lunedì 30 settembre 2013

La migliore varietà di Duro in Italia? E' Francese...

Una occhiata ai risultati agronomici 2012-13 della rete varietale di grano duro gestita dal CRA può fornirci qualche utile indicazione sulle nuove varietà adattabili al nostro ambiente di riferimento. 





Le tabelle sotto, sono tratte dal Supplemento dell'Informatore Agrario n.32/2013. Per motivi di spazio e di interesse personale, ho scannerizzato soltanto due tabelle che riguardano la situazione italiana divisa in due areali (centro-Nord e Sud-Isole) e altre due tabelle specifiche per la Sicilia. 
Sul numero cartaceo potrete trovare invece i dati relativi ai risultati di ciascuna Regione, oltre ad altri aspetti peculiari che qui non riporterò.

Se guardiamo le prime due tabelle ci accorgiamo subito che in Italia nell'ultimo anno, una varietà si è dimostrata molto produttiva. Si chiama Monastir, al secondo anno di prova nella rete, ed ha spiazzato la concorrenza, sia al Nord che al Sud della penisola. E già l'anno scorso un commentatore ci aveva segnalato le buone potenzialità del Monsastir (vedi commenti qui). .
Chi è Monastir?
E'una varietà distribuita dalla Florisem (una ditta di Ferrara), ma in realtà costituita dalla RAGT (vedi brochure varietale qui). La RAGT  è un costitutore francese specializzato in colture continentali.
La Ragt ha realizzato una varietà di duro, la Monastir, specializzata per l'areale Mediterraneo (oltre a molte altre per areali nordici). Monastir (è una località tunisina).  La Monastir non è stata neanche iscritta al registro varietale francese, tanto è inadatta al loro ambiente. 
In pratica i francesi, hanno realizzato, sfruttando il grande lavoro varietale fatto in Francia negli ultimi anni (rese medie nazionali di campo, intorno a 50 q/ha, contro rese medie italiane intorno ai 35 q/ha), esclusivamente per l'ambiente italiano, una varietà che ha stracciato le concorrenti nostrane, apparentemente in lotta tra loro ma senza rilevanti incrementi di resa, nell'ultimo decennio.
Uno smacco vergognoso per i nostri costitutori ed una ulteriore prova, se ve ne fosse bisogno, che il miglioramento genetico in Italia fa acqua da tutte le parti e per come è strutturato non fornisce il dovuto ausilio alla cerealicoltura.
In Francia il miglioramento genetico viene finanziato sulla base dei risultati raggiunti, qui da noi è semplicemente una rendita di posizione protetta.
Tra le prime dieci varietà italiane, per diffusione di seme certificato, 6 sono state costituite almeno 15 anni fa (reord il Duilio 29 anni fa) ed appena 2 negli ultimi 10 anni!!!!
Se qualcuno asserisse che la ricerca varietale in Italia dorme, sarebbe difficile dargli torto, a mio avviso.

Qui sotto i dati del Centro Nord (media varietale 5.41 t/ha). Seconda varietà dopo Monastir, Ramirez (anch'essa francese, tanto per cambiare). Pigiate sulla figura per ingrandire.



Di seguito i dati Sud e Isole (media varietale 4.79 t/ha). Monastir sempre la prima. Seconda e terza due varietà della Sis, Massimo Meridio e Marco Aurelio. Per sconfiggere i francesi, forse ci sarebbe voluta la varietà "Giulio Cesare" se ricordate le gesta di Cesare contro i Galli!


Ed ora la tabella Sicilia, quella che mi interessa di più, ovviamente. Anche qui Monastir si è classificata la migliore varietà. Tra i nuovi genotipi in prova Emilio Lepido (Sis) ha dato i migliori risultati. Flop per Tirex, Marco Aurelio (l'anno precedente la più produttiva) ed Aureo che non sembra proprio adattarsi all'ambiente siculo. 




La tabella più interessante riguarda il dato pluriennale in Sicilia, e consente una migliore valutazione della stabilità produttiva: negli ultimi 5 anni Anco Marzio, Iride e Neolatino le migliori varietà. In ogni annata sempre superiori alla media delle varietà testate. Monastir in agguato, vedremo se si confermerà i prossimi anni.


Vorrei provare Monastir a questo punto, anche se in Sicilia non sarà facile trovarla, temo. La sua adattabilità è impressionante. Una varietà così performante dalla pianura Padana a Capo Passero non la avevo mai vista.


P.S.: Oh...non prendete i dati per oro colato, sono al massimo uno spunto di riflessione. Qua e là ad un occhio attento, si scorgono incongruenze macroscopiche, almeno secondo le mie esperienze di campo.

