sabato 16 novembre 2013

Miscugli

Nell’ultima puntata di Report dal titolo "L'insostenibile brevetto", ad un certo punto si è parlato di miscugli. Ho notato un certo interesse e curiosità sull’argomento, così vi propongo rapidamente il mio punto di vista.



L'argomento è stato introdotto da Salvatore Ceccarelli, professore di Miglioramento Genetico della Facoltà di Agraria di Perugia e poi ricercatore dell'Icarda (Center for Agricultural Research in the Dry Areas) in Siria. Vedi il video sotto:




I miscugli, semplicemente semi di varietà o popolazioni diverse coltivate nelle stesso campo simultaneamente, hanno delle straordinarie potenzialità di utilizzo rispetto ai campi monovarietali, come anche le consociazioni  (non previste tuttavia in regime biologico!?) rispetto alle monocolture.
Da noi in Italia sono quasi dimenticati, a causa del regime sementiero che da decenni condiziona la nostra agricoltura, ma all’estero sono ancora utilizzati anche nei paesi più sviluppati. In Francia numerose ricerche in merito sul grano, vedi qui.

Un idea dei vantaggi dei miscugli?
Se avete sentito l’intervista, il genetista ad un certo punto descrive le radici delle piante in campo. Piante della medesima altezza hanno anche apparati radicali della medesima profondità. Mischiando a piante basse, piante più alte avremo quindi anche piante con apparati radicali diffusi a profondità diverse nel nostro terreno. In questo modo si avrà una migliore e maggiore utilizzazione del suolo, come anche una maggiore capacità di difesa naturale dalla infestanti.

Naturalmente la tecnica colturale dovrà essere calibrata alle diverse esigenze del miscuglio rispetto alla monovarietà. E lo studio sui miscugli andrebbe approfondito, per trovare le opportune combinazioni da usare nei vari ambienti di coltivazione, o in relazione agli obiettivi produttivi o qualitativi, o a particolari fitopatie. Purtroppo quasi nessuno ha interesse ad approfondire, perché è molto più complicato lucrare commercialmente su di essi o perlomeno al momento non vi sono le tutele legali.

In generale sui miscugli possiamo affermare, senza timore di smentita, che l'aumento della biodiversità nel campo consente un migliore sfruttamento delle risorse sia nello spazio che nel tempo, una maggiore capacità di reazione agli eventi climatici ed una maggiore competizione nei confronti delle infestanti.

D'altro canto va rilevato che l'uso di una sola varietà da anche dei vantaggi. Certamente semplifica molti aspetti, ma un approccio più articolato, come quello derivante dall'uso di più varietà mescolate, non è detto che non dia risultati migliori nel complesso, tenendo anche conto della professionalità sempre più elevata raggiunta dall'agricoltore moderno. Sicuramente è una opzione supplementare della quale non è stato giusto privarsi per tanti anni.

Dalle mia parti, l’antica saggezza contadina dice che il grano a due piani produce più di quello ad uno. Intendendo che campi nei quali le spighe si trovano a varie altezze sono un vantaggio rispetto ai campi nei quali le spighe si trovano tutte uniformi.
Qualche decennio fa, infatti, la variabilità genetica di un campo di grano era elevatissima, ancora non esistevano le varietà certificate…

Per la mia esperienza diretta  posso dirvi, che qualche anno fa, mi fu rifilata una partita di semente cartellinata, che risultò poi una babele di varietà diverse…ebbene quel campo così bislacco con spighe di diversa altezza, come di diverso ciclo colturale, risultò alla fine eccezionale.

Nel video di Report è anche apparso un produttore siciliano che ha riferito dei miscugli, da lui utilizzati con successo. Si chiama Giuseppe Li Rosi…qui potrete trovare un articolo che lo riguarda….in realtà non è un semplice agricoltore…visto che è anche stato Commissario della Stazione di Granicoltura di Caltagirone del CRA (costitutore di varietà registrate molto diffuse) ed ha fatto parte della Deputazione Prezzi del Borsino di Enna...incarichi che solitamente vengono assegnati per meriti politici...non so dirvi se i risultati da lui raggiunti siano agronomicamente affidabili o intrisi di opportunistica o furbesca ideologia.
Chi lo volesse contattare, per saperne di più, lo trova facilmente via facebook.




