venerdì 27 settembre 2013

Già scattati i dazi all'importazione sul Grano Tenero, e sul Duro?

Il prezzo del grano duro in Italia sta andando giù al di sotto dei margini di profitto, a causa delle ingenti quantità di  prodotto importato dall'estero. Come sempre in questi casi, parte il solito disco inceppato di politici e sindacalisti nostrani, atto a creare confusione e scoramento nei produttori, senza determinare alcun beneficio concreto. Eppure provvedimenti di natura politica è possibile attivarli in sede UE. E per il grano tenero sono già stati adottati.



Per il grano tenero (coltura continentale, ahinoi) di qualità bassa e media, i dazi sono stati riattivati e le quantità da importare contingentate. Leggiamo la situazione:
L’ Unione europea continua a mantenere a zero i dazi all’importazione del grano duro e tenero di alta qualità, ma rispolvera le tariffe sul frumento tenero di media e bassa qualità. Dall’1 luglio infatti all’interno del contingente da circa 3 milioni di tonnellate (3.112.030) annue si pagano 12 euro la tonnellata e ben 95 euro per i quantitativi che non rientrano nel contingente.
Mentre, dopo che a fine giugno era stato pubblicato il regolamento di esecuzione n. 634/2013, che fissava a zero i dazi all’import per il grano di alta qualità, anche il successivo regolamento (n. 674/2013) mantiene gli stessi valori. Confermando una tendenza annuale, in quanto sia durante tutto il 2013 che durante il 2012 i dazi sono sempre rimasti a zero, in linea inoltre con quanto previsto dagli impegni presi in ambito Wto.
Secondo quanto stabilito dal regolamento Ocm unica (n. 1234/2007), il dazio Ue alle importazioni di cereali è fissato sulla base della differenza tra il prezzo d’intervento per i cereali moltiplicato per 1,55 e il prezzo d’importazione Cif (costo, assicurazione, trasporto) dei cereali al porto di Rotterdam. Tale prezzo rappresentativo, per ogni tipo di cereale, comprende tre elementi: il prezzo del cereale sul mercato d’origine, il costo di trasporto fino a un porto di esportazione degli Usa, e il costo di trasporto tra gli Usa e il porto di Rotterdam.
Il totale viene poi convertito da dollari in euro al tasso di cambio giornaliero.
La Commissione calcola quotidianamente tali prezzi, ma li fissa il 15 e l’ultimo giorno lavorativo di ogni mese, e vengono poi applicati dal 16 del mese e dal primo giorno del mese successivo. Per la campagna 2013-14, stando alle previsioni della Commissione, le importazioni di grano raggiungeranno 6,2 milioni di tonnellate, mentre l’import complessivo di cereali toccherà quota 12,8 milioni di tonnellate.


Un ulteriore approfondimento di Borsa Merci di Roma qui.

Il regolamento esecutivo UE n.674/2013 qui.

In tutto ciò, il solito DiVella, si è affrettato a dichiarare di acquistare dall'estero a prezzi elevati, evidentemente per l'agro-industria italiana l'eventuale ripristino dei dazi sul grano duro è una ipotesi terrificante.
Intanto i giornali si occupano degli spot della Barilla.
Mentre gli Europarlamentari  italiani discutono e votano di PAC da 5 anni circa, senza che ancora si sia delineato un quadro chiaro della situazione. I loro colleghi Nordici appaiono molto meno distratti.
Nel frattempo la Durogranicoltura Italiana affonda.

16 commenti:

  1. compro grano a 20 x q.le e vendo seme a 44 x q.le

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    1. Quest'anno il cartellinato rimane nei sacchi....preferisco seminare scaglio piuttosto che pagare il pizzo.

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  2. secondo me questa discesa è una manovra speculativa io non vendo e nn mollo a dicembre /gennaio salirà di colpo

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    1. sembri Salcuni della Coldiretti.
      Quali elementi hai a sostegno della tua tesi?

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    2. Caro granduro,
      elementi oggettivi a sostegno, ce ne vedo pochi, almeno in questo preciso momento, ma ognuno è libero di pensarla un po' come vuole, alla fine si paga di persona per aver preso decisioni avventate...

      C'è l'anonimo di sopra che lancia uno spot pubblicitario, quest'altro anonimo che lancia una previsione che inneggia all'ottimismo... sarà della scuola di Farinetti!

      Comunque staremo a vedere...
      orzo vestito

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    3. ma io sono curioso di capire perché si ritiene che si tratti di una speculazione.
      Comunque che non convenga vendere adesso è sicuro. Conviene attendere, ma senza farsi illusioni...a meno che i biechi speculatori di Chicago non ci diano una mano (biecamente il prezzo sta salendo a Chicago).

