venerdì 4 luglio 2014

Grillo ed i fondi strutturali al Sud

Cambiamo argomento...proprio ieri Beppe Grillo ha affermato in una conferenza stampa a Strasburgo: "non date finanziamenti all'Italia. Scompaiono tutti in tre regioni: Calabria, Sicilia e Campania: e quindi a mafia, 'ndrangheta e camorra". Sembra assurdo lo so, però secondo me non ha tutti i torti, almeno per la mia realtà Siciliana.



Prendiamo il caso dei fondi strutturali per l'agricoltura. Secondo un grafico uscito su Terra e Vita n.10/2014, la Sicilia sarebbe la Regione Italiana nella quale si riversano più fondi PSR. Circa 2,2 miliardi di € nei prossimi sette anni, qualcosa di più di quanto già erogato (almeno teoricamente) nei precedenti 7 anni.

Come già visto nel precedente post "La propaganda del nulla...il fallimento del PSR Sicilia (dati alla mano)", ben 2,173 miliardi di € in sette anni della programmazione 2007-2013, (tenete conto che l'intero PIL siciliano agricolo è pari a 2,5 miliardi di €), non sono stati capaci di determinare un solo anno di Pil agricolo positivo decente in Sicilia dal 2007.  

Perché i fondi strutturali non funzionano in Sicilia?
Leggiamo quanto spiega, in dettaglio, Beppe Grillo qui sul suo blog.
L'Italia per il periodo di programmazione 2007-2013 ha ricevuto dall'Europa 28,8 miliardi di Euro pari a circa l’8% del budget dell'Unione europea destinato alla politica di coesione, di cui 21.64 miliardi di Euro per le Regioni in obiettivo convergenza, ovvero alcune Regioni del sud (Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Basilicata). E' proprio in queste Regioni che si collocano le maggiori risorse ma (si registrano anche i più forti ritardi nella loro spesa. 
Cosa non funziona nel nostro sistema di gestione di queste importanti risorse?I Fondi strutturali vengono nella quasi totalità amministrati dalle Regioni in attuazione di un Programma operativo concordato e in linea con quello nazionale. Ma la mancanza di chiare e strutturate politiche in molti ambiti prioritari dell´azione dei Fondi e di una credibile politica di lungo termine fanno sí che l´efficacia degli interventi venga frammentata e dispersa in mille azioni, spesso legate a logiche politiche locali e clientelari.
L´efficacia dei Fondi strutturali dipende anche da un altro fattore: la qualità dei governi locali. Le Regioni più ricche (quindi con meno risorse) sembrano essere le più virtuose nell'attuazione delle politiche strutturali. Al contrario le regioni del Sud Italia, che dispongono della maggiore dotazione di fondi comunitari, mostrano una bassa propensione alla spesa.
In sintesi non hanno effetto le politiche strutturali perché passano da amministrazioni pubbliche che non funzionano, e quindi si disperdono in mille rivoli, antieconomici e dissennati, più o meno oscuri. 
In più una quota dei fondi Europei va integrata dai finanziamenti regionali (pena la restituzione) che sono sempre meno disponibili in alcune Regioni dissestate finanziariamente come la Sicilia. Ed infine le aziende per sfruttare i finanziamenti PSR devono ricorrere al credito bancario che qui nel profondo Sud è spesso molto difficile da ottenere e/o a costi proibitivi.
Ciò nonostante l'amministrazione Siciliana ha insistito per aumentare ancora i fondi PSR in Sicilia. 

E le Regioni del Nord stanno a guardare? Niente affatto, pur essendo meglio organizzate e con una amministrazione pubblica più efficiente, i loro PSR sono però molto più limitati, tuttavia si rifanno con gli interessi con i pagamenti diretti. Cioè preferiscono destinare le risorse direttamente alle aziende in modo tale che sia l'imprenditore senza troppi vincoli e lungaggini burocratiche (capisco che AGEA non è rapidissima, ma nulla di paragonabile ad un PSR siculo) a decidere come investirle.

Questa sotto è la tabella riassuntiva dei pagamenti diretti percepiti per Regione annualmente con la precedente PAC (già riportata in un precedente post). Se confrontiamo Lombardia e Sicilia due Regioni simili per estensione, risultano di fondi PSR rispettivamente circa 1 miliardo e 2 miliardi in 7 anni, mentre di pagamenti diretti circa 3,7 miliardi di € (circa 536.000 per ogni anno) per i lombardi e 2,5 miliardi di € (circa 351.000 € x anno) per i siciliani nei 7 anni trascorsi.