31 commenti:

  1. Dopo aver provato e riprovato,mi sono accorto,che con le varietà odierne non si raggiunge nessun risultato,anzi si rischia-
    Sono molti simili-si differenziano solo per epoca di maturazione-precoci-medi-tardivi-per il resto sono molto simili,e siccome difficilmente un precoce si adatta su un areale per tardivo e viceversa,cosa vuoi mischiare-
    Con le vecchie varietà invece il risultato era diverso-
    Posso assicurarvi,che cè gente che pratica il miscuglio ,e ne sono fermi sostenitori,ma io non vi ho mai visto risultati eccezionali,anzi-

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  2. vero sono molto simili le varietà moderne...però sono tantissime le varietà iscritte e non, anche se quelle che girano sono sempre le stesse...penso che c'è ancora abbastanza variabilità genetica per provare delle combinazioni...si potrebbero anche ipotizzare delle nuove varietà selezionate per essere combinate in un miscuglio...insomma io non sarei così negativo...ma certo trovare la giusta combinazione non è cosa facile.,..

    varietà precoci si adattano solitamente ad un areale precoce, ma in presenza di una annata anomala i risultati sono sfalsati. Ipotizzando un miscuglio all'80 % precoce ed al 20% di una tardiva, potresti ottenere una sorta di paracadute nel caso l'annata non dovesse avere un decorso ordinario.
    Ogni pianta di grano ha una straordinaria elasticità, in presenza di condizioni ottimali tende a prendere spazio e risorse alle piante che non si trovano in condizioni altrettanto ottimali aumentando le spighe m2 o le cariossidi per spiga o il peso delle cariossidi, così la maggiore produzione del 20% tardivo potrebbe coprirti almeno in parte la minore produzione dell'80 % precoce. In annata normale l'80 % precoce dovrebbe garantirti il raggiungimento di un risultato molto prossimo allo stesso campo occupato dal 100%.

    Potrebbe essere un sistema per limitare le anomalie climatiche, o attacchi particolarmente virulenti di fitopatie, e mantenere una produzione media più costante.

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    1. Tecnicamente,il tuo discorso non fa una piega,ma in teoria,io non vi ho mai trovato benefici-qui si usa mischiare un precoce con un medio-precoce(duilio-simeto,o altre varietà simili)io non ci ho mai visto nessuna differenza,anzi-comunque ,guai a contestare chi pratica questa tecnica,la risposta sarebbe!! tu non capisci niente-questo per dire che loro in un modo o in un altro sono convinti di quello che fanno-
      Con le fitopatie,meglio non scherzare,certe varietà suscettibili,meglio evitare di seminarle in certi areali,poi sono guai seri -
      Per quello che è la mia esperienza,posso dire,che oggi vi sono alcune varietà,che si adattano bene su alcuni areali,io li distinguo per areale e cosi le impiego,-tuttavia,ripeto,cè chi fa del miscuglio una ragion di vita-

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    2. concordo con te Mimmo, anche io faccio come fai tu...però il miscuglio almeno in teoria mi ha sempre incuriosito...

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    3. Beee,facciamo cosi-qui piove non appena si puo riprendere,io semino 1,5ht mescolando TIREX-SARAGOLLA,ne riparliamo a giugno se campiamo ancora-

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    4. non fare il menagramo...secondo me a Giugno sei su Report...;-)

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    5. Miiinchiaaa,su report con il mio campo sperimentale,magari la notte prima ci faccio pure qualche cerchio ,come quelli in Inghilterra-sembrerà strano,ma con quello là,non ancora riesco a farci un contrattino,neanche una riga,dice di non voler fare favoritismi!!!! maaa- quindi il condizionale mi sembra quantomeno doveroso-

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    6. se fai i cerchi vai anche su Voyager, che è anche più divertente...

