guadagnare uno/due euro sui mercati francesi del "blé dur", e nel contempo di riflesso ha consentito  di non far scendere ulteriormente il prezzo sulle piazze italiane: ma meglio di niente.



Comunque i dati parlano chiaro.

Le importazioni di grano dell'Algeria nei primi nove mesi dell'anno sono salite a 5,72 milioni di tonnellate, contro i 4,43 milioni di tonnellate relativi allo stesso periodo dell'anno precedente. Di queste, 1,28 milioni sono di grano duro (pari al raccolto annuale di tutta la Puglia, per capirci)



Ovviamente, la parte del leone l'ha fatta la Francia (che ha sempre mantenuto rapporti commerciali strettissimi con la sua ex-colonia): i nostri cugini francesi  hanno esportato in nove mesi 4,24 milioni di tonnellate di grano (di cui 0,83 di grano duro, anzi, scusate, di blé dur) ma sono riusciti a ritagliarsi una piccola quota (comunque "di gran lunga inferiore" a quella della Francia, secondo le fonti ufficiali, ovviamente filo-francesi)  anche Brasile, Argentina e Stati Uniti per il grano tenero, Messico, Italia, Stati Uniti, Canada e Spagna per il grano duro.



Il motivo di questo aumento delle importazioni in Algeria? Il pessimo raccolto che hanno  realizzato nel 2011 (4,2 milioni di tonnellate), più basso di quello del 2010 (invero già abbastanza scarso, pari a 4,6 milioni di tonnellate) e di quello del 2009 (che invece era stata un'annata da record, con 6,1 milioni), causato da una situazione meteo particolarmente sfortunata, che non ha eguali nel Maghreb (ad esempio il Marocco ha messo nei granai 8,9 milioni di tonnellate nel 2011).



Nel frattempo, divampa la polemica nei confronti del ministro algerino per l'Agricoltura, che aveva promesso di ridurre la dipendenza alimentare dall'estero attraverso un "piano di sviluppo agricolo" che ha richiesto investimenti notevoli.

Evidentemente, qualcosa non deve aver funzionato in questo piano se ora l'Algeria si trova a pagare per il 2011 una fattura che ammonta a 10 miliardi di dollari per i soli cereali....  buon per loro che hanno il metano e il petrolio.
Così anche per quest'anno il cous-cous sarà salvo...

Orzo vestito

6 commenti:

  1. signori,questa notizia e di buon auspicio,tuttavia il mio punto di riferimento e il grano americano,da oltre un mese sotto i 650,con il rapporto euro $ prevalentemente sotto 1.40,se persiste questa situazione,spero di sbagliarmi ma rivedremo il nostro duro tra i 20 e i 25,poi se ci mettiamo pure quello che sta succendendo in europa a livello finanziario,sono molto preoccupato,cosa ne pensate?

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  2. Il grano americano cui ti riferisci ha una correlazione blanda con il grano duro.
    Si tratta infatti di un grano tenero generico quotato presso la borsa merci di Chicago.
    Il punto di riferimento internazionale è il durum wheat (al momento quota circa 1200) ed il blé dur francese.

    Penso che stanno aumentando i costi di produzione vorticosamente in relazione all'aumento del petrolio. L'anno prossimo salvo catastrofi climatiche ci potremmo trovare con così tanto grano duro nel Mondo, da assistere ad un allineamento tra quotazione duro e tenero.
    Vedremo...

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  3. amico mio e proprio per questo che mi preoccupo,quella porcheria alla fine la pastificano lo stesso,e i nostri signori della pasta non si faranno scappare la possibilita di accaparrarsene ,conosco personalmente un faccendiere di queste cose e ti posso assicurare che questi pastificano pure quello che non sarebbe da dare ai porci,quando importano questa porcheria congestionano il mercato,scatenando apprensione tra domanda e offerta,certe cose vengono precostituite con fare doloso,ha lo stesso valore di quella nave con banderia liberiana attraccata al porto in certi periodi dell anno:la crisi economica incomincia a preoccuparmi seriamente,rivedo il clima del 92,addirittura oggi si parlava di prelievi forzosi sui conti correnti,per il resto del mondo occidentale non va meglio.,Sto seminando,se il meteo non mi disturba rischio di fare la migliore semina degli ultimi 10 anni,spero solo di non doverla regalare ai soliti noti,se le cose si mettono male l anno prossimo SCIOPERO, a proposito ho dato un occhiata alla pac,come pensi che gestiranno la regionalizzazione ,a livello nazionale o regionale?

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  4. ma di quale porcheria parli esattamente? non ti seguo.

    Sulla Pac corri troppo, ancora tanta acqua sotto i ponti dovrà passare. E' inutile parlare ora di come l'Italia la applicherà, visto che ancora a livello Europeo è tutto in ballo.

    Pensa alla semina che è meglio.

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  5. queste notizie rassicuranti da granoduro, mi fanno pensare ad un mentenimento del prezzo nelle prossime settimane, ma visto il turbinio del mercato europeo, io sarei propenso ad intravedere un ribassso del prezzo del duro sino a quota 26/28€ al quintale......quindi vendere le poche riserve rimaste è cosa buona e giusta......
    mi compiaccio dell'apporto di orzo vestito che essendo un mio conterraneo mi farà sentire ancora più affezzionato a questo blog..........lorenzo foggia

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  6. Attenzione Lorenzo
    nel mio commento di venerdì scorso sul post più recente troverai un avvertimento. Venerdì i prezzi del duro in America sono scesi di mezzo $. Preannunciavo un possibile calo sulle nostre piazze. Però non sembrerebbe così preoccupante, al momento.

    Si, orzo vestito è un ottimo elemento che spero, compatibilmente con i propri impegni, possa continuare a collaborare con il blog.


    Ciao, continua a seguirci e a dare il tuo contributo.

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