I risultati di queste politiche? Non è facilissimo confrontarli, tuttavia, prendendo come termine di paragone il Valore aggiunto per unità lavorativa agricola (VA/UL) nelle due Regioni pubblicato dagli annuari economici, troviamo in Sicilia il seguente grafico (occhio ai rettangoli gialli in calo dal 2004 al 2011):



Mentre quelli lombardi in aumento netto nello stesso periodo.



Ciò vuol dire che gli operatori del settore agricolo hanno aumentato la ricchezza prodotta (e probabilmente anche il reddito) in Lombardia, mentre in Sicilia abbiamo invece assistito ad un mesto declino, accompagnato anche da un amento della disoccupazione agricola (vedi sotto).



Questi dati li trovate sugli annuari economici siciliani e lombardi.

In buona sostanza dunque credo come Grillo che erogare contributi pubblici attraverso le Amministrazioni locali sicule non solo non dia benefici all'economia, ma anzi alimenti il malsano andazzo della Regione Siciliana.
Purtroppo l'Europa sembra complice in questo atteggiamento assistenzialista Keynesiano di intervento pubblico, dove il pubblico, che non riesce a garantire neanche la propria ordinaria Amministrazione, dovrebbe pianificare gli interventi sulle aziende private.
Nella prossima PAC, i pagamenti diretti per le aziende italiane saranno sempre meno, a fronte di interventi strutturali PSR in aumento del 6%, evidenziano la volontà politica di proseguire su questa strada.

Lo Stato Italiano (e la Regione Siciliana) è alla frutta, eppure l'Europa continua ad investire le sempre più scarne risorse su di esso. 
Finché questa sarà la politica economica, il Sud produttivo non ha futuro. Affamare la bestia pubblica e liberare le imprese dalle vessazioni fiscali e amministrative quotidiane, non ci sono altre possibilità per provare a far ripartire l'economia.












17 commenti:

  1. Fondi europei, il grande spreco da 7 miliardi

    http://www.repubblica.it/economia/2014/07/07/news/fondi_europei_il_grande_spreco_da_7_miliardi-90887401/?ref=HREA-1

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    1. le regioni penso abbiano una disponibilita,liberta di destinare risorse dal primo al secondo pilastro limitata .Il fatto che molte regioni percepiscano più aiuti diretti di noi penso dipenda da delle rese storiche (20q hacirca)comunicate in passato(mi pare dai nostri sindacati magari per far arrivare soldi della "siccità") e mai aggiornate per cui nella redistribuzione ci perdiamo.Chi ci aiuta a capire come stanno le cose?

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    2. opinione: ci danno meno aiuti diretti e più psr per recuperare il terreno perso da quelle vecchie rese dichiarate e ai nostri politici dal risultato ottenuto nelle conferenza stato-regione questo va bene.Non sarà che siamo in Sicilia e che all'agricoltore si preferisca il "SISTEMA", il quale si nutre di psr ( a tale gioco purtroppo partecipiamo anche noi forse per mentalità) ed ecco comprare trattori nuovi che magari non servivano ma per il gusto di farlo con pochi spiccioli (fatture gonfiate ,pseudopermute e chi più ne ha ne metta cosi come nell"'edilizia agricola");biologico venduto come tale ma che non lo è dove sono gli ammassi differenziati bio in sicilia?parcelle varie pagate ai progettisti,burocrazia in più da gestire per i sindacati,pseudo regali ai vari dirigenti di turno ecc...,Ecco vogliono che facciamo gli imprenditori in un contesto dove per crescere devi intrallazzare creare quello che chiamo il tuo sistema o l'alternativa è vivere di sostentamento forse dichiarando le giornate ai vostri figli e prendendo poi la disoccupazione(altro lavoro per i sindacati)o godendovi quel poco di aiuto diretto che vi resta dopo aver pagato tasse e contributi.Non critico nessuno in questo marasma recuperate quando potete però penso che chi per educazione non riesce a fare sistema il ricambio generazionale nelle loro aziende sarà impossibile e questo sarà tutta colpa di voi che amministrate .Grillini ci siete?

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  2. E pensare che prima facevo quel mestiere lì (progettista finanziamenti pubblici) ... ora sudo di più, guadagno di meno, ma vuoi mettere la soddisfazione !!!

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  3. Fondi Ue, i numeri del fallimento
    E la Sicilia continua ad affondare

    http://livesicilia.it/2014/07/07/fondi-europei-i-numeri-del-fallimento-e-la-sicilia-continua-ad-affondare_511702/

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  4. dati non controvertibili ma ciò non esclude il fatto che grillo (che ho votato) abbia comunque detto una cazzata! noi dobbiamo lottare x sconfiggere il malaffare,l'ignoranza e l'inefficienza atavica delle regioni meridionali,ma il fatto di dire:visto che voi sperperate o non sapete utilizzare i fondi europei ve li togliamo,a me non sta bene!

