lunedì 30 giugno 2014

Newsletter n.25 di I.A., facciamo un po' di polemica con il Krukko

Noto che in certi ambienti dell'Italia cerealicola, i Canadesi godono spesso di stima superiore alle loro capacità. Io stesso li apprezzo molto, non solo per la loro capacità di operare in un ambiente climaticamente ostile, ma anche per la serietà e trasparenza che manifestano nel pubblicare i dati sulle loro produzioni. Anche quando non sono proprio eccellenti. 


Nel 2013 la raccolta di Duro Canadese, anche a causa di una resa più elevata del solito (ben 30 q/ha circa,  6 milioni di t di produzione su circa 2 milioni di ettari secondo i dati ufficiali e pubblici), sul piano del contenuto proteico fu caratterizzata da percentuali proteiche molto modeste (tra l'11 % ed il 12% in funzione delle varie categorie). Mentre in altre annate le proteine arrivavano anche al 15-16 % in media sulla produzione nazionale, ma a fronte di rese molto più modeste. Negli ultimi anni tuttavia gli stessi canadesi si stanno sempre più orientando verso la produzione piuttosto che la qualità.

In Italia tuttavia per l'agroindustria nazionale il canadese, almeno a parole, è sempre eccelso comunque vada, ma in termini di prezzo invece appena un mese fa, il fino nostrano ed il Canadese quotavano quasi lo stesso valore, a manifestare una sostanziale equivalenza (ora però la forbice si sta allargando, a causa di un nostro deficit, ritengo, visto che i canadesi raccoglieranno a Settembre ed il loro grano esportato, al momento, è sempre lo stesso). 

Così mi suona strano leggere nell'ultima newsletter di IA che il canadese n.3 starebbe arrivando in Italia, con il 13,5 % di proteine (minimo!!!):

MERCATO - Grano Duro

Per il frumento duro nazionale la situazione è ancora molto confusa, anche perché le operazioni di raccolta sono discontinue a causa delle piogge intermittenti che cadono soprattutto in Italia centrale.

A Foggia il listino ha registrato un ulteriore aumento di 5 euro/t, con il «fino» che quota (nominalmente) 282,50 euro/t. Il problema è che questo prezzo riguarda merce con almeno 12% di proteine e sembrebbe proprio che di merce così (di origine pugliese, s’intende) ve ne sia veramente poca. Il grano post-pioggia presenta problemi qualitativi in termini di proteine e di peso specifico e viene quotato almeno 15-20 euro in meno alla tonnellata. Infatti la borsa merci di Foggia ha scritto in calce al listino «N.B.: per il grano slavato i prezzi saranno definiti la prossima settimana».

Non ci sono ancora quotazioni ufficiali al Centro-Nord. Per il prodotto non proteico (sotto 12%) c’è stata qualche vendita a 270-275 euro/t partenza centro di stoccaggio. La vera incognita sarà la qualità, sicuramente molto disomogenea.

Intanto si apprezza il grano duro estero. In Francia il prodotto del nuovo raccolto («base luglio») è quotato a 285 euro/t fob Port-La-Nouvelle. Il grano canadese (n. 3, min. 13,5% proteine) vale 312 euro/t messo su camion a Bari.

I rialzi nominali sul listino di Foggia non tengono ancora conto della qualità del prodotto post-pioggia. Ancora fermi i mercati al Centro-Nord, mentre all’estero i prezzi sono in ascesa.


Come arrivi in Italia il canadese n.3 al 13,5 % di proteine (minimo) però mi appare un mistero, visto che i dati qualitativi riportati dalla Commissione Grano Canadese riportano una percentuale proteica del Canadese n.3 per il grano raccolto nel 2013 pari al 12% (vedi sotto).
Le categorie Canadesi di grano sono altamente standardizzate (è un pregio che ci ricordano sempre i nostri agroindustriali), per cui è improbabile (per non dire impossibile) che arrivi in Italia grano iperproteico a fronte di una dotazione media modesta.
Ritengo che qualcosa non quadri...invito il Krukko a rivedere le proprie fonti a Bari.




Fonte


Per scrupolo ho controllato anche il CWB, ed anche lì il Duro n.3 (CWAD) del 2013 raggiunge il 12,1 di proteine, le altre categorie anche più basso. A Bari arriverebbe invece preziosissima merce al 13,5 % di proteine a prezzi irrisori...





