giovedì 12 settembre 2013

Le esportazioni agricole siciliane sono ridicole

Con la flessione dei consumi interni, l'unica strategia, nel contesto globale,  per rilanciare l'economia  sembrerebbe quella di incrementare le esportazioni. In Sicilia dove la via per il disastro economico è ben tracciata, oltre al declino dei consumi, si manifesta un vero e proprio crollo dell'export, che riguarda anche i prodotti agricoli ed agro-industriali.



Export: Istat, crolla Sicilia in Ue, bene Piemonte e E.Romagna extra Ue
11 Settembre 2013 - 10:53
(ASCA) - Roma, 11 set - Crolla l'export verso i paesi Ue dalla Sicilia (-22,7%), Lombardia (-2,9%) e Puglia (-20,4%): complessivamente, il dato delle esportazioni italiane in Ue si attesta a -3.1%, con una diminuzione anche di regioni come la Liguria (-20,8%), la Basilicata (-17,7%) e la Calabria (-9,4%). Per Lazio (+8,3%) e Marche (+15,0%) si rileva, invece, un aumento significativo delle vendite verso i paesi Ue. Questo quanto emerge dal rapporto Istat sull'export italiano nel secondo trimestre del 2013. Per quanto riguarda le vendite sui mercati extra Ue (+3,0%), le regioni per le quali si rilevano i maggiori aumenti nel primo semestre 2013 sono l'Emilia Romagna (+7,2%) e Piemonte (+10,0%), seguite dalla Lombardia (+3,2%), mentre si rileva una significativa diminuzione per Sicilia (-15,3%), Puglia (-12,7%) e Liguria (-7,2%). Nei primi sei mesi del 2013, i principali contributi alla diminuzione delle esportazioni nazionali (-0,4%) sono da attribuire alle vendite della Toscana in Svizzera e Francia (rispettivamente -24,3% e -14,7%) e di Liguria e Sicilia negli Stati Uniti (rispettivamente -77,1% e -50,1%). Risultano in forte diminuzione anche le vendite della Sardegna in Turchia e Spagna (rispettivamente -69,7% e -39,0%). In notevole aumento, invece, le vendite del Lazio in Belgio e Giappone (rispettivamente +260,9% e +94,5%), della Liguria verso i paesi Opec (+121,4%), delle Marche verso il Belgio (+69,6%) e della Sardegna verso la Francia (+140,8%). 
Fonte

Dal sito dell'Istat possiamo trarre alcune tabelle di approfondimento. La prima riguarda le esportazioni di pasta. In Sicilia, principale produttore di grano duro italiano insieme alla Puglia, riscontriamo tuttavia quantitativi di prodotto trasformato ed esportato inferiori anche al Trentino Alto Adige (i pizzoccheri hanno molto successo, a quanto pare), e peraltro in calo del 6,7 % rispetto al 2012. Le esportazioni nazionali invece risultano in crescita.
Ma anche per i vini, settore nel quale la Regione Siciliana investe "palate" di denaro pubblico (figuratevi che esiste un Ente Regionale specifico per la promozione e la commercializzazione del vino siculo), la situazione commerciale non appare particolarmente rosea. In calo anche qui le esportazioni regionali a fronte di una crescita nazionale. In termini assoluti il Veneto esporta circa 16 volte la Sicilia.

Settore dell'olio stabile in Sicilia, sebbene l'export italico cresca del 16,8%. In valori assoluti nel 2013 rappresentiamo appena l'1,7 % dell'export nazionale. Anche in questo settore esiste un Ente Regionale specifico per la promozione dell'olio siculo.

Unico dato confortante in termini relativi è rappresentato dalla crescita dell'export di frutta ed ortaggi (+39,8%). ..ehm...però in termini assoluti rappresentiamo appena l'0,8 % delle esportazioni nazionali di frutta ed ortaggi!!! 

Ogni anno che passa, Sicilia sempre meno competitiva e sempre più povera (pigia sui link)...qualsiasi esecutivo si alterni (anche se di alternanze fittizie troppo spesso si tratta).
Ultimamente poi si assiste nelle campagne (prossimamente un post) ad un aumento esponenziale di furti, razzie ed atti che ricordano il banditismo, rendendo l'attività economica ancora più instabile.
Dovremo dunque abituarci, noi agricoltori siculi, a questa perpetua agonia, possibilmente protetti dall'impianto di videosorveglianza satellitare (o qualcosa di più), peggio che ai tempi delle masserie fortificate?




1 commento:

  1. Nonostante questi dati, nelle Marche è un pianto generale. Non oso pensare che situazione ci sia dove questi sono negativi.

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