martedì 3 giugno 2014

Premio grano duro secondo l'ultimo accordo PAC

Fonti riservate mi hanno consentito di dare una occhiata all'ultimissima bozza dell'accordo PAC (quella pubblicata qualche giorno fa non era l'ultima versione evidentemente), per quanto riguarda il grano duro ho copia-incollato quanto segue (non ho molto tempo per il blog al momento, saluti).



Misura 2 – Premio specifico frumento duro – Plafond assegnato alla misura 59,7 milioni di Euro
Descrizione tecnica della misura
Localizzazione
L'area di intervento interessa le regioni del Centro Sud: Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna.
Condizioni di ammissibilità
Coltivazione del frumento duro.
 Plafond destinato alla misura: 59,7 milioni di €
 Target superfici stimabili ammissibili alla misura: 1.195.000 Ha

Entità dell’aiuto
Importo unitario: [50] euro/ha.

21 commenti:

  1. qui il testo integrale http://www.agricolae.eu/wp-content/uploads/2014/06/RELAZIONE-PAC-SU-AIUTI-ACCOPPIATI-DOCUMENTO-DEFINITIVO.pdf

    Bella porcata, hanno tolto alle colture proteiche, che non erano legate alle sementi cartellinate per dare qualcosa al duro, dove sicuramente ci sarà l'obbligo del cartellinato, i sementieri vincono sempre!!!

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    1. Scusa fammi capire; prima le colture proteiche prendevano qualcosa? Certo i sementieri sembrano più dei mercanti in stile "pizzo" e noi produttori dobbiamo soccombere. Comunque le soluzioni proteiche sono una mossa per importare meno soia, questo mi sembra un buon passo avanti.

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    2. si, il piano proteico SUD è stato praticamente annullato. Passando dai 53,7 milioni di € agli attuali 11,7 milioni di €.
      Secondo me la nuova PAC è fallita del tutto in Italia, tra agricoltore attivo troppo generoso, convergenza minima, pagamenti diretti ridotti, PSR aumentato e piano proteico finto...rimane soltanto una certezza la semente certificata, quella non manca mai (e solo in Italia questa volta).

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    3. nella bozza precedente, alle proteiche erano stati assegnati circa 100 euro/ha, girati poi al grano duro, poteva essere un buon incentivo per le rotazioni.

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  2. con 50 euro ci si ripaga il costo del cartellino,il lavoro del sementiere,e la comodità del prendere il seme nei centri di stoccaggio invece di conservarlo e curarlo nei propri locali( ammesso che ognuno di noi li abbia)non rimane null'altro,io però mi meraviglio del fatto che ci si meravigli ancora,che si speri ancora che questi politici possano fare scelte utili x noi agricoltori!questi sono i risultati di un astensionismo elettorale,ci si lamenta,si fanno le lotte e poi quando arriva il tempo di votare la gente se ne va al mare!e chi va a votare......da il 40% al pd!!!!io ho votato grillo non tanto x le sue idee quanto come gesto di protesta,chi non lo ha fatto ed ha votato pd o peggio non ha votato affatto ora non ha alcun titolo x lamentarsi,almeno io penso questo

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    1. saremo ancora liberi di esprimere la protesta a modo nostro (cioè astenendoci) in questo scalcagnato Paese? O dobbiamo per forza votare dei buffoni?

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    2. non voglio fare polemica ,evidentemente su questo argomento la pensiamo diversamente,ritornando al discorso dell'accoppiato io penso che alla fine tutta sta polemica sui premi accoppiati,sulla percentuale iniziale del 15% poi scesa al 10 e forse ora stabilita all' 11%,il travaso di soldi dalle proteaginose al grano duro ,sia tutta strumentale volta a nascondere il fatto principale e cioè la riduzione complessiva delle risorse in campo,ricordo che sull'accoppiato (dova la "mia" CIA vorrebbe fare le barricate)se non ci fosse stato,le risorse non sarebbero state perse ma spalmate sul pagamento di base e poi ognuno seminava che cavolo gli pareva! invece qua ci hanno tolto altri soldi e poi ci dicono che se facciamo come dicono loro ci danno qualche briciola....io non mi meraviglio perchè in fondo se ci ripensiamo è successo anche così in passato,mi meraviglio di chi si meraviglia,tutto qua...

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    3. Si è liberi di dissentire come meglio si crede,naturalmente nei limiti consentiti dalla legge,maaa,le regole della democrazia partecipativa sono chiare e precise-
      preciso, che la democrazia partecipativa, si sta rivelando una bella fregatura-

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    4. Giovanni giusto, evitiamo polemiche sterili...

      tornando a noi, il premio accoppiato (in generale) è stato richiesto fortemente dalle Regioni del Nord penalizzate dalla convergenza sui titoli ordinari. Il grosso è dedicato infatti alla zootecnica, peraltro iscritta al libro genealogico (cioè stalle del Nord, principalmente).
      E' un modo come un altro per cambiare il meno possibile. in termini di premi PAC percepiti da ogni azienda.

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    5. si infatti,invece di fare scelte coraggiose (e drastiche),hanno scelto x la lenta agonia( la nostra),a questo punto chi ha terreni irrigui,o come me che pur non avendo l'acqua d'irrigazione direttamente nei miei campi ma una distanza relativamente vicina,gli conviene di più affittare a pomodoro e altre orticole e non stare a seminare,se avrò offerte interesanti l'anno prossimo affitterò anche una parte di terreni dove ho richiesto la 68,meglio prendere l'affitto e restituire eventualmente una parte del premio percepito,che avere tutti i titoli aziendali,che in termini di importo unitario sono una miseria

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  3. È adesso scattano le denunce.assosementi non può esprimersi come ho appena letto sul loro sito. da domani il Ministro Martina verrà messo direttamente al corrente della differenza tra semente cartellinata e seme aziendale: cioè geneticamente nessuna! adesso ci siamo stancati di essere presi per il.......
    Se potete mandate una mail direttamente sul sito del Ministero.....