54 commenti:

  1. Ognuno fà il suo mestiere,compreso il Krukko-
    Da come ne parlano gli operatori del settore,se domani scomparisse il Canada dalla faccia della terra,moriremmo tutti di fame,nessuno dice che del grano italiano se ne parla sin dall' epoca dell'impero romano,nessuno dice che se la politica rinsanisse,e destinasse per intero i fondi pac a sostegno del reddito agricolo ricostituendo un pagamento base congruo(non meno di 800E ad ettaro per chi coltiva grano duro) anzichè dare soldi ad albergatori e venditori di macchine agricole, in Italia si tornerebbe a seminare grano duro anche sotto il letto e la sua capacità produttiva basterebbe a soddisfare la richiesta dell'industria trasformatrice-
    Invece grazie a questo sistema scellerato,ci tocca sentire certi sproloqui ,favolette da bar sulle magnificenze del Grano canadese,omettendo di dire che da quel paese non arriva neanche il 20% del totale trasformato in Italia e che il nostro grano non è cosi orrendo come si dice,-
    Viene dall'America,così diceva un vecchietto vicino casa mia,viene dal Canada,così hanno imparato a dire i nostri signori del grano,omettendo di dire che quando vanno in Canada,trovano i padroni di quel Grano e non sono certo gli agricoltori-
    Dieci anni di carestie ci vorrebbero,in italia si dovrebbe quasi estinguere il grano duro,poi vediamo se viene dal Canada,ops,Aameericaa-

    I Canadesi,sono uguali a tutti gli altri,sui report scrivono quello che vogliono,anzi quello che gli fà comodo,mica sono fessi,noi che siamo i più grandi trasformatori scriviamo che il nostro grano fà schifo ,e per deprezzarlo andiamo a prendere qualche rimorchio di grano in Canada,loro che sono forti esportatori scrivono che il loro grano e di qualità superiore,omettendo di dire che anche da loro si produce granella buona solo per il settore zootecnico,-


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  2. I dati diffusi dai canadesi sono corretti. Chi scrive di grano duro su questo blog dovrebbe sapere che le proteine espresse in Canada sono sempre "base umido" mentre quelle espresse da noi sono "base secco". Informarsi prima di scrivere, Prego.

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    1. E' in fondo al grading del Cwad nella sezione grain Quality dello stesso sito da te citato della Canada Grain Commission. Dice chiaramente che a meno di espressa indicazione le proteine sul grano sono espresse con una base di umidità del 13,5%.

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    2. Quindi, per chiudere la discussione, proteine 12% su base umidità 13,5% = Proteine 13,87% su base secco. Chiaro o devo fare un disegno?

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    3. Che i dati dei canadesi fossero corretti non avevo dubbi...io però continuo a non vedere nelle categorie espresse dalle Camere di Commercio Italiane che il contenuto proteico del grano nostrano è sulla sostanza secca.
      Ho controllato Foggia, Bologna ed Altamura e scrivono di contenuto proteico senza dare alcuna specifica, anzi riportando il dato dell'umidità. Da qui tutto lascerebbe intendere che il dato riferito alla granella per le CCIAA sia il tal quale, come per i canadesi.

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    4. Non devi arrampicarti sugli specchi. Sei tu ad aver fatto l'articolo citando siti e documenti canadesi. Sarebbe come confondere gradi centigradi con gradi celsius. Non è grave, basta riconoscere l'errore.

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    5. gradi Celsius e gradi centigradi sono sostanzialmente la stessa cosa.
      Non vorrei che ti sbagliassi anche sul contenuto proteico. Una prova che il contenuto proteico italiano sia riferito alla sostanza secca, non si trova proprio? Io cito fonti riscontrabili quando riporto notizie, perchè dovrei crederti a scatola chiusa?

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    6. Leggo ora la discussione... interessante.

      Devo dire che granduro un errore comunque l'hai commesso: hai scritto che "gradi Celsius e gradi centigradi sono sostanzialmente la stessa cosa".
      In realtà sono ESATTAMENTE la stessa cosa... infatti sono sinonimi!

      A parte l'esempio (ehm... direi non proprio calzante) addotto dal nostro amico saputello, può essere che sul resto abbia ragione... perché la sua teoria farebbe tornare parecchie cose.