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  3. In Francia e' una pratica abbastanza comune.Pero' si parla di almeno 3 o 4 varieta'.
    In piu' tale miscuglio viene annualmente reintegrato per riequilibrarne le percentuali.
    Un mio conoscente semina tutti gli anni la stessa varieta' di grano duro consigliata da un noto pastificio-500 ha -che notoriamente produce bene ma e' molto sensibile alla septoria.
    Quest'anno causa pioggia non e' riuscito a intervenire tempestivamente con i trattamenti.
    Risultato:la septoria gli ha abbassato sicuramente(perizia tecnica alla mano) la produzione di 10 q.li ha.
    e se avesse fatto un miscuglio con altre varieta' piu' resistenti ?
    Anche lui si e' convinto che i miscugli se anche non non dovessero aumentare la produzione, perlomeno sono una assicurazione contro le variabili climatiche ed epidemiologiche annuali.
    Cio' vuol dire aumentare le produzioni medie nel breve periodo.
    D'altronde chi e' cosi' sprovveduto da investire 1000000 di euro in soli bot.......?Differenziare il rischio e' una legge universale.

    E poi la cosa piu' importante e' il riutilizzo tassativo di quel miscuglio per piu' anni nello stesso ambiente pedoclimatico per beneficiare di quella grande invenzione genetica della natura che e" l'adattamento"...introducendo gradualmente in quantita' proporzionale magari le nuove migliori varieta'che la ricerca scoprira'.

    Altra cosa che voglio dire: sono fermamente contro i contratti di filiera che obbligano all'utilizzo di una unica varieta'! Ma qui veramente tocchiamo il fondo dell'ignoranza piu' assoluta! Pensate solo se tutti dovessero mangiare per sempre la stessa pasta dello stesso pastificio fatta con la stessa varieta' di grano! Nel giro di poco aumenterebbero ancora di piu' tutta una serie di complicazioni patologiche che nascono da una microflora intestinale selettiva!......celiachia, allergie, malattie infettive di varia natura avrebbero il sopravvento! E non lo dico solo io......sentite cosa dice il prof. Ceccarelli....!
    I contratti di filiera sono fatti per incanalare una domanda di mezzi tecnici particolari a maggior prezzo, a favore di pochi se non addirittura a favore di chi ritira la produzione.
    Queste mie affermazioni non vogliono essere delle sentenze ma spero servano a tenere aperta una discussione costruttiva .
    Buona domenica a tutti!




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    1. Se il tuo areale è molto omogeneo,allora ,una volta individuata la varietà piu adatta,puoi integrare con altre simili ma con caratteristiche diverse,ma in areali diversi,i miscugli ,rischiano di fare l'effetto contrario-cosa peraltro riscontrata-
      Quindi,l'areale in cui si opera è fondamentale per esercitare questa pratica-
      le varietà odierne,sono quasi tutti suscettibili alle malattie fungini,se si ha un areale a rischio,ebbene selezionare preventivamente le varietà piu resistenti,non fare i miscugli,poichè miscugli o no,puo darsi in alcune annate particolari,come l'anno scorso,l'intervento con fitofarmaci diventa difficile se non addirittura impossibile da fare,allora le produzioni sono comunque compromesse-e qualora si avesse il tempo di intervenire,i costi di tale operazione non sono indifferenti,e ricadono inevitabilmente sui costi di produzione-per una buona copertura(strobulorubine) negli areali a forte rischio, occorrono almeno 2 trattamenti=100E=4qt di produzione a copertura di tale pratica-sinceramente un po troppi-