19 commenti:

  1. i dati dei campi sperimentali spesso si discostano dalle produzioni a pieno campo,ad esempio x anni l'iride è stata la varietà più produttiva nel meridione ma ogni qualvolta l'ho seminata nella mia azienda ho avuto risultati modesti tranne un anno che,secondo me almeno,dell'iride aveva solo il nome sul cartellino ma l'aspetto era quello del duilio con le reste rosso dorate invece del colore nero classico...però se c'è la possibilità di provare questo grano francese io lo farò anche se non credo ci sia già in circolazione se non x piccoli quantitativi

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    1. MOnNASTIR è distribuita in Italia da SEMETICA srl, credo ne abbia buoni quantitativi gia certificati in italia non è il primo anno che si rimonta al centro, nord e sud italia. cerca sul loro sito.... www.semetica.com

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  2. la pubblicità è l'anima del commercio........tutte str......te.......ho provato per diversi anni le varietà esaltate dal CRA su Informatore Agrario e i risultati sono sempre stati diversi da quelli asseriti

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  3. spunti di riflessione infatti li ho chiamati. So bene che spesso si tratta di numeri al vento.
    Va considerato che il CRA non avrebbe alcun interesse a spingere una varietà francese. Secondo me è interessante la Monastir, il successo su tanti areali diversi promette bene. Difficile che tutti sbaglino o siano prezzolati.

    L'anno scorso un produttore salentino già lo usava il Monastir. Quindi si dovrebbe trovare su da voi.

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  4. ah ecco......1 produttore e con te sono 2!!!! in compagnia dei tecnici redattori della prova......ho letto l'articolo e in 2 prove in Sicilia non era la prima varietà ma poi sai basta arrotondare qualchenumeroa caso e le medie si trasformano a uso e consumo.
    Comunque sei libero di fare tutta la pubblicità che vuoi........gratis (forse)

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    1. si desume dalla tabella della Sicilia che ho pubblicato che non era la prima in tutti i campi (come speso capita), ma nella media lo era, non ce bisogno di maligne dietrologie (poi magari se ti informi sul significato delle letterine accanto ai numeri, riuscirai a comprendere i dati meglio)...si sono libero di fare pubblicità a chi voglio (e forse mi pagano pure, i francesi pagano bene). Forza Monastir, sei la meglio che ci sia.
      A chi non sta bene può cambiare blog.
      Il prossimo commento inopportuno ti cancello il commento, senza darti spiegazioni.

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  5. Monastir promette bene, consiglierei anche Odisseo, che al centro nord e in Puglia è andato molto bene. Sembrerebbe che in Italia abbiamo trovato un degno successore all'Iride (granduro anche io sono prezzolato, ma come te cerco di attenermi ai fatti, a differenza di chi critica e basta).

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  6. Granoduristi Sudistiiiiiiii!!!!! State ancora con il cartellino del certificato in mano?
    Ribellatevi! Non si puo' legare un contributo comunitario alla presentazione di una certificazione!E' contro il reg. 2100/1995 CE...diritto dell'agricoltore di utilizzare la propria produzione al fine di riseminarla!Svegliaaaaaa!!

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  7. La mia curiosità è stata spenta dal prezzo, a mio parere esagerato per una II riproduzione, sebbene conciato e cartellinato .... 55 euro al quintale. Mah

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    1. bè, però un parcellone lo potresti provare...io lo farei se lo facessero arrivare dalle mie parti...

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  8. Ho contattato la Florisem e mi è stato consigliato di provare anche la varietà kanakis ( non so se l`ho scritto correttamente) che a loro dire è molto simile al Monastir se non per il fatto che è più tardivo di circa 4-7 giorni ed in zone con terreni più freschi e non tendenti al sabbioso potrebbe dare risultati anche migliori. Penso che li pro vero' entrambi. Di Monastir qui' a Foggia ne ho trovato un centinaio di quintali. Inoltre sembra essere disponibile anche presso il consorzio agrario di Bologna, unico problema il costo del trasporto che inciderebbe di ulteriori 4 €/q

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  9. Ma quindi in Italia il monastir lo distribuisce la semetica o la florisem?

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  10. Comunque, nelle prove dello stesso CRA svolte l'anno precedente (2011-2012) il monastir non aveva particolarmente impressionato, anzi era più o meno allineato con il valor medio di tutte le altre varietà, e quindi abbastanza distante dalle vette...
    Che abbia trovato nel 2012-2013 un'annata particolarmente favorevole alle sue caratteristiche?
    Difficile dire, occorre fare prove su un maggio numero di anni...
    orzo v.