      Aspetto anche io qualche riferimento che chiarisca definitivamente che in Italia il contenuto proteico della granella è riferito alla sostanza secca (ci sarà scritto da qualche parte o il nostro amico anonimo è l'unico a conoscere questo segreto?)

      orzo

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    7. può anche darsi che abbia ragione, tuttavia quando il contenuto proteico è espresso sulla sostanza secca, l'unità di misura universalmente adottata è % s.s., al contrario in tutte le categorie merceologiche riportate dalle CCIAA il contenuto proteico è espresso semplicemente in % (cioè sul tal quale). Se errore c'è i primi a commetterlo sono quelli delle CCIAA, oppure si tratta del solito stratagemma per creare confusione tra gli operatori e non rendere confrontabili le produzioni estere e quelle nazionali.

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    8. Caro anonimo presuntuoso, ammesso che grano duro abbia sbagliato o sia disinformato, non puoi dare il tuo contributo senza fare la parte del saputello arrogante. La conoscenza si costruisce attraverso il confronto e il contributo di tutti.

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    9. @granoduro: Un aspetto da verificare è se le analisi effettuate con le apparecchiature elettroniche (infrarosso) che usano commercianti e cooperative sono sul secco o sul tal quale. La metodica di laboratorio Kjendahl determina la % di proteine sul secco ma dovremmo verificare cosa succede nel caso delle metodiche ad infrarosso comunemente usate.

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    10. tieni conto che le apparecchiature che utilizzano l'infrarosso vengono comunque calibrate con i campioni ottenuti con il Metodo Kjeldahl. Il contenuto proteico può essere espresso comunque sul tal quale o sulla sostanza secca, a secondo se si computa l'umidità del seme o meno. Stiamo provando a trovare, grazie ad Orzo vestito, la norma UNI 10709:1998
      Titolo : Cariossidi di grano duro. Requisiti qualitativi, classificazione e metodi di prova. Questa dovrebbe indicare come viene espresso in Italia il contenuto proteico delle cariossidi. Tutto il resto che è stato trovato sul web, grazie anche ad altri lettori, non è abbastanza chiaro o definitivo. Se qualcuno ha la possibilità di verificare la fonte UNI o altra fonte abbastanza autorevole e riesce ad inviarla alla mia mail, la pubblicherò in modo da chiarire pubblicamente la questione. Grazie a tutti per la partecipazione.

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    11. Svevo, io e granduro ci siamo posti la stessa domanda che fai tu e stiamo proprio cercando di approfondire questo argomento.

      Le apparecchiature elettroniche (tipo infraalyzer) generalmente analizzano il prodotto qual è, però vengono calibrate in precedenza... e (forse) dovrebbero correggere il risultato in base all'umidità che misurano.

      Però adesso vorremmo approfondire bene il discorso, non è mica una questione da poco.

      Perché noi cerchiamo di capire... qualcuno invece pensa di sapere già tutto... e poi magari crede che ci sia differenza tra i gradi celsius e centigradi!

      Mi sembra che tu sei abbastanza esperto... se ci vuoi dare una mano anche tu, contattaci via email...

      orzo

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  3. giusto granduro,anche io a settembre scorso a tutti coloro che mi consigliavano di vendere il grano perchè sarebbe arrivata la marea di canadese a travolgerci,gli facevo notare che la qualità del grano candese era in realtà modesta ,grazie anche alle notizie apprese su questo prezioso blog ed alla tua instancabile ed apprezzabile ricerca di dati oltre che di notizie (quelle ne girano anche troppe direi e spesso false e tendenziose),i fatti (aumento del prezzo del duro in italia da gennaio in poi e accaparramento di tutta la merce presente nei magazzini) ne hanno dato conferma,io penso che fino a settembre non dovrebbero esserci grossi problemi sulla commercializzazione del grano appena mietuto,certo,se poi i canadesi dovessero fare quest'anno quantità e qualità il quadro si complicherebbe e di molto...riguardo al discorso delle reali caratteristiche del n3 canadese non ho elementi da fornire e resto anche io in attesa di una risposta da parte di krukko..

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    1. Vivete nel mondo delle favole. Non immaginate neanche quanto lavoro hanno storicamente fatto in Canada per la qualità del grano duro. E anche oggi che non c'e' più il Cwb resta il paese di riferimento per chi cerca qualità.

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    2. Comunque il cwb esiste ancora informati

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    3. Come monopolista non esiste più.

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    4. un altro canadofilo...fai la semina primaverile e vedrai quante proteine in più fai, non devi fare tanto lavoro, basta accontentarti di una resa della metà.