      la invito a contattare un pastificio,uno serio,e il responsabile tecnico,le dirà che per fare una buona pasta occorrono almeno 5-7 varietà di grano con caratteristiche diverse tra di loro,i contratti di filiera,almeno quelli seri,servono a promuovere una determinata varietà,con determinate caratteristiche,per dare alla pasta un determinato parametro merceologico-oggi come oggi i 2 parametri merceologici piu importanti sono l'indice di giallo e le proteine,e ci sono varietà create proprio per esaltare queste caratteristiche,poi come in tutte le cose,ci sono filiere farlocche create appositamente per il tornaconto di qualcuno-In una filiera seria,nessuno si preoccupa dei mezzi tecnici che usi per ottenere i risultati richiesti,l'importante che usi la varietà prevista e la consegni con le caratteristiche predefinite-Diffido,chiunque ad accettare imposizioni disciplinari,qualora vi proponessero un contratto di filiera imponendo un disciplinare produttivo mandatelo a fare in culo su 2 piedi senza pensarci troppo -Certe varietà non hanno bisogno della kriptonite per raggiungere certi risultati,li raggiungono con un minimo impegno nella buona pratica agronomica,tipo rotazione colturale con miglioratrici e un apporto di azoto costante durante il periodo di vita della pianta-
      Naturalmente ogni areale ha una storia a sè-

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  4. nella mia esperienza mi sono scontrato contro i paradossi della burokratica pac ..avendo la necessità di produrre la base proteica x il mangime del mio allevamento ho ripreso un sentito dire e ho seminato un miscuglio di favetta x 100 kg/ha ,orzo x 50 kg e avena x altri 50 .Il risultato è stato ottimo e le oscillazioni riguardavano le percentuali di favetta ma non la resa che si è sempre attestata sui 30 ql/ha.Purtroppo nei codici pac non è previsto il miscuglio così alla fine ho desistito ,con amarezza e cospicuo esborso economico, dovendo acquistare soia tostata bio a cifre astronomiche!!! un motto del 69 era "tutto il potere all'immaginazione".bhe siamo andati proprio in tutt'altra direzione!!!!

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    1. sì, è un vero peccato che la pac non preveda questo tipo di miscugli (o meglio consociazioni), molto efficienti dal punto di vista agronomico, ed anche utilissime per chi ha questo tipo di esigenze....
      Chissà perché a bruxelles hanno questa fissa per le monoculture!!!

      Comunque a me verrebbe quasi voglia di prendere davvero 5 o 6 varietà e fare un mescolone di tutto... e seminare quella roba, e vedere che cosa succede.

      orzo vestito

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  5. alcune mie considerazioni
    i contratti di Filiera che ho avuto modo di visionare non impongono una sola ed unica varietà, ma consentono la scelta all'interno delle varietà del costitutore associato alla Filiera....grossa limitazione anche questa...ma la purezza monovarietale della pasta è una assurdità che mai sinora avevo sentito.

    per miscugli intendo la contemporanea presenza di varietà o popolazioni appartenenti alla stessa specie...
    per consociazioni la contemporanea presenza di specie diverse...

    credo che il problema PAC per le consociazioni si ponga però soltanto per le aziende biologiche che subiscono il controllo del certificatore...la consociazione è pratica comunissima per molte colture dalle mie parti (veccia e favino ad esempio) e mai nessuno ha dovuto rinunciare alla PAC per questo, suppongo che dichiarino la specie prevalente al momento della presentazione della domanda.

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  6. Salve colleghi, devo acquistare del grano per la semina e volevo dei consigli su come riconoscere la qualità della conciatura e se conviene spendere 3/4 € in più rispetto al seme normale...grazie a tutti!!!

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    1. se conviene o meno dipende da tanti fattori, per esempio:

      più a Sud vai nella penisola meno conviene, meno piove infatti meno problemi fungini hai;
      se fai ringrano può convenire, se fai rotazioni con leguminose molto meno;
      se fai una lavorazione superficiale o sodo può convenire, se fai lavorazioni profonde meno;
      in un terreno argilloso poco drenante può convenire, in uno sabbioso molto meno;
      il principio attivo usato nella concia è abbastanza importante...ve ne sono alcuni molto più efficaci di altri...ma non avendo esperienza diretta è inutile che faccia nomi che puoi facilmente trovare presso i rivenditori.

      complessivamente io la considero superflua nel mio ambiente siculo zona asciutta, e per il mio modo di coltivare...

      ridurre le spese al minimo, soprattutto se semini parecchi ettari è importante...su pochi ettari puoi anche concederti il superfluo...