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  4. http://www.sementi.it/comunicato-stampa/349/pac-2014-2020-seme-certificato

    Nuova PAC e aiuti accoppiati: Assosementi insiste sull'uso delle sementi certificate per meglio salvaguardare il Made in Italy
    Pubblicato il 4 giugno 2014 in: pacpac e sementiAssosementi
    La tracciabilità, la sicurezza e la maggiore sostenibilità assicurati da un seme maggiormente controllato valorizzano l'intero sistema produttivo

    Alla vigilia degli incontri decisivi Ministero-Regioni sugli aiuti ai seminativi nell’ambito della nuova PAC, Assosementi è intervenuta di nuovo per chiedere che sia prescritto l’utilizzo delle sementi certificate per beneficiare degli aiuti accoppiati. “Nel momento in cui si definiscono misure molto importanti per la produzione agricola nei prossimi anni – afferma Guido Dall’Ara, presidente dell’associazione che riunisce le aziende sementiere italiane – è nostro dovere ribadire il ruolo che svolge il seme per caratterizzare le produzioni e salvaguardare dalla base le filiere nazionali, in considerazione anche dell’interesse crescente che giustamente tutto il mondo ripone sulle sementi”.
    “Siamo soddisfatti che grazie agli accordi della scorsa settimana la soia ed il frumento duro siano stati inseriti tra le altre colture come riso, proteiche e proteaginose che potranno avvalersi di un aiuto accoppiato – continua Dall’Ara. Tuttavia, se vogliamo rendere la PAC più efficace è necessario preoccuparsi anche delle sementi e adottare una decisione coraggiosa, cioè prevedere l’obbligo di impiegare sementi certificate per accedere agli aiuti accoppiati riservati ai seminativi”.
    “Il documento ministeriale di presentazione delle proposte sottolinea ad esempio l’obiettivo di favorire la coltivazione di soia ogm free italiana. Eppure, mentre ogni anno lo stesso Ministero finanzia un piano di controllo ogm delle sementi di soia poste in commercio dalle aziende sementiere, in questa sede non ci si preoccupa di legare l’aiuto accoppiato – sottolinea Dall’Ara – all’uso di seme ufficialmente certificato, per evitare che poi l’agricoltore impieghi o acquisti seme non controllato”.
    “Il settore sementiero italiano si regge inoltre molto sulle sementi certificate e senza una tutela indiretta attraverso gli aiuti accoppiati si potrebbe mettere a rischio la tenuta del made in Italy. Il grano duro, uno di questi simboli, registra una crescente presenza sul mercato di varietà di costituzione non italiana, che oramai hanno superato il 50%. La Francia riesce a destinare ad esempio alla ricerca varietale sui cereali a paglia oltre 50 milioni di euro all’anno, grazie al cosiddetto contributo per la ricerca prelevato su ogni q.le di granella da consumo prodotta in quel paese, contro i soli 4-5 milioni del nostro paese, ricavati attraverso la vendita del seme. Ecco perché sostenere l’utilizzo delle sementi certificate nella PAC – conclude il presidente di Assosementi – è un segnale di lungimiranza nella difesa dell’agroalimentare nazionale”.

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  5. Assosementi e il teatro dell'ignoranza.Come sempre hanno fatto in passato adducono motivazioni tecniche infondate paventando addirittura lo spauracchio Ogm!
    Loro puntano sul chi tace acconsente e sulla strada più breve per vedersi garantite le vendite e i guadagni attraverso fondi europei,invece di fare una proposta di legge seria sul modello francese, che premi chi fa veramente ricerca Made in Italy ! E poi con il sistema 'ti do la pac se mi dai il cartellino'.....andiamo ancora una volta a favorire i sementieri esteri.....che però sono dentro Assosementi....e allora chi sono i veri italiani?voi di Assosementi o noi agricoltori?

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  6. buona sera aquanto ammonta il contributo ad ettaro

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  7. ho chiesto ai sindacati , naturalmente non mi hanno saputo rispondere , per favore ,potete dirmi il significato di agricoltore attivo per la nuova pac 2015 ? grazie

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    1. sembrerebbe al momento che per essere considerato agricoltore attivo basti una partita IVA agricola e la dichiarazione IVA annuale...sembrerebbe anche che al di sotto di una certa soglia di premi percepiti, che varia in funzione della zona svantaggiata o meno, non c'è neanche bisogno di questi requisiti...

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    2. grazie per la risposta . comunque ancora , per come ho capito ,non c'è nulla di definitivo e soprattutto di certo .

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  8. Buonasera a tutti....vi chiedo un consiglio..
    circa 6 anni fa ho comprato 3 ettari di terreno adibito a grano duro
    io da quella data non l ho piu fatto cltivare perché non mi va l idea che chi lo coltiva
    in ptprimis lo vuole affidato gratis, poi usa tanto di quel veleno che ho la sensazione che mi si avveleni il terreno...
    vorrei sapere cosa posso fare per guadagnarci qualcosa?
    che tipo fi grano?
    E cosa pensate del biologico?
    terreno sito in provincia agrigento

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  9. non te la prendere, ma sei venuto nel blog sbagliato, qui molti vogliono affidato il terreno gratis e spargono un sacco di veleno...il consiglio è di venderlo, possibilmente a basso prezzo, ad un vero agricoltore.
    Alfetta

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