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  4. Sostenete che i dati Canadesi sono esatti,almeno su questo concordate,or dunque,quali prove avete a sostegno della loro veridicità?
    In Italia,i dati che escono fuori ogni anno sullo stato del raccolto italiano è quasi sempre concentrato a dimostrare che vi è una bassa presenza di grano proteico,chi sà perchè,ma poi i magazzini italiani puntualmente si svuotano e per coprire il fabbisogno si và raccattando qualche secchio di grano qua e là per il mondo,altrimenti finirebbe la presenza della pasta sugli scaffali degl'ipermercati,allora sto grano italiano è buono oppure nò?come mai si cita tanto la qualità del grano canadese e poi ne importiamo un quantitativo irrisorio di proteico ,cosa succede durante lo stoccaggio nei silos il grano italiano aumenta il suo grado proteico per grazia ricevuta?oppure quei dati che tendono a deprezzare il nostro prodotto vengono messi lì perchè a qualcuno fà comodo che siano di quella entità?
    Siete sicuri che il canadese serva ad aggiustare il grano italiano e non quelle partite di grano che provengono dal mar nero ,le quali partono con certificati per uso zootecnico ,ma poi quando arrivano da noi stranamente vengono riqualificati e destinati all'uso alimentare?
    Qui,chi gestisce le cose ha il potere di fare quello che vuole,anche quello di far scrivere ad un'agenzia specializzata,un report dove si afferma che gli asini volano e che vi piaccia o nò,da quel momento in poi,per gli operatori del comparto gli asini volano,punto e basta,altrimenti sei fuori-

    A mè non risulta che ad un diverso grado di umidità corrisponda un diverso contenuto proteico,le proteine o ci sono oppure nò-

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  5. gino agricoltore pugliese1 luglio 2014 20:10

    in canada si trebbia a settembre con temperature piuttosto basse e spesso sotto l'acqua, qualcuno mi saprebbe spiegare come fanno a produrre grano asciutto al 12% di umidità e di alta qualità???
    il bacino del mediterraneo dovrebbe in teoria essere climaticamente la latitudine ideale per produrre il duro di qualità? ma noi siamo solo capaci di produrre porcheria che viene aggiustata con il grano canadese trebbiato dopo una massiccia dose di glifosate!!!!

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  6. Nel Reg. speciale del frumento duro, adottato dalla Deputazione Nazionale con delibera n°5 del 27 novembre 2013, del comitato di filiera del frumento duro
    della Camera di Commercio di Foggia, ci si riferisce, in una Tabella delle caratteristiche qualitative, ad un generico contenuto di proteine, con il quale vengono confrontati i vari tipi di grano duro; in una nota poi si parla di Proteine s.s (azoto X 5,70).

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    1. se riesci ad inviarmi il documento lo pubblico, così tutti abbiamo un
      riscontro diretto.
      Sarebbe importante, sul web non riesco a trovarlo.
      Grazie

      granodurosicilia@gmail.com

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  7. Segnalo che al momento il Krukko è impossibilitato ad intervenire.

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  8. Eccomi qua: non posso partire per qualche giorno (sono di rientro dalla Grecia, della quale magari vi riferisco in altra sede) che scoppia la polemica! A parte gli scherzi, sono invece grato a Granduro per aver sollevato alcuni problemi che vanno assolutamente chiariti.