      ...poi odio respirare la concia, quando è polverulenta, quando verso il seme nella tramoggia...

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    2. Ho seminato seme mio non conciato su ristoppio in minima lavorazione. Dalla semina o oggi pioggia incessante su terreno già bagnato al limite della praticabilità e solo con cingolato. Densità di semina 180/190. Se mi viene fuori qualcosa, hai fatto bene ha risparmiare la concia. In passato sui ristoppi sempre grano conciato, sulla rotazione dipendeva dalla disponibilità di seme cartellinato (da me si trova solo il conciato), ma non ho notato differenze.

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  7. Conviene spenderli! Purtroppo non puoi avere la garanzia che la quantita' di prodotto dichiarato ci sia. Ti devi fidare del sementiere....oppure chiami una ditta che seleziona e concia a domicilio il tuo seme, se esiste nella tua zona....e allora hai la garanzia perche' vedi quello che fanno.
    ciao

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    1. Conviene tenerseli in tasca,spesso la concia è solo un colorante per mascherare un prodotto poco sano,magari volpato ,in piu non serve a niente,su areali a rischio ristagno basta 150g di rame per qt di seme,costo-E1,05 x qt-

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  8. informazione secondo voi quanti anni si puo riseminare lo stesso grano grazie agr iMolise

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    1. All'infinito,-devi stare attento ,programmando prima su quale appezzamento intendi riprodurre grano da seme-assicurati di seminarlo su terreni che avvicendi con colture miglioratrici meglio su fienagione,non a rischio attacchi fungini ,effettua una buona concimazione,ma soprattutto cerca di preservare il piu possibile la purezza -poi almeno su quell'appezzamento,concia il seme con del normale rame antigrittogrammico-Se non vuoi scervellarti,semina ogni hanno un quantitativo di seme di 2°,quel tanto che basta a garantirti un buon seme di 3 °-

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    2. come dice giustamente Mimmo: all'infinito con i dovuti accorgimenti per evitare gli inquinamenti di semi di altre varietà.

      Per mantenere un nucleo di seme in purezza, quasi come quello dei costitutori, vanno eliminate almeno le spighe svettanti.

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  9. Una domanda da cittadino: ma un raccolto misto di diverse varietà, si venderebbe bene? Io suppongo che l'industria voglia un prodotto omogeneo da processare, o sbaglio?

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  10. In Sicilia circa il 90% della produzione viene commercializzata alla rinfusa senza alcuna distinzione genetica, al massimo distinguendo fra grano con buon peso specifico, poco bianconato (cioé categoria fino), e grano con caratteristiche inferiori (cioé buono mercantile).
    Le eventuali filiere, per quel che so, differenziano soltanto su basi qualitative non genetiche, solitamente hanno tre categorie in base al contenuto proteico delle granelle.

    Perchè questo?
    La stessa varietà coltivata in areali leggermente diversi può determinare una risposta quanti-qualitativa radicalmente diversa.
    Al contrario due varietà diverse possono tranquillamente raggiungere gli stessi livelli proteici, dunque vengono stoccate insieme.
    In sostanza la varietà ha un impatto limitato sul risultato finale, molto di più contano tecnica colturale e pedo-clima.
    Così il grano da macina, ovunque nel Mondo (salvo nicchie che interessano piccole produzioni tipo Cappelli, Kamut e roba simile), viene stoccato soltanto per le caratteristiche commerciali e qualitative.

    Il raccolto misto si venderebbe allo stesso prezzo di uno in purezza, a parità di caratteristiche...la granella sarebbe soltanto mescolata direttamente in campo, piuttosto che poi nel silos o nel magazzino dello stoccatore.