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  11. a Cesare quello che è di Cesare..................
    onde eliminare il campo da discorsi non esatti è bene precisare 2 cose:
    - la prescrizione di utilizzo di seme cartellinato per l'art. 68 non significa che viene vietato l'uso del seme aziendale dato che in tal caso si rinuncia alla provvidenza comunitaria;
    - il premio legato all'art. 68 viene erogato quale indennizzo per i maggiori costi sostenuti, tra cui anche il seme cartellinato.
    Mi sorprende però che si facciano tante polemiche e poi qualcuno minimizza sul prezzo di 55 euro a qle per una seconda riproduzione. Mah !!!
    Evidentemente la pubblicità ha un costo...............

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  12. onde evitare di dare credito ad anonimi in preda ad allucinazioni si precisa quanto segue:

    1) usando il seme aziendale in luogo di quello certificato (soltanto nel caso del grano duro) non si percepisce più il premio art.68 pari a circa 180 €/ettaro per biennio (come è avvenuto invece nel 2011 e nel 2012)...dunque è un obbligo di tipo economico, a meno che non si voglia combattere contro i mulini a vento...

    2) il premio art.68 è destinato a finalità ambientali come ben risulta dalla stampa specializzata, non è previsto alcun indennizzo per i maggiori costi del cartellinato.
    http://durodisicilia.blogspot.it/2013/02/qualcuno-non-ci-sta.html

    Dalle mie parti quest'anno la seconda riproduzione costa 40 €/q, circa il doppio del prezzo del grano dalle mie parti...ma nessuno minimizza, è uno scandalo...liberalizziamo il settore riportando la semente aziendale e quella certificata sullo stesso piano e la differenza si assottiglierà...

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  13. 2. Il sostegno di cui al paragrafo 1, lettera a) può essere
    erogato solamente se:
    a) per quanto riguarda le specifiche attività agricole cui fa riferimento
    il paragrafo 1, lettera a), punto v):
    i) rispetta i requisiti fissati dall'articolo 39, paragrafo 3 del
    regolamento (CE) n. 1689/2005 ed esclusivamente per
    coprire i costi supplementari effettivamente sostenuti e la
    perdita di reddito subita per conseguire l'obiettivo prestabilito;
    e
    ii) è stato approvato dalla Commissione;

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    1. 1)le attività agricole previste erano gli avvicendamenti con le leguminose. L'uso di seme cartellinato fu escluso dalla misura avvicendamenti dell'art.68 nel 2010, per decisione della commissione.
      Esisteva un altra misura specifica articolo 68 che poteva essere usata proprio per il cartellinato, ma si preferì indirizzarla verso la bietola.

      2) successivamente alla bocciatura le associazioni di sementieri hanno finanziato una studio alla società Horta srl, con il quale ha dimostrato che la semente di frumento duro cartellinato nelle aree meridionali riduce le emissioni di Co2 rispetto alla semente aziendale!!!
      Grazie a questo studio, viste le finalità puramente ambientali del sostegno, la commissione ha vincolato il percepimento del premio art.68 dalle semine 2012 all'obbligo di utilizzare il seme cartellinato per il frumento duro.

      Molti produttori hanno delle difficoltà a credere a questi risultati (cioè che il seme cartellinato emette meno CO2 di uno aziendale a Km 0), lei anonimo no a quanto pare (ci spieghi allora), cionondimeno alcuni di loro hanno richiesto di visionare lo studio sia alla società Horta che alle associazioni di sementieri, ottenendo risposte elusive, non ottenendo risposta o addirittura in un caso riscontrando il mancato ricevimento della raccomandata indirizzata.
      In più il frumento tenero (ma anche altre colture) continuano tranquillamente a percepire lo stesso identico premio art.68, pur non essendo vincolato ad utilizzare il seme certificato. Dunque il premio non può ritenersi un indennizzo per il seme cartellinato.

      Tutte le mie affermazioni sono ampiamente documentabili.

      La prego di approfondire meglio gli argomenti prima di commentare a sproposito.

      Grazie per l'attenzione

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    2. i regolamenti parlano chiaro e non hanno bisogno di essere commentati.
      Le vicende da Lei narrate sono veritiere........ma Le assicuro che sono piu' documentato di Lei avendo visionato i documenti della Commissione Europea che Lei sicuramente non conosce.
      E' chiaro che lo studio Horta, inverosimile, e' stato solo un pretesto per fare dietro-front.
      Dopotutto i premi se li inventano ad uso e consumo e vengono erogati secondo mera convenienza.

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    3. ah bèh, se me lo assicura un anonimo commentatore di un blog, allora mi fido...
      tuttavia se mi inviasse la documentazione della Commissione avrei piacere di dargli una occhiata.

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