    Innanzitutto capirete bene che una newsletter come Obiettivo Cereali è uno strumento utile (almeno spero), ma che il poco spazio a disposizione costringe a volte a fare affermazioni che non sono sempre dimostrabili nell’immediato. Cerco di spiegarmi: mentre sul mercato del grano nazionale difficilmente mi sbaglio (i listini invece spesso si …), soprattutto al Centro-Nord, sul grano estero invece è virtualmente impossibile avere un quadro chiaro della situazione. In ogni caso vi garantisco, pena la mia cancellazione fisica da questo blog, che la notizia pubblicata lunedì scorso è assolutamente vera e riscontrata oggettivamente da decine di commercianti (sennò non la scrivevo).
    Vediamo perché:
    - il “grading” canadese, per quanto il CWB ecc. ce la mettano tutta, non è una scienza esatta. Mentre per il peso specifico e la vitrosità i dati sono molto omogenei per tutto il Canada, per le proteine non è così. Può succedere ad esempio che una cooperativa del Saskatchewan segnali all’importatore italiano (o alla multinazionale di turno) di avere disponibile un lotto che è classificato come n° 3 effetti, ma che fa 14 di proteine.
    - Secondo: pensate veramente che i canadesi, visto l’esito del raccolto 2013, non abbiano miscelato le partite con il prodotto dell’anno precedente (che invece era proteico)? Se lo fanno i nostri commercianti e semolieri, figuriamoci loro!
    - Il prezzo: 312 euro/t messo su camion vuol dire 308 cif, che sono circa 420 US$/t. Non è proprio un prezzo irrisorio, se pensiamo che durante l’ultimo inverno si sono fatti affari (per Panamax da 50/60.000 ton cif Bari) anche a 360/380 US$/t. Mettiamoci sopra pure un premio per la proteina di 20 dollari, e vi rendete conto dell’enorme guadagno che ha realizzato il compratore. Il problema è che dobbiamo abituarci a pensare al DIFFERIMENTO TEMPORALE degli affari. I prezzi del grano nordamericano si fanno anche con un anno di anticipo, per cui è assolutamente inutile guardare le quotazioni canadesi (soprattutto del grano duro) per pronta consegna. Queste possono tutt’al più darci un’idea delle tendenze future, ma non del mercato attuale.
    - Proteine: confermo che il tenore proteico valevole per i contratti si misura SEMPRE sul “tal quale”, che in Italia è “base 13%” di umidità (poi non è vero, perché il grano del Sud spesso ha molta meno umidità, per cui ci fregano i soldi). Quando 5 anni fa ho iniziato a vendere grano per conto della OP Italia Cereali, mi ricordo che ho preso delle cantonate (poi fortunatamente risolte in positivo) madornali proprio perché il NIR più avanzato della Foss (ho la fortuna di averne uno disponibile vicino al mio ufficio) misura la proteina anche su sostanza secca, con il risultato che non ci capivo più nulla, perché dei grani bellissimi mi risultavano a 11-11,5%, e invece erano a 13%.

    Ci sarebbero tante altre cose da aggiungere, ma sinceramente le polemiche su “grano estero si o no”, o sulla presunta superiorità qualitativa o sanitaria di questa o quella provenienza sono piuttosto sterili. Non ci aiutano a fare mercato ne tanto meno a spuntare prezzi migliori. Siamo tutti in gioco e dobbiamo giocare, sennò facciamo come quelli che invece di ammettere che la Nazionale italiana ha giocato male danno la colpa all’arbitro.
    Tanto per chiarirci: quest’anno in Italia le proteine sono molto basse, e ciò purtroppo aiuta la speculazione a scapito del lavoro onesto che tutti noi svolgiamo con fatica tutti i giorni (mugnai compresi).

    Grazie per l’attenzione, IL KRUKKO

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    1. grazie Krukko per l'intervento, anzi spero che con calma ci farai sapere qualcosa sulla situazione Greca.
      Sappi tuttavia che ogni qualvolta andrai all'estero a testare grano non italiano avrai riservato questo trattamento ;-)

      Mi riservo comunque di approfondire ulteriormente la questione.

      E chiedo a coloro che vendono grano in base al contenuto proteico (dalle mie parti le valutazioni sono fatte ad occhio quasi sempre), cosa leggono nella ricevuta delle analisi della granella conferita. % Proteine o % Proteine s.s..
      Non vorrei che nella confusione dovuta al poco chiaro sistema di misura, qualche stoccatore ci sguazzi.

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    2. L'INFRATEC 1241 misura la % proteica della granella in sostanza secca, anche se ovviamente sono possibili altre tarature.

      Detto questo vorrei meglio capire, se possibile, l'affermazione di Anonimo del 30 giugno 2014 23:31
      Quindi, per chiudere la discussione, proteine 12% su base umidità 13,5% = Proteine 13,87% su base secco. Chiaro o devo fare un disegno?

      Sicuramente sono stato poco attento, ma non comprendo bene il passaggio. Allora, per rifarci agli stessi numeri:

      qualora la granella abbia un'umidità del 13,5% e un tenore proteico del 12%

      allora

      la stessa granella con un'umidità pari a (quanto??) avrebbe un tenore proteico del 13,87%.

      Qual'è l'umidità base secco?

      Questo fattore di circa 1,155 per trasformare le proteine da umido a secco (infatti 12x1,15=13,86) da dove viene fuori?

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    3. L'idea è che devi fare la proporzione:
      12 : (100-13.5) = x:100
      perché il 12% è riferito a qualcosa che contiene acqua, e tu vuoi calcolare la percentuale (x%) riferita alla sola parte secca... cioè dopo che hai eliminato tutta l'acqua!