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    1. il punto secondo me è che in prevalenza malaffare ed inefficienza stanno nelle Istituzioni che gestiscono questi denari, per cui, più gliene dai, più li rafforzi.

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  5. Il generale Giubilaro, comandante regionale in Sicilia delle Fiamme Gialle, ha appena riferito che nei primi mesi dell’anno, su controlli mirati per 290 milioni di finanziamenti pubblici sul territorio “sono state riscontrate fondi illecitamente erogati per circa 224 milioni”.
    http://www.siciliainformazioni.com/106870/lallarme-procuratore-agueci-paese-muore-corruzione

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  6. Gli agricoltori italiani sarebbero in grado di rinunciare ai contributi pac facendo pagare il grano quanto effettivamente costa produrlo? saremmo noi in grado di baipassare centri di ritiro,borse merci,speculatori e rendere davvero tracciabile il nostro prodotto? Saremmo noi in grado di riprenderci un mercato,quello del made in Italy,e consegnare solo a chi effettivamente produce con solo grano Italiano? credo che la chiave di tutto sia proprio li.

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    1. Ma l' agricoltore medio pianifica la propria attività agricola sulla base del percepimento dei fondi strutturali (i famigerati PSR) ? Tendo ad escluderlo almeno al Sud...e personalmente sono certo che non è così.
      Se venissero aboliti per la stragrande maggioranza degli agricoltori non cambierebbe nulla...sono pochissimi peraltro quelli che li ricevono in relazione al numero complessivo delle aziende.
      I premi accoppiati sono tutt'altra cosa rispetto ai fondi strutturali, ma non meno deleteri in certi casi, se pensiamo ad esempio a tutti quei soggetti che non hanno mai messo piede in campagna, impegnati in altre attività, eppure ricevono un comodo bonifico senza sforzo.
      Tuttavia il vero agricoltore può rinunciare ad essi?...Soltanto se si regola l'accesso di materie prime dall'estero, con dazi e quantità contingentate, io penso. Non ci sono altri strumenti.

      Impossibile visti i tempi?...Non so, in Francia il primo partito ha nel suo programma questo obiettivo molto chiaro...dunque penso che dipende da noi...del resto continuando a sprecare denaro senza ottenere nessun risultato tangibile, al netto delle parole e della propaganda, non credo che si andrà lontano....anzi ne sono sicuro.

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    2. .parlando di titoli, secondo voi, il loro valore dovrebbe essere uguale per tutti? vi sembra giusto che ad ogni ettaro non corrisponde lo stesso valore?

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    3. Non e' giusto infatti ne scrissi già' nel post
      http://durodisicilia.blogspot.fr/2012/02/la-pac-e-uguale-per-tutti.html

      Tuttavia va ricordato che i titoli bassi siciliani non sono li per caso, sono frutto delle rese storiche molto basse che si facevano in Sicilia prima del 2000, a causa dell'uso smodato del ringrano, di annate molto poco produttive e di errori di rilevamento statistici, che noi abbiamo fatto passare senza dire nulla, come ancor oggi capita.

      La nuova PAC doveva sanare queste iniquità' ma l' agricoltura siciliana dominata da altri settori con titoli elevati ha preferito spingere per il mantenimento della attuale situazione, come il resto della politica nazionale adottando il sistema irlandese per la convergenza...ma la PAC e' questa in Italia, niente di piu' di uno strumento di mantenimento dello statu quo.

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  7. Negli ultimi mesi più agricoltori hanno espresso pubblicamente la loro perplessità in merito agli aiuti accoppiati.Altri hanno denunciato comportamenti non trasparenti da parte di OP,coop,consorzi di appartenenza tramite quasi obbligato per accedere ai PRS. Direi che i tempi sono maturi perchè noi agricoltori si sappia collocare il nostro prodotto in mercati dove il prezzo rispecchia origine,costi, qualità,e quantità.
    Dalla politica non mi aspetto nulla,anzi la rifuggo visto che la ragioneria di stato ben sapendo i premi incassati dagli agricoltori ha architettato meccanismi tali per cui gli enti locali si riprendono i mancati trasferimenti imponendo imu.tasi,tari a livelli assurdi per colture estensive a bassa PLV come grano.
    Noi non dobbiamo,possiamo contingentare le entrate; produciamo al di sotto del nostro fabbisogno dobbiamo importare.
    Quello che dobbiamo fare,secondo il mio parere,è fare gruppo tra noi,cercare acquirenti a rendere tracciabile tutto il nostro grano,tutti i nostri prodotti.
    Toglierli dalla massa.E' questa la scommessa.
    Se qualche agricoltore parte,sono certa a ruota partiranno tutti gli altri.
    Nelle colline E.R hanno avviato da tempo un progetto dove agricoltori mulini e forni sono in filiera e producono solo per il territorio locale.