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  11. Scusa se approfitto per imparare :)
    Per verificare la qualità della granella immagino si facciano delle analisi su un campione. Nel caso di un miscuglio come farebbero? Basterebbe prendere un campione più grande?

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    1. in teoria esistono dei metodi di campionamento standard...in pratica dalle mie parti quando sono puntigliosi da un autotreno prendono un campione dalla motrice ed uno dal rimorchio, con una sonda campionatrice....solitamente una strumento chiamato GAC, fa le analisi sul campione.

      Stessa trafila per il miscuglio, nessuna differenza nel protocollo di analisi. Anche perchè spesso nella realtà, nel cassone è già un miscuglio, visto che il grano può provenire da appezzamenti differenti, coltivati con varietà diverse, dello stesso proprietario.

      Un bravo commerciante che sa come coltivi e conosce i tuoi terreni, in base all'annata, prima ancora di vedere il grano, sa più o meno, cosa gli porti...

      Il miscuglio (della stessa specie, naturalmente) è l'ultimo dei problemi ai fini della commerciabilità.

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  12. ciao grano duro scusa l ignoranza cosa significa eliminare le spighe svettanti

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    1. le spighe svettanti...svettano sulle altre, cioè sono più alte e quindi hanno un patrimonio genetico diverso, non è difficile eliminarle se non sono molte.

      I costitutori per mantenere la purezza ed epurare le spighe estranee (derivanti anche da incroci spontanei) non solo quelle più alte dunque, solitamente seminano i parcelloni a file binate, in modo da lasciare lo spazio (e consentire di fare vedere bene le spighe) per il passaggio degli epuratori che elimineranno tutte le spighe diverse da quelle della varietà che si intende mantenere in purezza.

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    2. Comunque, se il seme di partenza è un 2a riproduzione di buona qualità, ci si può tranquillamente riprodurre il seme per 3 o anche 4 anni mantenendo una purezza decente (magari non al 100%, ma che se ne frega...) senza stare a farsi troppi problemi.
      Anche perché le spighe svettanti le vedi, ma ormai ci sono mile varietà che hanno più o meno la stessa altezza, non puoi mica passare ai raggi x tutto il campo...
      Noi siamo mica dei costitutori!
      Alla fine, è più probabile che qualcos'altro vada storto prima di raggiungere il massimo (tipo annata scadente, con probabile bassa germinabilità eccetera) quindi direi che il consiglio migliore è quello di mimmo, cioè ripartire ogni tanto da capo, oppure seminarne un po' di grano nuovo ogni anno.

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  13. Granduro parli di due qualità con diverse maturazioni. Precoce e tardivo, Peccato che al momento del servizio avevo già seminato altrimenti avrei iniziato con 6 varietà tutte a ciclo medio e con maturazioni simili, già provate e buone per la mia zona ma con taglie diverse per tutte le varietà. Del servizio infatti mi aveva colpito soprattutto l’esempio della specularità delle radici con l’altezza vegetativa e quindi la capacità di disturbare e vincere le infestanti. Questo mi ha interessato molto dal momento che sono parecchio restio all’uso dei diserbanti. Altezze differenti dovrebbero funzionare anche dal punto di visto fitosanitario in quanto permetterebbe maggiore circolazione dell’aria. Non sapevo e non immaginavo poi della possibilità di incroci naturali.
    Mio padre era fissato con i miscugli del tenero però. Rimanendo sul tenero, il mulino che ritirava il mio grano, usava mescolare diverse varietà allo scopo di ottenere farine migliori. E' proprio una tecnica molitoria.
    Il grano senza conciante, nonostante il diluvio è nato ed ha un buon colore.

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    1. Puoi sfruttare, se lo ritieni utile, qualsiasi aspetto complementare di varietà diverse...taglia, precocità, maturazione, tendenza alla bianconatura, resistenze, etc,......è certamente un sistema molto più creativo delle monovarietà...
      Si, sebbene il grano sia una specie autogama, ovvero che si autoimpollina, una aliquota intorno al 5% di incroci tra piante diverse possono avvenire...

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