      Quindi il fattore di conversione 1,155 corrisponde a 100/(100-13.5)

      orzo matematico ;-)

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    4. Ok grazie per l'informazione sull'Infratec.

      se il primo anonimo ha ragione si spiegherebbero tutte le incongruenze con i dati proteici canadesi.

      Stiamo provando a trovare il documento ufficiale nel quale si evince che le categorie merceologiche italiane, per quanto riguarda le proteine, sono riferite alla sostanza secca. Sembra facile ma non lo è.

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  9. La XDS può misurare sia su s.s. che su "tal quale". Basta decidersi.

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  10. Quando consegno il grano mi fanno le analisi con infratec e conservano il campione per pagarlo a qualità . Ho appreso che sono possibili diverse tarature (secco o tal quale) ma noi non lo sappiamo. Sento puzza di fregatura. Non vorrei che misurassero le proteine sul tal quale e farci intendere che sono sul secco. Possono con questo giochetto farti passare un fino per un buono mercantile o un mercantile e fregarti uno due euro quintale.Vorrei ringraziare tutti per le utili informazioni. Quello che mi piacerebbe capire come mai i canadesi misurano le proteine sull umido e non sul secco.

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    1. Semmai è al contrario svevo... almeno da quello che ho capito finora...

      Volevo però segnalare una cosa che mi fa sballare quelle che mi sembravano certezze.

      Casualmente, ero in possesso di un piccolo campione di AMBER 3 ritirato l'anno scorso da un molino della mia zona e di primo pomeriggio l'ho portato ad analizzare presso lo stesso stoccatore dove conferisco il mio grano...bene, mentre il mio aveva 10,8 il canadese aveva 14.

      La "macchinetta" è la stessa!

      Brancolo nel buio....

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    2. No, l'interpretazione di Svevo è corretta, ed anche la sua ipotesi del giochetto non è da scartare.

      I canadesi misurano sul grano normalizzato al 13,5 % come loro stessi affermano chiaramente. E' un modo come un altro. L'importante è che sia chiaro il riferimento. In Italia non lo è per niente.
      Speriamo di fare chiarezza nei prossimi giorni. Ho postato un quesito all'Ismea. Qualcosa si potrà sapere la prossima settimana.

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  11. Anche secondo me svevo ha ragione... forse c'è un po' di confusione... provo a riassumere quanto ho capito io.

    Il fatto è che la misura delle proteine avviene sempre sul "tal quale"... in un secondo tempo (magari automaticamente!) la misura è riportata a un valore di umidità prefissato. Noi però non capiamo se, quando conferiamo il prodotto, ciò venga fatto o no e (in caso affermativo) a che valore di umidità venga riportata la % di proteine.

    E' chiaro che, più il grano è umido, minore è la % di proteine: le proteine sono quelle che sono, mentre con l'umidità aumenta il peso della granella, quindi la % in peso delle proteine diminuisce.
    Quindi, se si vogliono confrontare grani diversi, è necessario ricondurre il dato a situazioni in cui l'umidità sia la stessa per tutti.

    Ora, il fatto è che la % di l'umidità di riferimento è:
    13,5%, per il grano canadese
    12%, per il grano USA
    0%, se il contenuto in proteine è calcolato "sul secco".
    ignota, per il nostro prodotto.

    Ecco, è quest'ultimo punto che è da chiarire...

    Sul 10,8 non mi pronuncio... ma c'è qualcosa di strano.

    orzo

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  12. la discussione è sicuramente interessante,però sta di fatto che ad oggi gli unici contratti nei quali si paga a proteine sono i contratti di filiera,che a onor del vero rappresentano una piccolissima parte del grano prodotto in italia..la mia esperienza degli anni scorsi quando ho prodotto il grano fino è che comunque non mi è mai stato pagato il prezzo ufficiale della camera di commercio(foggia nel mio caso)un perchè c'erano da togliere le spese di ammasso che non sono quasi mai ben chiare,molto spesso invece mi sono sentito dire che non mi veniva liquidato il prezzo del fino perchè il mercato reale aveva delle quotazioni più basse rispetto a quelle ufficiali....della serie:il coltello c'è l'hanno sempre gli altri dalla parte del manico e non noi....

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    1. mai capitato di avere il grano declassato a buono mercantile per mancanza di proteine?

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    2. le quotazioni di Foggia rappresentano quanto pagato al commerciante all'ingrosso non al produttore. Leggiamoli bene i listini, prima di lamentarci....tanto per farlo.