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  3. gino agricoltore pugliese27 settembre 2013 17:58

    in italia grano da vendere c'è ne è poco, quando i grandi laghi saranno ghiacciati i poveri mugnai come potranno rifornirsi?

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    1. l'anno scorso in Italia ce ne era tanto, eppure il prezzo salì.
      A quanto sembra a livello Europeo siamo sugli stessi quantitativi dell'anno scorso.

      Ti vedo informato sulle rotte Canadesi, in effetti in inverno sono costretti a cambiare rotta e passare dai porti USA (leggermente più costoso).
      Tuttavia ci sono ancora quasi due mesi di trasporti attraverso il Porto di S.Lorenzo.
      Abbastanza per consentire a Divella di produrre la pasta con l'acero rosso per tutta la campagna e fregarsene bellamente del prodotto italico.

      Solo Chicago potrebbe aiutarci, è difficile ma non impossibile. Ad oggi è meno improbabile di ieri. 6,8 $/bu è una quota importante, se sale ancora porta su anche noi.
      L'unica certezza è che oggi non conviene vendere assolutamente.

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  4. Skandiski
    Scusami Granoduro se non centra con l'argomento. Vi informo per chi non lo sapesse che il decreto-legge del 18 ottobre 2012 n. 179 pubblicato sul supplemento ordinario della gazzetta ufficiale n. 245 del 19.10.2012 serie generale all'art. 5 comma 2 recita: Le imprese individuali attive e non soggette a procedura
    concorsuale, sono tenute a depositare, presso l’uffi -
    cio del registro delle imprese competente, il proprio indirizzo
    di posta elettronica certificata entro il 31 dicembre 2013. L’ufficio del registro delle imprese che riceve una
    domanda di iscrizione da parte di un’impresa individuale
    che non ha iscritto il proprio indirizzo di posta elettronica
    certificata, in luogo dell’irrogazione della sanzione
    prevista dall’articolo 2630 del codice civile, sospende la
    domanda per tre mesi, in attesa che essa sia integrata con
    l’indirizzo di posta elettronica certificata.
    C'e chi dice in giro che il deposito debba avvenire entro il 30.09.2013 e che si debba comunicare a tutti gli enti...

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  5. Skandiski

    Altamura ancora in calo - 1.30 euro-ql

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  6. In Canada nuovo calo di circa 0,5 €/q.

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  7. Devo ammettere che la situazione si sta mettendo piuttosto male al momento... le speranze di risalita per quest'anno le vedo minime, per non dire nulle.
    Forse si può sperare in qualcosa col 2014, nel caso in cui i canadesi si accorgeranno di avere ottenuto un livello qualitativo molto basso (ipotesi da non scartare, comunque), però bisogna tener conto che:
    1) prima che divella & C smaltiranno tutta questa robaccia che stanno facendo arrivare, ci vorranno dei mesi.
    2) nel frattempo signori si scende a botte di 1 euro e rotti la settimana, per tornare eventualmente ai prezzi di giugno-luglio sarà dura.... e lunga....
    orzo v.

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  8. notizia letta nel weekend: Pechino ha lasciato invariate per il 2014 le quote di importazione di principali cereali, con 9,6 milioni di tonnellate per il grano. Se fosse confermata (con la Cina la cautela è d'obbligo), si tratterebbe di un'ulteriore notizia in un'ottica di stabilizzazione del mercato.

    GP

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  9. gino agricoltore pugliese30 settembre 2013 18:11

    il tenero sale il duro scende è molto strano, prima si oparla di produzioni copiose, poi di gelo, poi la cina è affamata e poi........ e poi..... mai come in questo periodo le notizie opooste si sovrapppongono. Ma alla fine della canzone che cosa succederà? intanto cichago sale

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  10. Skandiski

    Analyse hebdomadaire du 30/09/2013 (source:Agritel)

    Les cours du blé dur français entament une phase de consolidation après la baisse enregistrée ces dernières semaines pour se réajuster par rapport au marché américain. Désormais, les prix s'affichent à 245 €/t en équivalent FOB Port-la-Nouvelle.

    Le bilan semble toujours s'alourdir avec la progression de la récolte canadienne avec toujours de tres bons rendements. La qualité elle, reste toujours mitigée. Néanmoins, cela ne permettra pas de reconstruire fortement les stocks qui devraient rester sur des niveaux inconfortables pour le pays. Concernant la demande, les importateurs restent timide, notamment pour du blé dur européen.

    Dans ce contexte, aucun rebond durable n'est attendu à court terme, sauf si le blé tendre rebondit de manière conséquente.

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