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  8. Non so bene quali siano questi mercati che dovrebbero premiare il nostro prodotto...io osservo sostanzialmente un grande mercato globale dove le differenze di prezzo sono sostanzialmente limitate a pochi centesimi/Kg (con Sicilia a Grecia sempre ai prezzi minimi per la verità).

    Contingentare le importazioni vuol dire limitarle alle quantità necessarie, non impedirle, mentre al momento sono assolutamente libere, ciò può determinare un crollo delle quotazioni in presenza di elevate disponibilità mondiali (cosa che non accade da qualche anno per fortuna).

    fare gruppo, tracciabilità?...purtroppo con me non trovi terreno fertile, se noti in alto a destra nel blog leggerai che questo è un blog anarco-individualista...ovvero basato sui principi di minori regole possibili e libertà di impresa individuale, oltre alla tanto decantata quanto trascurata, soprattutto in Sicilia, trasparenza dei mercati...in vari anni di attività mi sono convinto che non esiste migliore e più efficiente azienda agricola di una a conduzione individuale o al massimo familiare.
    Una conduzione che naturalmente deve essere in grado di affrontare ogni aspetto della attività...cosa assolutamente possibile visto che coltivare grano non è proprio il mestiere più complicato del Mondo.

    Più di qualcuno è già partito anche in Sicilia, esistono varie filiere alcune anche funzionanti, ma vivacchiano nulla di più, ci sono vantaggi e svantaggi ad aderire, per un certo tipo di azienda possono funzionare, per altre, quelle estensive, molto meno....correre dietro alle fisime delle filiere è complicato quando hai molto terreno da gestire...meglio in questi contesti (che io reputo quelli che domineranno gli scenari futuri) puntare su un prodotto di massa, a basso costo ed a un prezzo che tutto sommato è molto prossimo a quello cosiddetto di qualità.

    In buona sostanza credo che eliminare i premi accoppiati mantenendo le frontiere aperte all'ingresso libero di prodotto estero determinerà la morte certa della agricoltura italiana nel medio periodo...purtroppo sembra questa la direzione della politica nazionale dominante (anzi stanno per aprire ai mercati USA e Canadesi)...per fortuna in Europa esistono altre nazioni che hanno una visione economica più vocata alla produzione che al consumo...confido più nella loro lungimiranza che in quella degli italiani.


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    1. Fondamentalmente penso che noi agricoltori un po anarchici lo siamo tutti,Tuttavia penso che delle forme di associazionismo servono in sicilia quantomeno per dare dignità a un settore che è nelle mani di tutti tranne di noi che produciamo.Pensando alle filiere immagino se i soggetti più forti interloquissero con un'unica voce quella dell'Agricoltore sicuramente si otterrebbero dei vantaggi, le chiamerei op di fatto o semplici senza bisogno di costituirsi e senza bisogno di strutture.
      Riguardo a ciò che si e detto sono d'accordo con voi ,siamo imprenditori senza credito per investire e le nostre istituzioni non fanno nulla o a volte peggiorano tale situazione come quando escludono la maggioranza delle aziende cerealicole ha fruire del premio biologico trascinandole per ultime nelle graduatorie dei bandi.Non basta che percepiamo un premio-titolo che è il più basso d'italia secondi solo alla sardegna in più ci mettono il bastone tra le ruote(non capendo che viaggiamo nella stessa macchina)con la loro gestione dei psr.Burocrati che godono del fatto che noi agricoltori "dipendiamo" dai loro uffici,dal loro modo di produrre burocrazia.
      Conoscete il progetto born in sicilia ,la prima volta ne ho sentito parlare da un certo Diana(forse l'allora direttore dell'assessorato mpa) mi pare 2007 ,da allora diversi politici(movimento cinque stelle compreso) hanno riproposto l'argomento cambiando di volta in volta qualche virgola bene al 2014 ancora niente.Morale nessuno ha a cuore la nostra agricoltura nessuno la ama come l'amiamo noi.Ma nelle altre regioni ,all'estero non è cosi non solo gli agricoltori hanno più aiuti diretti in più sono affiancati da delle politiche protezioniste es.chilometro zero,obbligo delle grandi distribuzioni di vendere prodotti locali,marchi di tutela,ecc..).E io speriamo che me la cavi

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    2. Magari la fanta-op che immaginavo potrebbe nascere nel blog,tutto è possibile se pensiamo ai grillini anche noi come loro siamo stanchi e li vorremo mandare tutti a casa

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    3. Il Krukko e' un esperto nella gestione OP, potresti provare a raccordati con lui...forse potrebbe essere interessato ad avviare qualcosa in Sicilia.

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