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    3. gino agricoltore pugliese4 luglio 2014 09:31

      non dimenticare che nella quotazione l' IVA di circa 1 euro è a parte e nessuno la paga, leggiamoli bene i listini!!!!

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    4. a me tolgono 2 €/q ma l'IVA me la pagano.

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    5. all'anonimo che mi invita a leggere bene i listini prima di fare polemica,dico 3 cose:primo,la mia non era una polemica era solo una considerazione ,secondo :nessuno tra i commercianti e la cooperativa a cui conferisco i miei prodotti ha i coraggio di dire che ci vogliono 2 euro piu iva x il magazzinaggi,ma tutti si nascondono dietro la frase di rito che i mulini non pagano i prezzi ufficiali....;terzo:sarebbe bello se tutti voi anonimi che commentate,cominciate a dire almeno il vostro nome e la vostra qualifica ,produttore o commerciante che sia prima di bacchettare e \o rimproverare gli altri.....

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  13. Giovanni, la questione delle proteine riguarda (sebbene indirettamente) tutti quelli che producono grano duro ... credo che sia un po' miope dire che riguardi solo "i contratti di filiera" ... è un po' la (brutta) abitudine di noi italiani pensare che sia possibile coltivare il proprio orticello a prescindere da tutto quello che ci circonda e senza fare troppo sforzi per capire dove va a finire il nostro prodotto e perché venga svalutato rispetto ad altri!

    orzo

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  14. Devo dire che da due anni a questa parte anche se non faccio parte di un contratto di filiera il grano viene classificato alla consegna e mi viene pagato in base alle categorie mercantili di appartenenza. E' chiaro che ci sono le spese da togliere per il conto deposito etc... ma se consegno fino (quindi tutti i parametri del fino compreso le proteine al 12%) si parte da 28,50 - 29,00 meno i famosi due euro ai quali fate riferimento, mentre se consegno mercatile il prezzo di riferimento è di almeno due euro più basso meno poi le spese. So bene che ci sono molti commercianti che prendono quasi tutto e quotano in base al buono mercantile, ma la tendenza è quella di pagare il grano in base alla qualità sopratutto nel caso delle cooperative e dei commercianti e mulini che fanno parte delle filiere. In questo caso l'esatta determinazione dei parametri che individuano la categoria merceologica per il duro è di fondamentale importanza.

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  15. Scusate se insisto: gestisco un contratto piuttosto voluminoso con Barilla. Le proteine le misuriamo sempre sul tal quale, sia in partenza dal magazzino che allo scarico (e devo dire che i dati in genere coincidono). Le "macchinette" sono tarate sull'umidità base 13% (per questo dico che in realtà le proteine consegnate sono sempre più alte rispetto alle misurazioni, visto che l'umidità media è più bassa del 13%).

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    1. Se il contratto cui ti riferisci è simile a quello che mi hai spedito, direi che state penalizzando i vostri conferitori, lì è scritto chiaramente che le proteine si misurano sulla s.s..

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    2. no, quello che ti ho mandato è l'AGER 102 di Bologna, che è un contratto standard che serve solo a dirimere le eventuali controversie in arbitrato. Sui contratti di filiera (Barilla ecc.) scriviamo metodo Kjeldahl, che è quello che diceva il collega: su sostanza secca. Però sinceramente mi sembra che le tarature della Foss e della Perten tengano conto dell'umidità. Boh ... non ci capisco più nulla.

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  16. la macchinetta utilizzata dalla mia cooperativa è una infratec analyzer ,quando misuriamo il campione viene fuori peso specifico ,umidità,indice di glutine,proteine ed anche il colore se non sbaglio,il dato delle proteine è quello che la macchinetta ha segnato li sul momento,se poi lei ha un programma al suo interno che riparametra automaticamente a 13 di umidità il solo dato delle proteine non lo so,ma non credo.....

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    1. se verrà confermato che il contenuto proteico delle categorie commerciali di grano in Italia si misura sulla s.s., direi che è rilevante sapere come misuri l'infratec della tua cooperativa, c'è il rischio che sul grano che consegniate vi freghi 1, 1,5 % di proteine, se fosse tarata sul tal quale.

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  17. abbiamo visto ieri sera le operazioni x la taratura della macchina ma non ci abbiamo capito granchè...la marca è la foss,e dovrebbe essere l'ultimo modello o comunque uno dei più recenti,non credo nella malafede degli addetti della cooperativa o dei commercianti(peraltro solo uno ha preso adesso un modello della stessa marca molto più vecchio) probabilmente è solo una questione di ignoranza della nostra parte agricola rispetto a questo tema..

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    1. Qui in Sicilia qualche anno fa la Regione Sicilia, acquisto e diede in affidamento ai principali centri di stoccaggio degli infratec della Foss. IL contenuto proteico era calcolato sulla s.s., la calibrazione ogni anno (perchè sballa da un anno all'altro) veniva effettuata dall'Istituto della Cerealicoltura di Roma ed era la stessa per tutti gli strumenti. Non so se la cosa funzioni ancora così...però vi consiglio di approfondire perchè 'ste macchinette se non gestire opportunamente (anche senza dolo) danno letteralmente i numeri dopo un pò.Per verificare il loro corretto funzionamento dovreste farvi effettuare delle analisi su granelle da un laboratorio di analisi con il metodo Kjeldahl (bastano tre campioni, in doppio, con livelli proteici differenti) e poi rianalizzarli con l'infratec. Se coincidono bene, altrimenti la macchinetta è sballata.

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    2. Per curiosità, Giovanni, con che cosa l'avete calibrato l'apparecchio?
      orzo

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  18. ho visto tarare la macchinetta subito prima della campagna con dei campioni provenienti dal cra,c'erano delle sigle,cose varie,insomma fatto tutto a regola

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    1. Ma i campioni erano campioni di grano duro? Quanti ce ne avevate?
      E la % di proteine dei campioni (misurata dal CRA) era sulla sostanza secca? O a quale % di umidità?

      Non credo neanche io nella malafede di tutti... penso però che ci sia un po' di ignoranza, e vorrei chiarire meglio la cosa... per evitare che qualcuno meno ignorante degli altri ci possa marciare!

      orzo

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  19. be all'epoca ho guardato quella operazione in maniera distratta,c'erano sia campioni di grano che di orzo,sul resto non ti so rispondere ,io penso comunque che le proteine vengano misurate sulla base dell'umidità del momento,se poi,man mano che il grano tende a perdere l'umidità aumenta le proteine non saprei dirlo,sarebbe interessante cercare di contattare i responsabili delle ditte che producono queste macchinette per saperne qualcosa in più......

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  20. Come si fa a parlare di qualità sul canadese se per trebbiarlo ci vuole il giocate chi se ne fregano se cia le proteine o no ,il nostro grano lo secca il sole e penso che questa e la cosa più importante il grano italiano non avvelena nessuno agricoltura abruzz

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    1. sono perfettamente d'accordo, ormai tutti conoscono le proteine come valore assoluto del grano,ma non tutti conoscono il fatto che molto spesso i grani duri provenienti dal "nord del mondo",(Canada compreso)i quali presentano indici di proteina molto alta 12-13-14,sono grani con alta contaminazione di MICOTOSSINE ..
      L'unione Europea ha stabilito un limite di micotossine tollerabili negli alimenti(pasta,pane)sopra il quale un grano è tossico.Sapete come ha calcolato tale limite:ha calcolato il consumo medio di pasta,pane di un cittadino europeo e su questo dato ha stabilito il limite di tolleranza delle MICOTOSSINE(microorganismi altamente cangerogeni,ne esistono di diversa composizione già catalogati e altri ne vengono scoperte)
      Ora è chiaro agli occhi di tutti che io personalmente mangio la pasta due volte al giorno un irlandese quanto ne mangia? voglio dire solo che io-voi siamo esposti a queste micotossine oltre i parametri di tolleranza e la cosa più assurda,paradossale è che il nostro grano Siciliano (appunto perchè "lo secca il sole" è quasi esente dalla presenza delle MICOTOSSINE,è un grano salubre ordunque che cosa è la qualità ?State attenti a cosa mangiano i vostri bambini qui l'Europa a stabilito un limite di micotossine molto più basso per le paste,pane come alimento per i bambini sotto i tre anni di età.Ma da noi quando si"cala la pasta" lo si fa per tutta la famiglia bambini compresi.
      Morale produciamo sano ma mangiamo proteico-tossine(di qualità).
      Mi pongo un quesito. i commercianti ci dicono che il nostro grano va tagliato con i grani proteici per dare una buona semola,non sarà che il nostro grano serve da taglio per i grani proteici del nord al fine di far abbassare il limite di MICOTOSSINE?quanta merce,grano sentite viene sequestrata perchè supera questo limite?nessuno allarmismo "cu mora mora cu campa campa"

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